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giovedì, agosto 14, 2014

... è solo rabbia!

Al contrario di molte altre volte, inizio a scrivere questo post non sapendo ancora che titolo dare. Sono parecchi mesi che non scrivo di me, di quello che ho dentro; mi sono limitato a condividere alcuni degli eventi che ho avuto il piacere di vivere e passare insieme agli amici oltre a lasciare qualche piccola traccia dei miei pensieri, ma niente di veramente personale. Questo post, quindi in controtendenza alla norma sarà una delle tante mie fotografie in cui trasporrò gli stati d'animo in parole, sarà dunque normale non capire il senso logico e semantico di quanto scriverò.
Per quanto mi sia sforzato di conoscermi a fondo, come spesso ho sostenuto, sono ben lontano dall'avere coscienza di me stesso, sarò si e no all'inizio del mio percorso di autocoscienza, per questo ancora non ho capito perché da  mesi ormai sono insofferente verso tutto, sono pervaso da sentimenti altalenanti e contrastanti, che però temo derivino tutti da una unica forza motrice: la rabbia.
Seppure mi sia avvicinato a casa, abbia trovato un equilibrio ed una routine al pendolarismo "di lusso" che faccio tutti i giorni, e che tra breve ricomincerò, sono oltre 10 mesi che il senso di inquietudine e di insoddisfazione non mi abbandonano; sensazioni che reprimo costantemente settimana dopo settimana, accumulando tutto quello che è il mio vissuto di questi 20 mesi dal mio ritorno a casa.
Raccolgo la bile del lavoro e la reprimo, raccolgo il senso di solitudine nei viaggi quotidiani e la reprimo, raccolgo l'apatia di troppe sere passate senza stimoli e la reprimo, raccolgo l'indifferenza a quanto accade intorno a me e la reprimo, raccolgo la noia della routine personale e lavorativa e la reprimo. Giorno dopo giorno ho compresso tutto, sempre più in basso, sempre più schiacciato e sempre più compattato, e non ho ancora smesso di raccoglie e "sopprimere" tutto in qualche angolo remoto di me stesso.
Ora a distanza di mesi sento che non ci sta più tutto dentro, ogni sforzo profuso per trovare la soluzione all'equazione della mia esistenza si sta rivelando vano. Il risultato non compare, anzi, appaiono sempre e soltanto altre variabili che si aggiungono e complicano ed allungano i tempi per arrivare ad un risultato.
Al momento non mi interesserebbe neanche sapere se il risultato fosse giusto o meno, mi basterebbe giungere ad una conclusione, ma non accadrà a breve; inoltre temo anche che la rabbia che mi percorre tutte le nervature sia tale da offuscare la lucidità mentale, obbligandomi a controllarmi a non esplodere a non lasciar trapelare dalle mie parole e dal mio linguaggio fisico, tutta la bile, il veleno, il tormento e l'agitazione che mi porto appresso.
Sento l'istinto primordiale che spinge, scalcia e si agita per emergere , per spegnere la ragione e sfogarsi in tutto il suo essere scevro dalle regole sociali. Ho solo una enorme voglia di imprecare, insultare, odiare, spaccare, distruggere, sfidare, affrontare, gridare, urlare, correre a perdifiato, prevaricare, schiacciare, dominare, prendere avidamente ogni cosa, buttare ogni cosa, riempire sino a superare il colmo,  affogare, rovesciare, schiaffeggiare, bruciare... lasciarmi andare e non controllarmi più sino al raggiungimento dello sfinimento ed abbandonarmi ad un sonno eterno senza fine, senza ristoro, senza risveglio.

... è solo rabbia!

Non ho più parole, spero di non passare ai fatti ma di riuscire a passare oltre senza violentare me stesso.

lunedì, agosto 19, 2013

Musicoterapia

Mio Murale - Spartito "Per Elisa"
Ebbe sì sono una persona che per lenire le proprie ferite emotive fa uso delle musica. Forse come tanti dovrei rivolgermi ad un terapeuta serio, ma... un po' non me lo posso permettere ed un po' non mi va di essere così arrendevole alle fatiche emotive e non che la vita ci pone davanti.
Così mi tengo le mie "anomalie" di normale persona e cerco di sopravvivere alla meno peggio come la maggior parte della gente. Ogni volta che ho una caduta di tensione nervosa, emotiva ed anche fisica mi barrico dietro gli auricolari e mi faccio una overdose di musica, quella che mi passa per la testa, quella che mi va di sentire, quella che mi fa star bene, che mi commuove, quella che mi esalta, quella che mi fa ridere, quella che esprime a parole o con la musica i miei stati d'animo; e così giù a nastro a far andare le note di tutte le canzoni che mi passano per la testa o che trovo sotto il click del mouse. Non mi faccio più crucci strani a ragionar su cosa è bene cosa è male, non mi preoccupo più di essere responsabile o irresponsabile, non mi premuro più di piacere a tutti o solo a me stesso. Vago per il tubo alla ricerca di ogni sorta di musicalità che mi svuoti e che mi riempa in continuazione, ogni genere di sonorità può essere quella giusta per elevarmi nei pensieri più positivi come infognarmi in quelli peggiori, ma non me ne curo. Anche in questo momento ho della musica nelle orecchie che non guida quanto sto scrivendo ma solamente ne crea la necessità di buttare giù delle parole non troppo pensate e pesate nella loro valenza ed essenza; un momento di scrittura analogica accompagnata da una colonna sonora variegata, eterogenea, che si insinua sotto la mia pelle, nella mia mente e purga e lenisce ogni piaga e ferita.
Forse alla fine quando rileggerò questo post mi apparirà per quello che è ovvero una vomitata delirante di parole senza troppo significato, neanche fossi sotto l'influsso di qualche droga pesante andata a male oltre che fuori mercato, ma non mi importa per nulla. Già in qualche post precedente avevo condiviso il fatto che ci sono una quantità di cosa che dovrei dire, scrivere e soprattutto condividere; ma sono talmente tante e talmente spregiudicate alcune che ho troppa vergogna a tirarle fuori, quindi compenso scrivendo mediocremente uno sproloquio di termini uno dietro l'altro nella speranza che la musica si porti via tutto e mi lascio pulito e lindo come un infante per riprendere mestamente la mia vita. Una vita di soli compromessi e sacrifici, forse solo perché mi sono convinto che quanto possa aver detto qualcuno un tempo da qualche parte parte potesse essere vero senza riflettere se quanto affermavano poteva essere un pensiero da me condiviso e sentito... mah... chissà.
Comunque sia resta il fatto che per stare meglio, non spendere troppi soldi da uno strizza cervelli, mi auto lenisco con tanta buona musica qualunque possa essa essere. Devo ritrovare tutta l'energia che un tempo possedevo, rigenerare la grinta che mi ha sempre contraddistinto e rimettermi in piedi per le sfide che verranno. Mi aspetterà un altro anno di preparazione, faticosa preparazione per essere pronto ad ulteriori sacrifici.

