Appunti itineranti di un Viandante: come nella transumanza, passiamo da un luogo ad un altro per trovare nuove risorse... da consumare e terminare!
lunedì, luglio 04, 2022
martedì, dicembre 09, 2014
La Danza dello Strillone
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| Strillone di ieri e di oggi |
Personalmente mi ci sono riavvicinato grazie ad una idea interessante di un free press, #MiTomorrow, che riporta le notizie del giorno dopo, ovvero degli eventi più salienti dei giorni che seguiranno (le notizie del domani), ma soprattutto perché sono stato catturato dall'appeal della strillona di base alla metro/stazione di Garibaldi. Ci passo praticamente tutti i giorni ed ammetto che sono stato calamitato dalla sua capacità "silenziosa" di proporsi; affascinato al punto di essere rimasto una sera, ad osservarla giusto qualche minuto, in lontananza, mentre danzava da una parte all'altra di fronte alle scale dell'accesso della metro, da cui spuntavano i viaggiatori, stendendo il suo braccio con in mano la copia del free press che distribuisce e che si propone in un momento della giornata diverso dal solito, la sera. La "mia strillona" preferita poi ha anche la capacità di riconoscere i clienti diciamo più "fedeli" e fidelizzarne il rapporto, relazionandosi sempre più con essi con piccoli accorgimenti che fan sì di rendere il momento di incontro/scambio un momento tra persone e non tra "fantasmi in fuga". Molti sono quelli che driblano la raggazza del "domani da leggere" ma infaticabile lei prosegue, gioendo per le occasioni in cui riesce a concedere il free press ai passanti, elargendo il giornale ed un sorriso.
venerdì, maggio 30, 2014
Non Casualità
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| Maurits Cornelis Escher - Encounter, 1944 - Litografia |
Quello che è accaduto in questi ultimi mesi ha quasi del mistico o qualcosa del genere che non riesco a definire con una sola parola. Per prenderlo in senso cronologico gli eventi scatenanti che mi hanno fatto riflettere sulla non casualità della mia vita cominciano un anno fa o poco più con l'incontrare un prima persona legata al mio antico "amore sportivo" ossia la pallacanestro; dopo decenni di lontananza e di percorsi diversi incontro il primo ex compagno di gioco sulla metro di una città diversa dalla nostra di appartenenza a cui è seguito anche il viaggio in treno per il rientro ognuno a casa propria; anche il secondo fortuito incontro, sempre con un ex compagno di squadra, è avvenuto nella movida torinese in mezzo a una moltitudine di persone durante una notte bianca. Così inizia questo viaggio nel ritorno al passato in cui nei momenti più disparati e nei luoghi meno presumibili si propongono e si concretizzano questi incontri con persone del passato o molto vicine al mio passato come ad esempio incontrare una nuova persona che lavora e conosce miei ex colleghi di un lavoro giovanile presto abbandonato e presto dimenticato, piuttosto che ritrovare un collega solo qualche settimana fa sempre legato allo stesso lavoro giovanile mentre eravamo entrambi a sostituire gli pneumatici delle nostre auto. Altro caso diventare oggetto di attenzione su un gruppo di un social network al punto di riaccendere i ricordi giovanili degli aderenti a quel gruppo sui tempi della giovinezza, che si tramutano anche in qualcosa di concreto ritrovandomi inviato a un ritrovo proprio in memoria di quei tempi trascorsi all'oratorio del paese. O ancora Incrociare al lavoro una persona conosciuta 20 anni prima lavorando per altra azienda ma scoprendo di aver lasciato un segno, fosse anche solo per la mia poco invisibile mole. Sino ad arrivare a poche settimane fa incrociando anche qui in mezzo a miglia di persone un blogger conosciuto e frequentato solo qualche anno fa prima che le nostre strade divergessero nuovamente. Persone, ricordi, esperienze che si riaffacciano alla mia memoria, a volte supportate dai nomi a volte solo riconoscendo il volto, ma procurando sempre un contatto ed uno scambio di memorie anche se per brevi momenti. Un passato che si ripropone raccogliendo diverse età della mia vita, passando dalla adolescenza, attraversando anche l'infanzia, la fresca maggiore età sino ad arrivare a persone anche conosciute e frequentate solo qualche anno prima.
