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| Foto prelevata da https://espress451.wordpress.com |
Appunti itineranti di un Viandante: come nella transumanza, passiamo da un luogo ad un altro per trovare nuove risorse... da consumare e terminare!
domenica, settembre 06, 2015
La Torino Emigrata
martedì, novembre 25, 2014
Under Pressure
domenica, novembre 10, 2013
Regime di Austerity
Ognuno di noi guarda alla propria sopravvivenza senza badare più tanto agli altri. Le regole del buon senso e del senso comune paiono scomparse, tanto che tutti si sentono in diritto di avere ragione sempre e comunque, qualsiasi sia l'ambito, il contesto, il momento, il luogo e gli astanti con i quali si possano trovare a dover far da conto. A questo aggiungici la crisi ed ecco che il peggio di ognuno viene a galla per permettere a tutti di cercare quel minimo di sopravvivenza.
domenica, gennaio 13, 2013
Facendo i Conti
AutoDistanza: 159 kmTempo: 1h47 circaCosto carburante: 600 euro/mese circaCosto autostrada: 488 euro/mesePro: autonomia nell'orario, no scioperi, posto a sedere garantitoContro: intemperie, rischi di viaggio, traffico, parcheggio
Totale: 1.088 euro mese
TrenoDistanza: 168 km circaTempo: 2h circaCosto abbonamento AV: 295 euro/meseCosto abbonamento GTT: 36,50 euro/meseCosto abbonamento ATM: 26,50 euro/mesePro: economicità, nessun rischio diretto, ridotto impatto ambientaleContro: dipendenza dagli orari e coincidenze, scioperi, posto e sedere non garantito, ritardi
Totale: 358 euro mese
Casa in affittoDistanza: tra i 10 ed i 50 km approssimativiTempo stimato: 1hCosto affitto: 500 euro/mese (ipotesi migliore)Costo spese varie: 450 euro/mese (condominio, utenze, mezzi pubblici/carburante, viaggi di rientro)Pro: vicinanza, indipendenza negli orari, quotidianità più regolareContro: gestione casa, spese di mantenimento
Totale: 950 euro mese
sabato, novembre 24, 2012
Felini in Viaggio
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| Tresor |
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| Garfield |
Ma essendo amico di alcune "gattofile" sono stato arruolato simpaticamente per fare da trasportino motorizzato per due felini. Ovviamente non mi sono opposto, anzi mi sono prontamente messo a disposizione, anche se devo ammette con qualche timore vista la mia inesperienza, ma mi faceva piacere rendermi utile ed aiutare la famiglia naturale come quella adottiva di queste due bestiole pelose.
Il viaggio in automobile è durato circa 8 ore anche per via della pioggia che non ha praticamente mai smesso, da quando sono partito da Roma sino al mio arrivo a Torino.
Bene se non era per il fatto che parlassi io ai due ospiti in auto, me li avessero messi di nascosto in auto, mai mi sarei accorto della loro presenza praticamente due soprammobili con la pelliccia dal muso simpatico e sparuto che dove venivano messi stavano senza emettere un fiato.
Spero di non averli scossi troppo e di aver fatto fare loro un viaggio non troppo faticoso. Una esperinza particolare da ricordare soprattutto confrontando lo stato emotivo di chi lasciava e di chi prendeva. Ho visto in presa diretta le due facce degli stessi gatti e per certi versi non ho potuto evitare di sentirmi in parte coinvolto, condividendo in silenzio la tristezza ed il dolore della separazione, come allo stesso modo gioire nel vedere l'espressione di felicità ripagata dall'attesa dell'arrivo dei due giovani felini. Due momenti distinti solo poche ore ma forti, pregni di umanità che visti i tempi odierni faccio sempre più fatica a trovare e vedere nelle persone. Che dire: bella esperienza!
mercoledì, novembre 14, 2012
Di Famiglia
lunedì, agosto 27, 2012
Carpooling
Gabriele "E se la prossima volta che sali a Torino vengo anche io e faccio a mezzi per le spese di viaggio?"Io "Certo, nessun problema. Ho in programma di risalite l'ultimo fine settimana di settembre".