venerdì, agosto 16, 2013

Disaspettato

Pur non volendo di nuovo sono caduto. Forse troppa solitudine, forse troppa apatia, forse la mancanza di interessi attivi, forse, forse... Forse tutto e forse niente. Come spesso dico è la presenza di aspettative che da come risultato la delusione e la disillusione. Anche io in questo caso ci ho voluto credere, ho provato a coltivare qualcosa, ma non sono stato all'altezza e non ho fatto le giuste scelte per raggiungere il mio traguardo. Per questo motivo è arrivata la negativa sensazione di essermi illuso, ed ovviamente non ho niente e nessuno da incolpare se non me stesso. Me l'ero ripromesso tante e tante volte di non creare castelli in aria, di non lasciarmi affascinare dalle sirene, ma non ce l'ho fatta, ci sono ricascato.
In quanto persona anche io ho bisogno di relazionarmi, di sperare, di sognare e tutto questo a volte crea delle aspettative e non sempre tutte vengono confortate da un riscontro positivo ed è così che si creano le disattese.E' in questi momenti però che ogni tanto posso sentirmi un po' come gli altri e non sempre troppo distaccato, lontano ed apatico come spesso posso sembrare. Per quanto in questi giorni mi senta realmente disaspettato (e scusate il termine ma è quello che sento più prossimo al mio stato d'animo) sono sicuro che passerà seppur lasciando una piccola cicatrice, non sarà l'ultima volta che mi sentirò in questo modo anche perché non è la prima volta. Per ora resto e mi mantengo disaspettato.

sabato, settembre 01, 2012

Autunno Caldo - Dov'è il Quarto Stato?

1901 - Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo
(inizialmente intitolato Il cammino dei lavoratori)




Manca poco all'autunno, meteorologicamente in queste giorni ne stiamo assaggiando un po' le premesse. Ma se come stagione l'autunno prevede l'abbassamento delle temperature, temo che socialmente sarà molto caldo. Seppure se ne senta parlare nei telegiornali, si leggano articoli su varie testate giornalistiche e le varie news su mondo del web, ho come la sensazione che neanche quest'estate di vacanze al ribasso ancora abbia aperto gli occhi alla popolazione italiana. Non voglio sembrare delatore o disfattista ma i segnali non mancano per recepire che la situazione non è per nulla rosea ne in via di miglioramento. Siamo una nazione vecchia, e stiamo lasciando anche che la nostra ricchezza fugga dal nostro paese, in silenzio a favore di culture economiche che si stanno preparando a spostare gli equilibri lontano da noi. Sono vago?
Bene per nazione vecchia intendo che con il sistema pensionistico in revisione ogni anno se non ogni semestre rallentano l'uscita dei lavoratori ultra 60enni e impediscono l'inserimento delle forze fresche (notizie di ieri disoccupazione al 34% solo tra i giovani), questo prevede stanchezza e disinteresse da parte del lavoratore, che aspetta solo più di andare via pagato al massimo possibile e non cura gli interessi dell'azienda e dell'economia italiana, lamentandosi di un governo schiavista. Io sono nella generazione di mezzo e sto pagando le pensioni di oggi e non certo la mia pagando i contributi con il mio lavoro che oggi valgono almeno il 35-40% dello stipendio (calcolatelo come volete, ma così è!).
Per quello che riguarda la ricchezza che fugge dal nostro paese invece mi rifaccio alle troppe volte che ho sentito dire dagli stessi extracomunitari e non solo loro, ma anche etnie dell'est (non sono razzista si chiaro) che non sono qui per vivere qui (e sono ancora troppo pochi)  ma che sono in Italia per avere qualche opportunità in più (la maggior parte) ammettono serenamente di prendere buona parte del loro guadagno,onesto, e lo investono nel loro paese e non nel nostro: questo per me è un danno enorme, sono soldi che arricchiscono altre realtà e non quella del mio paese, ritrovandomi tra 10 anni a dover concorrere con aziende che si trovano all'estero più sane e floride di quelle del nostro paese che stanno morendo poco a poco.
Oltre a questo ci volgiamo aggiungere la "Revisione della Spesa Pubblica", la "pressione fiscale" alta e che tenderà a crescere (iva 23% a giugno 2013), e che siamo nel pieno apice delle conseguenze negative dei mercati del lavoro degli ultimi 5 anni di crisi?
Seppure io mi ritenga, per il momento, un privilegiato del lavoro guardo al mio futuro, che non sarà diverso da  quello degli altri, con preoccupazione crescente: non vedo un paese che si sta rimboccando le maniche e si stringe in un coro forte e insormontabile in cui rompe i tavoli di discussione, rivolta i sindacati odierni (svenduti e inflazionati) e scende in piazza davanti al governo e chiede giustizia, norme e azioni concrete per rafforzare lo strato sociale che produce ricchezza e rimpingua le tasche di tutti tranne che le proprie. Non vedo una coesione nel smettere le cattive abitudini sperperando i pochi soldi rimasti per cose superflue. Sarà che sono un romantico e ancora ho ben in mente il dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo che rappresentava il "Quarto Stato" in marcia verso il "Signore delle terre.." per chiedere una trattamento equo.
Noi che stiamo facendo? Apprendiamo le notizie di quanto hanno deciso "gli altri" (stato, sindacati, signori dell'economia) e ci lamentiamo, ma cos'altro facciamo?
Bene io nel mio piccolo andrò a fare i conti di casa come si deve e andrò a togliere tutto quello che riterrò superfluo, non voglio farmi prendere in contropiede e trovarmi con più uscite rispetto alle poche entrate... ma dopo? Ma dopo cosa posso fare? A chi mi affido per avere una rappresentanza verso le istituzioni per chiedere quanto è giusto chiedere? Se ancora non fosse chiaro non confido nei sindacati odierni, troppo addentrati nella politica e troppo coinvolti nelle economie globali, per fare gli interessi della popolazione. In 15 di lavoro e ancora prima( quindi arriviamo a 25 anni) nei quali posso ritenere di comprendere qualcosa di lavoro non ho mai sentito dire: "il governo ha approvato la legge che impone la rivalutazione degli stipendi dei lavoratori in conseguenza del cambio dei valori economici della vita odierna". Gli stipendi non sono cresciuti proporzionalmente a quanto è stata la pressione fiscale e il rincaro della vita: questa sarà la nostra rovina, perché finiti i pochi risparmi rimasti, saremo poveri.
Dunque pur sembrando un menagramo, vi dico che questo autunno sarà caldo e prevedo un forte declino dell'economia con la chiusura di molte realtà economiche entro la fine di quest'anno; l'estate ha già mietuto ma non è ancora finita; a questo si aggiungerà che nel primo semestre del prossimo anno dovremo ancora faticare e non poco visto le drastiche, forse necessarie, azioni che toglieranno soldi dello stato da molte realtà economiche come richiede la tanto declamata e internazionale "spending review": chissà se tutti hanno capito cosa significa e quali ambiti va a toccare? Personalmente spero solo di essere pronto a sopravvivere a quanto succederà nel prossimo e più imminente futuro.