La singolarità di questa non casualità sta nel fatto che nonostante abbia girato in lungo ed in largo, soprattutto in questi ultimi 10 anni, anche a distanza di centinaia di km, non restando mai più di qualche anno nello stesso posto, la vita sembra rincorrermi, raggiungermi e ricordarmi chi sono a da dove vengo. Il beffardo destino vuole essere presente nella mia non continuità per assicurarsi che io tenga ben a mente chi sono, quale strada ho percorso per arrivare ad essere quello che sono oggi. Se 20 anni fa pur percependo segnali e situazioni simili a quelli che sin qui ho descritto, non gli davo una valenza, prendevo quei momenti con più leggerezza di quanto non faccia ora che ho degli anni in più; potrebbe essere solo un modo diverso di percepire il tempo trascorso e quindi dando un peso maggiore agli anni trascorsi, sentendo la vecchiaia... ma se ci rifletto bene invece non può essere questo, a ben considerare io non ho mai considerato il tempo trascorrere riscontrabile dal fatto che non festeggerei mai il mio compleanno e non ricordo mai quello degli altri), ogni giorno successivo all'altro per me sono scanditi dai calendari non dal mio sistema di vita, se ripenso coscientemente al passato mi sembra che sia passato solo una settimana o un mese non molto di più.
Tuttavia resta il fatto che la non casualità di questi eventi oramai mi balza all'occhio e mi fa riflettere che il mondo è piccolo, molto piccolo perché pur allontanandomi dalla mia casa tutto mi si riavvicina che io lo voglia o meno di conseguenza la riflessione che mi viene da fare e che non mi resta che vivere con il miglior spirito questi eventi e godermi i freschi ricordi del passato che di tanto in tanto spunteranno dietro il prossimo angolo.
lunedì, dicembre 31, 2012
Un Capitolo Concluso
Ma lasciando da parte i consuntivi, parlando invece di propositi per l'anno che si introduce, ammetto che ci sono, ne ho alcuni; per il momento non dirò nulla perché, pur essendo pochi, sono per me molto importanti e complessi per non dire intimi, quindi prima di condividerli vorrei metterli meglio a fuoco anche io per poterli portare avanti nel miglior modo. Raggiunto dunque il primo traguardo del rientro a casa, tra un paio di giorni traguarderò anche il secondo iniziando a lavorare a Milano. Sono impaziente di iniziare questo nuovo percorso, in fondo ci voleva un po' di aria nuova e nuovi stimoli, queste sono due condizioni che mi permettono di restare giovane evitandomi di fossilizzarmi sulle temibili routine.
Non mi dilungo oltre lasciandovi il mio augurio per un 2013 auspicandovi che sia cosparso di sorprese e buone novità per tutti voi.
sabato, dicembre 01, 2012
-20 & -33
lunedì, novembre 12, 2012
Restyling
Rimetto dunque mano a questa mia finestra sul mondo del web, smaltite alcune delle incombenze, e dopo meno di un anno, ritorno alle origini ripristinando il nome originale del blog.Ritorno così al nome storico del blog che da 5 anni sto portando avanti (tra una piattaforma e l'altra), che non me se ne voglia, ma solo con questo titolo lo sento veramente mio fino in fondo. Trasmigrant era un nome temporaneo che mi sono trascinato sino ad oggi, ma è tempo di rimettere un po' di cose a posto. Spesso mi sono definito viandante del terzo millennio e sinceramente ritengo che tutto sommato mi calzi a dovere: è pur vero che in questo blog quasi mai parlo di viaggi veri e propri, ma è altresì vero che quanto scrivo è frutto delle mie esperienze di vita che nascono dal mio continuo vagabondare per il mondo e dai rapporti che si creano con le persone che incrocio lungo il mio cammino; già solo guardando il mio curriculum lavorativo è evidente che non riesco a mettere radici in un posto, escludendo ovviamente la mia città di appartenenza dove torno ogni volta che posso, caratterialmente mi spingo sempre a ricercare nuovi stimoli e nuove realtà da vivere, e non solo parlando di lavoro ma anche nella vita privata patisco la routine delle cose che restano uguali a se stesse.
