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venerdì, maggio 02, 2025

Il Tempo (S)Corre

Non avrei immaginato che sarebbe passato tutto questo tempo, prima di tornare qui a scrivere e condividere nuovamente qualcosa.. Ma è così! Sono passati un po' più di 18 mesi.
Da un lato potrebbe essere un buon segno, indicando che sono stato impegnato, oppure di contro che non ho dato seguito alle buone intenzioni quando ripresi a scrivere nel 2022. La verità, come sempre, potrebbe stare nel mezzo: un po' sono stato effettivamente impegnato come da progetti, e  un po' di "assenteismo" dalla scrittura quasi certamente per pigrizia.

Ad essere sinceri, non me ne faccio un problema. Ormai su certe cose sono nella condizione di fare un po' come mi viene, concentrando le energie su quelle cose che ritengo più utili e sane per me, tralasciando invece quegli aspetti un po' meno importanti e, che se disattesi, quanto meno che non creano disagi a nessuno. Non so quanti siate a leggere questo mio vecchio e forse ormai obsoleto blog e quanto lo troviate di interesse, ad ogni buon conto, scusate se non sono stato costante nella scrittura e nella condivisione. Questo è uno spazio che ho sempre utilizzato nei momenti in cui saliva l'irrequietezza o il disagio per qualcosa, ma già dalla ripresa nel 2022 invece sono tornato più per un impulso positivo mettendo a fuoco più le energie positive che quelle negativa che mi contraddistinguevano alle origini. In questi giorni, durante la pausa lavorativa figlia dei diversi ponti, rimetto mano a queste pagine per dare un rinfrescata, sia al blog, sia ad alcuni profili social. Quasi al termine di un primo percorso di "miglioramento individuale", in questi giorni ho sentito la necessità di fare un po' di ordine e di pulizia nel mondo virtuale; occasione in cui, movimentare anche un po' queste pagine.

Mi ritrovo così a notare che l'ultimo post risale a settembre 2023 (o giù di lì) e che nel frattempo di cose ne sono successe: alcune dovute alle scelte fatte ad inizio di quell'anno, altre capitate nel corso dei mesi che si sono succeduti. 

Ed ora che sono qui, ammetto che mi è mancato scrivere e condividere un po' di pensieri in questo spazio. Non escludo, quindi, di tornare di tanto in tanto ad editare qualche post, così da riprendere e condividere il corso di alcuni eventi accaduti in questi ultimi 18 mesi. Potrebbe essere un esercizio utile per mettere a fuoco le scelte fatte confrontandole con i risultati buoni o meno buoni che possa esserne derivati.

domenica, gennaio 29, 2023

Progetto 50

Ad ogni inizio anno, solitamente, si tende a fare la lista dei buoni propositi. Pratica assai comune che a volte assume la forma di atto scaramantico per esorcizzare il passato oppure come rituale di buon auspicio per il nuovo anno che ci si avvia ad affrontare. Per quanto mi riguarda questo 2023 può rappresentare un anno di svolta. Di sicuro non grazie alla lista dei buoni propositi, ma di certo grazie agli intenti e le future azioni che cercherò di mettere in campo.

La premessa da tenere in considerazione è che caratterialmente sono un tipo riflessivo, quindi difficilmente le mie azioni sono dettate dell'impulsività; per ogni decisione presa dietro c'è sempre un periodo di "decantazione" in cui rifletto per vagliare, valutare, considerare ogni possibile aspetto e dettaglio. Sono comunque consapevole che è pressocché impossibile prevedere e considerare tutto, ma per me avere lo scenario più ampio possibile è un modo per mettere in atto le mie scelte nella misura più sicura e proficua possibile, pur aspettandomi l'imprevisto.  Premesso questo la mia lista dei buoni propositi si può considerare a tutti gli effetti un lista di intenti, che potranno sicuramente essere disattesi per qualunque motivo: una mia debolezza o mancanza, un imprevisto o condizioni a me aliene che potranno limitare o impedire le mie azioni.

Dunque iniziamo: quale potranno mai essere i miei intenti per questo 2023?

Per la verità più che di intenti dovrei parlare di un solo intento per quest'anno: imparare a condurre una vita migliore attraverso diverse attività e diversi aspetti che sono certo influiranno positivamente sul mio benessere complessivo. Giusto per dare una forma a questo unico intento gli ambiti su cui mi dovrò concentrare a livello macro si possono riassumere in tre:

  1. Salute
  2. Cultura
  3. Progetti
Con salute si può intendere anche benessere ed equilibrio "fisico": in questo caso ho diversi micro obbiettivi che non sono stati scelti in modo generico o superficiale, ma per lo più dettati da alcune situazioni personali. Per l'età che traguarderò quest'anno si sta rendendo necessario riprendere la forma fisica, quindi tornare a praticare un po' di attività fisica che comporterà sia un miglioramento del tono muscolare (necessario per le articolazioni ed in particolare per la spalla destra e per le ginocchia) sia un miglioramento del peso, meglio distribuito tra massa grassa e massa magra, infatti non credo di poter parlare di perdita di peso vera e propria: per la mia costituzione non accadrà mai o meglio non accadrà in modo convenzionale. Sempre per una miglior stato di salute è giunto il momento anche di migliorare la masticazione per cui dovrò affrontare alcuni interventi che sono ormai d'obbligo; la masticazione è elemento essenziale anche per un altro obiettivo, imparare a mangiare meglio per una corretta alimentazione

Negli ultimi anni tra la pandemia e le nuove modalità di lavoro, si sono instaurate delle dinamiche che progressivamente mi hanno portato ad un torpore mentale che ad oggi creano un peso insostenibile per non dire insopportabile. Se in precedenza di tanto in tanto si creavano delle dinamiche utili a mantenere una certa vitalità mentale, ora il perdurare di condizioni di immobilità sono tali per cui la mia mente è in fermento perché necessita di stimoli più dinamici, diversi e per certi versi più alti. Tornare a coltivare la cultura sarà quindi una via stimolante per ravvivare interessi e l'apprendimento, gli obiettivi saranno sicuramente scegliere intrattenimenti più educativi, di per se semplici, il difficile sarà rompere le cattive abitudini per riuscire a tornare alla lettura, allo studio strutturato e non meno importante riuscire ad allargare le relazioni sociali fuori dai social e da internet o dal solo ambito lavorativo.

Anche se li ho indicati per ultimi, i progetti sono in realtà il primo passo per attuare gli altri due, infatti non è sufficiente stilare una lista di cose da fare perché si arrivi ad attuarle, come detto nella premessa, fare delle scelte e di conseguenza agire, per me è frutto di considerazioni e valutazioni che sfociano in micro o macro progetti da raggiungere via via con traguardi intermedi, con consapevolezza e forza di intenti, altrimenti ogni piccolo intoppo, imprevisto o cambio di condizione potrebbe diventare un facile pretesto per non agire i singoli obiettivi. Come detto l'intento è uno e creare progetti come fondamenta dell'intento principale è un mezzo per me molto efficace per traguardare non solo i singoli risultati ma anche quello principale. Imparare a condurre una vita migliore si rappresenta nell'instaurare nuove routine, diverse e migliori dalle precedenti, per intraprendere un nuovo cammino più stimolante, soddisfacente e più ricco. Sia chiaro che la mia vita precedente (o attuale che dir si voglia), non è così disastrosa, ma è giunto il momento di fare un ulteriore passo avanti e migliorare ancora un po', tenendo anche in considerazione gli scenari personali, lavorativi e familiari che col passare degli anni si trasformano. Ma in conclusione i progetti di questo 2023 quali sono? Riprendere e mantenere una "Mens sana in corpore sano", ovvero prendermi cura di me stesso a tutto tondo: stimolare la mente ricominciando a studiare, non tornado all'università, ma più facilmente iscrivendomi a qualche corso di studio strutturato per cimentarmi con materie che mi hanno sempre in qualche modo affascinato, e dall'altro lato iscrivendomi in palestra, cercando così di avviare un percorso di wellness per una nuova e migliore condizione psico-fisica.

