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domenica, gennaio 13, 2013

Facendo i Conti

L'anno nuovo è iniziato e con lui anche la mia avventura da pendolare con viaggi che si attestano su una media di 2 ore ciascuno per andare e venire dal lavoro. Questa scelta si compone di due motivi che possono essere più o meno condivisibili, ma per me hanno una valenza entrambi.
Premesso che ho sempre trovato difficoltoso trovare delle sistemazioni gestendole a distanza, alla conferma del mio trasferimento di sede visto la vicinanza tra Torino e Milano mi sono documento un po' ed ho trovato economicamente accettabile fare il pendolare anziché trovare una sistemazione nell'hinterland milanese; in questo modo oltre ad evitarmi lo sbattimento della ricerca, dei controlli vari per la stipula di un contratto di locazione (che fosse da remoto o in loco), ho potuto decidere di risparmiare qualche euro e di avere la possibilità di essere a casa tutte le sere. Quest'ultima possibilità oltre a permettermi di tornare a fare il "bamboccione di mammà!" quindi essere servito, riverito, lavato, stirato e mangiato che son tutte cose che mi fanno un gran comodo e piacere, mi permette, però, anche  di essere un po' più presente in famiglia, cosa che negli ultimi anni mi era un po' difficile visti il maggior numero di km di ci separavano. Per qualcuno potrebbe essere un motivo poco valido, ma per me che vi sto scrivendo ha una valenza molto alta, non ha caso è stato il motivo principale della mia richiesta al lavoro di potermi avvicinare a casa. Seppure non sia così presente come qualcuno di voi potrebbe aver già considerato, vi garantisco che la sola idea che io sia a casa tutte le sere ha rasserenato tutti noi, sapendo che con una telefonata si è tutti disponibili avendo un impatto minimo sul lavoro e sui trasporti; può sembrare inverosimile quanto sto scrivendo ma vi garantisco che minori distanze e la possibilità di essere a casa tutte le sere è una gran cosa quando serve essere disponibili per qualcuno.Quindi per me è stato una gran sospiro di sollievo ottenere questo trasferimento e poter essere qui a raccontare del mio pendolarismo.
Ma parliamo appunto del viaggiare tutti i giorni per andare e tornare dal lavoro: dalle mie prime stime in cui pensavo di potere risparmiare sino a a quasi 180 euro al mese, rispetto al solo costo di un affitto medio di 500 euro, dopo questi primi giorni mi sono ritrovato a dover ridimensionare l'importo risparmiato viste le spese che devo sostenere per i collegamenti da casa alla stazione e dalla stazione al lavoro. Non volendo dunque prendere in considerazione una casa in affitto, l'alternativa poteva essere l'automobile. Premesso che pur non pesandomi guidare, il confronto di tempo e soldi tra auto e treno era improponibile andando a favore del treno sia per l'aspetto economico che per, chiamiamoli, gli aspetti funzionali del viaggio: con l'auto oltre alla tensione della viaggio in autostrada si sarebbero aggiunte le tensioni del guidare nel traffico della tangenziale e di in una città impegnativa come Milano oltre a dover trovare ogni giorno un parcheggio (tormento di tutti gli automobilisti cittadini). Con il treno invece una volta fatto il biglietto, sali sulla carrozza e qualcuno ti porta a destinazione, quindi preoccupazioni minime ma fino ad un certo punto.

