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sabato, novembre 24, 2012

Felini in Viaggio

Tresor
Garfield
Un viaggio in compagnia di felini, mai mi è capitato, in quanto per me l'animale deve avere il suo spazio e governarselo nel limiti della convivenza con l'uomo.
Ma essendo amico di alcune "gattofile" sono stato  arruolato
simpaticamente per fare da trasportino motorizzato per due felini. Ovviamente non mi sono opposto, anzi mi sono prontamente messo a disposizione, anche se devo ammette con qualche timore vista la mia inesperienza, ma mi faceva piacere rendermi utile ed aiutare la famiglia naturale come quella adottiva di queste due bestiole pelose.
Il viaggio in automobile è durato circa 8 ore anche per via della pioggia che non ha praticamente mai smesso, da quando sono partito da Roma sino al mio arrivo a Torino.
I due ospiti come garantitomi dalla padrona uscente, non hanno dato alcun problema, al punto che non li ho mai sentiti ne muoversi ne miagolare, mai una volta in 8 ore. Non hanno avuto problemi con il cambiare dell'illuminazione, dei rumori di sottofondo, dove tra l'altro gli ho fatto ascoltare per tutta la durata del viaggio la musica anni 60,70, 80 che spero abbiano gradito. La loro docilità è stata poi simpaticamente dimostrata con due posizioni essenziali che tenevano all'interno del trasportino: appallottolati uno a fianco all'altra a veicolo fermo o lento e stesi uno sopra l'altro con uno di loro che sporgeva le zampe fuori dallo sportellino quando ero a velocità di crociera, davvero buffa questa cosa. Non sono mancate le telefonate di controllo durante il tragitto, ovviamente per sapere come stavano le due bestiole oltre che per capire anche i tempi di percorrenza e un ipotesi di orario di arrivo, giusto per tenere aggiornata anche la padrona adottiva che era in trepidante attesa insieme a suo figlio.
Bene se non era per il fatto che parlassi io ai due ospiti in auto, me li avessero messi di nascosto in auto, mai mi sarei accorto della loro presenza praticamente due soprammobili con la pelliccia dal muso simpatico e sparuto che dove venivano messi stavano senza emettere un fiato.
Spero di non averli scossi troppo e di aver fatto fare loro un viaggio non troppo faticoso. Una esperinza particolare da ricordare soprattutto confrontando lo stato emotivo di chi lasciava e di chi prendeva. Ho visto in presa diretta le due facce degli stessi gatti e per certi versi non ho potuto evitare di sentirmi in parte coinvolto, condividendo in silenzio la tristezza ed il dolore della separazione, come allo stesso modo gioire nel vedere l'espressione di felicità ripagata dall'attesa dell'arrivo dei due giovani felini. Due momenti distinti solo poche ore ma forti, pregni di umanità che visti i tempi odierni faccio sempre più fatica a trovare e vedere nelle persone. Che dire: bella esperienza!

