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mercoledì, settembre 20, 2023

Tornare sui Banchi

Siamo ad inizio settembre e come scritto nei post precedenti, nel nuovo percorso intrapreso oltre allo stato di forma stavo considerando anche la possibilità di tornare a studiare.
Il tempo per decidere e scegliere non è molto. I dubbi e le perplessità sono tante, anche perché l'impegno sarebbe notevole, specialmente se considero anche le già tante ore lavorative di ogni giorno.

Ad ogni buon conto non mi sono precludo la possibilità ed ho iniziato a valutare le diverse opzioni: l'università tradizionale piuttosto che quella on-line, oppure qualche altra forma di "studio" meno impegnativo. Per quanto riguarda l'università tradizionale i costi sarebbero onerosi, oltre che non avere la certezza di trovare una facoltà logisticamente comoda e che tra le altre cose non abbia l'obbligo di frequenza o proponga anche delle lezioni non in presenza; per questo la ricerca si è sin da subito concentrata sulle università on-line, riscontrando però lo stesso onere economico di quelle tradizionali e una serie di corsi, che pur essendo molteplici, passavano da temi specifici a temi di troppo largo respiro: scenario che mi ha messo inaspettatamente in difficoltà. Inizio così a valutare se la spesa ne valga la pena, considerato poi che non mi è così fondamentale una laurea a 50 anni poi... la professionalità è ormai acquisita e circoscritta ad un mondo professionale ben delineato, sarebbe impensabile prendere una laurea per intraprendere una nuova carriera (ndr forse mi manca il coraggio).
Mi prendo così qualche giorno per riflettere meglio su quelle che potevano essere le aspettative o le necessità di dover tornare tra i banchi di scuola. Nel corso dei giorni si vanno via via escludendo le diverse opzioni: non sono alla ricerca di un titolo accademico "formale"; lavorativamente parlando non mi potrebbe dare nessun vantaggio né opportunità di crescita o di ricollocazione soprattutto in relazione all'età anagrafica; non mi occorre un titolo di studio per appagare, o meglio compensare qualche lacuna personale nei confronti di chissà chi.

Alla fine cosa è restato? Che la voglia di tornare a studiare era dettata dalla necessità di risvegliare l'interesse per lo studio, per la ricerca, per la scoperta di cose nuove: stimolare la mente ad uscire dal torpore della routine e della noia del quotidiano che mi opprime.

Ed è così che mi oriento alla ricerca di qualche corso alternativo, indirizzo che mi fa rispolverare una buona alternativa scoperta grazie un'amica già anni fa. Mi concentro dunque sull'Università Popolare di Torino, una Fondazione culturale che offre un ampia gamma di corsi: sono ben 125 e tuti serali! C'è un abbondanza di temi trattati che mi trovo addirittura in difficoltà a scegliere. Anche qui mi prendo nuovamente qualche giorno e poi inizio a scegliere con due criteri: il primo che riguarda corsi in presenza, il secondo che siano corsi per certi versi leggeri e/o utili in qualche misura. Nel frattempo questo mercoledì esco un po' prima da lavoro e mi dirigo alla segreteria dell'Unipop di Torino per effettuare l'iscrizione. Giunto a destinazione vengo accolto dal personale della segreteria che, orami, avvezza al periodo ed alle facce che si presentano sanno già cosa dire, fare e come portarti a bordo di questa realtà; non a caso terminate le operazioni di registrazione non manca la domanda: "ha per caso scelto qualche corso a numero chiuso? perché le disponibilità di questo periodo ormai sono limitate." Preso in contropiede, chiedo di dirmi quali sono i corsi dove c'è ancora disponibilità e senza pensarci troppo li prendo: "Giocando con la LIS" e "Dillo in 7 minuti". Lo devo ammettere, li ho presi perché incuriosito dal primo, che si terrà on-line ed il secondo perché in presenza. A volte seguire l'istinto può portare a piacevoli sorprese.

E' fatta ora sono iscritto, due corsi già definiti! Ora non resterà che scegliere gli altri ma fortunatamente c'è tempo sino al 24 di ottobre, data di inizio dei corsi, tutti, quelli in presenza e quelli a distanza.