sabato, agosto 25, 2012
Colui Che Mai Fui
martedì, giugno 12, 2012
Non è Solo Questo
mercoledì, marzo 14, 2012
Sbiadito Passato
domenica, gennaio 15, 2012
Dolenti Note & Piacevoli Incontri
martedì, gennaio 03, 2012
2012... Prossimamente
martedì, luglio 20, 2010
Nuovo Post
A gran richiesta eccomi a scrivre questo Nuovo Post, in cui sinceramente non so bene cosa voglio scrivre... in realtà sapre cosa scrivere ma sono anche stufo di lasciare troppo spazio alla parte meno piacevole della mia vita. Non ho voglia di analizzare e di scrivere sul fatto che sono scontento perché mi sono rimangiato una promessa fatta a me stesso; non ho voglia di scrivere come sto affrontando male una scelta obbligata come sempre dalla necessità; non ho voglia di scrivere di come sto subendo le giornate.
Mettiamo che ho voglia di scrivere del fatto che sono contento che ci sono persone a cui sono legato che hanno modo di vivere le proprie passioni e di godersi la vita con quello che gli da piacere. Ho sempre invidiato, o forse sarebbe più corretto dire, ammirato coloro che riescono a farsi coinvolgere, e seppur di riflesso ne godo anche io. Si perché tutto sommato è piacevole sentire il coinvolgimento degli altri per qualcosa, che possa essere un sogno, un concerto, un'ormone impazzito, piuttosto che un reiterare nelle solite scelte; è comunque innegabile che fa vivere delle emozioni per quanto possanno essere anche di poca entità sono comunque delle sensazioni, delle emozioni che si sentono nelle parole di chi le racconta. Sentire l'enfasi e l'entusiasmo piuttosto che quel filo di paura o tentennamento nel dire una cosa che li coinvolge, li avvolge.
Se ci penso in fin dei conti sentire il suono della voce, il modo con cui vengono racconatate le nuove piccole avventure è come leggere un libro da cui farsi affascinare, lasciarsi ammaliare e trascinare nel prosieguo del racconto. Io non sono mai stato una "raccontatore", semmai uno a cui piace lasciarsi andare in strampalati e vaneggianti filosofeggiamenti sulla vita, ma a narrare non sono per nulla bravo. Per questo mi piace ascoltare quello che gli altri hanno da raccontare, hanno sempre una punta di particolare umanità che traspare dal tono, dal volume della voce, dalla velocità o lentezza nel narrare di un evento piuttosto che di un altro. E come se mi innamorassi della passione con cui mi vengono snocciolati aneddoti su una serata, o evidenziati dei momenti di una giornata che possa essere fare lo shopping sfrenato, oppure di corse folli, piuttosto che di amori folli e mal gestiti se non anche vivere indirettamente le vite famigliari più comuni tra figli e genitori, o ancora di trasgressioni. Quello che a un certo punto conta non è nemmeno tanto la storia in se certe volte, ma quanto il modo con cui mi viene raccontato, esposto l'evento in questione. Sarà proprio perché non so raccontare che mi affascinano i narratori, ammirando la loro dote di saper coinvolgere, mi faccio predere in modo particolare, ma mai maniacale.
Non so se questo nuovo post potrà piacere, ma è certo che almeno non mi sono sofferto su quello che non volevo prendesse più spazio del necessario, però almeno ho accontentato coloro che volevano un nuovo post. La vita è una ruota ma forse anche solo una clessidra, o forse uno di quei segnatempo a moto perpetuo, resta il fatto che le storie che mi si raccontano non sono mai uguali, forse simili tra loro, ma mai uguali; cambiano le sfumature, i toni e il coinvolgimento dei narratori, ma ogni storia, ogni episodio, ogni evento è una cosa a se e per questo per me affascinanti tutte. Ora è il momento che concluda questo Nuovo Post (si sono strnz haha ahaha) e di andare a dormire, domani sarà un'altra lunga e impegnativa giornata.