sabato, luglio 14, 2012

I Gatti Son Tornati

immagine prelevata dal web
Era un po' di tempo che non si facevano vedere, ed in effetti mi ero domandato che fine avessero fatto! Di norma non lo dico ma per la verità ho un rapporto tutto mio con i felini domestici. Sin dall'infanzia e da quel che ricordo li ho avuti sempre in torno per cui la loro presenza per me è una costante se non addirittura una necessità. In effetti non saprei se mi piacerebbe una vita senza qualche gatto nei dintorni, non deve essere necessariamente mio, ma se mi sforzo con la memoria, questi animali alquanto riservati e particolarmente sofisticati transitano e stazionano nella mia vita con una ricorrenza direi quasi strana. Si perché per ovunque vada non manca occasione che il mio sguardo incroci quello di un felino, fosse anche solo di passaggio. Non sono un maniaco degli animali, e quindi non sto a fotografare ed annotate ogni gatto che vedo, ma certamente completano la mia vita. Anche in queste terre pontine sono stato circondato da queste bestiole, tanto che nel mio giardino, come già scritto in passato ci si è accomodato un gattone, che ha fatto suo il giardino; oltre al coinquilino abusivo, si era affacciate la gattina dei vicini e non dimentichiamo i vari gatti di passaggio sul muretto sul quale di tanto stazionano sia di notte che di giorno.
Ebbene da qualche mese erano scomparsi e inconsciamente ho accusato il colpo ed ero arrivato anche al punto di pensare che il mese e mezzo di sfiga completa che mi aveva colpito e non mi abbandonava, fosse conseguenza della fuga dei felini. E guarda caso se voglio estremizzare questo concetto, la sfortuna è sparita nel momento che si sono riaffacciati i gatti nel mio domicilio. Ma sono consapevole che non è così che funziona.
Se devo essere sincero credo sia l'esatto opposto, ovvero che i gatti sono con me quando io sono in equilibrio con me stesso e questi animali, a cui come nell'antichità ed ancora oggi credo, sono associati particolari aspetti spirituali e sensoriali, si sono allontanati e/o avvicinati in conseguenza del stato della mia "aura". Forse esagero, ma resta il fatto che se intorno a me ci sono i gatti io vivo meglio, nel senso che la mia vita è meno tormentata.
Non mi interessa fare un trattato sui felini, non ne sono in grado ne tanto meno voglio farmene una cultura così profonda, mi basta che ci siano e che di tanto tanto si affaccino. Tanto come spesso accade vista la loro enorme indipendenza, loro non voglio niente da me e io non voglio niente da loro, mi è sufficiente questa specie di coabitazione in questa vita.
Sarà che in questi giorni sto raggiungendo nuove consapevolezze, buone e cattive, ma per esempio oggi i gatti sono 3 che mi stanno intorno: l'abusivo sdraiato nel giardino, e due sul muretto di cinta che separa il mio perimetro da quello di una piccola fabbrica dall'altro lato.
Ogni tanto però mi chiedo se mai questi felini apriranno una porta per un mondo parallelo nel quale potrei sparire per intraprendere un nuovo e diverso cammino... chissà!???

martedì, luglio 10, 2012

La Nottola Svampi Sotto Il Balcone

Non posso resistere, da un anno a questa parte sono messo a dura prova. Io cerco di essere serio e tutto di un pezzo, ma ormai ho un generatore di sana follia che mi provoca. Non ho ancora capito bene quale sia la sua fonte generativa, ma chissà com'è di tanto in tanto se esce con qualche nuova idea strampasimpatica e accende quella parte del mio cervello bacato che come un motorino a pedali, dagli una volta dagli un'altra ecco che parte con la fantasia senza freni.

Così partendo dalla pecora nel giardino, si sono susseguiti eventi adottivi tali per cui ora nel giardino, e non solo lì, mi ritrovo con 4 ovini matti furiosi che come ragazzini simpaticamente molesti popolano la giornata, creando sempre nuove situazioni e storie. Ebbene sì sono ammattito del tutto oramai e me ne compiaccio. Ma la famigliola di pecore scapestrate e belanti non si poteva fermare così ora Oves, Mouton, Rella e Feija hanno un nuovo coinquilino nella dimensione parallela della mia fantasia (e forse non solo nella mia): è arrivato Svampi! Chi è Svampi???

E' un piccolo pipistrello che viaggia sempre a testa in giù, poteva essere diverso? Guai ad avere un animale normale, certo che no. Quindi oltre dormire a testa in giù, ci svolazza anche al contrario. Non ho ancora ben capito se ha il radar sottosopra o smagnetizzato o se è stonato di suo; mi hanno detto che appena nato cadeva sempre e batteva la capoccia. In effetti a vederlo svolazzare tutto storto e un po' ondeggiante è stato praticamente immediato battezzarlo Svampi, è una nottola troppo svampita. Direi che con le "4 pecorozze matte" ci sta pure bene un topastro volante un po' toccato. Per lo più sta lì appeso a testa in giù sotto il balcone, nel suo angoletto riparato, che ti guarda con quell'espressione un po' sciroccata con un mezzo sorriso, a volte penso sia una paresi facciale dalle troppe botte prese cadendo. Capita poi che scatta qualcosa e comincia a sbattere le ali da batman e prende il volo, ma come detto, fa tenerezza vedere che dondola qua e la con la capoccia sempre sottosopra e fa anche un po' impressione con quella bocca aperta nel tentativo di prendere qualche insetto; spero che qualcosa ci entri lì dentro perché non mi sembra molto efficace come volo... mah! Prima ho detto sbattere le ali da batman non a caso, sembra che vada fuori di senno quando sente parlare del personaggio dei fumetti che in qualche modo lo rappresenta, l'ho pure beccato a cercare di tatuarsi il simbolo sul dorso per assomigliargli, per fortuna la tinta era lavabile e non è restato: era venuto male! Ehhh ci mancava solo il fan numero uno di un personaggio dei fumetti, spero solo che non inizi a costruirsi un megacomputer e mezzi di trasporto supertecnologici, altrimenti le 4 pecorozze non si farebbero scappare l'occasione di provare tutto.