Ed ovviamente in tutto ciò non mancheranno, alla mia maniera, sano svago ed i viaggi di quelli belli come dico io.

Rompere le routine non sarà facile, tendo ad essere pigramente lento ad agire, ma sono certo che il "Progetto 50", così l'ho voluto battezzare, per questo 2023 avrà buone possibilità di partire concretamente e di proseguire sino al raggiungimento dell'intento primario.


lunedì, agosto 05, 2013

Giorno 5 - Storia di una Falsa Partenza

Giorno 1 - Avevo un progetto. 
Giorno 2 - Il progetto è abortito. Conseguenza di un colpo d'aria mal curato.
Dopo due settimane di tosse ricorrente, visita medica, e via con regime di antibiotici e antiinfiammatori per 6 giorni a cui seguiranno antiinfiammatori più blandi per un altra settimana. Volevo riprendere a fare attività fisica sfruttando questo periodo di ferie, in questo modo avrei avuto più tempo e più momenti per dedicarmi a fare un po' di movimento, tra camminate, qualche uscita con la bicicletta e quelle esercizio in casa. Purtroppo con il regime farmacologico descritto è praticamente impossibile. Non posso stressarmi quando già il corpo è stressato dalle medicine non capirei il limite e non gestirei al meglio la fatica, soprattutto dopo anni di completa immobilità.
Giorno 3 - Il morale è sotto i piedi, forse anche colpa degli antibiotici che non sono per niente leggeri, e d'estate ancor di più si sente l'effetto.
Giorno 4 - Vorrei avere le energie per rimettermi in movimento, ma mi costa fatica solo il pensiero, basta un leggero sforzo e le poche forze svaniscono, con il caldo e per via dei medicinali.
Giorno 5 - Sono qui grondante di sudore a scrivere del fatto che odio le false partenze, è pur vero che non potevo certo mettermi a fare preparazione atletica con una bronchite, magari mi sarei ritrovato con la polmonite. Non faccio altro che pensare che a questo punto il programma necessariamente partirà in ritardo e come se non bastasse prima del dovuto dovrò anche trovare delle soluzioni per trovare modo di continuare a fare un po' di attività fisica nel poco tempo disponibile alla ripresa del lavoro. Già perché andando al lavoro a Milano a tutti i giorni, impiego almeno 4 ore di viaggio tra andata e ritorno, di cui almeno due utili a fare un po' di movimento, ma uscendo la mattina alle 6.30, minuto più o minuto meno, e rientrando alle 20.45 non è che ci siano molte occasioni da sfruttare. Che poi a ben vedere non è che debba farlo per chissà quale necessità estetica e quindi decidere anche di limitarmi a qualche occasione nei fine settimana, devo per questioni di salute. Nonostante abbia perso 5 kg in 4 mesi solo ricominciando a usare i piedi anziché l'automobile, non è sufficiente a migliorare e stabilizzare la mia situazione. I kg da perdere sono ancora almeno 7/10, già perché ancora non so bene quale possa essere il peso forma di un ex atleta di 40 anni di 1 m e 90 cm di altezza dalla corporatura robusta. Un tempo il peso di 105 kg era il peso forma migliore, sotto il quale ero a rischio di crisi nervose e sopra non rendevo più come avrei dovuto. Oggi dopo 20 anni non sono certo che quel peso possa essere nelle mie corde, per diversi motivi, di certo però altri 7 devo assolutamente perderli altrimenti un giorno di questi potrei non essere qui a scrivere.

Questa posposizione dei miei buoni propositi mi ha fatto non poco arrabbiare, ciò non toglie che come sempre ho fatto non ho mai sovrapposto attività fisica con le cure mediche, specie quelle che prevedono antibiotici che spossano il fisico e tutti gli organi che sono preposti allo smaltimento delle tossine e gli antiinfiammatori che portano ad una alterazione delle informazioni fisiche sui limiti sopportabili. Devo per forza di cosa rimandare a metà mese. Anche se ultimamente la pazienza non è proprio la mia migliore compagna, dovrò sottostare a questo "fermo momentaneo" ed alla ripartenza del progetto dovrò anche prenderla con calma per non sfondarmi sin dall'inizio con l'intento di recuperare il tempo perso. Di certo non mi mancherà il tempo per riflettere e cercare una soluzione per quando non avrò più le giornate intere, ma solo spezzoni di giornata ed i fine settimana.

A questo punto non resta che darvi appuntamento alla prossima occasione, visto che non ho molta voglia di scrive delle solite cose che ho per la testa, cercherò di fare un diario sui miei progressi sulla ripresa dell'attività sportiva.

sabato, agosto 25, 2012

Colui Che Mai Fui

Quando si prende coscienza di se e di alcune realtà è cosa buona e saggia! Pur considerando la buona volontà, il tempo che ho dedicato a tutta una serie di progettazioni grafiche per vestire un sito che non sono mai riuscito a far decollare e che per fare qualcosa di decoroso, seppur limitato nella sua tecnologia non ho avuto la costanza e la fermezza di imparare nuove cose sulla programmazione web, come potete vedere ho deciso di riproporre qualcosa di simile in questo spazio sfruttando strumenti che già esistono e che devo solo collegare tra loro con poco impegno.
L'idea originaria era quella di avere un dominio tutto mio nel mondo della rete di internet e costruire pagina dopo pagina uno spazio vecchio stile, ovvero quello con l'antico e sempre efficace html statico. In quelle semplici pagine dovevano raccogliersi non solo la mia passione per la grafica vestendole e creandole una a una ma anche tutta una serie di "soggetti" editoriali, visivi, creativi che ho raccolto nel corso degli anni sulla rete incrociando altre persone che come me coltivano la passione delle arti, ognuno nella categoria che più trovava congeniale. Non so quanti di loro siano ancora naviganti di questa macroscopica rete cibernetica, ma certo è che avevano qualcosa da dire, raccontare e anche da rappresentare.
Quindi dopo aver letto dell'entusiasmo di alcuni naviganti della rete sui loro progetti, oggi mi sono fatto prendere dalla frenesia ed ho cominciato ad abbozzare e rivestire questo mio pezzo di web cercando di riproporre quel vecchio progetto editoriale. In fondo devo solo rinunciare alla parte creativa e di impaginazione che mi ha sempre affascinato, ma in fatto di funzionalità e possibilità di condividere e divulgare con questa piattaforma non mancano le occasioni e gli strumenti per mettere di nuovo sulla rete alcune delle creazioni che naviganti come PaolaClara, Cielidirlanda, Acuacheta ed altri ancora hanno condiviso con me, permettendomi ed onorandomi di ospitarli. Colui che mai fu, in qualche modo si affaccia lo stesso su questa parte di mondo, i progetti possono anche non realizzarsi in pieno, ma possono sempre prendere nuove forme e raggiungere nuovi traguardi forse insperati. Come potrete leggere nelle nuove pagine/sezioni di questo blog, la mia porta è sempre aperta.
Il progetto vero è proprio era quello di essere e rappresentare l'annuario delle persone di tutti i giorni che hanno sempre qualcosa da dire con i loro mezzi, che sia una foto, un disegno o un dipinto, piuttosto che un unico ed irripetibile racconto o poesia. Pur essendo figli del secondo millennio e pionieri del terzo, non credo cambierò mai idea: l'unicità dell'uomo e quella di non essere mai uguale a se stesso; ogni esperienza singola o collettiva è momento di arricchimento, e per questo ogni tipologia di espressione è degna di essere ascoltata, letta, osservata; solo in questo modo potremmo ampliare le nostre vedute e colmare i vuoti dell'ignoranza.
Se volete consideratemi pure falso predicatore o santone, un filosofo da due soldi, o qualsiasi altra cosa, ma credo in quello che ho scritto poche righe più su e con quel modo di vedere e agire ho potuto apprendere ed accrescere sempre meglio me stesso e ogni giorno un pochettino di più anche gli altri, mi spiace solo che collettivamente ci stiamo troppo alienando dietro a usanze poco sociali (seppur ce le vendano per tali) e ci stiamo allontanando da noi stessi e dagli altri. Così rispolvero il mio vecchio progetto, lo manipolo lo plasmo e lo riproppongo nel miglio modo che trovo oggi. Mi auguro solo che possa essere un progetto dai contenuti piacevoli non solo a me che li propongo ma anche a voi che passate di qua.