mr.zugo
martedì, maggio 11, 2010
Tecnologia che corre
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| IBM Thinkpad r40 |
La tecnologia corre e tutto quello che la circonda non è da meno, tra comunicazione strabordante, comunicazione in movimento, mezzi di trasmissione più potenti, strumenti di gestione delle informazioni digitali sempre più performanti, io con il mio vecchio IMB con neanche un gigabyte di memoria ram, boccheggiavo in tutto... Così mi sono ritrovato a combatere con il sito della Dell perché non accettava la mia carta di credito elettronica e quando ormai ero sul punto di rinunciare all'acquisto desiderato, una soffiata mi amplia le vedute e mi sono catapultato neloo store dove vendevano questo tipo di computer per comprare il pc dal quale sto scrivendo. Si perché delle piccole fisse in realtà ce l' ho, soprattutto sui computer portatili. Premesso che ognuno sceglie in base alle proprie capacità di giudizio ed i propri criteri, non me ne vogliano i possessori di HP che ha sempre bei pc portatili, ma sempre con qualche pecca di tenuta (troppi tasti a sfioramento, e componenti un po' leggeri), non me vogliano coloro che hanno Toshiba, sempre ricchi di funzionalità e hardware ma poco durevoli; io dopo aver utilizzato Dell al lavoro per anni, non ho potuto fare altrimenti. Attenzione anche Dell ha delle pecche infatti mai prendere un Inspirion che ha sempre dei processori un po' troppo lenti e dischi rigidi delicati, se proprio si vuole spendere meno, come me d'altronde, optare almeno per uno Studio.
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| Dell Studio1555 |
A corredo dell'acquisto del nuovo notebook (giusto a gratificarmi un po') ho aggiunto un mouse nuovo, delle cuffie con microfono che non avevo, una chiave USB per vedere la TV digitale sul pc, una multi porta usb e per finire anche uno zaino per trasportare più comodamente il notebook. Insomma rinnovato il parco tecnologico, mi manca solo più una fotocamera tenoclogicamente allineata, ma per ora mi faccio bastare la scatoletta digitale che ho vinto con i punti della benzina!
martedì, marzo 09, 2010
La Forza Del Branco
Ritengo che oramai la socialità sia maldestramente condotto per mano da una serie di aspettative che vengono inculcate a suon di mezzi mediatici nella cultura di ognuno di noi, allontanandoci così dai saggi insegnamenti dei nostri predecessori; pochi sono i coraggiosi che coltivano valori antichi ma forti, alla lunga si percepirà che sarà d'obbligo fare dei passi indietro e ritrovare quella serenità di essere umili e uniti prima di soccombere alla globalizzazione di massa in ogni ambito di vita. Fortemente ogni giorno sarà necessario prendere posizione prima da soli e poi pian piano con gli altri, perché il branco una volta compatto e solidale non ha rivali, pur correndo il rischio di essere delle note stonate, il branco non temerà nulla. Ovviamente non è la soluzione dei mali ma certamente aiuta a convivere meglio con quanto la vita ci ripropone noiosamente. Le sofferenze saranno supportate e alleviate, le gioie amplificate e vividamente vissute, le difficoltà saranno sormontate con il minimo sforzo grazie al supporto ed alla spinta del gruppo. Esistereanno migliaia di libri e testi di sociologia che insegneranno a sopravvivere in questa vita del terzo millenio, ma il sapere degli antichi sono ancora i più validi perché nato dall'esperienza della vita vissuta. Tutti dovrebbero leggere l'arte della guerra, una libro che parla di tattiche belliche, ma che nasce dalle considerazioni dell'esperienza della vita vissuta, le tattiche belliche non sono altro che le azioni che ognuno di noi può intraprendere nella propria vita quotidiana ed anche in nel libro è palesata la forza del gruppo ben gestito dal suo comandante, ma non è il solo libro che parla del gruppo, nei tempi moderni possiamo trovare l'arte del negoziato, in cui è palesato che il conflitto non è necessario se si conduce la controparte a gestire il contenzioso con lo stesso metodo, ovvero unione di intenti pur per contrapposte necessità. Se la subliminizazione mediatica ci bombarda, semplicemente sarà sufficiente lasciarsi bombardare senza prestarle attenzione, trovando nel confronto all'interno del gruppo quali invece possono essere le migliori scelte per il singolo ma anche per il gruppo stesso.