La famiglia della fantasia aumenta dunque a 5 elementi... dove forse il più equilibrato è Feija, sarà per via delle corna che gli permettono di trattenere meglio i pensieri?

P.S. qualcuno ha il numero della "neuro"????

mercoledì, maggio 16, 2012

La Pecora nel Giardino

E' proprio una fortuna avere ancora quella briciola di infantilità geniale dove basta un nonnulla per accendere le fantasie più divertenti e spassose; la giornata è volta al termine e come di consueto mi ritrovo alle porte della notte a scrivere sulla spinta di un ridanciano pensiero. Attraversa come un lampo la mia mente quella frase sentita qualche ora prima: "... dai ti regalo una bella pecorella, così la metti nel tuo giardino! Sai che bello averla lì che ti fa beeeee, beeeee!!!!".
Non smetto di ridere a questo pensiero. Mi sto immaginando questo fantastica scena come fosse reale: nonostante magari invece sia in preda ad ironica ed iridiscente follia in cui vedo questa pecora multi colori, con la lana conciata a dreads come in una versione rasta di una pecora giamaicana con il cappellino all'uncinetto sulla capoccia.

Uscire nel giardino per fumare una sigaretta e vedere lì, nel giardino, il "pecorozzo" che mi osserva mentre rumina la sua erbetta e mi bela come per salutare. Oppure ancora, al mattino, sollevare le tapparelle ed aprire le finestre per cambiare aria e vedere l'ovino sempre lì nel giardino che cammina lento avanti a e indietro, per fermarsi a guardarmi e belarmi addosso.

Da una semplice battuta mi si apre un mondo di fantasia

La pecora che scorrazza nel giardino, tutta gioiosa e belante che si ferma mi osserva e poi riprende  il suo trotto nel piccolo giardino di casa mia. Già mi ci vedo lì a cercare di istruire la bestiola a riportarmi un bastoncino di legno, manco fosse un cane, ma è divertente l'immagine di questa pecora che corre in preda alla follia ovina a prendere il rametto e riportarmelo e lasciarlo ai miei piedi guardami in volto e belando "beeeee... beeeee!!!"  Non sarebbe poi così male avere quest'animale nel giardino che inebetita si muove su e giù e bela in modo randomico a ricordare che è lì e non altrove.

Un ospite alquanto strampalato e divertente vive nel giardino della mia mente, che bruca le idee più assurde e me li ripropone nei momenti meno attesi, strappandomi un sorriso talmente assurdo da riempire tutta la mia faccia, facendomi appare come un idiota patentato. Ma d'altronde come non lasciarsi affascinare da questa idea strampalata quanto inaspettatamente salutare? Un altro valico è stato affrontato e sto per oltrepassarlo con un pizzico di follia in più rispetto ad altre volte. Molti ancora sono i passi da fare per tornare a casa, ma l'idea di farli in compagnia di una pecora, di per sé, mi da quel quid tonificante che basta a buttarsi alle spalle la fatica fatta per arrivare sin qui.