Sono cambiati gli orizzonti al lavoro, non per scelta mia, sono cambiati gli orizzonti in famiglia, e non per scelte volute, sono cambiati gli orizzonti professionali e personali, questi invece per mie scelte ponderate. Lasciate da parte velleità sempre meno raggiungibili, riprendo il cammino percorrendo il sentiero che altri hanno scelto per me, dove io potrò solo decidere l'andatura ed i cambi di direzione impercettibili dei bivi che mi troverò o davanti.
Il conto alla rovescia è iniziato e mi auguro non si interrompa bruscamente, consentendomi così di arrivare al giorno "zero" e da lì ripartire con nuove prospettive, seppur derivanti da scelte non completamente mie. Oltretutto il conto alla rovescia ha due traguardi, il primo ad oggi è a -41 l'altro invece è a -50. Due traguardi molto ravvicinati dove il secondo, guarda caso corrisponde al nuovo anno, quasi a voler pensare alla solita frase "anno nuovo vita nuova", chissà che non sia così in qualche modo.
Non mi resta dunque altro da fare che sistemare quanto occorre per arrivare ai due traguardi, di cui nel corso del conto alla rovescia vi darò qualche informazione in più, abbiate fiducia.
sabato, settembre 01, 2012
Autunno Caldo - Dov'è il Quarto Stato?
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| 1901 - Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo (inizialmente intitolato Il cammino dei lavoratori) |
Addendum: a seguito di un unico commento ho provveduto a correggere titolo e didascalia dell'immagine riportandolo il tutto ad una più corretta definizione. Di seguito il commento anonimo, cancellato perché senza firma, che riporta la segnalazione del mio evidente errore nella denominazione del quadro. (qualcuno che legge con coscienza c'è!!)
Anonimo ha detto...
-
guarda che il quadro di Pellizza da Volpedo si chiama "Il quarto stato", non il quarto potere.
venerdì, novembre 02, 2012 10:59:00 m.
mercoledì, agosto 22, 2012
Stagioni, Capitoli... Galassie
domenica, luglio 01, 2012
Progetto 40
domenica, maggio 20, 2012
Clessidre Corte
Finita un'altra stagione
dal torpore si esce come una farfalla dal bozzolo
spiegando le ali, rattrappite, per distenderle
rivolgendosi alla prossima stagione
il battito d'ali non sarà breve ma certo intenso
forse come per le farfalle...
Comincia il cammino verso il prossimo mutar del vento,
nel frattempo però è bene godersi ogni istante,
ogni attimo e coglierne l'essenza nella sua unica bellezza
come non ci fosse altro
attesa che non sarà breve ma certo intensa
più dell'attesa del periodo della fioritura...
Distendere le braccia, riaprire gli occhi e respirare a pieni polmoni
risvegliando l'animo per suggere della vitalità dell'esistenza
non importa se non splenderà il sole, amabile è anche la pioggia
quel che conta e non smettere di dissetarsi di questa unica e sola esistenza
brevi saranno i sorsi, ma certamente intensi
forse paragonabili al bere un "cicchetto"...
Non c'è molto tempo a disposizione ed è d'obbligo inneggiare al presente
consapevoli che sarà passato alla volta di un incerto futuro
siamo fortunati ad avere a disposizione ogni volta il giorno dopo per
concedersi rispetto per ottenere rispetto
mai dimenticare di essere vivi e di vivere ogni dì.