Ogni commento sul cambio di struttura di questo mio spazio web è gradito

domenica, luglio 01, 2012

Progetto 40

Mi sa che non posso più aspettare, certamente non posso continuare a credere che certe cose si risolvano da sole. Più passano i giorni e più la paura cresce, lenta ma inesorabile. Non ho mai pensato di essere eterno, anzi in certi momenti della mia vita ho pensato di non voler essere nemmeno così longevo. Qualcuno considera il proprio corpo come un tempio e lo cura, a volte, in modo eccessivo. Io mi sono concentrato più sulla parte meno tangibile della mia persona. Per un certo periodo ho avuto anche la fortuna che nel divertirmi ho avuto cura del mio corpo. Ma è altresì vero che ho abusato del potere rigenerativo, ma ero giovane e si recuperava in fretta. Ora non è più così. Sono molti i dettagli che mi stanno facendo crescere la paura, e comincio a domandarmi del mio futuro. A pochi mesi del compimento dei miei 39 anni di vita si sta affacciando un progetto che come detto è in parte d'obbligo, in parte è una sfida e in ultimo, ma non meno importate anzi tutto il contrario, cresce la voglia di vivere questo progetto come una seconda giovinezza.
Della qualità della vita ho parlato spesso, ma non sono stato mai bravo a mettere in pratica i miei pensieri, ma ora non posso esimermi dal prendermi sul serio sotto questo aspetto. Vedo diete fatte in ogni modo e per mille motivi, ma non trovo convinzione in queste cose, sono sempre troppo drastiche e troppo opprimenti. Il mio progetto è molto più radicato, parte da una filosofia di equilibrio che passa attraverso molti dettagli e molte sfumature. Non è una dieta, non è un miracolo caduto dal cielo, non è una magia, non è niente a dire il vero.

La mia vita oggi è troppo sedentaria in contrapposizione con il mio passato giovanile dove il dinamismo era persin eccessivo. E come allora il mio corpo e la mia mente hanno chiesto una pausa ora accade il contrario. Sono un uomo pressapoco di mezza età, sovrappeso, annoiato, stressato, scontento e insoddisfatto per molti aspetti e qualcosa grida "vendetta". Visti i presupposti sono consapevole che non posso buttarmi in palestra per 2 ore per due o tre volte la settimana e massacrarmi, sarebbe più il danno che il beneficio; anche con l'alimentazione non posso più permettermi eccessi e cattive routine: potrei aver terminato i bonus; anche con gli abusi devo trovare nuove dimensioni ed equilibri, già perché ho sempre ammesso di essere un fumatore e non sono mai stato ipocrita nel dire che posso smettere quando voglio... mi accontenterei di diminuire significativamente questo stravizio.

Sino ad oggi ho dato colpe a molte cose per come è la mia condizione, ma dentro di me ho sempre saputo che per buona parte erano solo delle scuse, tutto era nella mia testa e nel mio animo che sono andati fuori fase per diverse ragioni, più o meno valide ma per lo più comodamente utili perché mi giustificassi a non voler ammettere molte inadeguatezze. Ora però questa paura e questo malessere diffuso e la mancanza di equilibrio mi stanno portando a nuove dimensioni di pensiero, che mi auguro solamente che non mi portino a eccedere in altre direzioni. Forse questa è l'ultima fase che mi mancava di affrontare nella solitudine con me stesso; condizione in cui non mancano i momenti di autoanalisi in cui affiorano i maggiori timori ed i peggiori lati di noi stessi con cui dobbiamo fare i conti.

Da buon mediatore, non faccio promesse a nessuno e nemmeno a me stesso, ma aumenta l'intenzione e la convinzione che devo riprendere da capo la mia vita e scrivere i miei prossimi 40 anni con nuovi e migliori equilibri.

domenica, gennaio 15, 2012

Dolenti Note & Piacevoli Incontri

Non poteva mancare la "pesata" di inizio anno al magazzino del lavoro. Piccola prassi che condividiamo tra colleghi di "peso". un piccolo rito volto a valutare stabilità o evoluzione del proprio corpo a seguito di un anno intero di sbattimenti. Non eravamo al completo ma tolto il sottoscritto tutti sono rimasti pressapoco delle stesso peso. Per quanto riguarda me invece è arrivata la prima dolente nota di questo 2012 in cui alla bilancia risulto essere 120 kg!!! Ahi ahi che brutta sorpresa, e pensare che non avevo ricevuto segnali negativi dal mio corpo.
Ormai la situazione è questa, pertanto non resta che decidere se lasciarmi prevaricare dall'opulenza o se mettere in campo azioni correttive per riprendere una forma migliore. Mi concedo ancora qualche giorno, giusto ad arrivare a fine di questo mese, giusto a fare alcuni esami di controllo per poi decidere con coscienza. Fortuna mia nello stesso giorno dopo questa dolente nota, mi si da l'opportunità per dar seguito a quanto auspicato e condiviso nel post precedente  al "2012 prossimamente", ed così che tra il senso di ospitalità mista alla curiosità  si prospetta la possibilità di dare un volto ad una voce e di concretizzare un rapporto sino a quel momento cresciuto solo attraverso il filo immaginario del telefono. Ed è così che con qualche sms viene definito e concesso un incontro convivale per la sera stessa, giusto a mantenere se non incrementare l'opulenza dichiarata dalla bilancia.

Ore 20.30 io passeggio mentre chiacchiero al telefono con un amica, in attesa del suo arrivo... lei mi passa accanto, qualcosa mi dice che è lei! E mentre sono al telefono mando con l'altro telefono un sms per dare modo di farmi riconoscere dalla voce di Bergamo che devo incontrare. Mentre l'sms viene inviato ed arriva la vedo lì seduta sulle scale del Vittoriano, con il telefono in mano, alza la testa si volta prima a sinistra poi a destra verso di me e riconosciutomi dalla descrizione si alza quasi di slancio salutandomi come fossi quasi un vecchio amico. Nel frattempo io da buon cafone (primo errore della sera) chiudo la conversazione al telefono, e ricambio il saluto con un sorriso...