domenica, luglio 14, 2013

Troppo da Dire

In questi ultimi mesi le cose che avrei potuto scrivere, raccontare, condividere erano molte ed altre ancora ne avrei, ma per chissà quale strano motivo non escono dalla testa e dal cuore. Non sono mancate le occasioni nelle quali avrei potuto sedermi davanti al mio computer e mettermi a scrivere, però il mio senso di riservatezza e la costante sensazione di incomprensione mi hanno tenuto lontano da questo blog. Un tempo avrei millantato una chiusura, una sospensione ma col passare degli anni e della maturazione tecnologica unitamente alle esperienze precedente, mia hanno portato solo al prolungato silenzio.
Da quando sono tornato a casa ed iniziata la nuova geografica esperienza lavorativa non sono mancati gli eventi personali e lavorativi di cui avrei potuto raccontarvi qualcosa: i nuovi colleghi, le vecchie amicizie ritrovate, le serate o momenti di ritrovo nei fine settimana, senza poi considerare anche l'aspetto della salute che sto monitorando in tempi dilatati e prolungati in questi mesi. Ciononostante non c'era l'ispirazione, il piacere e la volontà di essere qui a scriverlo e condividerlo. Mi sono limitato a poche cose forse il giusto per non dare il senso di abbandono di questo mio spazio che nei mesi, anni precedenti ha svolto egregiamente il suo ruolo di confidente non che di "diario di bordo" non avendo molte occasioni per potermi confrontare e confidare adeguatamente. Non sarebbero mancate le persone, questo no, ma forse non ero ancora pronto per aprirmi completamente e quindi su questo registro riversavo tutto quello che non riuscivo a condividere allora. Probabilmente ora tornato in un ambiente più confortevole come quello casalingo, con la famiglia intorno e con le poche amicizie rimastemi intorno la necessità di comunicare qui è venuta meno o almeno è fortemente diminuita.
Inoltre non posso anche considerare che delle molte cose che avrei voluto fare una volta tornato a casa, si sono lentamente dileguate nell'oblio per via del poco tempo di cui dispongo; seppur ormai non sia un peso la quotidiana pendolarità della mie giornate prende almeno 4 ore di ogni giorno che unite alle impegnative ore di lavoro mi fanno tornare a casa sufficientemente esausto per non trovare le energie e l'entusiasmo per impegnarmi in altre attività. Avrei voluto trovare il tempo per dedicarmi alla salute ed il benessere del mio corpo e della mia mente, avrei voluto trovare il tempo da condividere con gli amici, avrei voluto ritrovare degli equilibri che mi erano venuti a mancare, ma ancora non sono "libero" di farlo. I troppi pensieri, le troppe cose che vorrei fare mi hanno bloccato in un limbo muto e grigio. Probabilmente in questa sintesi come spesso è accaduto in passato risulterò poco chiaro se non addirittura poco convincente nel mio pensiero, ciò non toglie che per come è il mio carattere ed il mio modo di esistere ogni cosa ha il suo tempo ed ogni tempo è quello che mi posso concedere, ed al momento quanto si può leggere è il massimo che riesco a scrivere e condividere.
Forse, e dico solo forse, a partire dalle vacanze estive riuscirò a trovare le giuste leve per rimettere in fila ed al loro posto molte delle cose che volevo fare, ma non faccio, e ancor meglio non mi faccio, promesse che potrei non mantenere. Certamente prima dovrò ritrovare il cuore ed il cervello per poterci poi fare pace e ridare un senso un po' a tutto quanto me stesso. Troppe sono le cose che mi porto appresso e non sempre sono correttamente gestiste e affrontate, ma già il fatto di averne quantomeno una minima consapevolezza potrebbe essere il punto di ri-patenza per ricostruire il sottofondo della mia esistenza e dei miei rapporti, tutti, così da liberarmi da zavorre che spesso ho usato per giustificarmi verso gli altri e con me stesso. Non mi resta che pubblicare questo "post" e vedere come nei giorni a venire mi comporterò e chissà magari ve ne darò anche conto per tutto o quasi.

sabato, dicembre 01, 2012

-20 & -33

Non sono delle temperature ma il conteggio dei giorni che restano del conto alla rovescia dei due traguardi che devo raggiungere. Ormai è tutto di dominio pubblico, o quasi, visto che sono poche le persone che ancora non lo sanno. Ora vi spiego meglio cosa rappresentano questi conteggi:

-20 è il primo conto alla rovescia e facendo banalmente due conti si capisce che arriviamo a 21 di dicembre, ora non cominciate a pensare alla fine del mondo come predetto o meglio detto nel calendario Maya; più banalmente si tratta dell'ultimo giorno che passerò nella mia dimora pomentina. Ebbe sì il giorno successivo sarò in viaggio per tornare a casa con tutte, e dico tutte, le mie cose. Con l'occasione del rientro per le festività natalizie, ne approfitto per traslocare e ritornare nella mia città o meglio nella mia terra di appartenenza, ovvero il Piemonte e più precisamente Torino. Come spesso detto di casa ce ne una sola ed è sempre dove sono gli affetti e le memorie di chi siamo. Questa ulteriore parentesi di 3 anni e 2 mesi abbondanti sta per volgere al termine. Mai come negli ultimi 7 anni questo è un natale che comincio a sentire e che voglio vivere nello spirito giusto, per questo motivo sto facendo il conto alla rovescia, non vedo l'ora di essere a casa, stare con la famiglia, con quelle poche amicizie che mi sono rimaste dopo 10 anni da vagabondo del lavoro. Cavoli sono passati 2 lustri da quando inseritomi nel mondo del lavoro degli adulti ho iniziato questa odissea. Dopo i primi 5 anni passati a lavorare mediocremente, dopo mi sono buttato a capofitto in un mondo complesso ed esigente; talmente esigente che sono 10 anni che per periodi più o meno lunghi sto lontano dalla mia casa e dai mie affetti per cercare di trovare e raggiungere una posizione professionale ed economica per il futuro; i risultati non sono stati dei migliori, ma visti i tempi odierni, credo di aver raggiunto dei bei traguardi. Ora finalmente ho l'opportunità di tornare nelle terre a cui appartengo e spero di restarci il più possibile ed abbandonarle solo per nuovi e maggiori interessi personali verso altre località e non più per esigenze professionali.

-33 è il secondo conto alla rovescia ed è per la verità l'origine del primo conteggio. Mi spiego meglio. Dal 25 ottobre ultimo scorso ho un foglio firmato dal responsabile del personale che avvalla il mio trasferimento di sede lavorativa, spostandomi da quella di Pomezia a quella di Milano. Quindi 33 sono i giorni che mancano al mio primo giorno di lavoro nella nuova sede. Per diversi motivi che non sto qui ad elencare 2 mesi prima della lettera di trasferimento avevo richiesto di rientrare nelle sedi più appropriate di appartenenza per me ma anche per altre 2 colleghe visto il cambio di mansione. In quest'occasione il mio responsabile memore di alcune segnalazioni che gli avevo fatto, con l'occasione della definizione della riorganizzazione avvenuta nei mesi precedente delle strutture lavorative, è divenuto un momento per me propizi, e vista la richiesta, mi ha collocato sulla sede di Milano dove sono presenti altri colleghi di struttura. Bene questa configurazione è stata avvallata ed ha portato come risultato il foglio di via per Milano. Mi spiace solo che le colleghe invece ancora non hanno notizie... Quindi con l'anno nuovo, nuova sede di lavoro e nuovi colleghi d'ufficio. Non nego che mi serviva in questo momento un cambiamento d'aria visto che alcune situazioni si stanno complicando non poco. I cambiamenti nell'azienda, i cambiamenti nell'economia nazionale ed internazionale stanno modificando non solo i massimi sistemi ma anche la quotidianità lavorativa che ognuno di noi deve vivere; ci si sta allontanando progressivamente dalla misura umana per sconfinare e sfociare nella mera valutazione di benefici e perdite che va a discapito delle persone, non a caso oggi mestamente chiamate risorse. Quindi anche da noi si è soggetti a queste variazioni ambientali e comportamentali, e quest'opportunità di poter virtualmente cambiare scenario lavorativo, mi permetterà di essere mentalmente proiettato alla novità e al ricominciare a costruire relazioni e rapporti.

Bene quindi svelato il mistero del conto alla rovescia che feci in un post precedente. Insomma tirando le conclusioni anche in questo frangente, rispetto la mia definizione di viandante del terzo millennio, e da gennaio ancor di più, infatti per i primi mesi con molta probabilità dovrò fare il pendolare Torino-Milano-Torino, tornando ad usufruire del servizio ferroviario. Mi domando dopo 5 anni come siano cambiati questi trasporti, all'epoca l'ultimo treno che presi io non era ancora uno di quelli ad alta velocità, ma ormai non manca molto e scoprirò la nuova vita da pendolare.

lunedì, luglio 25, 2011

Mi Perplimo

E' da qualche settimana che manco su queste pagine. A parte una connessione UMTS con chiavetta della compagnia telefonica "arancione" che mi da parecchi problemi, è un momento in cui avrei molte cose da scrivere: del lavoro, di gatti che mi assediano pacificamente a casa, delle aspettative di una casa a vivibilità migliore e molto altro ancora, ma è un dato di fatto che non riesco a mettermi davanti al PC a mettermi a scrivere. Ho ri-passato i soliti stati d'animo di chi vive da solo cavalcando strane euforie per poi fasi sommergere dal lievi depressioni. Una cosa però si è consolidata nella mia mente: comincio ad essere allergico ad internet. Ho provato a fare un elenco di quante registrazioni ho al momento sulla rete e di quante ne ho già cancellate: mi sono spaventato; non fosse per una moderata memoria e le liste scritte da qualche parte con tanto di pasword ci si perde in tutte queste "vite" moltiplicate sulla rete web. Dalla banca all'assicurazione dell'auto, dalla carta di credito alle prepagate telefoniche,d alle mailinglist private alle newsletter professionali, dai blog ai socialnetwork.