La pecora dispettosa che dal giardino passa in casa e prende posto nel letto mentre con il suo verso ti ammonisce dal spodestarla dal suo nuovo giaciglio. Ma non ancora contenta ti segue la mattina e ti sale in auto mettendosi seduta al posto del passeggero a fianco a te cercando di mettere la testa fuori dal finestrino a sentire l'aria come un cagnolino, con la lingua a penzoloni emettendo il suo verso di gioia e di partecipazione nel breve viaggio sino al lavoro. Folle questa pecora, non si accontenta e sale in ufficio e si siede al mio posto di lavoro e comincia a zampettare con i suoi zoccoli sulla tastiera del computer svolgendo il mio lavoro, mentre io me la rido a vedere che fa anche meglio di me.

Buffa questa folle idea di una pecora che vive la vita insieme a me per non dire quasi  che vive la vita al posto mio, uscendo da quel giardino dove me l'hanno mollata la prima volta; buffa e significativa quanto il senso che assume nella realtà questa strana fantasia che si forma nella mia mente. Che dire, sono un eletto ad avere questa pecora nel giardino, credo che nessuno ce l'abbia una animale domestico di questo genere, mi manca solo di darle un nome!

lunedì, agosto 15, 2011

Zugo's Zoo

Lunedì di ferragosto, invece di dedicarmi alle faccende di casa, mi fermo qui per condividere con voi le mie frequentazioni. A ben pensarci visti i soggetti in questione quasi quasi apro un piccolo zoo.
Da quando sono tornato in queste terre pontina, non sono mancate le occasioni in cui gli animali mi abbiano fatto visita, soprattutto in questi ultimi 6 mesi pressapoco. L'ordine preciso di apparizione sinceramente non lo rammento, ma di quali animali mi si sono parati davanti, occasionalmente o intenzionalmente ne sono certo. In 22 mesi sulla mia strada o alle porte dei miei domicili si sono presentati:
  • un geco
  • 2 cani
  • 7 gatti
  • 1 rospo bianco (o grigio chiaro se volete)
  • 1 civetta
  • 3 colombi
  • 1 cardellino
  • diversi passerotti
A rileggere questo elenco sembra proprio un piccolo zoo che mi ha accompagnato in questi mesi con la ricorrenza dei gatti che mi danno l'impressione di venirmi a cercare intenzionalmente. Secondo una cara amica questi animali hanno un sesto senso, una seconda vista, che gli permette di vedere dentro le persone, e che all'occorrenza portino anche dei messaggi. Io non saprei dire, sin da bambino sono stato circondato dai gatti, anche quando non li trattavo troppo bene, di certo però considerato che molte delle mie conoscenze hanno dei gatti potrei davvero pensare, come in molte culture capita, che questo sia il mio animale guida. Per certi versi lo spirito di indipenza del gatto è molto simile al mio carattere, come anche  l'attaccamento a posti e persone.
Certamente il fatto di avere attorno degli animali, non è una situazione estemporanea; sin da ragazzo ho avuto occasione di stare in mezzo agli animali, nel vecchio cascinale in cui sono cresciuto sono stati miei compagni di gioco, i 2 cani, Roll e Toby oltre ai 4 gatti, Micia, Lince, Poldo e Tigre, e fin quando era in vita mio nonno, non mancavano conigli e galline. Insomma sono stato un eletto con il mondo animale, anche perché non sono mancate occasioni per poter accarezzare/toccare altri animali più o meno domestici. Ma lasciando questa divagazione animale, torniamo ai miei "ospiti pontini" dove per  la gioia dei gattofili qui di seguito trovate alcune foto dei gatti che ho incrociato, purtroppo degli altri non ho potuto documentare il "contatto ravvicinato" perché sono state apparizioni davvero fugaci e soprattutto notturne.

il gatto del muretto, un signore con il frac

il gatto del muretto si mete in posa

il gatto abusivo (si è appropriato del mio giardino)

il gatto abusivo che si crogiola

questa è Morgana (2011) la piccola belva di una mia amica

Morgana un anno dopo (2012)

 la gattina coccolona della vicina

ogni volta che mi sente uscire viene a farsi coccolare

Questo piccolo zoo credo non si fermerà qui, ho la netta sensazione che nel perdurare in questi luoghi, vivendo per lo più da solo, non mancheranno altre apparizioni e/o frequentazioni bestiali.
Che siano dei messageri o delle guide non saprei dire, ma per la mia seppur limitata esperienza sono rinfrancato dalla presenza o appazione di queste bestiole, quanto meno non posso sentirmi troppo una brutta persona, altrimenti non mi avvicinerebbero, perché di questo sono convinto, la sensibilità degli animali è di gran lunga migliore e più spiccata che non negli uomini, per cui visto che nessuno di questi animali mi ha aggredito, morso, graffiato, beccato posso per il momento starmene tranquillo.