Addendum: a seguito di un unico commento ho provveduto a correggere titolo e didascalia dell'immagine riportandolo il tutto ad una più corretta definizione. Di seguito il commento anonimo, cancellato perché senza firma, che riporta la segnalazione del mio evidente errore nella denominazione del quadro.  (qualcuno che legge con coscienza c'è!!) 

 Anonimo ha detto...
guarda che il quadro di Pellizza da Volpedo si chiama "Il quarto stato", non il quarto potere.
venerdì, novembre 02, 2012 10:59:00 m.

martedì, maggio 29, 2012

Negazione dell'Ovvio

Non accetto
Inapplicabile l'utopia

Non condivido
Incontrovertibile la posizione

Non ammetto
Insindacabile la ritrosia

Non tollero
Iniqua la differenza

Non digerisco
Inscindibile l'unità del tutto

Non comprendo
Imprescindibile il concetto

Non vedo
Inguardabile la tracotanza

Non odo
Inascoltabile l'arroganza

Non parlo
Incomprensibile lo sproloquio

Non agisco
Inoperosa l'allucinazione

Pencolo senza meta e senza missione
Frenetico affanno travolge la calma dell'io

mercoledì, aprile 11, 2012

Speriamo Non Sia Così

Sono alcuni giorni che sono tormentato, e rispetto a qualche giorno fa, non c'è un motivo ben preciso. Non so bene a cosa sia dovuto, ma quando sono pervaso da questo tipo di sensazioni non marca bene. Aleggiano troppi pensieri oscuri, come dei flash di vita futura che non prospettano nulla di buono. Un solo pensiero mi gironzola per la capoccia vuota: "saranno tempi duri" e non solo limitatamente al lavoro, anche nella vita di tutti i giorni comincia a diventar pesante l'aria; le spese aumentano, gli imprevisti si accastatano uni sugli altri, stravolgimenti lavorativi (e ringrazio di averne uno!!) che ti lasciano nel limbo per giorni se non settimane. Un nervosismo di base serpeggia nelle mie giornate, anche perché partecipando, seppur indirettamente, alla vita di altri, è palpabile l'umore grigio e mesto che si condivide e si vive da un po' di tempo a questa parte. Alcuni cercano di trovare modo di impegnare le proprie giornate, chi con attività di formazione, chi di educazione fisica, chi scomparendo nelle letture preferite, chi nella musica suonata od ascoltata, chi sul non tanto più fantastico mondo virtuale di internet; ciononostante al ritorno alla realtà le cose non sono cambiate, anzi è ancor più forte il senso di frustrazione per la netta differenza tra le realtà ricercate e quelle vissute.
Spesso l'ho detto, ed ancora lo ripeto, mi sento una persona fortunata, ma la mia empatia sta arrivando agli sgoccioli. Mentre un tempo mi rasserenava la miglior vita deglia altri, vedendola come un possibile traguardo da raggiungere, ora mi rendo conto che forse non era tutto così bello e affascinante come poteva sembrare. Le brutte notizie si susseguono, e nemmeno nei giorni di festa i media ci danno tregua. Fuggire, evadere, svicolare diviene sempre più complicato: spegni la TV per non sentire brutte notizie, e l'amico ti racconta della disgrazia propria o di qualcuno vicino; accendi la radio per sentire un po' di musica per dimenticare per qualche momento lo schifo della giornata, e passa la notizia/commento di qualcuno su nuove tasse o di qualche incidente; vai in palestra per sfogare la tensione e cercare di svuotare la mente e senza volere senti negli spogliatoio dire di qualcuno che nenache 50enne è passato a miglior esistenza. Esci di casa e gente litiga per la fila, discute per l'ultimo pezzo di pizza o chissa che altro.
Le sensazioni non sono per niente buone (che per caso già l'ho detto??), e per di più ci si sente impotenti anche nelle piccole cose, viene a mancare la fantasia per sollevare il malumore di qualcuno, o ancor peggio ci si prova ma gli scarsi risultati demoralizzano ancor di più. Al momento sto attendendo solo che passino i prossimi 13 giorni, così da poter scappare al 14mo e prendere il cammino di casa, augurandomi che le potenziali tappe lungo il viaggio si rivelino migliori delle sensazioni di queati giorni. Ma per ora, quel pensiero resta, me lo devo tenere, come sempre piangere dentro, per non farsi vedere deboli, fare buon viso a cattivo gioco per non dare adito a strane supposizioni. Questa aria grigiomesta speriamo non duri troppo.
Siamo in pieno aprile, il mio mese, e quest'anno non mi sta dando nessuna soddisfazione!
Che dire non resta che sperare che non sia così come me sento addosso, come un vestito troppo corto e stretto, scomodo e fastidioso... già speriamo non sia così.