Ma andiamo con ordine, provo a fare un confronto tra le varie soluzioni e vediamo la mi scelta finale risponde alla positivamente alla mia scelta di fare il pendolare:

Auto
Distanza: 159 km
Tempo: 1h47 circa
Costo carburante: 600 euro/mese circa
Costo autostrada: 488 euro/mese
Pro: autonomia nell'orario, no scioperi, posto a sedere garantito
Contro: intemperie, rischi di viaggio, traffico, parcheggio
Totale: 1.088 euro mese
Treno
Distanza: 168 km circa
Tempo: 2h circa
Costo abbonamento AV: 295 euro/mese
Costo abbonamento GTT: 36,50 euro/mese
Costo abbonamento ATM: 26,50 euro/mese
Pro: economicità, nessun rischio diretto, ridotto impatto ambientale
Contro: dipendenza dagli orari e coincidenze, scioperi, posto e sedere non garantito, ritardi
Totale: 358 euro mese 
Casa in affitto
Distanza: tra i 10 ed i 50 km approssimativi
Tempo stimato: 1h
Costo affitto: 500 euro/mese (ipotesi migliore)
Costo spese varie: 450 euro/mese (condominio, utenze, mezzi pubblici/carburante, viaggi di rientro)
Pro: vicinanza, indipendenza negli orari, quotidianità più regolare
Contro: gestione casa, spese di mantenimento
Totale: 950 euro mese  

Considerando le approssimazioni e le stime parlando, dunque, solo dell'aspetto economico mensilmente è più conveniente fare il pendolare che mi permette di risparmiare circa 730 euro rispetto all'automobile e circa 590 euro rispetto a vivere in Milano, che limitando il confronto al solo affitto scenderebbe a soli 140 euro. Comunque sembrerebbe che la convenienza economica del viaggiare ci sia, seppur di contro ci sono le comodità e l'indipendenza delle altre due soluzioni che si contrappongono ai vincoli del pendolarismo, come gli orari e/o gli scioperi dei mezzi pubblici.Anche il tempo perso oscilla da un minimo di mezz'ora sino ad un massimo di 2 ore rispetto alle altre soluzioni riducendo il tempo libero da dedicare ad altre attività delle quali potrò recuperare solo per la lettura (che oltretutto avevo un po' tralasciato).
Per il momento l'aspetto economico è quello che mi preme di più quindi terrò fede a questa scelta di fare il pendolare almeno per un anno, perché a conti fatti dovrebbe permettermi di risparmiare almeno 1.500 euro come minimo che tutto sommato in tasca a me non fanno schifo.
Nelle prossime settimane vi condividerò magari come e quale sarà la mia esperienza nel viaggiare sui treni in questo terzo millennio, visto che sono ormai 6 anni che non ne facevo più uso.

lunedì, agosto 27, 2012

Carpooling

Quando di dice che le coincidenze non esistono, concordo. Curioso quanto è successo in questi ultimi giorni, chiacchierando a caso con alcuni colleghi salta fuori che uno di questi è innamorato della mia città di origine, ed è così che parlando parlando ti spunta la proposta inattesa quanto colta di buon grado.

Gabriele "E se la prossima volta che sali a Torino vengo anche io e faccio a mezzi per le spese di viaggio?" 
Io "Certo, nessun problema. Ho in programma di risalite l'ultimo fine settimana di settembre".

Figuriamoci se mi faccio scappare l'occasione di fare un viaggio di 7 ore in compagnia spendendo la metà del solito, visto soprattutto i costi dei carburanti odierni e futuri... le promozioni finiscono prima o poi. Ed è così che confermo le date ed il numero di ore di ferie che sarebbero da fruire per agevolare la valutazione ed il possibile viaggio in condivisione.
Passa neanche qualche giorno e che articolo ti trovo su "La Stampa" online? 
Letto è incuriosito comincio a guardare qua e la su internet e contemporaneamente crescere una stramba idea in testa... Neanche una settimana dopo l'auto-invito del collega trovo questo articolo e comincio a pensare che tra il dilettevole, ovvero avere compagnia in auto e sia mai una ragazza, e l'utile cioè il risparmio dei costi di viaggio, potrei anche riuscire ad aumentare la frequenza dei viaggi e fare nuove conoscenze. Dal titolo avrete capito che stiamo parlando dunque del Car pooling ossia la condivisione dell'uso della stessa auto privata da parte di più persone che fanno lo stesso percorso o conosciuto anche come Car sharing ma in questo secondo caso più rivolto al noleggio anche a ore; in genere accade nei tratti medio brevi in città, ma navigando qua è la scopro che cercano ed offrono carpooling anche su tratti lunghi tipo quelli che devo affrontate io.