Questo l'inizio che ha dato modo di passare una piacevolissima serata, potendomi pregiare dell'ottima compagnia di questa ragazza che per certi versi mi affascina grazie alla sua energia esuberante che tal volta sembrerebbe ingenua, ma non è per niente tale, e che sinceramente mi spingerebbe pure a migliorare se non approfondire la conoscenza, peccato per me che anche in questo caso ci sia una piccola nota dolente perché ella è fidanzata per non dire fidanzatissima. Ma da buon cavaliere nonché ospite anomalo nella città capitolina, mi gusto il piacere della conversazione e della compagnia di E. che fa sembrare tutto nuovo, interessante, speciale e apprezzabile e dalle sue parole di congedo anche apprezzato. Forse sono stato troppo ricco di parole, e di prosopopea (secondo errore della sera), ma ormai è fatta, andata come andata, per quanto mi riguarda nonostante l'infelice scoperta del sovrappeso (ah dimenticavo di dire che con i 120 ho battuto il recordo precedente del 2001 di 118kg!!!) non posso che essere felice ed onorato di aver avuto modo di coltivare questa nuova amicizia, anche perché E. è tra le poche che negli ultimi mesi si è dimostrata affine per alcuni aspetti alla mia visione della vita e nel viverla nella sua quotidianità, a cui si aggiunge il fatto che amo le persone costantemente curiose e vogliose di imparare, scoprire e sperimentare non adagiandosi ai piccoli traguardi già raggiunti. Ultima nota dolente della serata è stato quando durante la conversazione nel cammino di ritorno dopo cena, dove E. se esce con "...hai sviluppato di più la parte destra del cervello!" considerando che effettivamente sono una persona molto razionale, ma in quel frangente sono momentaneamente indispettito, non tanto per quanto ha detto E. ma per il fatto che mi sono sentito tradito da me stesso, non avendo coltivato a sufficienza negli ultimi mesi "il lato sinistro del cervello" ovvero non dedicandomi adeguatamente alla lettura, al disegno ed in parte anche al blog.
Termina così la serata, dopo aver preso freddo su una panchina di marmo su via dei fori imperiali, con un saluto e rimando all'incontro di lavoro per l'indomani, poi saltato per altri eventi da me non prevedibili, lasciandomi un po' di amaro in bocca per non aver avuto il piacere di rivedere E. trovandomi con una punta di gelosia per i colleghi che invece avrebbero avuto il piacere della sua compagnia.

Nel viaggio di ritorno a casa a fine serata il consuntivo è stato più che positivo, ma con due appunti personali che mi sono accollato: uno migliorare la mia salute (compreso il peso) ed il mio aspetto, due trovare una ragazza non fidanzata da poter corteggiare a dovere, che visto il punto uno dovrebbe venirmi più facile. Sia chiaro che E. non era nel mirino per la seconda notazione, ma di certo ha una buona dose di caratteristiche che rientrano nelle mie aspettative. Da questa serata che ha costituito il primo passo per smontare l'inerzia che ultimamente mi aveva troppo cementato, ne esco con il sorriso per aver avuto modo di concretizzare e di far crescere un bel rapporto personale, e mi concedo (e spero mi sia concesso dopo questo post) di poterlo coltivare ancora in futuro.

martedì, dicembre 06, 2011

Dipinto Notturno

Sto qui fuori, nel giardino, a fumare una sigaretta. Il vento soffia con forza, forse è il libeccio... forse no. E' tutto il giorno che non smette di spazzare il cielo, ma questa notte è diverso. Non so per quale motivo, ma sento che è diverso come se portasse via con se ogni nube, non solo quelle in cielo, anche quelle che porto dentro di me. Lo spirito si fa più leggero, le preoccupazioni si dissolvono, la rabbia affievolisce, la mente si libera. La luna ai tre quarti della sua crescita risplende forte quasi come un pallido sole. La notte si fa chiaro scura al passare delle nubi nel cielo trasportate da questo vento. Ma anche quando la luna viene coperta la sua intensità è tale per cui il chiarore traspare, come un faro lontano su una scogliera.

Alzo lo sguardo ed ai miei occhi si presenta questo dipinto notturno: la notte si staglia dietro le fronde degli alberi che ondeggiano tanto quanto soffia il vento, le nuvole scorrono, grigio bianche, in cielo come a voler giocare a nascondino con la luna, quasi piena che risplende insieme alle stelle che appaiono e scompaiono nel gioco tra vento e nubi. Uno splendido dipinto notturno autunnale, irreale nella sua luminosità e nel suo atipico calore.
Quasi come fosse un sogno gioiosamente cangiante questo dipinto si disegna e ridisegna davanti ai miei occhi. Saranno le nuove speranze, o forse nuove aspettative, non saprei dire con certezza... ma guardo in alto verso il cielo e vedo questo dipinto nella notte: favoloso che stupisce e magnetizza lo sguardo, e si fa osservare compiaciuto della sua unicità nell'essere un disegno della natura mai più replicabile.

Le nubi scorrono sopra la mia testa silenziose e fugaci. Il silenzio della notte è rotto solo dalle foglie sui rami che vibrano al turbinio dell'aria. Da lì, un angolo di un giardino, resto a guardare questo dipinto surreale e fuori dal tempo. Ma non c'è mai abbastanza tempo per queste meraviglie... ma è già tanto potersele godere!

martedì, gennaio 11, 2011

Abbandonare... Chiudere... Ma Anche No!

Già alla fine dell'anno appena trascorso ed in questi primi giorni del 2011 sono stato combattuto dal chiudere il blog o meno, parlando con altri blogger ho saputo di chi ha chiuso, di chi ha abbandonato il proprio blog, chi ne ha fatti altri e così via.
In quest'ultimo fine settimana però sono successe un paio di cose che mi hanno fatto prendere una decisione o quasi. Questo blog non lo abbandono ne lo chiudo, seppure sia approdato qui attirato dalla curiosità e un po' per gioco, mi sono reso conto  tutto sommato mi piace avere un blog; a questo si aggiunge che il proliferare di profili, blog, e applicazioni web in cui lasciare il segno potrebbe non essere la via migliore per mantenere una propria identità. Non ricordo se su questo blog o sull'altro che te ho, e che tra l'altro è un po' troppo lasciato a se stesso, avevo già scritto del fatto che volevo ridurre la presenza su internet, non fosse altro per non disperdere troppo pensieri e pezzi di me stesso. Se non erro i blog nascono come diari pubblici o privati che raccolgono idee, pensieri, racconti, notizie scritte o visuali e quanto di più si possa inserire a scelta degli autori e proprietari. Dunque se io stesso attraverso periodi diversi e la mia personalità muta, cresce non vedo perché chiudere o abbandonare un blog per aprirne un altro diverso in base al mio umore. Potrei eventualmente aprire un altro blog in aggiunta a questo, come in realtà ho già fatto, ma di per se non è soddisfacente, come non lo sarebbe isolarmi con un mio blog su un mio sito, troppo egocentrico. Di per se la decisione che ho raggiunto non mi è ancora chiara, ho una vaga idea embrionale di quello che effettviamente voglio fare, anche ora che sto scrivendo sto cogitando su quali azioni potrei intraprendere per avvicinarmi a questa decisione presa o che voglio prendere e non ancora definita. Sembrerebbe che possa essere in confusione ma non è così, ne tanto meno sono sotto l'effetto di stupefacenti o ubriaco, semplicemente combatto con la ritrosia di espansione incontrallata sul web.
Da qualche giorno mi hanno sospeso una registrazione su un portale di servizi e la cosa mi ha indispettito alquanto soprattutto perché 3 anni fa avevo seguito la procedura per cancellare la mia iscrizione ma non venne mai fatto. Ora mi ritrovo con la sospensione di 7 ID, legati all'unica registrazione che avevo, per motivi volendo condivisibili ma mi fa incazzare che quando lo decisi io non mi cancellarono ed ora probabilmente per una sola segnalazione di abuso (e forse per semplice ripicca di chissà quale altro utente) vengo sospeso; a questo si aggiunge che non voglio abbandonare una cosa che in fin dei conti mi piace, seppure non la coltivo più così assiduamente come prima, la decisione di base è che Note di Viaggio resta sin chè avrò qualcosa da scrivere in qualsiasi stato d'umore mi possa trovare. Resta da definire quanti altri blog sopravviveranno di quelli che redigo seppure saltuarimanete, intanto uno l'ho cancellato perché inanime da ben 10 mesi ed a breve deciderò il futuro degli altri. Con molta probabilità uno sarà assorbito in questo ed un altro sarà tenuto semiprivato o privato, bho vedremo, tanto sono certo che  la decisione latente che ho in testa nei prossimi giorni prenderà corpo. Come spesso ho detto il blog è mio e me lo gestisco io, come visibilità, come commentabilità, ecc. per cui qui sono e qui resto.
Anche per quello che riguarda il sito subirà una trasformazione, di certo nell'abito  di alcuni contenuti che cresceranno ed altri che spariranno o quanto meno saranno rinfrescati e non poco.
Nella vita ho lasciato ben poche cose incompiute, nel bene e nel male, meno ancora le ho abbandonate, semmai ho preso decisioni ed ho intrapreso nuovi percorsi, come per il basket, che seppur mi sia entrato nel sangue più di quanto si possa pensare, ho dovuto e voluto terminare quell'esperienza scegliendo altre vie più sostanziali, allo stesso modo con questo blog è mia intenzione portarlo con me tra alti e bassi e millante chiusure come già ho fatto in un paio di occasioni, poi ritrattate a distanza di qualche mese, forse farò anche qualche ritocchino qua e là ma niente di troppo sostanziale.
Come per la casa anche per questa mia latente decisione vi terrò aggiornati il giusto, che possa interessarvi o meno, ehehe eheh.