Ci accompagnano sempre clessidre dal tempo troppo corto!
mercoledì, aprile 25, 2012
Antichi Tepori
Appare sulla porta
Il fiato si ferma... per un attimo
Sinuoso come un gatto siamese in posa
Riempie lo spazio circostante
Gli occhi la seguono ipnotizzati
Luminoso come un diamante sull'anello
Brilla in mezzo a mille volti
Il cuore sussulta e si risveglia
Elegante come airone sull'acqua
Lascia l'immobilità muovendo il passo
Il corpo lentamente l'accompagna
Bianca e soffice come nuvole nel cielo
Cammina tra le vie della città
Il calore scorre e scalda il sangue
Fresca come l'acqua corrente
Ti parla e ti ascolta
La fantasia scorre libera al suo suono
Calda come coperta di un tempo
Ti si avvolge addosso con delicatezza
Una seconda pelle ti veste
Il corpo e la mente corrono ad antichi tepori
La mente si svuota
Il corpo si rilassa
Il passato arriva ed apre la porta sul futuro
martedì, aprile 24, 2012
Sognando Arale
lunedì, dicembre 05, 2011
Diaspora
sabato, agosto 13, 2011
Punto A Capo
Ecco, ora la smetto, ve lo giuro. Nel mio piano di riordino della mia presenza sul web, questi ultimi piccoli cambiamenti su questa piattaforma credo definiscano il punto di non ritorno e di stabilizzazione.
Per prima cosa, non me ne voglia pannasmontata, ma non riuscendo a mettermi in contatto con lei per recuperare la vecchia immagine della testata, mi sono dovuto arraggiare per conto mio con questa nuova che potete vedere. Ovviamente ho cercato nel mio piccolo di emulare quanto aveva già fatto la titolare di questo template, ovviamente però prendendomi le mie libertà creative. Scusa ancora, ma senza immagine non potevo più state.
Ma tornando a noi, ho cambiato avatar in quantità, ma negli ultimi mesi, questo che vedete a fianco al mio nickname, è quello che mi da più equilibrio, anche perché sono io proprio. Si certo non sono in bianco e nero ne tanto meno sotto forma di disegno a matita, ma vi garantisco che sono io. Tra ieri ed oggi ho iniziato le pulizie estive, pronto per le prossime stagioni. Non ho rinnovato il dominio del sito che avevo, cosa che un po' mi rattrista, ma era d'obbligo. Troppo tempo fermo e ancora non mi ero deciso per una veste grafica che mi soddisfacesse, per tanto per risparimiare un pochino, ho abbandonato abacuc. Il progetto reale, sarà abbinato e molto vicino alle poche utenze virtuali che lascerò su questa landa cybernetica che sta diventando veraemente troppo vasta. Un blog è stato chiuso (ed è già il secondo che chiudo) considerato che non ho mai troppo tempo tenere troppe cose appese non serve a nulla. Ora i blog sono solamente due, questo ed un altro che considero il diario che raccoglie la voce della mia coscienze soiale, oltretutto questo secondo è stato ricollocato e consolidato in uno spazio web che sta tra il nuovo e il vecchio; considerato i molti servizi e l'ottimo supporto tecnico, mi sono affiliato a google, con tanto di mail, blog, youtube, fotoalbum (picasa dove oltretutto risiede l'immagine nuova della testata di questo blog), google plus (controvoce di facebook), più tutta una serie di aree per la gestione dei documenti, calendari, ecc. Insomma sto riordinando un po' di cose e non per la smania di controllare o organizzare tutto (che male non fa) ma semplicemente perché al momento dai miei conteggi, memoria permettendo, sono a oltre 30 registrazioni differenti sul web. Quando ho messo su carta tale elenco, mi sono spaventato perché temo di non riuscire a stare a dietro a tutto e tutti, non ho il tempo per fare tutto, non riesco ad essere un superzugo o un wonderzugo che dir si voglia. Almeno in questa occasione, voglio riuscire, senza fretta ad arrivare ad avere 1 spazio unico, un dominio definitvo, che raccolga tutti i miei contatti sul web, dal quale chiunque possa raggiungermi senza dovermi correre dietro con le millemila mail, millamila blog, millemila socialnetwork, ecc. Insomma per farla breve, un sito tutto mio dove oltre a mettere quel poco che avete già visto e qualcosina di nuovo, anche una pagina dedicata a tutte le pagine che mi riguardano sul web, come questo blog ed il resto...