Più ci penso più l'idiosincrasia sale e sto attuando a spizzichi e bocconi una lenta pulizia sulla rete, riducendo al minimo ed essenziale. Poco fa ho fatto richiesta al supporto tecnico di questa piattaforma di cancellare il terzo account che avevo (il secondo era già stato soppresso qualche me se fa), e giusto 2 giorni fa è scaduto il domino sul quale avevo il mio sito amatoriale con cui ogni tanto giocavo. Tenetevi dunque pronti a ricevere qualche messaggio da qualche parte in cui vi do' nuovi ed ultimi recapiti del mondo web, sto invecchiando e non riesco più a stare su troppo e diverse piattaforme, duplicando e reinventando "stati", "fotoalbum", gruppi di amicizie, ecc. Ero arrivato al punto di sopendere e/o chiudere anche questo blog, ma mi è venuto il magone, per cui si è salvato. Seppur non scriva più con una certa frequenza qui ci sono gli ultimi 4 anni di pensieri e parole della mia vita, sarebbe un peccato dare un colpo di spugna così.
Non sto ad annoiarvi con altri pensieri più o meno sensati, concludo dicendovi che mi perplimo di come odiernamente i mezzi che ci consentono ci portano a stare a testa china o diretta ad un monitor piuttosto che tenere la testa alta e vedere chi o coa abbiamo di fronte.

Bene dopo questo piccolo delirio, mi riassento sino alla prossima occasione in tornerà una vena scrittoria più o meno lucida.

mr.zugo

giovedì, luglio 22, 2010

E' Destino!

Anche questa volta un tasto maledetto mi ha fatto perdere un post intero... e pensare che era la prima volta che scrivevo direttamente del mio primo amore e dell'unico vero rammarico della mia vita. E destino che debba tenermelo per me! Nonostante sia ancora in vena di scriverne, prendo l'infausto evento come un segno e pertanto non ne scriverò più di tanto, forse ci sarà un'altra occasione. Sulle note di una canzone mi sono innamorato di nuovo e ancor di più del mio primo amore e non è una donna! Sarò omosessuale chissà, sarò romantico forse, sarò ancor più probabilmente uno stolto e un folle, ma quell'amore è stato così intenso e pregno di insegnamenti che non può essere diversamente: è per me filosofia di vita. Mi manca in un modo tale che nemmeno la più calda delle amanti potrebbe mancarmi. Lascio solo lo slogan che i cultori comprenderanno subito a cosa mi riferisco:



I Love This Game!



Ora è il momento: come un tempo, prima di ogni scontro... chiudo gli occhi e respiro lentamente, concentro le energie, lo spirito, raccolgo le paure, la tensione e le trasformo, mentre i brividi leggeri mi percorrono tutto il corpo, e grazie a quello che è stato, a cosa mi ha dato e soprattutto a qeullo che ho imparato, sollevo la testa, raddrizzo le spalle, un ultimo respiro profondo e riapro gli occhi e ci sono! Da domani sarò, anzi già ora sono pronto per tornare al centro del cerchio: la sfera a spicchi si alza sopra la testa e si salta per riprendere l'eterna sfida!