mr.zugo

lunedì, settembre 27, 2010

Immaginando Se Stessi

Negli ultimi post mi sono focalizzato non poco sul fatto di trovare, essere se stessi e credo derivi anche un po' dal fatto che spesso ci sentiamo in un certo modo come persone, o vorremmo essere un certo tipo di persona. Ma la ricerca non è mai così facile anche perché nel tempo si cambia, si matura, si fanno esperienze buone e cattive che lasciano certamente il segno. Ma quando si è più piccoli da dove cominciare a immaginare se stessi? Presumo che ognuno abbia sognato di diventare qualcuno nel proprio futuro; sin da bambini ci hanno sempre chiesto che cosa vorrai fare da grande? E qui le risposte si sprecherebbero con una interminabile lista con un interminabile carosello di personaggi e lavori. Che poi tali personaggi in ogni epoca cambiano ed ogni periodo stoarico ha i suoi personaggi di rilievo, mentre un tempo si sognava di diventare piloti di aerei o avvocati, dottori, maghi oggi magari si sogna di diventare calciatori, veline o cantanti. Poi il tempo passa e veniamo travolti dagli eventi che si susseguono ed i sogni posso alcune volte andare persi o come spesso accade restano tali: sogni. Sì perché la realtà ci porta a intraprendere percorsi diversi per poter affrontare la quotidianità e le sue severe regole. Ciononostante non rinunciamo a cercare la nostra essenza più profonda trovando momenti, svaghi, hobby che più sentiamo affini e che ci fanno sentire magari più vicini ai nostri sogni e ci fanno sentire noi stessi, o ancora meglio ci permettono di sentirci liberi e qui internet ha giocato un ruolo interessante. Già perché con internet si è presentata l'opportunità di assumere una identità che per realistica o fantastica che possa essere questo strumento globale ha permesso di crearci delle identità ed a volte non solo quelle. n questo modo con internet si possono interpretare molti ruoli, da se stessi nel pieno della verità sino a quello che avremmo voluto essere se non addirittura essere quello che gli altri ci dicono di noi. E per fare questo oltre a utilizzare il cosiddetto nickname ovvero una specie di nomignolo, soprannome o identità virtuale,  con il tempo hanno preso piede anche i cosdidetti "avatar" ovvero immagini che rappresentano noi stessi o di quello che vorremmo essere o ancor meglio di quello che si sembra più rappresentativo di noi stessi. La scelta dell'avatar oltre ad essere un momento divertente è anche un momento di proiezione di se stessi dal mio punto di vista non solo per coloro che vedono l'avatar, ovvero gli altri utenti della rete di internet, ma anche per l'utilizzatore di quell'avatar. Le scelte molte volte ricadono su quello che si sente più vicino a noi stessi, oppure che riteniamo ci possa rappresentare al meglio, che si tratti della nostra vera identità o del ruolo e del nickname scelto. Per quello che mi riguarda è ormai qualche anno che sto cercando il mio avatar che per scelta tolto il soggetto di per se è dal 2006 che ci sto lavorando. Ovviamente ormai è chiaro che il "geco" è la mia rappresentazione, ma tra soggetti che mi sono stati proposti, immagini e disegni che si potevano trovare su internet, in questi 4 anni ho cercato di realizzare per conto mio il mio avatar. Una versione è già stata pubblicata ed utilizzata a tempi alterni. Ma da questa sera comincerò ad utilizzare la nova versione che ho definito in queste settimane. Qui di seguito troverete la versione che d'ora in poi sarà la mia rappresentazione su internet. Ahimè non ho modo di metterlo sotto copyright ma è pur vero che non sarà l'ultima versione. So che alcuni mie amici della rete non amano l'animaletto che ho scelto e me ne dispiace, ma proprio non riesco a separarmi da questo soggetto. Di cui vi riporto anche alcune informazioni:

I Gekkonidae (Gray, 1825) sono una famiglia di piccoli rettili comunemente noti come gechi. Vivono negli ambienti caldi di tutto il mondo, sono imparentati con le lucertole e sono innocui per gli umani. Numerosi scienziati hanno studiato la fisica correlata all'incredibile capacità dei gechi di aderire ad ogni tipo di superficie. La maggior parte dei gechi nei paesi temperati sono di colore grigio o beige, maculati così finemente da ricordare la gomma, molte specie possono cambiare colore per mimetizzarsi o per altri scopi, adattandosi per esempio all'ambiente circostante. Altre specie, caratteristiche dei paesi caldi, possono avere colori brillanti, specialmente quelle con abitudini prevalentemente diurne. I gechi sono i soli rettili nostrani dotati di voce, emettono cioè un verso che non è un sibilo. [fonte wikipedia] Se volte altre informazioni anche qui potete leggere qualcosa di interessante [ippopet]