giovedì, marzo 24, 2011

Sold Out - Esaurito

In questi primi tre giorni della settimana ho dato fondo a molte, troppe, energie mentali e nervose. Non è bastato fare mente locale e riordinare idee e pensieri nella mia testa, sistemare alcune faccende più o meno personali oppure dare un nuovo indirizzo al mio approccio lavorativo... Nonostate l'impegno profuso i risultati sono stati per lo più deludenti, la volontà e la costanza delle ultime settimane sono culminate in risultati che non mi hanno per nulla appagato. Quanto scrivo in questo post è sicuramente fumoso, poco chiaro e volendo forse anche un po' ambiguo, ma non è nella mia indole stilare cronologie di eventi lavorativi, piuttosto che personali in modo chiaro e discorsivo. Quando si affollano diversi pensieri nella mia testa, non posso far altro che dar loro un senso e un orientamento.
Ho cercato di essere meno dietrologo nelle varie cose, ho cercato di ripulire l'atteggiamento, ho preso le distanze da quanto non mi aggrada; nonostante queste intenzioni e le azioni messe in atto i risultati ottenuti non sono di mio gradimento, anzi a ben valutarli sono completamente fallimentari, mi ritrovo nella stessa situazione di disagio e di insoddisfazione, oggi anche maggiori rispetto a prima. Ho voluto provare a modificare il mio comportamento e il modo di essere in ogni momento della giornata, ma quello che ho ricavato non mi ha dato niente di più che un malessere maggiore rispetto a prima. La ricerca di equilibri o di modi di vivere i vari momenti della giornata non è stata proficua, dire tuttto il contrario. Di per se non erano nemmeno cambiamenti così drastici, anzi erano solo piccoli passi per cercare di vivere un po' meglio senza troppe seghe mentali e pur avendo inizialmente la sensazione che i benefici stessero arrivando, dopo 3 mesi mi ritrovo in una condizione peggiorata. Il malessere e il disagio nei confroti di mestesso e delle mia quotidianità si sono amplificati. Tutte le energie che avevo raccolto sono andate dissipate col trascorre del tempo vanificando ogni iniziale senso di liberazione e alleggerimento.
Non sono depresso e non sono nemmeno ansioso, sono solo perennemente insoddisfatto, e soprattutto sono stanco di combattere con un nemico che non esiste, o melgio esiste ma è talmente grande e inconsistente che non può essere attaccato o contro il quale posso contrappormi. Ho esaurito ogni briciola di fiducia, di stima e di rispetto per tutto quanto mi sta attorno.
Non voglio saperne più niente di nulla di tutto quello con cui interagisco, delle persone, degli eventi, del lavoro, della normale quotidiana routine personale. Ora come ora vorrei solo dormire una vita intera senza passioni, senza sussulti, senza emozioni, senza alcun motivo per dover usare l'intelletto... Sì vorrei solo stare in un limbo eterno nel quale stare apaticamente avvolto dal silenzio della mente e del cuore, perdermi nell'oblio, dimenticare ogni cosa, ogni persona, stare come in un mondo senza pareti, senza tempo, sospeso a mezz'aria con gi occhi socchiusi e persi nel vuoto più totale, senza alcun pensiero, senza sentire ne caldo ne freddo, ne fame ne sete e non avere così alucna preoccupazione di alcun genere.
Stare così nel nulla senza nulla da fare senza aspettative e senza ambizioni, non più schiavo di routine o azioni altrui che contrastano con i miei spazi o le mie esigenze.
Dimenticare gli scontri e gli atriti, non preoccuparmi dello scorrere del tempo, non dover più mediare o negoziare, non ho più forze per nulla. Sono esaurito come uomo, come persona, come professionista, talmente esaurito da non anelare nemmeno un cambiamento per sentir scorrere l'adrenalina di nuovo sfide. Preda dello sconforto mi sento sopraffatto da ogni cosa, non ho più la capacità di reagire o contrastare nulla; nemmeno mi sfiora l'idea di farmi trascinare dagli eventi perché comunque sia gli eventi mi travolgono come un'onda anomala lasciando solo distruzione e desolazione in me.
Gli occhi mi si chiudono per il sonno o per la tensione della giornata e sto qui lascindo che le dita scrivano quanto mi passare per la testa interpretando la mia emotività senza filtri e senza elaborazioni dei concetti, sento solo il bisogno di addormentarmi e non risvegliarmi più per restare nel sogno o nell'incubo eterno, non sapendo cosa meritare. Sfinito nel corpo e nello spirito (cerebrale?) lascio scorrere le parole senza preoccuparmi delle conseguene e della loro leggibilità e comprensibilità. I progetti sono terminati, i sogni per il futuro dispersi chissà dove, le aspettative disattese o troppo grandi perché possano arrivare ad essere delle realtà: semplicemente non ho più voglia di vivere. E' giunto il tempo di redarre il testamento e lasciare in eridità quel poco che ancora potrebbe valere di me stesso e dei miei pochi averi.
Il tempo si è esaurito, ne rimane ben poco ed occorre dare una fine alle cose ancora in sospeso per poi abbandonarmi al vuoto più totale.


senza firma

martedì, giugno 01, 2010

Malcomune Mezzo Gaudio

E' già da qualche giorno che voglio scrivere ma non trovavo l'ispirazione, così come ogni volta mi affido alla buona musica che mi ispira, così ora in questo periodo alquanto desolante mi ritrovo a condividere lo sconforto che attanaglia, a vedere una passione per non dire forse di un'amore che desolatamente si affievolisce. Ognuno di noi si affezziona, si appassiona a cose intangibili e per lo più difficili da spiegare, sono quegli amori mai dichiarati ma che a ben osservare sono assai visibili e quasi piacevoli da vedere. Sono incoscie a volte ma altre volte sono sentite nel profondo e sono il motore della nostra esistenza anche se non vogliamo ammetterlo. Io spesso scherzando dico che il mio grande amore è il basket, ma non faccio altro che dire la verità, ma non è questo l'oggetto dello sconforto non è questa la mia passione che si affievolisce, per mia fortuna oserei dire, bensì è un'altra che pochissimi conoscono e la custodisco gelosamente perché insieme al basket è uno degli amori che mai perderò nonostante questi periodi. Sarà che sono recidivo, sarà che sono testardo, sarà che sono tenace ma a certe cose non rinuncio; ci sono sempre dei momenti in cui vengono a mancare le energie, le forze per contrastare gli imprevisti e le difficoltà e questo periodo è uno di quelli. Quello che mi dispiace che non sono l'unico a viverlo questo momento, altre persone, ed in particolare una, che condividono con me l'amore per questa cosa stiamo facendo grande fatica a trovare nuove risorse dentro di noi. Non sono le doti a mancare, ne tanto meno le capacità, anzi ne abbiamo da vendere ma ciò nonostante quello in cui ci stiamo imbattendo mette a dura prova il nostro spirito. Pur avendo tutte le carte in regola per amare e soddisfare questa passione, al momento siamo attorniati da troppi bari, avidi e scorretti. Da questa passione potevamo costruire un bel sogno da tramutare in realtà ma le carte che ci stanno servendo sono assai ardue da giocare, rischiamo di sbagliare la giocata in ogni momento e questo ci fa titubare. Una situazione complicata, un amore contrastato che non vuole saperne di farsi corteggiare e accudire. Oggi poi è stata una delle giornate più impegnative sotto l'aspetto emotivo, al punto da dover sfruculiare nel sacchetto della memoria per ricordarci da dove siamo arrivati e come ci siamo arrivati, come a fare un'esame di coscenza per capire cosa possiamo aver sbagliato o perché ci meriatiamo questo amore non contraccambiato. Fosse solo la solita competizione in amore, beh sarebbe più semplice, una stretta di mano e ognuno può giocarsi le proprie carte al meglio per conquistare il "desiderata", ma non è così, purtroppo è una amore pulito e incorruttibile che abbiamo e che vogliamo mantenere tale, nostante le carte facciano davvero schifo. Non manca occasione per spalleggiare coloro che provano la stessa passione, ma non basta, non basta più. Nemmeno l'odio può essere d'aiuto a tramutare energie negative in proattive. Sarà anche vero che malcomune mezzo gaudio ma in questa occasione il malcomune sta minando un sentimento, un'ambizione, un sogno di almeno un paio di persone... persone che si rispettano e che nonostante i difetti e diversi punti di vista si mettono entrambe in gioco per coltivare un'amore, ognuino portando il meglio di quello che può portare ad appannaggio del risultato finale. Io ora mi prenderò una pausa, era già prevista ma capita a fagiolo per rigenerare lo spirto del dio combattente, per rispolverare le antiche tecniche dell'arte della guerra e affianre quelle del negoziato con un nuovo approccio sul tempo. Questa volta non devo, voglio fare l'orologiaio: smontare ogni componente ed ogni meccanismo di questa passione; ripulire ogni singola parte e rimontarla per assaporare nuovamente quel ticchetio dolce che muoveva l'amore per una passione e godere di nuovo di questo! Non è egoismo, bensì è altuismo perché sono certo che se tutto ritorna al giusto posto, non solo io ma anche qualcun'altro ritroverà una serinità persa ormai da qualche mese. La vita è già difficile e se ci si fa privare delle piccole gioie e delle passioni allora possiamo anche stare a letto tutto il giorno, ma non è quello che mi aspetto ne da me stesso ne da altri gladiatori come me; troppo avvezzi a stare in prima linea in questo momento siamo smarriti perché non c'è nessuno dietro di noi e l'amore non basta a sostenerci. Non che io possa salvare qualcosa o qualcuno, ma di certo posso inziare a provarci consapevole che sarò seguito ed aiutato a rinverdire e rinfrescare questa passione, Come accadeva nel basket anche in questo caso devo mettermi nell'ombra e fare il lavoro sporco, ho imparato che stare defilato e costruire le basi per la soddisfazioni di altri pocura anche la mia soddisfazione, senza aver bisogno di riconoscimenti: mi basta godere appieno della passione che ho e non solo io.