Faccio punto a capo. Non solo riparto dal web per dare ordine non solo nella virtualità di queste pagine, ma anche nella mia vità. Ci ho messo un po' ne avevo già parlato un po' di tempo fa, ma ora almeno so quale direzione voglio e devo prendere. Non è più tempo di dispermi negli spazi e nel tempo, come non voglio ppiù disperdere energie inutilmente. I primi passi li ho mossi, sul web è tutto semplice a sapersi orinetare, nella vita un po' meno, ho cominciato con un bel 2 di picche, ma che mi sono preso volentieri visto che la controparte è di tutto rispetto. Eventi inattesi hanno smosso l'inerzia che mi attanagliava, dunque non mi resta che non fermarmi.
mr.zugo
P.S. sono le 3 passate del mattino, e non ho riletto quanto ho scritto, scusate eventualo orrori ortografici
sabato, agosto 06, 2011
Questa Volta...
... posso raccontarla!
Quando: giovedì 4 agosto 2011
Dove: sulla strada pronvicianele per Bra SP661
Erano da poco passate le 19.00 quando stavo percorrendo una delle solite strade provinciali piemontesi per incontrarmi con amici per una serata tranquilla a chiacchierare, l'a velkocità non era per nulla sostenuta, in quanto davanti a me a fare l'andatura c'era un auto articolato che trasportava un mezzo di movimentazione terra subito seguita da un altra auto. Il tratto di strada era in quel momento un rettifilo con due sensi di marcia ad unica carreggiata. Avevo preso anche distanza, oltre quella di sicurezza, dai veicoli che mi precedevano, e mi stavo acoltando la radio, tranquillamente, guardando quanto c'era intorno, per vedere se riconoscevo ancora qualcosa di quei posti che non attraversavo già da un po'. Ad un certo punto però la mia attenzione si è concentrata sulla strada di fronte a me, come se avessi avuto la sensazione di qualcosa fuori posto. Ed era così! L'auto davanti a mesi era fermata a centro strada pre svoltare a destra, con tanto di indicatore direzionale regolarmente in funzione. Nonostante non stessi andando veloce, 53 km orari circa (gran cosa il tachimetro digitale) mi stavo avvicinando troppo velocemente e pericolosamente al mezzo che mi precedeva ora fermo per eseguire la svolta, che ovviamente non poteva fare per il traffico nel senso di marcia opposto al nostro.
E' stato un attimo: rimesso le due mani sul volante, guardato velocemente specchietti retrovisori e spazi attorno al veicolo in attesa di svoltare, tempo di decidere, una frazione di secondo ed ero a ridosso dell'auto, frenato bruscamente, procedendo dritto, perché nel franttempo ho anche pigiato la frizione (mai farlo in questi casi) scalato 2 marce dalla 5 alla terza rilasciato la frizione scarto a destra passando con le ruote di destra fuori oltre il ciglio della strada sulla terra battuta, sconnessa, accelerando per non perdere trazione e direzionalità, chiuso per un nanosecondo gli occhi, e riaperti per completare la manovra di rientro nella carreggiata, controllando gli specchietti, per assicurarmi di non aver lasciato danni o peggio alle mie spalle. E solo in quell'istante mi sono reso conto che l'auto in attesa di svoltare suonava a rotto di collo il clacson per lo spavento che gli avevo procurato, al ché meccanicamente ho tirato fuori il braccio per chiedere scusa, continunando ad allontanarmi con il fiato rotto; incredulo allo scampato pericolo, non ho toccato neanche gli specchietti esterni mio o dell'altro veicolo, domandandomi come era possibile non aver fatto distrastri all'altra auto od alla mia; la mente bloccata su due pensieri: " sono un delinquente..."(=traducibile in grandissima testa di cazzo) e "ancora una volta il mio angelo custode della guida me la fatta sfangare"...