L'idea non mi dispiace, in fondo viaggiare in compagnia è decisamente più piacevole e meno pericoloso, in quanto non rischio di prendere colpi di sonno o distrarmi per noia, in più si crea l'opportunità per uno come me di incontrare nuove persone e fare nuove esperienze indirette magari ascoltando i racconti dei dei potenziali passeggeri; inoltre avrei anche l'opportunità di risparmiare economicamente che oggi come oggi non è per niente una cosa disprezzata. Di contro non mi vien anche da pensare che non so bene chi mi metto in auto che è ambiente piccolo e limitato rischiando magari di incappare in qualche malcapitato. Vero è che vista la mia fisicità appena mi presento potrebbe accadere che questi si ritira dall'intento e me ne parto da solo, ma vista la quantità di annunci e la possibilità di avere alcuni modi di interagire prima di confermare e/o far prenotare, potrebbe anche essere che con un po' di mestiere mi troverei a selezionare i co-viaggiatori migliori. Conoscendomi, prima di fare una cosa di questo genere cercherò di trovare notizie e riscontri sulle esperienze di altri per capire quanto è più facile trovare semplici ed onesti viaggiatori in cerca di risparmio, piuttosto che fregature e situazioni sconsigliabili.
Per certo è una cosa che per il futuro si può tenere presente e mettere in atto senza  troppo dispendio di risorse e di tempo, quindi se qualcuno di voi ha già avuto esperienze in uno dei due ruoli, proprietario del veicolo o viaggiatore sarà graditissimo ogni commento sull'esperienza fatta.

giovedì, aprile 05, 2012

Svanire, Divenire. Essere!