mr.zugo

giovedì, giugno 25, 2009

Troppi Pensieri…

… ho la testa che mi scoppia! Ma uno solo ora mi addolora, l'aver
assopito un amore, averlo messo in un cassetto perché non potevo più
soddisfare quell'enorme passione. Sono stato un vile egoista.
 

mercoledì, maggio 06, 2009

Prevaricazioni

Oggi ho pubblicato un post, che ora ritengo più opportuno togliere prima di incappare in qualche altra traversia involontaria per semplice superficialità e disattenzione. Troppe se ne sentono per colpa di internet  e ancor di più per improprio utilizzo degli strumenti aziendali. Chiedo scusa a coloro che hanno letto e magari intendevano commentare, ma per evitare che occhi indiscreti e troppo vicini ai "padroni" possano mettermi in difficoltà se non in imbarazzo per un semplice sfogo, preferisco censurarmi sui dettagli dell'accaduto. D'altronde ho poco da lamentarmi rispetto a molti altri che versano in condizioni peggiori delle mie e con maggiori responsabilità verso altri, mentre io fortunatamente devo rispondere solo a me stesso.
Ciò non toglie che nonostante sia il primo ad essere consapevole delle libertà e delle giustificazioni che adottano i datori di lavoro, divento comunque furibondo quando non c'è onesta ne intellettuale ne rispetto per i propri subalterni. Io sono anche stato un prevaricatore ma giusto il tempo di ottenere la debita attenzione e rispetto a forza, per poi chiarire e motivare le mie prevaricazioni scusandomi per l'eccesso usato, ma quanto meno dopo, con il giusto tempo mi sono anche guadagnato il rispetto indiscriminato e sincero dalle stesse persone che prima invece mi sottovalutavano. Con le scusanti disponibili coi tempi correnti, troppo spesso le istituzioni del lavoro abusano della loro posizione per avvantaggiarsi a discapito di coloro che gli consentono di stare sul mercato e nell'economia, dimenticando il rispetto dovuto e la correttezza nella gestione dei rapporti con i lavoratori che in primo luogo sono persone e non oggetti. Ci stanno i rimproveri, i cazziatoni, azioni correttive severe e dure ma vanno elargite con coscenza e nel pieno delle condizioni di rapporto tra persone. Io oggi ho subito una piccola ingiustizia, nel meritarmi una lavata di capo mi sono ritrovato invece punito e sanzionato come un disobbidiente per natura, è sincerametne non ho gradito ne i toni ne i modi, seppur giusti e dovuti, non sono stati per niente conformi al rispetto delle professionalità accusate. Dunque atraendomi nuovamente mando giù il boccone amaro della prevaricazione ma di certo, non mi farò mettere i piedi in testa, perché mai è successo se non per il tempo di trovare la miglior difesa e giusta restituzione della prevaricazione per la semplice legge del taglione, perché alcuni a volte se le meritano senza appello.
Chiedo scusa nuovamente per l'inconveniente, ed il cambiamento di contenuti di questo psot!

 

sabato, aprile 25, 2009

Avere Passione

Negli ultimi tempi ho potuto raschiare il fondo del mio interiore, e per una volta sono arrivato ad una conclusione che mi rattrista ma mi soddisfa. Era già da inizio anno e forse ancor prima che ero irrequieto, nervoso, irascibile, spazientito da tutto, ma solo con gli ultimi giorni sono riuscito ad affondare le mani e lo sguardo in tutto quello da cui stavo scappano e ignorando. Merito di questa presa di coscienza è stato anche uno scambio durevole di opinioni e osservazioni con una persona, attraverso la quale ho potuto riprendere contatto con quello che realmente sono. Ora se vi aspettate di leggere una delle mie tante autoanalisi vi state sbagliando. Quello di cui voglio scrivere è l'argomento del titolo, ovvero "Avere Passione".
Ho realizzato che sino a 3 anni fa, ero pieno di passione per tutto quello che facevo, ma proprio tutto: ci mettevo tutto me stesso, impegno, volontà, anima, cuore, sangue, tutto quello che potevo metterci ce lo mettevo, peccato però che poi alcuni eventi hanno fatto si che tutta questa mia energia andasse a spegnersi affievolendo la luce della mia personalità. Nel lavoro che svolgevo prima dell'attuale era tutto adrenalico, entusiasmante, per carità non era il lavoro più bello del mondo e non ero strapagato, anzi per me era un continuo lamentarmi, arrabbiarmi, discutere, ma chissà com'è mi piaceva e ci mettevo tutte le mie energie! La passione per il mondo della carta stampa, dei prodotti editoriali da realizzare, i progetti in cui ero coinvolto mi davano vitalità, mi permettevano di esprimere il meglio di me stesso una passione inesauribile mi portava a scolgere il mio lavoro e a tenere rapporti con le persone sempre vitali e mai banali. Ancor prima anche all'università era la medesima cosa, attraverso la passione per lo studio e le occasioni che mi si sono proposte, ho potuto dare libero sfogo alla mia personalità, nel bene e nel male, per carità non sono perfetto, ma resta il fatto che ero trasparente, me stesso. E se nadiamo ancora qualche anno prima, anche la pallacanestro è stato il mio unico vero amore, ci soffro ancora oggi, ma in fondo preferisco soffrire che non aver goduto di quella smisurata passione, dove non esistono altro che il confronto, lo scontro, la libertà di correre e saltare e mettere una stupida palla dentro un cerchio posto a 3 metri e 5 cm da terra, ma anche senza fiato, senza ossigeno nel cervello continuavo imperterretiro se non mi toglievano dal campo... Le sansazioni nel dare tutto me stesso attraverso la passione è stata una delle esperienze più grandi che possa mai aver fatto, ogni volta dopo l'impegno profuso in una delle cose in cui ci ho messo passione, la pace era tale da poter compensare ogni cosa: fatica, incazzature, delusioni, sconfitte, vittore, soddisfazioni erano un'unica cosa, gli avversari erano amici con cui andare a bere una birra come con gli amici, i compagni di università persone di famiglia, i colleghi ed i lavori completati persone con le quali potersi dare le pacche sulle spalle per gli obiettivi raggiunti o con cui riprendere a progettare e costruire. Avere passione in sostanza è forse l'unica che mi fa sentire bene, a volte non basta qualcuno potrebbe anche obbiettare, ma non me ne frega un bel niente, senza la passione non posso ritenrmi una persona degna di considerazione, da me stesso, non dagli altri.
La passione mi rigenera, mi ricarica e nonostante le sconfitte e le delusioni mi fa rialzare e ripartire, e forse non è era necessario cambiare direzione, svoltare angoli o riprendere chissà quali presuntuose autoanalisi del mio troppo smisurato ego, magari mi sarà sufficiente appassionarmi di nuovo nel fare le cose.