Dopo qualche km mi sono fermato, con ancora il cervello inceppato, su quei due pensieri. Sono sceso dall'auto ho controllato che non ci fossero danni, accendendomi meccanicamente una sigaretta e cercando di ripercorre al rallentatore, come in un film, l'accaduto cercando di capire dove mi ero perso in quel tratto di strada, per non accorgermi cosa stava accadendo davanti a me... come era possibile che dopo più di 250.000 km precorsi possa ancora incappare in queste distrazioni "banali quanto fatali". L'auto era integra, i semi assi e la ruote sembravano a posto... Ho terminato di fumare la sigaretta osservando le auto scorrermi a fianco e chiedendomi ancora come era stato possibile, come diamine mi è passato per l'anticamera del cervello, chiudere gli occhi anche solo per quel brevissimo, infinetesimale istante... era l'unica cosa di cui mi sono effettivamente e stranamente terrorizzato. Tutta la manovra in emergenza per colpa della mia distrazione è stata fatta nel modo giusto per evitare il tamponamento e chissà cos'altro, ma non mi perdonavo la chiusura degli occhi, in quel momento in cui non avrei visto cosa sarebbe potuto accadere...
Ora che ne sto scrivendo è già il giorno dopo, son passate più di 24 ore, ed ancora sto rivivendo tutta la scena accomapagnato da un solo pensiero: un istante è tanto breve quanto fondamentale, e non posso più sprecare i miei istanti vanamente. Domani la chiamo e le chiedo di venire a prendere un aperitivo, un caffè o un gelato, per non avere rimpianti e sperando di fare i prossimi 700 km indenne.
mr.zugo
martedì, agosto 02, 2011
Evidenza Dei Fatti
Il mercato del lavoro è allo sfascio, molte città, le cui realtà economiche non hanno saputo essere lungimiranti e parsimoniose al tempo in cui occorreva, sono stagnanti se non in remissione come opportunità e tenuta dei posti di lavoro, ed una di queste temo fortemente sia Torino. Se pensavo ancora una volta di riuscire a tornare nella mia città, questa volta mi devo arrendere all'evidenza dei fatti: non è più possibile.
Posso solo sperare un domani, remoto domani (non prima di 36 mesi), di chiedere un trasferimento ma che difficilmente mi concederanno. Le oppotunità di lavoro si assottigliano (se come penso prima di 18 mesi non ci sarà un rinvigoimento delle opportunità), e non a caso altre persone a me care stanno considerando un cambio radicale di piazza per la ricerca di lavoro. Attualmente, senza ipocrisia, ho un posto di lavoro che molti sognano, per tanto non posso pensare di fare la solita testa di capitone e mollare tutto, solo perché voglio tornare a casa. Sarebbe una scelta irresponsabile e indignitosa, oltre che irrispettosa verso coloro che fanno fatica a trovare lavoro. Non sarebbe bello dire "me ne fotto e mollo tutto" solo per un capriccio personale.
E poi devo anche essere onesto con me stesso, la scusa di essere ancora da solo perché mi definisco zingaro ed apolide, non regge più; sento la mancanza di una compagna di viaggio (forse l'avevo scritto anche un paio di anni fa) e se non metto radici da qualche parte sarà ben difficile che possa pensare di farmi avanti con qualcuna, sereno e consapevole di non fuggire da lì a qualche mese per chissà quale colpo di testa lavorativo.
L'evidenza dei fatti è che devo mettere la testa a posto e iniziare una nuova vita, vera e diversa da quella del ragazzo sempre in fuga; devo ricalibrare esigenze e doveri da qualche parte nel mondo. Un mezza intenzione già ce l'ho, impegnativa economicamente e moralmente, ma sta maturando con una certa velocità e consistenza, per cui la trasmutazione da gitano a stanziale sta avvenendo in un modo o nell'altro.
Saranno i 40 che si avvicinano e il senso della solitudine aumentando ma comincio a sentir voglia di pantofole!
[aiuto no... vi prego non fatemi diventare un pantofolaio... aiuto]
mr.zugo
mercoledì, maggio 11, 2011
Dissolvendo Invisibili Fili
Succede così nella vita di ognuno... Di certo nella mia. Rapporti che nascono, rapporti che terminano, rapporti coltivati, insomma relazioni che si intrecciano tra le persone e incosapevolmente vengono vissuti, goduti e ad un certo punto abbandonati, persi, interrotti.
Mi vien da pensare che quasi quasi queste interazioni tra le persone abbiano comunque e sempre una data di scadenza, per lo più ignota.