Io. Ed è così che ci risiamo, come poteva mai essere diverso, quando ti sembra che le cose stiano tutto sommato funzionando o procedendo, ecco che arriva il solito bambinetto molesto a rovinare il tutto. Si perché viene proprio lì a mettere il ditino e rovinare l'ingranaggio.
Me. No, non è vero non è così!
Io.Si certo il tempo passa dunque le cose è normale che cambino, in meglio o in peggio è sempre difficile dirlo, ma come conseguenza naturale dello scorrere del tempo, le cose cambiano.
Me. Si questo sì!
Io.Siamo concordi dunque è normale che ad oggi i cambiamenti sostanziali sono circa su per giù 5 forse 6 o anche 4 ma insomma, è normale che la morfologia venga stravolta, sottoposta a interventi chirurgi più o meno rilevanti tali da cambiare la percezione futura oltre che il percorso da intraprendere.
Me. Beh, si certo si può concordare con questo, ma...
Io. Niente ma, suvvia che vuoi che sia? Cambiare fa bene, tanto se ci rimettono le solite persone, tanto danno non si fa... no? E poi dai che è diverte ricominciare da capo, ogni volta, portando in alto nuovi volti, per nascondere quelli vecchi (per non dire nefasti), così da avere l'idea che sia sempre tutto una novità, dando modo a qualcuno (forse i soliti) di gongolare per la creatura creata.
Me. Ma, non direi che...
Io.Va bene, va bene. Te lo concedo non è sempre tutto oro quello che luccica, ma d'altronde che si poteva fare di diverso, insomma... dai. Certe cose non si potevano più lasciare così, un po' più di stress e un po' più di pressione cosa vuoi che siano per gente come noi che sa sempre riqualificarsi, rinnovarsi e soprattutto reinventarsi? Sono bazzecole, in fondo ne abbiamo passate tante altre. Dai che andrà tutto bene.
Me. Eh no! Ora ti dico io, come la penso! Concesso che i cambiamenti siano fisiologici, ma non così frequentemente e per certi versi radicali, come quest'ultimo. Vero certe situazioni erano insostenibili, ma perché oggi noi dobbiamo perdere la nostra identità. No. Non parlare, lasciami dire ed ascolta. Forse non vuoi accettare l'idea che stiamo svanendo, perdendo quell'identità che ci rendeva di sostanza e cocnreti, stiamo divenendo solo ombre più o meno scure, con la tendenza ad essere trasparenti ed impalpabili, che nessuno più vedrà, perché ci perderemo nelle molte altre ombre che riempiono gli scaffali dell'oblio. Si, te lo concedo, lo leggo nei tuoi occhi, sono forse troppo disfattista e pessimista, ma non puoi negare che tutto quello che è stato costruito, andrà perso e forse nessuno avrà tempo di rendersene conto e di rammaricarsene. Te lo ripeto rischiamo di svanire e divenire un qualcosa di meno pregiato e meno nobile. Non mi bastano più tutte le giustificazioni di questo mondo. Ma non abbiamo i mezzi per impedire questo declino, siamo stati troppo bravi a dissolvere matasse, togliere maschere, illuminare angoli bui e questo ha spaventato il mostro che oggi chiede l'obolo per la nostra sopravvivenza. Il tuo volto parla da solo, anche tu sai e concordi che è così, ma ti volevi illudere, ma la tua coscienza come la mia non ci stanno a questi compromessi.
Io. Si è come dici. Ma cosa possiamo fare allora?
Me. Cosa? Semplice quello che abbiamo sempre fatto. L'esperienza e la malizia non ci mancano per fare quello che sappiamo fare meglio. Ripartiamo da qui: ci rimbocchiamo le maniche e secondo le regole del Sun Tzu proseguiremo per il cammino che ci si para davanti. Tanto nessuno può corrompere quelle che siamo, mai, abbiamo troppo rispetto per noi stessi e come sempre non ci portiamo in collo nessuno. Fosse anche tra qualche anno, ma ritroveremo l'ordine delle cose ed il loro senso, i modi per combattere sono innumerevoli, troveremo anche in questo frangente la giusta chiave di volta.