mr.zugo

mercoledì, giugno 23, 2010

Del Dormire

Ogni volta, cado in tentazione, è più forte di me... Per non pensare mi butto a fare qualsiasi cosa lasciando scorrere il tempo arrivando a dormire poche ore per notte, così anche l'indomani sono talmente rintronato che la fatica di pensare è tale per cui vivo in un continuo stordimento, impedendomi di pensare. Purtroppo non solo il pensare viene sedato ma anche tutto il resto, levandomi lucidità ed energie per fare! Fin quando si tratta del lavoro, beh poco mi importa tanto riesco a mantenere un livello accettabile di professionalità e di risultati, ma per tutto il resto mi scoccia! Dunque o non dormo e mi perdo in mille cavolate o dormo e torno vigile sia mentalmente che fisicamente. Generalmente non faccio mai una scelta ponderata, diciamo che va a periodi. Ma in questo caso ho fatto un eccezione, per tanto sto cercando di rieducarmi e di tornare ad orari e metodi di vita più normali. Ho voglia di rinascere in qualche modo, ed il risveglio al mattino e come rinascere ogni volta. Non sto parlando di un aspetto spirituale o emotivo, ma semplicemente biologico, fisico.
Nel dormire accadono molte cose, che già molti altri hanno analizzato e sviscerato, a partire dai sogni all'attività cerebrale, dai ritmi fisiologici alle rigenerazioni del corpo. Ebbene da che mi ricordo ho sempre dormito un numero di ore adeguato che, mi sono accorto, rispetto alla media è abbastanza alta ovvero 7 ore. Conosco molte persone che dormono poco più di 4/5 ore e poche altre che dormono oltre le 7 ore per notte. Io nella mia ignoranza sono sempre stato convinto che dormire le ore che ho sentito menzionare come alfa serva a poco, se non a sentire meno la stanchezza, ma è per me certo che andare a coricarsi troppo dopo la mezzanotte non mi giova: quindi voglio tornare ai ritmi di quando giocavo a pallacanestro dove tolte alcune eccezzioni (come il fine settimana) le ore del sonno erano comprese tra le 23.30 e le 07.00 del mattino con uno scarto di un'ora al massimo. L'intento è quello di riprendere una educazione del dormire che mi è venuta a mancare ormai da troppo tempo, un educazione per altro che mi ha consentito sempre di dare oltre il 100% durante la giornata. Sarà che il periodo non è dei più facili, sarà che sono alla soglia dell'età a rischio per un uomo(?)  soprattutto se non si è curato mai abbastanza del proprio benessere, cedendo agli eccessi ed a vizi per niente salutari, ma non posso nemmeno dire che mi piace dormire perché si sogna, perché generalmente non ricordo mai i sogni ed a volte credo di non averne ma tutti dicono che è impossibile, e allo stesso modo non posso dire che mi piaccia dormire in quanto ozioso caratterialmente, semplicemente ho bisgono di vivere una vita sana, ed mia intenzione inziare dal "dormire". Dormire è un momento della giornata in cui le informazioni acquisite si sedimentano ed entrano nelle mie esperienze, è il momento in cui la mente rielabora tutta una serie di dati e vanno a consolidare la memoria, ed al contempo il corpo si rilassa, le funzioni rallentano e tutto il metabolismo si mette a lavorare per risistemare tutto quello che durante il giorno ha procurato stanchezza e tossine: riposo e decongestionamento dei muscoli, riallineamento delle funzioni vitali smaltendo le tossine, bevute, magiate e respirate. Al termine di queste ore di sonno, la mattina successiva, ci si sveglia e si rinasce per una nuova giornata, con nuove energie, nuove conoscenze e nuove capacità di affrontare le fatiche della giornata. Mi manca il fatto di alzarmi ed attivarmi con il corpo, lentamente, mentre la mente resta ancora per un po' intorpidita, aspettando il momento opportuno per riattivare le cellule grige, assaporando il brivido "dell'illuminazione mattutina".
Già tempo addietro avevo parlato di organizzare la mia giornata, settimana, ed ora è giunto anche il momento di sistemare la parte notturna e del riposo delle mie 24 ore giornaliere. Già ieri ho iniziato con il piede giusto e questa mattina è stato piacevole svegliarsi ed alzarsi, seppur non mi aspettasse nulla di bello! E tra poco continuerò questa nuova rieducazione del dormire... chissà che non riesca a riprendere un'attività fisica continuativa.