mr.zugo

domenica, marzo 06, 2011

Un Tempo Lontano

Leggendo il post di Romins su Milton mi sono soffermato sulla sua definizione delle gatte in cui le rappresentava "poco affettuose e isteriche" e senza volre si è aperta finestra temporale da qualle potevo vedere dall'altra parte come se fosse un film:


"35 anni fa... un cascinale vecchio quasi di 200 anni in stavano il ragazzino e i suoi animali. Erano tanti per quelli che oggi si possono tenere in una casa: c'erano i conigli nelle gabbie quasi una dozzina, le galline nel pollaio poco meno di 10 e poi c'erano loro i compagni di tutti i giorni: i cani e i gatti. Alcuni di loro non si sono incrociati nel corso del tempo altri si. Erano i compagni di gioco del ragazzino, fedeli, affettuosi ed in alcuni casi anche riservati.
Roll era uno dei due senatori, il bastardino dal pelo nero lucido corto con il suo musetto allungato e gli occhietti neri vispi e vigili; stava legato alla sua catena lunga quanto gli bastava per muoversi agevolemnte nel cortine e nel sottotetto del capanno di fronte a casa; faceva sempre le feste al ragazzino ed a tutti i componenti della famiglia e poi amichevolmente si lasciava stuzzicare da Micia la senatrice. La gatta padrona di casa, pelo liscio anche lei corto bianca pezzata di nero e di grigio che girovagava per tutta casa dentro e fuori controllando tutto e tutti, il ragazzino e la sua famiglia, Roll e  quando era c'erano controllava soprattutto i suoi micini. Silenziosa con passo andatura compassata non stava mai nello stesso posto troppo tempo, ma bastava un richiamo e compariva in un attivo da dietro l'angolo più vicino.
Il successore di Roll fu Toby che libero dal guinzaglio e catene ha recepito tutti gli insegnamenti di Roll che si faceva rispettare per la sua anzianità e saggezza canina. Toby era un pastore tedesco settimino che difendeva tutti i ragazzini del circondario come fossero suoi e con cui giocava instancabile ad ogni occasione. Mentre l'erede di  Micia fu Lince, così chiamata per i baffi sulle sue orecchie che facevano ricordare proprio il felino di montagna. Il suo fasciono era per il portamento nobile che aveva, ovviamente non aveva pedigree, ma era di razza felina pura nel suo essere; il suo pelo era lungo, nero con rifelssi rossastri ed i suoi occhi giallo oro che si vedevano raramente considerato che stava per la maggior parte in riflessione ad occhi chiusi, ascoltando tutto quanto intorno a lei accadeva; si muoveva solo quando necessario, mai una mossa di troppo, mai un miagolio fuori posto, mai in mezzo alle scatole senza motivo. Il suo posto era quello al piano più basso della libreria porta TV dove si posizionava come una statuetta egizia, seduta poggiata sulla zampe stese anteirori con le orecchie alzate, gli occhi chiusi e la coda raccolta. Composta ed elegante come una vera signora insomma. Nella casa non mancarano due gatti maschi ognuno dei quali aveva un carattere ben distinto. Tigre il cui nome dice tutto e Poldo ed anche qui si può ben immaginare che tipo di gatto fosse. Mentre il primo era pura energia, ribelle sin dalla nascita, il secono era tonto e compassato sempre pronto a mangiare come il personaggio dei fumetti di Braccio di Ferrro. I due cani ed i 4 gatti sono stati i più presenti nella casa, mentre il resto degli animali pian piano scomparvero con il tempo specie dopo la dipartita del "vecchio". Nessuno di loro cambio mai casa, solo il ragazzino e la sua famiglia migrarono in altro loco, lasciandosi alle spalle solo il vecchio Poldo donandolo alle cure delle famiglie del circondario che non gli negarono mai cibo e cure..."