sabato, marzo 31, 2012

Nera Anima

Come la pece più nera oggi la mia anima si è lordata del peggio con cui potessi corrompere me stesso. Nonostante tutti gli sforzi nulla è valso a qualcosa per nettare quanto di più nero alberga dentro di me. Inutile mettere, rimettere, cambiare, scambiare maschere per nascondere quello che in realtà compone il me medesimo che non amo ma che sono. Come un fiume in piena non mi sono frenato contro nulla e contro niente, solo l'assenza del soggetto che avevo nelle mire ha evitato il peggio che non avrei scansato e che solo parzialmente completerò nel prossimo futuro. Niente più regole, niente più educazione spirituale, nulla più da meditare, zero scrupoli, solo tanta formalità e falsa cordialità che ha radici nelle mie origini. Falsità, ruffianeria, sarcasmo e tanta bile saranno le componenti della mia quotidianità che senza indugio mangerò digerirò e vomiterò ogni infame istante. Orgoglioso della mia verminosa anima, striscerò attraverso i meandri più oscuri e lerci che potrò trovare, trovando forse così conforto nella moltitudine di inetti che mi attornieranno e con i quali finalmente potrò scontrarmi senza inibizioni e freni del senso comune della decenza, liberando tutta la mia ignobile e indecorosa indole. Fiumi di parole ho vomitato per quasi quaranta minuti senza freno, senza ritegno senza rimorso dando libertà ad oscenità ed empietà delle peggiori acclamando e lodando le peggiori caratteristiche della vergognosa, meschina, vigliacca umanità. Ne sono parte integrante, ho tolto la tonaca da falso santo per dimostrarmi quello che sono a tutti gli effetti: un meschino inetto omuncolo, peccato solo non aver potuto menare le mani e concentrare così le mie ire funeste sulle peggio torture fisiche che potessero venirmi in mente. Nera anima sono, ero e sarò, non è mai bastato il raziocinio per tenere a bada la violenta mia indole, rimpiango i giorni in cui mi concedevo al prurito delle mani, ma forse tra pochi giorni potrei oltrepassare nuovi limiti e lordare le mie mani delle peggiori azioni verso qualcuno, la galera a questo punto non mi spaventa, vigliacco come sono potrei nascondermi alla vita ingabbiato in qualche prigione a confrontarmi e subire la peggior specie umana come me. Vomito pensieri lordi di indecenza e pregni di disumana volgarità, non mi contengo non mi trattengo, rabbiosamente odio la mia razza, gli inetti, gli ignoranti ed i gretti di spirito. Nero come il carbone, nero come la pece, nero e puzzolente come il bitume sono, ero e resterò per il resto della mia miserabile esistenza.
Che questa sera nessuno osi guardarmi, potrebbe trovarsi travolto da un quintale e più di furibonda rabbia e dalla pura violenza, la mia mente oscura cerca solo sollievo nella distruzione, demolizione, nell'annientamento di quanto sia in contrasto con il mio schifoso umore.
Non reggo più la costante ipocrisia di me stesso.
Lunedì prossimo svolterò e regredirò, tornerò nella mia oscura enigmatica introversione, senza più proferire parole non necessarie, lascerò il mondo a se stesso, evitando di esserne minimamente coinvolto, che ognuno salvi la propria di anima, che io ho già abbastanza da fare per rendere ancora più lercia la mia. E coloro che riterrò indegni della mia attenzione non avranno più modo di ascoltare la mia voce se non quelle poche asciutte emissioni vocali utili solo a evitare ulteriore confronto e dialogo. Non ho più interesse allo status quo dei molti, mi dedicherò al puro egoismo ed egocentrismo... che il mondo si fotta! Non mi merito nient'altro che la compagnia di me stesso, del resto dell'umanità non so più che farmene. Di viaggiare nell'animo umano ne ho abbastanza, direi anche troppo: troppo schifato, troppo inorridito, troppo deluso, troppo nauseato; di lerciume ne ho già a sufficienza per mio conto e di quello degli altri non ne voglio più. Mi sono già destreggiato a sufficienza nelle feci e negli escrementi altrui, credo sia giusto cominciare a spanderne di mio in giro. Da vigliacco rifuggo la realtà, evito la lotta ed il confronto, viscido scivolo sotto i piedi di tutti per diventare zerbino e restare così a galleggiare e prima o poi affogare nel torbido, offuscato me stesso. Non statemi a tritare i cosiddetti, lasciatemi in pace e proseguite per il vostro cammino che io andrò per la mia strada senza sentire la vostra mancanza. Mondo fottiti.