mr.zugo

mercoledì, giugno 09, 2010

Alea Iacta Est - Delirando

Basta! Non ho più voglia di sopravvivere a me stesso! Dopo tanta parole dette, scritte, dopo diversi confronti, dopo delusioni e conforti ho raggiunto la saturazione. Troppe aspettative disattese, troppo tempo speso senza vedere risultati, poche opportunità di ricostruire rapporti... La mia irrequietezza è giunta al punto di non ritorno, se dovessi ascoltare la mia coscienza dovrei mollare tutto, riempire borse, valigie, zaini, mettere tutto in auto e partire per tornarmene da dove sono venuto, ma è tutto troppo irresponsabile, ma sarebbe davvero bello mandare al diavolo ogni cosa senza pensare alle conseguenze! Ma non sono fatto così, pertanto non posso fare altro che mutare ancora questa volta. Modificare, cambiare, rielaborare la persona che sono e rimettere tutto in discussione. In fondo lo sapevo già che sarebbe andata a finire in questo modo, era solo questione di tempo, ora come ora non c'è più emozionalità, solo distacco e riposo mentale. Le energie sono state spese in tutte le direzioni ed i benefici pochi, tanto vale, darsi una calmata e ridefinire le priorità, che poi l'avevo anche già fatto ma applicato solo in parte, come anche avevo deciso di prendermi una pausa per rinfrancarmi dal disagio che stavo vivendo e il risultato non si è fatto attendere: il dado è tratto. Passo il mio Rubicone e non torno indietro ne temporeggio, la direzione è presa e finalmente posso spezzare la catena che mi legava a vecchi retaggi. Potrebbe sembrare un discorso un po' sconclusionato, ma non è che me ne importi poi tanto, quello che sto scrivendo è solo la conclusione di un percorso di poco più di 7 mesi. Con oggi le armi sono state deposte, e rispolveriamo quel serafico sorriso di distacco che mi ha contraddistinto tempo fa, concentrerò le energie nelle direzioni più proficue abbandonando abitudini malsane. I torinesi sono accusati di essere gente fredda, chiusa se non addirittura musona, beh sapete una cosa, è una condizione che mi piace, in questo modo non si superano mai i limiti e difficilmente si è esposti ad attacchi diretti! Riprendiamo la posizione fondamentale di attesa e valutazione per poi scegliere il momento giusto per agire, qualsivoglia sia l'ambientazione. Facciamo un passo indietro, tornare all'antico e mi riprendo quello che è mio e non voglio più concedere nulla di più di quello che è necessario. L'omino grigio e bigio scompare, il viaggiatore della rete torna ad essere quello anonimo e moderato: regola principe maturare esperienze significative partendo anche dalle più banali se permettono di imparare qualcosa di buono. La memoria del passato sarà solo la base di partenza, risollevo la testa dal caos in cui mi ero immerso e riprendo il cammino di quel ragazzo che spensieratamente giocava a basket sognando un futuro sconosciuto e che un giorno si è perso per una strada non sua.
I tempi sono maturi e non ho più voglia di gigioneggiare e nascondermi dietro delle scuse inette e immorali. Dunque non abbiatene a male se per un po' non si capira bene cosa diavolo stia succedendo, ma reimpastare una carattere e un comportamente ha certamente dei momenti complessi e confusi da affrontare. Seppure possa sembrare solo uno sfogo per un momento no della mia esistenza, in realtà non lo è! Sto solo scrivendo quello che mi passa per la testa per non trovarmi opresso da altri pensieri, Vedrete ache che per questo post non abiliterò i commenti, se leggerete mi farà piacere, non è che tema i vostri commenti semplicemente non ho voglia di confronti in questo momento e mi tengo stretta la mia convizione che la strada da riprendere è questa, immaginando che per voi sia poco chiara quale sia: prendetemi così come sono.


mr.zugo

martedì, giugno 08, 2010

1.646,4 km

Ebbene, se prima non comprendevo come avessi potuto percorrere quasi 35.000 km in poco più di un anno, bene ora ho trovato la risposta. Ogni qualvolta parto da Roma per tornare a Torino oltre agli obbligati 1.240 km si aggiungono tutti gli altri che percorro per le varie faccende più o meno piacevoli a seconda dei casi.
In questa occasione approfittando della festività del 2 di giugno, sono partito alla volta di Torino nel pomeriggio meno probabile ovvero quell'1 giugno e con un ora di ritardo rispetto ai programmi. Tale ritardo ha fatto si che non riuscissi ad incontrare alcuni amici a Noli, credo in provincia di Savona, per una cena ligure cercando di coinvolgere anche un'altra amica che poteva essere nelle vicinanze, ma che in realtà era altrove e durante la telefonata di indagine ho anche sbagliato strada trovandomi a percorrere l'Aurelia (SS1) già dal km 18 anziché dal km 87 come solitamente faccio, dunque un primo giro turistico fuori programma. Viaggio relativamente tranquillo all'andata, trovando anche pochi mezzi pesanti vista la festività dell'indomani, ma ciò nonostante, l'ora di ritardo nella partenza e la deviazione sull'Aurelia non prevista e l'immancambile rallentamento allo svincolo di Genova, ha fatto siì che non riuscissi a raggiungere gli amici in quel di Noli per la cena, ritrovandomi così indirizzato sulla solita strada di casa senza deviazione. Dall'indomani iniziano i vari giri di saluti alle amicizie che non vedevo già da qualche settimana, iniziando con un bagno di caffè nel "giardino" di cielidirlanda per poi proseguire con un'improbabile discussione sociologica sui visual scape della società odierna e passata camminando per la Tesoriera, tristemente in ristrutturazione con tanto di impalcature a vista. L'indomani giornata di corveè dando corso a tutti gli impegni più o meno burocratici del caso sia la mattina che il pomeriggio, con solita parentesi lavorativa nonostante fossi in ferie (maledetti strumenti di comunicazione globale!!!). Alla sera invece altro incontro piacevole a spasso per le vie del centro a Torino con tanto di gelato con sorpresa... con un dolcificante derivato dal mais (mah!!!). Il giorno dopo invece dedicato alla cura di bellezza con passaggio dalla mia parrucchiera preferita con tanto di rasatura e massaggio con crema al volto, ahhh che goduria adoro farmi mettere le mani addosso da una bella donna! Di conseguenza fatto cura di bellezza anche all'auto che erano settimane che non veniva lavata e pulita... il tutto era in previsione di un incontro quasi al buio con una nuova amica conosciuta su internet, ma l'appuntamento posticipato all'indomani è stato soppiantato da altro momento di lavaggio delle tende di casa che ha preso il sopravvento. Dunque arriviamo all'atteso apputamento concordato all'8 gallery seduti in uno dei bar a bere qualcosa di fresco ed a chiacchierare di massimi sistemi: internet, costumi locali e di altre città... L'incontro si conclude a causa del tempo che mi necessitava per andare a prendere il biglietto per il concerto che si teneva nella corte d'onore della Reggia di Venaria la sera stessa, per cui di corsa in centro per acquistare il biglietto, di corsa a casa per darmi una rinfrescata e di scorsa dall'altra parte della città per andare al concerto, che ahimé è iniziato prima del mio arrivo, ma c'è stato modo di godersi l'ultima parte del primo dei tre concerti in programma e tutti gli altri due con tanto di pasteggio a prosecco e qualche sfiziosità offerti dal buffet della serata. Concerti piacevoli seppur particolari, davvero gustosi, sì! E così siamo arrivati alla conclusione delle vacanze e dopo qualche ora di sonno, sveglia, preparativi delle borse per il viaggio e partenza, per una prima tappa alla fiera a Nizza Monferrato dove qui trovate una sintesi della gioranta: Nizza per noi
Dopo un pasto a base di pietanze tipiche del monferrato, la corsa delle botti e una passeggiata per i vari brich dei dintorni, ho ripreso la strada del ritorno verso Roma, dove sono approdato all'incirca al'1 di notte, ed aver percorso 1646,4 km in poco più di 6 giorni! Breve ritorno a casa, abbastanza movimentato ma certamente piacevole soprattutto per le buone compagnie di cui mi sono pregiato! Grazie a tutti/e!!