Lontani ricordi, di quel ragazzino che ero in una vita diversa più serena e meno frenitica. Di certo oggi sono poche le realtà simili a questa, di certo nei contesti rurali perchè impossibili, o quasi, nella realtà cittadina dove gli animali domestici vivono una vita diversa, come i loro padroni...

mr.zugo

lunedì, settembre 27, 2010

Immaginando Se Stessi

Negli ultimi post mi sono focalizzato non poco sul fatto di trovare, essere se stessi e credo derivi anche un po' dal fatto che spesso ci sentiamo in un certo modo come persone, o vorremmo essere un certo tipo di persona. Ma la ricerca non è mai così facile anche perché nel tempo si cambia, si matura, si fanno esperienze buone e cattive che lasciano certamente il segno. Ma quando si è più piccoli da dove cominciare a immaginare se stessi? Presumo che ognuno abbia sognato di diventare qualcuno nel proprio futuro; sin da bambini ci hanno sempre chiesto che cosa vorrai fare da grande? E qui le risposte si sprecherebbero con una interminabile lista con un interminabile carosello di personaggi e lavori. Che poi tali personaggi in ogni epoca cambiano ed ogni periodo stoarico ha i suoi personaggi di rilievo, mentre un tempo si sognava di diventare piloti di aerei o avvocati, dottori, maghi oggi magari si sogna di diventare calciatori, veline o cantanti. Poi il tempo passa e veniamo travolti dagli eventi che si susseguono ed i sogni posso alcune volte andare persi o come spesso accade restano tali: sogni. Sì perché la realtà ci porta a intraprendere percorsi diversi per poter affrontare la quotidianità e le sue severe regole. Ciononostante non rinunciamo a cercare la nostra essenza più profonda trovando momenti, svaghi, hobby che più sentiamo affini e che ci fanno sentire magari più vicini ai nostri sogni e ci fanno sentire noi stessi, o ancora meglio ci permettono di sentirci liberi e qui internet ha giocato un ruolo interessante. Già perché con internet si è presentata l'opportunità di assumere una identità che per realistica o fantastica che possa essere questo strumento globale ha permesso di crearci delle identità ed a volte non solo quelle. n questo modo con internet si possono interpretare molti ruoli, da se stessi nel pieno della verità sino a quello che avremmo voluto essere se non addirittura essere quello che gli altri ci dicono di noi. E per fare questo oltre a utilizzare il cosiddetto nickname ovvero una specie di nomignolo, soprannome o identità virtuale,  con il tempo hanno preso piede anche i cosdidetti "avatar" ovvero immagini che rappresentano noi stessi o di quello che vorremmo essere o ancor meglio di quello che si sembra più rappresentativo di noi stessi. La scelta dell'avatar oltre ad essere un momento divertente è anche un momento di proiezione di se stessi dal mio punto di vista non solo per coloro che vedono l'avatar, ovvero gli altri utenti della rete di internet, ma anche per l'utilizzatore di quell'avatar. Le scelte molte volte ricadono su quello che si sente più vicino a noi stessi, oppure che riteniamo ci possa rappresentare al meglio, che si tratti della nostra vera identità o del ruolo e del nickname scelto. Per quello che mi riguarda è ormai qualche anno che sto cercando il mio avatar che per scelta tolto il soggetto di per se è dal 2006 che ci sto lavorando. Ovviamente ormai è chiaro che il "geco" è la mia rappresentazione, ma tra soggetti che mi sono stati proposti, immagini e disegni che si potevano trovare su internet, in questi 4 anni ho cercato di realizzare per conto mio il mio avatar. Una versione è già stata pubblicata ed utilizzata a tempi alterni. Ma da questa sera comincerò ad utilizzare la nova versione che ho definito in queste settimane. Qui di seguito troverete la versione che d'ora in poi sarà la mia rappresentazione su internet. Ahimè non ho modo di metterlo sotto copyright ma è pur vero che non sarà l'ultima versione. So che alcuni mie amici della rete non amano l'animaletto che ho scelto e me ne dispiace, ma proprio non riesco a separarmi da questo soggetto. Di cui vi riporto anche alcune informazioni:

I Gekkonidae (Gray, 1825) sono una famiglia di piccoli rettili comunemente noti come gechi. Vivono negli ambienti caldi di tutto il mondo, sono imparentati con le lucertole e sono innocui per gli umani. Numerosi scienziati hanno studiato la fisica correlata all'incredibile capacità dei gechi di aderire ad ogni tipo di superficie. La maggior parte dei gechi nei paesi temperati sono di colore grigio o beige, maculati così finemente da ricordare la gomma, molte specie possono cambiare colore per mimetizzarsi o per altri scopi, adattandosi per esempio all'ambiente circostante. Altre specie, caratteristiche dei paesi caldi, possono avere colori brillanti, specialmente quelle con abitudini prevalentemente diurne. I gechi sono i soli rettili nostrani dotati di voce, emettono cioè un verso che non è un sibilo. [fonte wikipedia] Se volte altre informazioni anche qui potete leggere qualcosa di interessante [ippopet]

Ma tornando al noi sul discorso degli avatar oggi pomeriggio, ho terminato lo studio di un nuovo avatar che rappresentata un geco e questo è anche firmato, e qui di seguito trovate la declinazione:

due colori - tinta piatta


due colori - tinta piatta - ombreggiatura


due colori - tinta piatta - smusso


bianco e nero - tintata piatta - smusso - ombreggiaura


negativo


due colori - tinta piatta - smusso - ombreggiatura
mr.zugo

martedì, giugno 09, 2009

Sto alla Vita Come un Geco al Muro

Ebbene è così, nel percorso della mia storia ho sempre cercato, come tutti i ragazzini, un animale in cui identificarsi da cui prendere ispirazione ed energia vitale per affrontare il mio futuro. Tutti sceglievano animali molto forti e fieri: chi il leone, chi il ghepardo, chi il puma ecc. tutto felini per lo più ma anche animali che regnano sovrani nel loro elemento come le aquile ad esempio, oppure gli squali o i delfini… Io in realtà cercavo sempre qualcosa di meno appariscente come la lince, oppure l'orso ma con l'andare del tempo ho addirittura smesso un po' come tutti, ma negli ultimi anni le mie esperienze e la mia educazione hanno formato un carattere, che dal mio punto di vista e quindi forse non rilevante, assai particolare che volendolo ricondurre ad un animale, non sono uno solo ma l'insieme di molti. Considerazione banale ovviamente, ma che rende l'idea della molteplicità delle persone. Ciò nonostante la mia simpatia è caduta su un piccolo animaletto di cui ammetto sapere veramente nulla, ma una sua caratteristica mi è molto affine: tale animale viene sempre visto appiccicato ai muri fermo immobile e incurante di quanto accade intorno sino a quando, sentitosi minacciato repentinamente si dilegua nel primo angolo buio o in un buco irraggiungibile all'eventuale predatore. Ed io anche negli ultimi anni mi sento così: un animaletto (e per coloro che mi conosco non badino al vezzeggiativo che proprio non mi si addice) attaccato alla vita ed all'occorrenza schizzo alla ricerca di un luogo sicuro. Un filosofia alquanto semplicistica, ma di base nasconde una verità fondamentale, ovvero non cedere mai, non agitarsi troppo se non quando strettamente necessario, non farsi troppi scrupoli di quello che accade intorno se non quando ci si deve preservare da pericoli, guai o energie negative.
Seppur sia abbia l'idea che sia totalmente inefficiente questo approccio alla vita, io invece lo trovo un ottimo modo per non farsi abbattere, per non demoralizzarsi scioccamente per degli eventi che non dipendono direttamente da me, che però ho potuto valorizzare restando lì in silenzio ad osservare e riflettere dove potrebbero stare le responsabilità, e di conseguenza solo all'occorrenza muovermi repentinamente per attuare le mie scelte… Anomalo come ragionamento, ma nonostante un periodo non propriamente sereno, ho ancora la voglia di cicalare con canzoni leggere ed allegre, di scherzare ed ironizzare senza risentimenti e cattiverie, ma continuando ad osservare il mondo che passa davanti ai miei occhi, attento al rivoluzionarsi della vita, delle persone in nuove situazioni diverse ogni giorno che passa.