mercoledì, febbraio 15, 2012

Fase Calante - Il Canto delle Sirene

Questo è uno di quei periodi in cui capita di non trovare un senso alle cose, uno di quei momenti in cui non si riesce a trovare la motivazione per proseguire, dove mancano gli stimoli che ti fanno scendere dal letto la mattina per andare verso una meta che abbia un significato o che dia soddisfazione il solo perseguirla.
Spesso si sono presentati periodi come questo ed il più delle volte hanno portato a svolte più o meno importanti, indirizzando verso scelte anche rilevanti alle quali poi non ci si può nascondere e bisogna prendersene la responsabilità. C'è stato un tempo in cui queste svolte mi davano l'impressione della fuga, ma negli ultimi tre anni credo di aver maturato invece la consapevolezza che non era scappare da qualcosa o qualcuno a gambe levate. Nella mia indole peculiarmente razionale, sono state ponderate tutte le variabili di cui potevo disporre arrivando ad una conclusione determinando una scelta.
Più passa il tempo e più mi rendo conto che sono una persona che ha bisogno di stimoli, sfide e motivazioni per affrontare ogni giorno. Non è importante da quale parte arrivi l'incipit, da altri o da me stesso, basta che ci siano i presupposti per perseguire un obbiettivo e raggiungere un traguardo; potrebbe sembrare che mi stia riferendo al lavoro, ma non è così, è una condizione a trecentosessanta gradi, partendo dalla sfera personale, attraversando quella sociale sconfinando sino nel lavoro.
Soffro di iperattività da obbiettivi! Non riesco a restare immobile nella stessa condizione per troppo tempo, soprattutto quando questa sfiorisce nella stabilità e immobilità di se stessa. Mi ritrovo costantemente nella situazione di dover aver obbiettivi che se non mi sono posti, me li pongo da solo per non soffrire di apatia e noia. Così è stato da quando mi si è concessa l'indipendenza delle mie scelte, dove questo non significa voler eccellere in qualcosa o sovrastare qualcuno, ma solo non dover ammettere di non aver più nulla da imparare, non aver più margini di miglioramento, non poter aver modo di vivere ed assorbire nuove esperienze.
Questa fase calante dunque mi porta a cedere alle tentazioni e alzare nuovamente lo sguardo verso nuovi orizzonti, alla ricerca di qualche chimera se non di un miraggio nuovo da inseguire, fosse solo per non sentire la grevità dell'immobilità. Negli ultimi ventotto mesi le energie erano rivolte verso un'opportunità concessami e che ho voluto cogliere anche per sanare una situazione negativa; ora però pian piano sta sfumando l'interesse e poche sono le porte ancora da aprire per concludere questo progetto in cui mi sono addentrato; ancor peggio i segnali non sono confortanti, i percorsi al momento sono tutti vicoli ciechi, quindi sento la necessità di rialzare gli interessi, e come qualche anno fa ora è più forte l'aspetto personale e sociale, accantonato dispettosamente per incapacità di assuefarmi ad un contesto poco gradito. Inconsciamente lo sguardo si è già portato verso nuovi interessi e obbiettivi andando a discapito di quel poco che resta dello scenario attuale. Ma lo so... è così, seppur con un giudizio opinale, ritengo di dover andare oltre e senza rammarico lasciare quanto costruito in questi ultimi mesi. Forse solo una sferzata improvvisa e inebriante potrebbe distrarmi dalle nuove sirene che sento cantare... 
Ma anche no!
In fondo qui dove mi trovo ora non sento ne rispetto e senso di appartenenza, tanto vale riprendere il vagabondare per nuove mete.

sabato, dicembre 03, 2011

Traslocando

Ecco fatto... se stavo cogitando un sistema per unificare i miei diversi blog, Splinder è corso in mio aiuto.
Come ben si sa ormai questa piattaforma sta per chiudere, ritrovandoci così obbligati a delle scelte: chi lascierà morire questi diari per crearne di nuovi, chi si dannerà per salavare il salvabile, chi abbandonerà definitivamente questa esperienza. Io sono tra quelli che sta cercando di traslocare tutto quanto riportato in questo taccuino di viaggio. Questa operazione è alquanto complessa e impegnativa, almeno per le scelte che ho fatto io, altri so che hanno trovato nuova dimora, che li ha aiutati a migrare le informazioni... per quanto mi rigarda invece è un po' più elaborato, ma non mi pesa.


Ma tornando alla chiusura di questo sito, ammetto che mi dispiace. Avevo trovato un salotto interculturale molto accogliente e con una sola "netquette" quella comune al mondo di internet, senza ulteriori regole o limiti. Un luogo tranquillo in cui poter leggere ed essere letti senza troppe apprensioni e senza sentire di dover per forza "ricambiare" chissà quali commenti e/o citazioni.