In una vita le conoscenze che si fanno sono molteplici, per alcuni limitate, per altri difficili da contare ed a volte anche da ricordare, ciò non toglie che non possiamo esimerci dall'avere degli scambi con il mondo di persone che ci circondano. Per quello che mi riguarda ho avuto la fotuna (e spero di averne ancora) di incrociare molte persone e da tutte ho avuto sempre qualcosa. Alcune delle relazioni che ho avuto sono passate nell'oblio, interrotte per lo più per questioni mai troppo drastiche, infatti a ben vedere sono solo rapporti scaduti che non avevano modo di proseguire. Non erano realtà meno importanti di quelle che sono rimaste, solo non avevano altro da esprimere e da dare, anzi reiterarle avrebbe potuto solo deteriorare quello che c'era. D'altro canto visto da un altra prospettiva forse l'abbandono, l'interruzuone potrebbero essere considerati come un gesto egoistico o di debolezza per non volersi impegnare o nel non voler sacrificare qualcosa di se stessi a favore di una realtà da far crescere e da condividere con qualcuno.
E' già da un po' di tempo che sto considerando questi fili invisibili che uniscono le vite delle persone e mio malgrado sto raggiungendo la consapevolezza che alcuni di questi fili che mi uniscono ad altri si dissolveranno nell'oblio, relegandosi solo a poche e convenzionali occasioni di scambio e condivisione. Si consapevolezza, perché anche a non volere, ci si ritrova in situazioni tali per cui si ha la senzazione che in qualunque modo si possa pensare di fare non se ne vede il beneficio. Sarà la mia natura, il tipo di scelte razionali che ho sempre fatto nella vita, sarà questione di destino, non so quale di queste cose possa essere ma di certo, come in passato, mi ritroverò a scegliere il male minore dissolvendo fili invisibili per il quieto vivere, se non mio, degli altri.
Amori sbocciano, crescono e finiscono, amicizie nascono si consodilidano e poi si disperdono nel tempo e nello spazio, affetti spuntano inattesi e si lasciano andare senza motivazioni: forse come ho letto da qualche parte la vita è un ciclo continuo di esperienze e... forse non necessarimanete con le reincarnazioni. Di fili importanti e significativi me ne se sono rimasti ben pochi, tra vita mia e quella degli altri sempre più arduo approcciare con la giusta filosofia emozionale gli eventi di una quotidianità che non ha più molte regole e dove pare che i valori si disperdano un po' come neve al sole.
mr.zugo
mercoledì, agosto 25, 2010
Quando le Cose Non Vanno
Estate impegnativa questa, e non siamo che poco oltre la metà... Non vedo l'ora che arrivi il primo settembre per andare finalmente in vacanza. Per carità lo so che molti quest'anno non le faranno nemmeno, non sono certo il più sfortunato, ma una cosa è certa: ho bisogno di ritrovare il giusto ritmo. Da quando ho cambiato lavoro poco meno di un anno fa, ero pieno di buone intenzioni per vivere ogni giorno salvaguardando la qualità della mia vita, con l'intento di non farmi fagocitare dall spirale negativa del lavoro, ma ahimé così non è stato. Volente o nolente mi sono ritrovato nuovamente nella stessa condizione che mi fece fuggire 3 anni fa. Ho dovuto spostare ad oltranza le mie vacanze, ho dovuto riprendere a fare un lavoro che non amo più, ho dovuto sottostare a considerazioni e comportamenti che sempre mi hanno fatto male. E' un estate pesante: dover vivere in una città senza apprezzarla, dover lavorare controvoglia odiando quello che un tempo mi aveva appassionato, non poter godere della compagnia delle amicizie che ero riuscito a salvaguardare nel mio vagabondare oltre a quelle create nel mio mondo sempre troppo itinerante...