In definitiva occorre avere il coraggio di fare un passo verso qualcuno per trovare l'unione, confidare nelle persone nei valori che possono esprimere, e cominciare a sminuire la simbologia globalizzata e avvalorare di più l'unicità dei singoli e creare dei gruppi amalgamati di mutiesperienze vissute e non favoleggiate! Il branco è un'opportunità per rafforzare anche il singolo che cresce in proporizione al crescere del gruppo! Un tempo bastava un fiasco di vino, un salame e un po' di pane per socializzare oggi?
domenica, marzo 07, 2010
Confrontando&Affrontando
Dopo un mese di silenzio, torno a scrivere qualche riga qui, per lasciare un'altro segno della mia esistenza. A ben pensare l'inizio di questo post è un po' inquietante, ma resta il fatto che al momento ho il sorriso sul volto. Dovrei andare a dormire ed invece sono qui a scrivere e poco mi importa. Di cose ne sono accadute in poco più di 30 giorni ma ben poche hanno avuto un significato e lasciato qualcosa. Di quelle poche però l'impornta è stata ben impressa e gradita.
E' chiaro che faccio troppa introspezione, dietrologia, voli pindalici con la fantasia, ma è altrettanto ben definito che nel mio essere non manca mai occasione di rimettermi in discussione e a confronto con quanto mi si propone sul cammino, permettendomi di mantere il contatto con la realtà. Questo miscuglio alquanto strano dei miei tratti caratteriali sino ad oggi nel mio procedere nella quotidianità mi ha permesso di affinare istinti e valutazioni al punto di permettermi di avere attorno a me persone che hanno uno spessore; ognuno a modo proprio ovviamente ma non per questo meno valevoli rispetto ad altri. La pazienza e la voglia di confronto sono doti che dal mio punto di vista sono molto redditizie a lungo termine. Si è vero nel breve sembra tutto complicato, tutto confuso, tutto strano e inopportuno, ma l'esperienza odierna mi consente di dire invece che il tempo è il miglior giudice e compagno di vita. La fretta e l'impulsività vengono lentamente soppiantante dalla curiosità di vedere come vanno a finire le cose.
Ogni giorno mi riscopro nuovo e diverso verso le stesse persone che posso aver conosciuto anche anni prima, così accade che dal nulla dopo molti mesi risento persone di cui non avevo più notizia, dopo mesi una strana cortina di fumo si dipana nei confronti di un'altra persona, mi ritrovo con 12 kg in meno dopo 4 mesi dal mio trasferimento e conrtolli sulla salute da fare, ritrovo energie per ricostruire uno strato di me che era andato indebolendosi e assottigliandosi verso un mondo senza controllo e troppo vacuo, mi ritrovo ad essere eliso da un'organigramma aziendale e non dimostro il ben che minimo disago al contrario di altri tempi, ho voglia di innamorarmi, ho voglia di crescere, ho voglia di tornare a casa (ma non è una novità), imparo nuove cose nei rapporti con le persone e di questo sono grato, e anche se non vi interessa vi dico che fa bene affrontare gli altri!
Insomma piccole eventi in un mese che cambiano la rotta di una esitenza, anche se non ce se ne rende conto.
Alla soglia dei 40 anni, mi rendo conto di essere ancora un ragazzino con troppe cose da imparare, ma in fondo fa bene allo spirito avere sempre qualcosa da impare e scoprire, ma soprattutto non aver paura dei cambiamenti ed affrontarli a testa alta.