Personalmente non attiverò il re-indirizzamento che offre splinder, per questo motivo in questo ultimo post lascerò il link al blog nel quale già da qualche tempo avevo messo radici, per cui se volete venirmi a trovare, sarete come sempre i benvenuti: Trasmigrant

Un grazie a Splinder per l'ospitalità di questi 4 anni, ed un grazie a tutti voi che siete passati sulle mie pagine ed avete condiviso con me pensieri ed avventure. Spero di ritrovare qualcuno per le pagine della rete.
In bocca al lupo a tutti.

mr.zugo

martedì, gennaio 11, 2011

Abbandonare... Chiudere... Ma Anche No!

Già alla fine dell'anno appena trascorso ed in questi primi giorni del 2011 sono stato combattuto dal chiudere il blog o meno, parlando con altri blogger ho saputo di chi ha chiuso, di chi ha abbandonato il proprio blog, chi ne ha fatti altri e così via.
In quest'ultimo fine settimana però sono successe un paio di cose che mi hanno fatto prendere una decisione o quasi. Questo blog non lo abbandono ne lo chiudo, seppure sia approdato qui attirato dalla curiosità e un po' per gioco, mi sono reso conto  tutto sommato mi piace avere un blog; a questo si aggiunge che il proliferare di profili, blog, e applicazioni web in cui lasciare il segno potrebbe non essere la via migliore per mantenere una propria identità. Non ricordo se su questo blog o sull'altro che te ho, e che tra l'altro è un po' troppo lasciato a se stesso, avevo già scritto del fatto che volevo ridurre la presenza su internet, non fosse altro per non disperdere troppo pensieri e pezzi di me stesso. Se non erro i blog nascono come diari pubblici o privati che raccolgono idee, pensieri, racconti, notizie scritte o visuali e quanto di più si possa inserire a scelta degli autori e proprietari. Dunque se io stesso attraverso periodi diversi e la mia personalità muta, cresce non vedo perché chiudere o abbandonare un blog per aprirne un altro diverso in base al mio umore. Potrei eventualmente aprire un altro blog in aggiunta a questo, come in realtà ho già fatto, ma di per se non è soddisfacente, come non lo sarebbe isolarmi con un mio blog su un mio sito, troppo egocentrico. Di per se la decisione che ho raggiunto non mi è ancora chiara, ho una vaga idea embrionale di quello che effettviamente voglio fare, anche ora che sto scrivendo sto cogitando su quali azioni potrei intraprendere per avvicinarmi a questa decisione presa o che voglio prendere e non ancora definita. Sembrerebbe che possa essere in confusione ma non è così, ne tanto meno sono sotto l'effetto di stupefacenti o ubriaco, semplicemente combatto con la ritrosia di espansione incontrallata sul web.
Da qualche giorno mi hanno sospeso una registrazione su un portale di servizi e la cosa mi ha indispettito alquanto soprattutto perché 3 anni fa avevo seguito la procedura per cancellare la mia iscrizione ma non venne mai fatto. Ora mi ritrovo con la sospensione di 7 ID, legati all'unica registrazione che avevo, per motivi volendo condivisibili ma mi fa incazzare che quando lo decisi io non mi cancellarono ed ora probabilmente per una sola segnalazione di abuso (e forse per semplice ripicca di chissà quale altro utente) vengo sospeso; a questo si aggiunge che non voglio abbandonare una cosa che in fin dei conti mi piace, seppure non la coltivo più così assiduamente come prima, la decisione di base è che Note di Viaggio resta sin chè avrò qualcosa da scrivere in qualsiasi stato d'umore mi possa trovare. Resta da definire quanti altri blog sopravviveranno di quelli che redigo seppure saltuarimanete, intanto uno l'ho cancellato perché inanime da ben 10 mesi ed a breve deciderò il futuro degli altri. Con molta probabilità uno sarà assorbito in questo ed un altro sarà tenuto semiprivato o privato, bho vedremo, tanto sono certo che  la decisione latente che ho in testa nei prossimi giorni prenderà corpo. Come spesso ho detto il blog è mio e me lo gestisco io, come visibilità, come commentabilità, ecc. per cui qui sono e qui resto.
Anche per quello che riguarda il sito subirà una trasformazione, di certo nell'abito  di alcuni contenuti che cresceranno ed altri che spariranno o quanto meno saranno rinfrescati e non poco.
Nella vita ho lasciato ben poche cose incompiute, nel bene e nel male, meno ancora le ho abbandonate, semmai ho preso decisioni ed ho intrapreso nuovi percorsi, come per il basket, che seppur mi sia entrato nel sangue più di quanto si possa pensare, ho dovuto e voluto terminare quell'esperienza scegliendo altre vie più sostanziali, allo stesso modo con questo blog è mia intenzione portarlo con me tra alti e bassi e millante chiusure come già ho fatto in un paio di occasioni, poi ritrattate a distanza di qualche mese, forse farò anche qualche ritocchino qua e là ma niente di troppo sostanziale.
Come per la casa anche per questa mia latente decisione vi terrò aggiornati il giusto, che possa interessarvi o meno, ehehe eheh.