Ma tornando al noi sul discorso degli avatar oggi pomeriggio, ho terminato lo studio di un nuovo avatar che rappresentata un geco e questo è anche firmato, e qui di seguito trovate la declinazione:

due colori - tinta piatta


due colori - tinta piatta - ombreggiatura


due colori - tinta piatta - smusso


bianco e nero - tintata piatta - smusso - ombreggiaura


negativo


due colori - tinta piatta - smusso - ombreggiatura
mr.zugo

martedì, settembre 29, 2009

-16

Eccomi oramai a mezzavia verso il cambiamento o come già altre volte sostenuto, trasformazione. Iniziamo con un nuovo vestito per questo blog, trovando questo nuovo template con l'immagine di una tastiera che molto bene si sposa con il titolo di questo mio blog "Note di Viaggio". Non è l'unico vestito che ho cambiato, anche quello di un altro blog ho rinfrescato, forse proprio per darmi quel senso di nuovo, già perché domani sarà l'ultimo giorno di lavoro in questa azienda torinese, che a suo tempo mi permise di rientrare a casa mentre oggi invece mi vedo costretto, come già avete letto, a doverne fuggire… Domani, dunque ultimo giorno di lavoro con relativi saluti e le solite frasi di circostanza con promesse che cadranno nell'oblio; ormai ho imparato che più per le vicissitudini che tutti viviamo quotidianamente cercando di restare a galla, più che per effettivo disinteresse e indifferenza queste promesse vengono disattese. Molto aiuterà o meno anche la frequentazione dei social network, ma io confido sempre di più nel contatto diretto con le persone.
Nei prossimi 15 giorni invece mi attenderanno tutti quei preparativi utili ad affrontare la nuova sfida lavorativa oltre che di vita, il più serenamente possibile coinvolgendo anche in buona parte la famiglia, che al contrario del trasferimento precedente, mi sono premurato di interessare quel tanto che basta a far vivere tutti un po' più sereni: me per primo. Le cose saranno molte, e le più difficili come sempre quelle da gestire in remoto a 680 km di distanza, cercando di evitare fin da subito i primi passi falsi e non trovarmi i situazioni ambigue come nell'esperienza precedente. Fortunatamente in questa occasione i miei pensieri sono proiettati alla qualità della vita, dove è anche molto importante non tagliare i ponti con quello che rimane nella mia città preferita, ed anzi sfruttando la scusa di ravvivare i contatti per tornare in un luogo che mi permetterà di rasserenarmi quando occorrerà, ricaricarmi quando le "pile" saranno esaurite; ma oltre che a quelle che lascio la qualità sarà rivolta anche a coltivare nuove relazioni, con lo spirito nuovo appreso in questi ultimi 2 anni grazie a alle persone che ho conosciuto, facendone tesoro augurandomi che mi permettano di velocizzare il processo di integrazione. Mi scuso sin da ora se non sarò più molto presente ma so che pazienterete, sino a quando avrò stabilizzato un po' di cose, mentre dal canto mio ad ogni occasione cercherò di tornare qui e lasciare il segno del mio passaggio. Con l'occasione esterno una domanda che mi frulla per la testa da alcuni giorni, a qualcuno degli intimi e già partecipanti a Bacheca interesserebbe avere privilegi da amministratore per sopperire alla mia latitanza, se non addirittura prenderne, diciamo così la "virtuale presidenza?" Ovviamente nessun obbligo, solo piacere ed interesse, altrimenti resto in carica ben volentieri… E dopo questo, direi che posso portarmi alla dimora anche per questa sera.


mr.zugo

venerdì, febbraio 20, 2009

Irrequieto? Pazienta e Persevera

Girare l'angolo, fare una svolta, concentrarsi sui cambiamenti. Come al solito parlare è facile, ma mettere in pratica quello che si dice, che si spera, che si vorrebbe, richiede del coraggio. Coraggio non da eroi nell'affrontare un nemico o una situazione difficile, questi ultimi sono pochi e sono il più delle volte nell'ombra presi dalle loro importanti lotte; il coraggio di attuare le proprie aspettative è più modestamente un fare un confronto con se stessi e confermare tutte le valutazioni fatte sino a quel momento, credere in quello che si è pensato e detto al resto del mondo. Il rischio di non portare avanti le proprie convinzioni ed i cambiamenti tanto decantati, è quello di cadere in un baratro in cui il rispetto di se va scemando lentamente e inesorabilmente, riportandoci a quella condizione di disagio da cui si era partiti nel fare scelte di cambiamento.
Personalmente sono ormai settimane, per non dire mesi, che ho iniziato a lavorare sulle mie svolte ed i miei cambiamenti, cercando di svoltare l'angolo, intraprendendo nuove vie… ma terminato l'entusiasmo originale, è entrata in gioco la fase della pazienza e della perseveranza. Le scelte si sono moltiplicate, e accumulate appesantendo non poco il carrozzone che prima o poi dovrò svuotare. Da piccoli cambiamenti in ambiti futili, l'entusiasmo mi ha condotto verso cambiamenti più radicali e importanti che alla fine hanno quasi frenato tutto il meccanismo che già lentamente avevo avviato.
Le energie sono andate a zero, fisicamente ne ho risentito e mi sono anche indebolito, la mente si è affollata di mille pensieri, dubbi, paure, incertezze impedendomi di avere una visione chiara del cammino che avevo appena iniziato. Ogni scelta è diventata un cruccio, ogni considerazione angosciante… in un caso come questo mi ci ero già ritrovato e in quell'occasione mi sono agitato troppo tanto da rimanere impigliato in me stesso e non risolvendo nulla o non riuscendo a decidere. Come una specie di panico mentale ed emotivo. Oggi memore di quell'esperienza, e ricordando alcuni piccoli principi di molte arti marziali, mi sto comportando diversamente, pazientemente attendo il momento in cui devo affrontare le scelte, e solo in quel momento agisco di riflesso secondo le mie percezioni, valutazioni ed intenzioni; cerco insomma di sfruttare l'energia che mi si propone davanti e non mi agito più sprecando inutilmente le mie poche rimaste.

Perseverare in questo comportamento mi ha permesso di non farmi prendere dal panico, dalla depressione o da chissà quali altre negatività, anzi ogni occasione è diventata utile a risalire i gradini e rialzare le mie energie, fisiche e mentali. i pensieri si sono allineati, ordinati, schiariti le scelte più facili da affrontare, una alla volta, e certamente non con lo spirito del salvatore della patria, perché le mie di scelte sono davvero sciocche a confronto di altre che riguardano la salute, piuttosto che il futuro di più persone, piuttosto che del sostentamento economico. Ma le mie futili scelte oggi potrebbero diventare importanti domani, figuriamoci se dovessi andare in panico e non avere le forze di affrontare quello che mi si para davanti e ne andrebbe della mia o altrui salute, o futuro economico… per cui anche questa è un occasione per imparare a diventare "grandi" che non è solo una questione anagrafica, o di libertà di azione ma di responsabilità di cui ci si può fare carico, e tentare di gestirle nel modo migliore.

Un pensiero contorto quello di oggi, ma dopo un evento di ieri, questa mattina mi sono svegliato con un pensiero fisso che spero non mi abbandoni troppo preso, ma starà ovviamente a me trattenerlo e farne tesoro. Se non accettiamo il cambiamento dentro di noi non possiamo portarlo all'esterno anche quando significa dispiacersi un po'.