giovedì, giugno 26, 2008

Esuberanza

Quante volte capita… Nel corso della nostra vita affrontiamo molte situazioni, viviamo tanti avvenimenti, e in alcuni di questi momenti, nella nostra coscienza scatta una molla che ci porta a intraprendere dei processi che innescano eventi in successione i quali vorremmo portassero al miglior risultato, ma al contrario ingenerano un susseguirsi di reazioni a catena che portano al risultato opposto.
Di fronte a dei frangenti che ci toccano, in taluni casi marginalmente, in altri invece direttamente, senza neanche pensare alle conseguenze si attuano tutta una serie di eventi che vanno ad impattare sulla comunità nella quale siamo inseriti.
La buona fede e la volontà di aiutare gli altri ci spinge a fare, dire tutta una serie di parole ed azioni che porta alla complicazione della condizione di partenza. Il fatto è che se nessuno ci fa notare la troppa e invadente intraprendenza, contenti dei nostri intenti, perseguiamo e reiteriamo questi atteggiamenti da «salvatori della patria» che inconsapevolmente, invece, ci portano a diventare fastidiosi e esuberantemente insopportabili ed odiosi. In questi momenti il caos regna sovrano, tutti pensano a quanto sta accadendo, alcuni parlano, altri giudicano… chi sfugge per non essere coinvolto, chi invece ne approfitta e ingenera ancora più confusione, insinuandosi in ogni frangente. Io mi ero ripromesso di lasciare spazio alla mia buona fede e all'altruismo solo ed esclusivamente nel momento in cui mi fosse stato richiesto: mi accorgo invece che l'arroganza del mio carattere mi porta comunque insinuarmi in ciò che non mi riguarda direttamente, pensando di essere l'unico detentore della verità, parlando come emettessi sempre una sentenza, ponendomi al di sopra delle aspettative altrui, e prevaricando il pensiero comune, con il quale invece sarebbe opportuno confrontarsi sempre.
Imparare a controllare questa esuberanza, non è facile, ma certamente è ancor più difficile se penso che la comunicazione tra persone è diventata minimalista per certi versi, essenziale e sintetica per altri, ma pur sempre incompleta e fraintendibile o ancora peggio reinterpretabile. Troppi mezzi di comunicazione che si sovrappongono, troppo poco tempo per esprimere l'interezza del pensiero, o ancor peggio non concedersi il tempo sufficiente per leggere, ascoltare, riflettere e comprendere per poi rispondere nei modi che forse oggi servirebbero di più… ma come dicevo prima, sentendomi «salvatore della patria» ed unico detentore della verità, sto straparlando, imponendo la mia ottusa esuberanza anche in questo caso. Quante volte ancora…


mr.zugo

lunedì, giugno 16, 2008

Accoglienze

La vita è strana, si passano periodi interi a cercare di entrare in un club, in un locale, di socializzare con gruppi di persone, ma con lo scarso risultato di arrivarci solamente nei pressi senza mai raggiungere il traguardo. In altri casi invece, ancora non ti è nata l'idea o la tentazione di andare a cercare nuove avventure che ti cadono in braccio. In tutto questo i tempi di svolgimento sono addirittura più strani, mesi per raggiungere una condizione, altre volte pochi giorni per essere travolti e stravolti. Vi domanderete a cosa sto alludendo, bhe in fondo a cose abbastanza frivole, forse, ma per me di interesse.
Nella mia ricerca di riaprire contatti con le persone, ho trovato l'opportunità di mettere a frutto questo mia passione di comunicare ed avere un contatto fisico (non in quel senso, non siate malpensanti), seppur con un po' di fatica, e seppur in poche occasioni, ci sono riuscito. Stavo anche proseguendo in questo bel percorso, e cosa capita? Capita che entro in un mondo nuovo, intrigante, interessante e per certi versi entusiasmante, manco fossi un adolescente che fa le prime esperienze da adulto, assaporando il gusto della maturità che non si è mai certi di raggiungere se non anagraficamente, trovandomi anche in situazioni anomale per un "adulto".
In conclusione, sono sconcertato, sempre di più ci si dimostra una società parentale, strettamente parentale: se non partecipi con costanza e continuità alle attività della "famiglia" è come se si uscisse un po' dalla vita comune, senza neanche accorgersene, che mi sembra l'aspetto più triste forse… ma in fondo è colpa mia o meglio della mia vita (lavorativa) che nel tempo mi ha portato ad assimilare il carattere di un'eremita, nonché di un orso solitario; solo quando mi gira mi riesce ad essere simpatico riesco ad integrarmi e farsi ben volere: mi sta bene! Anche perché ho modo anche di apprezzare coloro che mi accettano per quello che sono senza troppe pretese se non il giusto rispetto che gli compete. Ora non mi resta che cercare di recuperare in qualche modo il tempo perso, anche se penso che sarà difficile, considerata la mia latitanza di 28 giorni pregni di silenzi e assenze.