 

sabato, maggio 02, 2009

Conflitti Di Classe

Giusto l'altra sera dicevo ad un amica che in fondo noi non ci comportiamo troppo diversamente dagli animali, come si dice quello che ci rende superiori è l'intelletto, ma credo che in realtà non ci sia nessuna differenza, abbiamo una gerarchia sociale, abbiamo delle regole alimentari, abbiamo periodi di maggior attività sessuale, abbiamo movimenti migratori più o meno periodici, ci raccogliamo in gruppi, ecc. Proprio questa sera mentre ero al balcone, ho potuto vedere un documentario in diretta sulla vita degli animali e nella fattispecie dei merli a difesa del loro nido e della loro prole verso un predatore che in questo caso era un gatto rosso tigrato. Il merlo, non so dire se maschio o femmina, era un continuo mettere suoni di ogni tonalità, lunghezza d'onda e variegato nella modulazione. All'inizio non mi era chiaro perché tutto quel cantare e fischiare, oltre ad una strana danza svolazzante da un angolo all'altro dei giardini degli appartamenti del piano terra, ma poco dopo tutto è stato chiaro, dal nulla è comparso quel gatto e il merlo a fischiargli e stridergli addosso, per distrarlo e tenerlo lontano dal nido e dai piccoli che facevano i loro primi voli di prova. Il gatto sembrava incurante del merlo canterino, per dare dietro ai piccoli arrampicandosi sulle ringhiere e sulle siepi, ma il merlo non mollava, per proteggere il suo bene più prezioso, è arrivato al punto di avvicinare il gatto con un atteggiamento di sfida arrivandogli a soli 30 cm poco più poco meno, per schernirlo, attrarlo e distrarlo. Gli fischiava in faccia, a tal punto che per un attimo il gatto si è acquattato ritraendosi, non capendo se il merlo gli sarebbe volato addosso. Ma poi l'istinto ha riportato il gatto a cacciare, tentando così di agguantare il merlo li di fronte a lui, che al primo passo del gatto è naturalmente volato via... ma non contento, appena il gatto tornava sui suoi passi, il merlo nuovamente gli volava vicino fischiando ed emettendo suoni striduli come a deriderlo e sfidarlo, ma in realtà sempre con l'intendo di distoglierlo dai piccoli che svolazzavano poco più lontano. Più il gatto tentava di agguantare i piccoli più il merlo grande, si faceva ardito e aggressivo verso il gatto andandogli sempre più vicino o mettendosi poco più in alto e fischiargli contro e rintronarlo a suon di sonori fischi.
Questo gioco è andato avanti per quasi 20 minuti, sino a quando i piccoli sono volati al sicuro ed il gatto è andato ad acquattarsi sotto una siepe, orma conscio di aver perso la sua occasione. Ora mi domando, non ci comportiamo così anche noi? Nel momento in cui dobbiamo difendere i nostri averi e i nostri affetti non ci facciamo scrupoli e tentiamo ogni sorta di soluzione per raggiungere lo scopo esponendoci anche a rischi, così come nel amore facciamo le nostre esibizioni per attirare l'attenzione dell'eventuale partner, così come ci confrontiamo con i concorrenti sul lavoro, o come anche le ore perse a discutere per rafforzare le nostre posizioni e difendere le nostre convinzioni, non vedo tutta questa differenza con il mondo animale. Nelle gerarchie di un gruppo o nello scontro tra gruppi diversi siamo sempre a competere e salvaguardare i nostri ruoli, in una perenne lotta con relativi conflitti di classe, ogni qualvolta ci troviamo difronte un avversario più forte di noi o inferiore a noi. Una sola cosa il mondo animale ha un vantaggio su di noi, che si auto regola da solo, senza che nessuno intervenga a dettare leggi supplettive, cosa che invece per noi è l'esatto contrario, probabilmente perché siamo troppo in competizione tra noi stessi e serveno regole ancor più restrittive, accompagnate dalla patina di civiltà per farcele digerire.