mercoledì, febbraio 11, 2009

A Proposito di…

… di sogni e di progetti, come avrete notato (ma forse anche no!!) sulla colonna di sinistra di questo mio blog sono stati inseriti tre banner che sono linkati a tre piccoli progetti a cui sto partecipando. Il primo è il mio sito che spero entro breve di mettere on-line con un dominio tutto mio per concretizzare un piccolo sogno che ho sempre avuto, ovvero condividere le mie espressioni e quelle delle persone che hanno la stessa passione, anche con piccole cose ma per chi le ha realizzate comunque importanti; ma su questo argomento ci ritornerò nell'occasione giusta.
Gli altri due progetti a cui sto partecipando e dando una mano sono il sito del Coro Alpette e relativo blog L'Uomo e il Coro. Sono un tentativo di rendere più visibili quelle che sono le passioni e le espressioni di un gruppo corale composto da persone amanti del canto e che vogliono condividere con gli altri quanto di bello può dare questo tipo di esperienza, invitando anche appassionati del canto a proporsi come nuovi partecipanti al gruppo. Il tutto ovviamente è nel rispetto dell'impegno personale senza alcun interesse economico se non quello legato agli enti onlus: quello di autosufficienza.
Il canto corale è una settore musicale, forse, un po troppo di nicchia ma ciò non toglie che a me piace sentirli cantare e non avendo ne il coraggio ne le capacità per farlo, mi sono reso disponibile per collaborare  a questa loro iniziativa di ampliamento di visibilità. E' cominciato così un po' per gioco e per dare semplicemente supporto ad uno dei coristi (che poi è mio fratello!!!), ed ora si sta trasformando quasi in «in una piccola missione» sulla quale riflettendoci a fronte del post di un paio di giorni fa, posso benissimo considerare un piccolo sogno che può trasformarsi in un progetto che, partendo da una passione musicale, oserei dire indiretta, potrebbe portarmi verso nuovi percorsi e iniziative dai risvolti molto importanti per un mio remoto sogno. Vi invito, per il piacere della condivisione di seguire non tanto il mio sito, che per lo più ora come ora è solo un gioco tra e con amici, quanto invece il sito e il blog del Coro Alpette; sono altresì consapevole che non tutti potrebbero trovare piacere ed interesse, ma magari qualcuno a voi vicino si, e come ben sapete il passaparola è oggi ancora l'unico mezzo che consente di avvicinare persone ad interessi, luoghi, eventi che non potrebbero scoprire altrimenti. Ovviamente non siete obbligati, il mio invito è senza impegno e senza pretese! A proposito di sogni e progetti io da qui comincio un nuovo sogno che mi piacerebbe trasformare in progetto e chissà magari anche a compimento concreto…



lunedì, febbraio 09, 2009

Sogni o Progetti

Spesso mi ritrovo a sognare ad occhi aperti, come altre volte invece mi metto a progettare, chissà cosa poi? Mi è successo di rendere noti i miei sogni ed i miei progetti, ed in entrambi i casi mi è stato detto: «Coltivali!»
Di norma sono il primo a dirlo… poi però mi domando cosa differenzi un sogno da un progetto, cosa li divida al punto di definirli con due parole ben distinte. Potrebbero essere la medesima cosa, come anche due cose assolutamente imparagonabili. Resta un fatto, senza entrambi l'esistenza sarebbe assolutamente noiosa! Sogni e progetti fanno parte di quella sfera che comunemente si potrebbero definire "delle aspettative" da se, dalla vita, dagli altri, che si comportano come un volano, una volta innescate queste aspettative, si procede nelle proprie giornate seguendo quel movimento iniziato dal desiderio che viene dal sogno o dal progetto da realizzare.
Negli ultimi tempi, ho fatto molta fatica a sognare ed a progettare, perché le mie aspettative si sono… si erano spente perché avevo perso l'entusiasmo e l'iniziativa per qualsiasi cosa: nel curare il mio aspetto e la mia salute, nel vestire, nel mangiare e nel condurre una vita più dinamica, insomma mi ero lasciato andare come un "barbone", non c'era più nulla che mi sollevasse il morale, nemmeno le cose materiali; me ne stavo così in balia degli eventi e delle persone che mi circondavano. Ora qualcosina per fortuna è cambiato, nel senso che quanto meno mi sto curando un po' di più nell'aspetto e nell'abbigliamento, almeno per illudermi di non essere totalmente un fallito. Ma non basta, vorrei ritrovare l'energia per sognare ed anche per progettare. Si perché in conclusione sono due cose ben diverse: sognare è proiettarsi con la propria fantasia verso una condizione, un luogo, un evento pur sapendo di non poterci mai arrivare, ma è più la soddisfazione di fantasticare e sognare che il dispiacere di non ottenere alcun risultato; al contrario progettare è l'impegno con se stessi, o se preferite verso qualcuno, di costruire qualcosa che non è totalmente irraggiungibile, ma semplicemente complicato e complesso da raggiungere, ma in definitiva una traguardo che si può ottenere. Le sfumature sia per i sogni che per i progetti sono molteplici e variegate, dove a volte si possono anche sì trovare dei punti in comune, ma che in realtà permettono di mantenere vivace la linfa vitale di ognuno di noi.
Non mancano di certo momenti di sconforto, ma è anche vero che le nel giusto equilibrio si possono trovare piccole soddisfazioni e motivi di compiacimento. Migliorare se stessi non è mai un male, specialmente quando si persegue questo obiettivo sapendo gestire i limiti propri e quelli altrui, evitando dove possibile gli scontri e gli attriti. In questo periodo particola la fatica è molta per sognare e per progettare, ma solo l'idea di poterlo fare e di volerlo fare e confortante. Mi domando se un giorno riuscirò ad avere un sogno che potrò trasformare in progetto… dietro l'angolo mi si potrebbe anche proporre quest'occasione.
 

giovedì, luglio 10, 2008

Riscoprendo una Città

Succede in una sera di luglio qualsiasi, che esci perché hai un appuntamento, ma ti ritrovi ad avere 1 ora e mezza di anticipo. Quindi come capita in questi casi, si cerca il modo di ammazzare il tempo, e considerata la latitanza dalla mia città per quasi 4 anni, avendo già abbandonato il mezzo di locomozione, mi incammino. Sembrerà stupido, ma per me è stata una specie di rivelazione. Se già conoscevo poco, o meglio, se conoscevo in modo superficiale la mia città perché sempre vissuta rincorrendo le mie attività quotidiane, oggi mi rendo conto di non conoscere più Torino. Molti luoghi sono stati ripresi e stravolti, rimodernati, rinfrescati, rivisitati... ed a pensarci bene altri ancora sono in corso molte opere di questo genere. In questa mia prima missione, ormai è diventata tale, di riscoperta della città in cui ho vissuto la maggior parte della mia vita, ho ripercorso la zona del quadrilatero romano, delle Porte Palatine, del Duomo sempre girovagando senza una meta precisa ma percorrendo le vie che collegano queste zone. Nuovi giardini utilizzabili in gestione ad un albergo (chissà poi perché?) le porte Palatine ieri difficilmente raggiungibili, oggi si lasciano attraversare da una passeggiata quasi fuori dal tempo e dalla spazio, lasciandosi alle spalle il piazzale del Duomo, ancora in rifacimento (forse a causa del famoso incendio della sindone?) Poco oltre le Porte Palatine un giardino non recintato con panchine sotto alcune strutture dal design moderno che si contrappongono alle antiche porte. Piazza Repubblica, che era proprietà di una popolazione ambigua tutte le sere e le notti che è ritornata in possesso dei comuni cittadini contrapponendo una nuova veste con i vecchi banchetti del mercato di tutti i giorni ed edifici di vecchia costruzione con nuove strutture rimodernate, come nella zona del quadrilatero romano poco più avanti che ancora affascina con la sua architettura edilizia del settecento con, le vie strette alcune con sampietrini altre ormai già asfaltate, con i nuovi locali che animano la vita notturna della zona, concepiti con il più moderno design, a volte troppo "cool".
Impensabile per me immagina come era un tempo, ogni volta che ci sono dei cambiamenti architettonici, se non perfettamente conosciuti o vissuti, dopo qualche mese dal cambiamento non ci si ricorda più come era, avendo solo delle sensazioni che nascono da ricordi lontani ed offuscati. Straniero in patria ho vagato per oltre un ora tenendo il naso all'insù piuttosto che fermarmi a guardare nuove ambientazione della mia città che non conoscevo abbastanza e che ancor meno conosco oggi… a vedermi con altri occhi si poteva pensare che fossi un turista disorientato…
Un esperienza forse troppo bella per essere vera, ma quante volte capita di visitare, come turista, la propria città.
mr.zugo

martedì, gennaio 15, 2008

Destino Beffardo

Spesso nel corso della nostra esistenza, miriamo a qualcosa, a qualcuno. Una volta che troviamo o incappiamo in quelle cose che ci attraggono così tanto, la nostra bramosia sale, sale, sale sino a raggiungere il limite. Quel tanto atteso limite che è come un bivio: non si sa mai quale delle due strade ci sarà concesso di imboccare. Nonostante le occasioni non manchino, per raggiungere e agguantare l'oggetto della nostra bramosia, chissà com'è il traguardo si allontana; tanto più ci avviciniamo tanto più all'orizzonte l'oggetto dei nostri desideri fugge. A questo punto scattano la frustrazione e lo sconforto che come due zavorre ci trasportano verso il fondo del pozzo oscuro del cruccio e della tristezza.
In fondo a quel pozzo ci siamo già stati, e nonostante ciò, non perdiamo occasione di tornarci o di farci trascinare laggiù! Il destino beffardo non si nega mai un ghigno sardonico per guastare la nostra breve esistenza in cui ci fa annaspare nella ricerca di quello che consideriamo il meglio per noi, eppure fatichiamo così tanto per tentare di raggiungerlo per accorgerci poi che sono poche le volte che ci riusciamo, e forse temo mai fino in fondo come speravamo.