mr.zugo

sabato, febbraio 06, 2010

Parole Mute

A mio rischio e pericolo scrivo direttamente nel form per i post, nella speranza di non perdere nulla come già altre volte è accaduto. Negli ultimi tempi mi sto trovando a combattere contro usi e consuetudini dei luoghi in cui sto vivendo, si proprio combattere, perché se faccio 100 i momenti in cui sento parlare le persone attorno a me, beh forse solo 30 volte sento parlare in italiano, mentre per il restante è una parlata con una cadenza locale a cui però si aggiungono tutta una serie di termini che con l'italiano a volte ci fanno a pugni essendo più dei modi di dire e consuetudini verbali del luogo. Ed io con il mio accento "sabuado", nel tentativo di integrarmi provo ad assimilare e riproporre questo modo di parlare, con il solo risultato di essere bonariamente deriso.
Capita così che mi rifugio nella lettura e  nella scrittura, ahimè per ora solo su internet, per cercare di trovare un minimo di italianità e senza necessariamente dover trascrivere o ripetere parole per me impronunciabili. Ma in questa momento che mi ritaglio, mi accorgo che oramai non ho più la capacità di sapermi esprimere in modo adeguato,  nonostante abbia anche fatto una certo percorso di studi che teoricamente avrebbero dovuto aiutarmi.
Si insinua così nella mia testa un dubbio atroce: starò pian piano perdendo la mia identità?

Se ripenso al post precedente forse si, se penso ai miei comportamenti nelle ultime settimane anche in quel caso trovo una possibile testimonianza di una crisi d'identità, se poi a queste cose aggiungo che ovunque possa andare a scrivere mi ritrovo a dover ogni volta dare spiegazioni di quello che intendevo... direi che sì! sto perdendo la mia identità. Posso solo considerarmi un Uomo che vaga nell'itinerario della vita parlando con parole mute, che nessuno può ascoltare o leggere perché incomprensibili e senza suono. Il senso di smarrimento che ho tentato di esprimere nel post precedente è praticamente niente al confronto di ritrovarsi ad essere isolati, incompresi: come in un film già mi vedo andare al lavoro e scrivere le e-mail dove il testo rimane bianco su fondo bianco, fare telefonate dove dall'altra parte chiedono "pronto, ma chi è? non sento nulla!" nonostante io stia parlando e gridando, passare in mezzo ai colleghi salutando e non ricevendo risposta perché la mia voce è arrivata muta alle loro orecchie, dovrei già ringraziare di essere visto... ma lo sono? Ora mi viene il dubbio di esistere addirittura.