mr.zugo

venerdì, maggio 09, 2008

Memorie Storiche

In questi giorni si sta parlando del sequestro/assassinio Aldo Moro, forse in modo anche troppo sommesso, con piccoli accenni ad altre stragi. Salterellando di qua è di là tra diverse emittenti radiofoniche e diverse emittenti televisive mi sono resoconto, che noi italiani siamo un popolo smemorato, e irrispettoso dei nostri avi. Personalmente non ho avuto occasione di incontrare culture diverse dalla mia almeno non in modo così approfondito, ma nelle esperienze indirette, ma ho la sensazione che al contrario delle altre culture noi tendiamo a sminuire e assopire la memoria che la nostra Storia ci ha lasciato. Solo singolarmente ricordiamo degli eventi, perché magari toccati da vicini o vissuti con uno stato d'animo personalmente intenso ( per la mia generazione sarà sicuramente sintomatica la catastrofe diossina), gli altri danno la sensazione di vivere secondo dogmi nati da quello che la storia dei loro antenati (più o meno antichi) gli ha insegnato. In questi giorni mi sono documentato brevemente e sono rimasto sinceramente stupefatto di quanto non conosco la storia italiana, tolto quel poco studiato e anche male da parte mia sicuramente; ma leggendo le lista delle stragi (da considerarsi indicativa) e la lista delle catastrofi (un po' più attendibile): sono rimasto basito.
Le rimembranze in Italia sono diventate eventi di mediaticità pubblicitaria di interesse politico o di interesse economico, alla stregua dei reality vari che ci stanno propinando negli ultimi 10 anni!
Personalmente mi sento un inetto in fatto di storia, se non avessi fatto un giro alla Reggia di Venaria, non avrei mai scoperto che la dinastia dei Savoia era la più lunga e radica, rispetto ad altre. Se non avessi mai sentito parlare di Falcone e Borsellino, Moro, Ustica, Bologna forse non saprei nemmeno che l'Italia è assediata da una casta oscura che si muove alle mie spalle e di coloro che dovrebbero amministrare lo stato in cui vivo. Oppure se non avessi sentito parlare del Vajont, o della Valtellina sarei ancora fermo a Pompei ed Ercolano.Mi auguro di essere solo io l'ignorante, ma credo di non essere la sola mosca bianca in fatto di Memoria Storica e valori associati a questi eventi!

mr.zugo
N.B. le fonti riportate sono da intendersi solo indicative ed esplicative

martedì, gennaio 15, 2008

Destino Beffardo

Spesso nel corso della nostra esistenza, miriamo a qualcosa, a qualcuno. Una volta che troviamo o incappiamo in quelle cose che ci attraggono così tanto, la nostra bramosia sale, sale, sale sino a raggiungere il limite. Quel tanto atteso limite che è come un bivio: non si sa mai quale delle due strade ci sarà concesso di imboccare. Nonostante le occasioni non manchino, per raggiungere e agguantare l'oggetto della nostra bramosia, chissà com'è il traguardo si allontana; tanto più ci avviciniamo tanto più all'orizzonte l'oggetto dei nostri desideri fugge. A questo punto scattano la frustrazione e lo sconforto che come due zavorre ci trasportano verso il fondo del pozzo oscuro del cruccio e della tristezza.
In fondo a quel pozzo ci siamo già stati, e nonostante ciò, non perdiamo occasione di tornarci o di farci trascinare laggiù! Il destino beffardo non si nega mai un ghigno sardonico per guastare la nostra breve esistenza in cui ci fa annaspare nella ricerca di quello che consideriamo il meglio per noi, eppure fatichiamo così tanto per tentare di raggiungerlo per accorgerci poi che sono poche le volte che ci riusciamo, e forse temo mai fino in fondo come speravamo.

Sembra che tutto sia già scritto e deciso dal destino, che beffardo però, ci offre occasioni e momenti per cercare di ottenere l'irraggiungibile, e più occasioni ci sono più noi ci affanniamo a tentare di sfruttarli. Un giro vizioso nel quale consapevoli dentro di noi di non poter raggiungere quei traguardi, insistiamo testardamente a volerli conquistare. Destino beffardo, anime tormentate… in poche parole ci sentiamo vivi ad avere alti obiettivi, per concederci la possibilità di sperare e tentare. Però questa volta mi arrendo, e decido di trovare un buon posto da dove sistemarmi ed osservare il mondo. Dimenticare i miei traguardi e semplicemente aspettare che passi questo beffardo Destino e fargli lo sgambetto.

mr.zugo

martedì, gennaio 08, 2008

Sfaccettature e Tormenti

Ci risiamo… tornano quei giorni in cui non si capisce bene cosa stia succedendo, ogni argomento è un buon pretesto per mettere in movimento tutti quei meccanismi che si pensavano fossero dileguati per sempre. Ed in invece eccoli che ritornano come ombre silenti che nascosti dietro gli angoli stanno in agguato per tornare ad albergare nell' animo, forse mai domo. Non si riesce a capire chi si è, ci sono troppe sfaccettature, che vanno a comporre un'anima che si muove in mezzo alle altre a volte accompagnata dalla luce del sole ed altre volte in compagnia del buio delle eclissi totali di sole. Emozioni e sensazioni hanno il  sopravvento: senso di solitudine, commozione facile per sciocchezze, si riaccende la fiamma della passione per poche semplici parole totalmente innocenti, le pulsioni primordiali crescono, il senso paterno/materno emerge prepotente chiedendo una progenie da accudire insieme ad una compagna/o che non c'è. Si potrebbe pensare ad una specie di grido liberatorio legato agli intenti derivanti dall'aria fresca dell'inizio di questo nuovo anno, ma in realtà… forse non è così. Si potrebbe pensare che sia l'incompletezza di un uomo, o di una donna, che forse ancora non si è, e che vorrebbe essere e la frustrazione mette in moto quel volano che muove tutte quelle sensazioni ed emozioni che creano un terremoto interiore verso cui si è inermi. Quei giorni sono tornati catapultandoci nel limbo di una esistenza che ambigua, sorda all'anima dolente, procede alla cieca senza nemmeno mettere le mani avanti per tastare quello che si può incontrare; al buio come a mosca cieca ma senza volere, e proprio intenzionalmente, senza voler curarsi di quello a cui si va incontro nella misera speranza che ci travolga sorprendendoci piacevolmente. Ma così non è, non lo sarà mai, forse.
Se vado dicendo che la fortuna un uomo se la fa e la salute se la preserva, che senso avrebbe procedere in questo modo, ciecamente, verso un futuro di cui non si vuole conoscere nulla? Ovviamente non avrebbe senso se non comprendendo che l'animo umano non è gestibile come un computer. Quindi mi tengo questo gorgo di emozioni e sensazioni, cercando vanamente di dare risposte e trovando le giuste motivazioni per affrontare il tutto... un tutto, forse troppo grande e multiforme, da considerarlo come una cosa sola: ma come suddividere un anima? Sicuramente tante sfaccettature di tormento sono un altro passo nel viaggio verso un'illuminazione interiore ambita da molti ma non per tutti, sicuramente non per me.mr.zugo

venerdì, dicembre 21, 2007

Feste Doloranti

Non volevo più scrivere nulla sino al nuovo anno ma dopo quanto ho letto ieri sera, e pensando a quanto la sofferenza sia una maledetta compagna di viaggio che non ci molla mai, mai... non potevo non scrivere quest'ultimo post.
Un mio collega è in coma all'ospedale per un incedente d'auto grave, generato da un incosciente ubriaco, e le ultime notizie non sono per niente rassicuranti, ci sono rimasto male, ho sentito freddo dentro tanto freddo; sono morti 6 operai sul lavoro per negligenze varie, persone a me più o meno vicine soffrono per malattie di ogni tipo, chi per difficoltà fisiche, chi per colpa dei tumori... Noi stiamo per festeggiare perché siamo fortunatamente in salute, e piccole screzi, disagi non sono niente in confronto alle vere sofferenze altrui. Non so voi ma certamente io non voglio far finta di niente, ed anche se solo virtualmente questo è il mio regalo di Natale per loro:

Dono un Abbraccio sincero, arricchito da un caldo Sorriso
per ricordare loro che vale sempre la pena, Combattere
e che vorrei Condividere la loro Sofferenza per poter
alleviarli un po' e far capire loro che non sono soli mai!