Sembra che tutto sia già scritto e deciso dal destino, che beffardo però, ci offre occasioni e momenti per cercare di ottenere l'irraggiungibile, e più occasioni ci sono più noi ci affanniamo a tentare di sfruttarli. Un giro vizioso nel quale consapevoli dentro di noi di non poter raggiungere quei traguardi, insistiamo testardamente a volerli conquistare. Destino beffardo, anime tormentate… in poche parole ci sentiamo vivi ad avere alti obiettivi, per concederci la possibilità di sperare e tentare. Però questa volta mi arrendo, e decido di trovare un buon posto da dove sistemarmi ed osservare il mondo. Dimenticare i miei traguardi e semplicemente aspettare che passi questo beffardo Destino e fargli lo sgambetto.

mr.zugo

giovedì, gennaio 03, 2008

Propositi o Prospettive

M. C. Escher, 1935,
Hand with Reflecting Sphere
Bene anche questo Capodanno è passato... Festeggiato, inaugurato a dovere questo nuovo anno? Più passano gli anni e meno mi da soddisfazione festeggiare questo evento, sarà perché mi è venuto a noia, sarà la sensazione d'obbligo nell'inaugurarlo a tutti i costi, sarà colpa del consumismo... sinceramente non lo so perché. Di certo negli ultimi anni mi sono posto alcune domande: 

Dopo essermi brevemente documentato ho capito che sono figlio delle consuetudini, e che in realtà, non avevo la benché minima idea di cosa fosse questo evento. Non avevo idea di cosa rappresenti o forse dovrei dire di cosa  rappresentasse il Capodanno. Nella nostra tradizione dei festeggiamenti più o meno tutti facciamo dei propositi per cercare di migliorare l'anno a cui andiamo incontro, e a ben vedere ogni anno sembrano sempre gli stessi. Ma in fin dei conti perché  esprimiamo palesemente o intimamente questi propositi (poi molte volte disattesi)? E se fossero solo delle prospettive per una "nuova vita"? In fondo i propositi si possono considerare dei miglioramenti, cambiamenti in meglio a cui aspiriamo ma a quali non sempre riusciamo a restare fedeli, presi da mille cose che sembrano sempre più importanti o più facilmente affrontabili, dimenticandoci piano piano dei propositi di inizio anno...  Buoni propositi o prospettive, ognuno le consideri come vuole, l'importante è che vengano mantenuti o realizzati. Per quel che mi riguarda, bhe... shhhh è un segreto! E voi?

lunedì, luglio 23, 2007

La Maggiore Età!

Ahhhh finalmente i 18 anni, sono libero/a!!! Seeee poveretti tutti noi, speravamo con la maggiore età di entrare nel mondo dei grandi, con voce in capitolo, poter parlare alla pari, decidere per conto nostro, fare e disfare a nostro piacimento. Ma poi… si scopre man mano che passano i giorni, le settimane, i mesi che non è proprio come ce lo immaginavamo. Si forse per qualcuno è stato così ma nella maggior parte dei casi alla fine la maggiore età comincia solo a darti alcune responsabilità, ma non tutta la libertà che ci si aspettava, anzi forse pure qualche costrizione di più.

Ehhsi costrizione, le libertà e le prime responsabilità costringono ad essere più saggi, maturi senza che ce ne accorgiamo, possiamo e dobbiamo votare… oddio ed adesso? Chi ha mai seguito la politica… bhe forse visto che vado nei centro sociali, sarò di sinistra, oppure no, in fin dei conti odio questi ed anche quelli, allora voto a destra… mha! La patente voglio la patente, cavoli però ancora studiare ancora esami, test, prove… E poi l’università cosa scelgo… Insomma cominciano una serie di eventi che ci obbligano alle nostre prime scelte, più o meno importanti di cui dovremo prima o poi anche prendercene la responsabilità, ehhh si hai voluto la patente ed adesso occhio alla strada!!! Ehhh si hai voluto l’università ed adesso studia per gli esami… ormai sei da solo e cominci a capire che non è tutto come pensavi così libero e facile.


Ma in fin dei conti… massì tanto c’è tempo per le conseguenze… forse si o forse no, sta di fatto che ora decidi e poi devi essere responsabile delle tue scelte nel bene e nel male, e fortunatamente c’è ancora il bambino o la bambina in noi svegli e vivi che ci tengono per mano e ci fanno procedere ancora per un po’ con quella innocente incoscienza…

mr.zugo

domenica, luglio 08, 2007

L’Adolescenza

E dopo una felice infanzia (si spera per tutti) arriva l’adolescenza. Un fase della vita che porta alla scoperta del proibito, e traghetta verso la maggiore età. Tutto deve essere concesso, tutto deve essere provato, tutto è dimostrazione della propria maturità che ancora non è stata raggiunta. Ogni situazione, ogni pretesto è ottimo per esibirsi sia verso gli adulti, sia verso i propri coetanei e soprattutto verso l’altro sesso.

La competizione è accesa e sempre in primo piano, i sensi si accendo e affiorano come onde senza controllo, scatenando ormoni e sentimenti che ancora non erano stati mai provati, facendo scorrere veloce e ubriacante la sensazione di vitalità, di potenza di controllo totale di se e di ciò che ci circonda.

Ognuno di noi a suo modo ha provato almeno una di queste cose, inconsapevoli che il mondo è tanto vasto e variegato (o avariato), ma ciononostante pronti a sfidare tutto e tutti.

In questa fase della nostra vita nascono i primi amori, i primi odi entrambi viscerali, forti al punto che accendono lo spirito, nelle sue regioni ancora sconosciute, che porteranno alla cosiddetta autocoscienza, chi prima chi dopo; ma tutto accadrà, o è già accaduto, traghettando verso una regione meno pura, meno innocente dell’anima, abbandonando quella dell’infanzia felice e cieca al mondo dei grandi. Pochi avranno la fortuna di portarsi dietro una piccolo pezzo dell’infanzia, che li salvaguarderà nel futuro e li proteggerà dagli uomini neri che incontrerà nella sua vita.

mr.zugo

venerdì, giugno 29, 2007

Come Iniziare

Cominciare dalle origini si potrebbe anche fare, ma sarebbe forse troppo lunga da raccontare e sicuramente noioso per quei pochi che leggeranno. Quindi anziché dormire questa notte ho rimuginato su come gestire questo spazio: ebbene segnalerò le tappe importanti della vita di un viaggiatore quale io sono, e non escludo che nel mezzo ci scappi qualche appunto forse di troppo ;)

Il primo passo è stato fatto!!!