No! Non è così come posso averla descritta sino ad ora! Già perché sono io cieco e sordo ai messaggi delle persone, sono io che continuo a voler parlare una lingua che non vogliono ascoltare, sono io che insisto a scrivere come mi dice il cervello, sono io che mi isolo, ma in vero sono io che faccio selezione naturale. Perché di parole mute ne ho sentite e dette abbastanza, ma ora mi sono anche stufato! Ammettendo imperfezioni, ignoranza e per quanto concerne lo scrivere anche la troppa fretta e la poca dimestichezza con  la tastiera, ma non ammetto più sterili osservazioni su come possa essere il mio modo di esprimermi. D'altronde ho anche altre testimonianze ed esperienze che dimostrano che la mia capacità comunicativa è quanto meno adeguata per un ascoltatore medio. Che poi in queste pagine virtuali, che siano siti, blog, profili, stati o qualsiasi altra menata di internet mi conceda la libertà di seguire i contorti labirinti dei miei pensieri mi sia data la possibilità di farlo, in fondo se non mi si vuole comprendere non lo si faccia, non ho minacciato ed obbligato nessuno a leggermi, e d'ora in avanti renderò ancor più selettiva la mia selezione naturale: non mi si comprende? no problem, le Parole Mute sono finite! Chi seleziona le proprie amicizie in funzione dell'abbigliamento, chi della squadra per cui tifa, chi per la musica che ascolta, io riprenderò a selezionare in base all'intelligenza, che non necessariamente deve essere di un certo QI bensì quella sottile e malleabile che permette di saper stare al mondo!



mr.zugo

mercoledì, settembre 23, 2009

[ri] - Partenze & Ritorni

Le partenze sono sempre dei momenti particolari dove si mescolano sempre emozioni contrastanti, almeno per me, in cui ci si ritrova combattuti tra la gioia e l'eccitazione della partenza e quella leggera tristezza legata all'abbandono di quel qualcosa che poi in fondo non è altro che "casa" (in tutto il suo significato). Questo è un periodo dove mi trovo ad una ripartenza importante, non assimilabile ad un viaggio di piacere ne tanto meno ad un viaggio di lavoro, questi ultimi sono circoscritti nel tempo, al termine c'è sempre il ritorno a "casa" la mi ripartenza invece riguarda un cambiamento sostanziale che ho già vissuto ed ora mi si ripropone: cambiare città per lavoro dove considerata la logistica del cambiamento non posso affrontare come un cambio circoscritto ma quasi definitivo. Dico quasi per il fatto che faccio sempre fatica a partire, in qualche modo non amo lasciare "casa", il mio luogo sicuro, il luogo in cui ritrovo me stesso e ricarico le mie energie; ora a dispetto della volta precedente dovrò, e in questo caso  voglio, creare una seconda "casa", in modo da non soffrire di una strana solitudine apatica e dissociata che la prima volta mi fecero da compagnia, cattiva compagnia ammetto. La seconda "casa" dovrà essere ricca di vita, la mia e di nuove o ritrovate amicizie che riempiano le stanze della "casa" con la loro presenza fisica e spirituale.
Ogni qualvolta qualcuno parte tutti fanno la domanda "sei contento?" oppure affermano "beato te" o ancora "come ti invidio" ma in cuor mio, dopo aver risposto in qualche modo senza urtare le aspettative e non sembrare sempre incontentabile, penso tristemente al dispiacere di lasciare ciò a cui tengo, ed in questa occasione il dispiacere è più forte rispetto a 5 anni fa. Allora ero pervaso dalla voglia di cambiare molte cose, fare una svolta su certi aspetti della mia vita, ma ad ogni modo dovevo allontanarmi da una passione sportiva e dalla famiglia che stava attraversando un momento decisamente triste e inconsolabile; oggi il cambiamento voluto è legato solo al lavoro e in minima parte ad una necessità di indipendenza come uomo, ma la partenza pesa più di allora perché dovrò allontanarmi da affetti nuovi e cresciuti nel tempo con gli amici che ho trovato al mio ritorno a Torino. Di contro non mi alletta l'idea di ritornare in centro Italia e ricominciare completamente, spero che alcune realtà virtuali intraprese qualche tempo fa possano concretizzarsi e diventare qualcosa di pregnante, proprio per evitare quelle cattive compagne di viaggio con cui ho avuto a che fare in precedenza. Mi auguro anche che al contrario delle amicizie antiche ed ormai relegate ai ricordi, queste nuove degli ultimi anni siano più partecipi e volenterose, non pretendo nulla, solo le stesse cose che mi donano qui, seppur in proporzione alle distanze che si verranno a creare: sono fiducioso di questo! Resta però il fatto che sono a tutti gli effetti un gitano, in un modo o nell'altro non sono mai stato troppo fermo e troppo legato a compagnie di amicizie, e questo ripetersi di cambio città o scelta di lavori vagabondi dimostra che dovrò sempre essere l'uomo dei nuovi inizi, l'uomo che non si deve stancare mai di reinventarsi e riproporsi agli altri... ma a dispetto di qualche anno, non voglio perdere le amicizie trovate, non voglio più relegarle ai ricordi, e personalmente l'impegno sarà intenso ma riscoperta la famiglia deglia amici non è mio desiderio lasciare che l'oblio se ne impossessi e in più allargarla anche dove costruirò la mia seconda "casa".