Le energie si erano talmente consumate che sono arrivato al punto di chiedere illusoriamente il cambio di mansione; pur consapevole della risposta ero talmente preso dal panico e dalla fatica che non ho trovato altra soluzione che chiedere di cambiare ufficio e ruolo, ma come al solito la mia famosa "etichetta" mi ha fregato. L'essere sempre stato considerato un polemico e utopicamente perfezionista, anche quando la mia richiesta era semplicemente dettata dal non sentirmi più adeguato ad un certo tipo di lavoro, facendolo ormai senza amore e senza riguardo per il corretto procedere delle cose, sono stato preso per il solito polemico ed utopistico perfezionista, quindi la mia richiesta non è stata accolta per nulla, direi quasi derisa. La mia salute è nuovamente peggiorata e non sto facendo nulla per salvaguardarla. Non avendo più nessun tipo di interesse a far funzioanre le cose, maltratto anche me stesso. Curato tardivamente i denti e non controllandomi a dovere ho perso 14 kg in un inverno, e seppur qualcuno lo abbia recuperato, ora combatto con gastriti e pressione alta nonostante le pasticche che già prendo. Insomma le cose non vanno per niente ben. Non trovando più piacere nel lavoro, non potendo più passare del tempo libero con le persone che stimo e apprezzo, soppravvivo a me stesso alla meno peggio. Oggi su un altra piattaforma ho scritto una cosa che mi ha fatto riflettere:
Nel silenzio difficile è saper ascoltare la voce dell'anima
La solitudine non conosciuta porta allo smarrimento
Solo nel silenzio della solitudine
un uomo può comprendere
la forza del proprio spirito
Già come allora ancor di più oggi sono convinto che non si smette mai di scoprire un pezzetto in più di se stessi, pezzi nuovi quanto vecchi che completano parti forse appena note di come siamo fatti. Ero consapevole di essere solo all'inizio di un cammino per conoscermi meglio, ma non pensavo di dovermi ancora conoscere per aspetti che pensavo già consolidati. Sono andato in difficoltà, ho scoperto di sapermi odiare, non potendo odiare ad oltranza altro o altri, ho scoperto che odio me stesso al punto da non salvaguardare il mio benessere. Ho lasciato che i lati oscuri ed i lati peggiori di me si rivalessero su me stesso e lentamente sto pagando questo attegiamento e questo comportamento. Quando le cose non vanno bene, è troppo facile lasciare che tutto ci sovrasti, e troppo comodo lasciare che le cose vadano per conto loro senza intervenire minimante nemmeno per il proprio benessere. Ora sono al solito bivio: mollo tutto e vado verso una discesa miserevole, oppure intraprendo la china erta e sconnessa per andare da qualche parte. Sinceramente voglio mollare tutto... sono stufo, al punto da voler addirittura accelarare il tempo per arrivare prima alla meschina conclusione.
Ma se mi guardo indietro vedo una cosa strana, davvero molto strana, per me inspiegabile... guardo meglio, forse mi sto illudendo, ed invece no, è proprio così. La mia incoscienza insieme all'instinto di sopravvivivenza forse hanno fatto si che nonostante non lo fosse razionalmente voluto per una ragione, ho disseminato il percorso di questi ultimi 10 mesi di piccole impronte, un po come Pollicino con le molliche di pane; nonostante mi stessi facendo prendere da una malsana consuetudine di lavoro, e non stessi curando la qualità della mia vita, incosciamente invence ho seminato il terreno o meglio preparato il campo per la nuova stagione che deve arrivare. Per puro istinto di sopravvivenza, per semplice abitudine a difendermi, ho già realizzato le fondamenta sulle quali costruire la casa del mio futuro. In fin dei conti ho ancora tempo per cambiare lavoro, come invece consolidare la mia posizione dove mi trovo ora, posso re-inventarmi come uomo qui come altrove; non so più dove l'ho letto o dove l'ho sentito ma fondamentalmente concordo sul fatto che la nostra "casa" è dentro noi stessi. Manca pocomeno di un mese alla fine di questa estate e come per gli anni scolastici o le stagioni sportive con l'autunno si inizia.
Da qui ripartire forse è la cosa più saggia da fare! Non so dove andrò ne tantomeno cosa accadrà ma il periodo dell'adolescenza e terminato. Ai primi di settembre mi prenderò giusto 2 o 3 giorni sabbatici dove perdermi nel limbo del nulla e trovare la mia "casa" da cui ripartire, e come l'acqua scorrere verso il futuro, incomprimibile, incontenibile e inesorabile scavando, erodendo e scivolando verso il mio futuro.
mr.zugo