Torno qui a scrivere anche un po' alla rinfusa, poco male meglio averlo fatto che no!
mr.zugo
sabato, febbraio 06, 2010
Parole Mute
Capita così che mi rifugio nella lettura e nella scrittura, ahimè per ora solo su internet, per cercare di trovare un minimo di italianità e senza necessariamente dover trascrivere o ripetere parole per me impronunciabili. Ma in questa momento che mi ritaglio, mi accorgo che oramai non ho più la capacità di sapermi esprimere in modo adeguato, nonostante abbia anche fatto una certo percorso di studi che teoricamente avrebbero dovuto aiutarmi.Si insinua così nella mia testa un dubbio atroce: starò pian piano perdendo la mia identità?
Se ripenso al post precedente forse si, se penso ai miei comportamenti nelle ultime settimane anche in quel caso trovo una possibile testimonianza di una crisi d'identità, se poi a queste cose aggiungo che ovunque possa andare a scrivere mi ritrovo a dover ogni volta dare spiegazioni di quello che intendevo... direi che sì! sto perdendo la mia identità. Posso solo considerarmi un Uomo che vaga nell'itinerario della vita parlando con parole mute, che nessuno può ascoltare o leggere perché incomprensibili e senza suono. Il senso di smarrimento che ho tentato di esprimere nel post precedente è praticamente niente al confronto di ritrovarsi ad essere isolati, incompresi: come in un film già mi vedo andare al lavoro e scrivere le e-mail dove il testo rimane bianco su fondo bianco, fare telefonate dove dall'altra parte chiedono "pronto, ma chi è? non sento nulla!" nonostante io stia parlando e gridando, passare in mezzo ai colleghi salutando e non ricevendo risposta perché la mia voce è arrivata muta alle loro orecchie, dovrei già ringraziare di essere visto... ma lo sono? Ora mi viene il dubbio di esistere addirittura.
No! Non è così come posso averla descritta sino ad ora! Già perché sono io cieco e sordo ai messaggi delle persone, sono io che continuo a voler parlare una lingua che non vogliono ascoltare, sono io che insisto a scrivere come mi dice il cervello, sono io che mi isolo, ma in vero sono io che faccio selezione naturale. Perché di parole mute ne ho sentite e dette abbastanza, ma ora mi sono anche stufato! Ammettendo imperfezioni, ignoranza e per quanto concerne lo scrivere anche la troppa fretta e la poca dimestichezza con la tastiera, ma non ammetto più sterili osservazioni su come possa essere il mio modo di esprimermi. D'altronde ho anche altre testimonianze ed esperienze che dimostrano che la mia capacità comunicativa è quanto meno adeguata per un ascoltatore medio. Che poi in queste pagine virtuali, che siano siti, blog, profili, stati o qualsiasi altra menata di internet mi conceda la libertà di seguire i contorti labirinti dei miei pensieri mi sia data la possibilità di farlo, in fondo se non mi si vuole comprendere non lo si faccia, non ho minacciato ed obbligato nessuno a leggermi, e d'ora in avanti renderò ancor più selettiva la mia selezione naturale: non mi si comprende? no problem, le Parole Mute sono finite! Chi seleziona le proprie amicizie in funzione dell'abbigliamento, chi della squadra per cui tifa, chi per la musica che ascolta, io riprenderò a selezionare in base all'intelligenza, che non necessariamente deve essere di un certo QI bensì quella sottile e malleabile che permette di saper stare al mondo!
mercoledì, agosto 26, 2009
Oltre A Noi...
Dopo tante parole in merito alle amicizie di convenienza, agli affetti "fastfood", ai rapporti di "consumo" mi sono sentito svuotato di energie e di fiducia... non mi sono restati altro che i miei hobby, leggere, la grafica creativa, la scrittura, lo sport e da qui ricomincio perché oltre a me... "ci sono anche tutti gli altri" e non posso vivere come se non ci fossero o non avessero importanza ognuno per la propria parte, nel bene e nel male.