Non ho altro da aggiungere la mia rabbia e la mia frustazione mi impediscono di scrivere qualcosa di più sensato sulla sofferenza e sul dolore. Esistono e dobbiamo convicerci, ma non deve mai succedere che le persone siano da sole quando stanno male. Il mio pensiero e con coloro che soffrono, ben poca cosa, ma dovevo dirlo!
mr.zugo

lunedì, dicembre 10, 2007

Nera & Trash-Splatter

Incredibilecome stiamo sopravvivendo a noi stessi! Siamo ormai nel terzo millennio ed ancora l'umanità vive in funzione delle tragedie, delle situazioni orribili, della vita grottesca del prossimo.Le notizie di cronaca nera sono orami le prime che vengono riportate, a parte eventi di politica che qualcuno ritiene più importanti. Dolori, stragi, assassini, violenze, e chi più ne ha più ne metta... Questa mattina mi sono stupito di me stesso: tanto nauseato di tutta questa società che gode delle assurde atrocità della propria comunità, quando sono rimasto imbottigliato nel traffico per via di un incidente d'auto in città, mi sono adirato quando mi sono reso conto che in realtà si poteva procedere tranquillamente, ed invece tutti a fermarsi davanti ai rottami delle auto a guardare se vedevano il morto, il ferito o qualsiasi cosa potesse appagare la loro fame di morbosa curiosità : «...ma porca loca, andate avanti invece di stare lì a guardare la sofferenza di qualcuno, tanto l'ambulanza ed i vigili del fuoco sono già intervenuti, non serve altro aiuto, anzi, levati di torno e lasciali lavorare in pace invece di fare casino intorno all'incidente...».

A volte mi vergogno di quanto sono distante da certe cose, ma in fondo a parte al notizia... cosa altro devo sapere i dettagli più scabrosi? Per quale motivo proprio non riesco a capirlo, dietro a quegli eventi ci sono persone che non sono più con i propri cari che soffrono... meno male che c'è ancora chi è mosso da compassione (mi auguro sia questo e non solo inetto opportunismo) che si prodiga a cercare di ricordare tutti le sfumature meno belle di certi eventi per sensibilizzare la comunità.

L'umanità ama il proprio dolore e gode di quello del prossimo: più nero, trash e splatter di questo non credo che possa esistere altro.
mr.zugo

lunedì, settembre 03, 2007

Per Protesta!!! (Con Me Stesso!)

Basta dopo aver letto l'ennesimo post sempre dettato dal bicchiere mezzo vuoto, e chi deve capire ha capito, per protesta, cosa che fregherà a ben pochi, mi autocensuro sul blog e non scriverò più ad oltranza!!!! Non ha senso, proprio non ha senso, stare qui a condividere solo le depressioni, i malumori, le malattie d'amore, le sfighe, e tutto quanto di negativo si possa provare, sperimentare, vivere.Un auto psicanalisi senza risultato, so che sono depresso e me lo dico e mi ci compiango; so di essere malato me lo dico e mi ci compiango; so di avere problemi di cuore me lo dico e mi ci compiango; ecc. ecc. Ma siamo persone o amebe??????? No ma che dico forse le amebe hanno più carattere di noi, almeno loro la loro esistenza se la vivono senza lamentarsi... E tiriamo fuori gli attributi e l'amor proprio e che diamine!!!Sono fuori dalla grazia divina, basta!!! Sciopero del BLOG! Già facevo fatica prima... ora proprio... senza parole. Va già bene che di tanto in tanto si trovano dei blog che rappresentano l'autoironia o l'automotivazione  che almeno sono la cosa più vicina al cosidetto bicchiere mezzo pieno e di questo li ringrazio!!!Concludendo questo post scritto in preda ad un raptus folle, iracondo, interdetto, e totalmente sconfortato zittisco il Blog sino a data da destinarsi.Chi mi deve trovare sa dove trovarmi

mr.zugo

P.S. forse sarà n pretesto per non scrivere più, e giustificarmi, forse sarà che non ho più voglia di dire qualcosa, sarà che mi stufo in fretta, sarà quello che volete ma così è!!!!

mercoledì, agosto 29, 2007

La Conquista Oltre Al Letto

Udite Udite!!!! La notizia è di ieri che potete approfondire su questo link:
 

Pare che il viagra non sia solo una farmaco che cura o migliori le questioni erettili... ma che sia anche un filtro d'amore… vecchio stile!!!! Ehhh si pare faccia risentire e dimostrare quei sentimenti assopiti di cui molte donne pare si siano lamentante: il romanticismo, la passione, la tenerezza, la gentilezza, ecc. che non era più degli uomini, volti tutti ormai al machismo o qualcosa del genere!!!  Bene ora eccovi servite signore rifornite i vostri amanti con un solo farmaco e risolvete due problemi... sia a letto che fuori: contente??? E noi maschietti mi raccomando non perdiamo l'opportunità di essere i nuovi Rodolfo Valentino ma con le doti amatorie di Rocco Siffredi... Da oggi le nostre compagne non possono più dire: ottimo a letto ma pessimo nel rapporto o viceversa... Ora con la pillolina azzurra possimo soddisfare tutte le sigenze!!! Urrà!

(^_^) Sapete una cosa, il merchandising mi fa schifo... non se ne sapeva ormai più nulla del viagra a parte lo spam nelle e-mail di tutti noi... e si sono dovuti inventare la notiziona del filtro d'amore giustificandolo anche con dei paroloni scientifici; appena becco un professore di neurologia e uno di andrologia approfondirò, ma sono quasi convinto che mi smentiranno quelle parole e che semplicemente mi diranno che la mancanza di ansia da prestazione fa si che l'uomo sia più sereno e quindi portato ad essere più romantico e tenero con la sua compagna, tranquillo di non sfigurare o di non aver sfigurato a letto ;- p

Bhe ora lascio libero sfogo ai vostri commenti sulla cosa io le mie grasse risate alla notizia me le sono fatte.
mr.zugo

P.S. non sto demonizzando il viagra… ma solo la pubblicità inetta che ne fanno, questo farmaco ha risollevato molti rapporti e molte autostime... e non solo ahaha ahah ahah