mr.zugo

lunedì, settembre 27, 2010

Immaginando Se Stessi

Negli ultimi post mi sono focalizzato non poco sul fatto di trovare, essere se stessi e credo derivi anche un po' dal fatto che spesso ci sentiamo in un certo modo come persone, o vorremmo essere un certo tipo di persona. Ma la ricerca non è mai così facile anche perché nel tempo si cambia, si matura, si fanno esperienze buone e cattive che lasciano certamente il segno. Ma quando si è più piccoli da dove cominciare a immaginare se stessi? Presumo che ognuno abbia sognato di diventare qualcuno nel proprio futuro; sin da bambini ci hanno sempre chiesto che cosa vorrai fare da grande? E qui le risposte si sprecherebbero con una interminabile lista con un interminabile carosello di personaggi e lavori. Che poi tali personaggi in ogni epoca cambiano ed ogni periodo stoarico ha i suoi personaggi di rilievo, mentre un tempo si sognava di diventare piloti di aerei o avvocati, dottori, maghi oggi magari si sogna di diventare calciatori, veline o cantanti. Poi il tempo passa e veniamo travolti dagli eventi che si susseguono ed i sogni posso alcune volte andare persi o come spesso accade restano tali: sogni. Sì perché la realtà ci porta a intraprendere percorsi diversi per poter affrontare la quotidianità e le sue severe regole. Ciononostante non rinunciamo a cercare la nostra essenza più profonda trovando momenti, svaghi, hobby che più sentiamo affini e che ci fanno sentire magari più vicini ai nostri sogni e ci fanno sentire noi stessi, o ancora meglio ci permettono di sentirci liberi e qui internet ha giocato un ruolo interessante. Già perché con internet si è presentata l'opportunità di assumere una identità che per realistica o fantastica che possa essere questo strumento globale ha permesso di crearci delle identità ed a volte non solo quelle. n questo modo con internet si possono interpretare molti ruoli, da se stessi nel pieno della verità sino a quello che avremmo voluto essere se non addirittura essere quello che gli altri ci dicono di noi. E per fare questo oltre a utilizzare il cosiddetto nickname ovvero una specie di nomignolo, soprannome o identità virtuale,  con il tempo hanno preso piede anche i cosdidetti "avatar" ovvero immagini che rappresentano noi stessi o di quello che vorremmo essere o ancor meglio di quello che si sembra più rappresentativo di noi stessi. La scelta dell'avatar oltre ad essere un momento divertente è anche un momento di proiezione di se stessi dal mio punto di vista non solo per coloro che vedono l'avatar, ovvero gli altri utenti della rete di internet, ma anche per l'utilizzatore di quell'avatar. Le scelte molte volte ricadono su quello che si sente più vicino a noi stessi, oppure che riteniamo ci possa rappresentare al meglio, che si tratti della nostra vera identità o del ruolo e del nickname scelto. Per quello che mi riguarda è ormai qualche anno che sto cercando il mio avatar che per scelta tolto il soggetto di per se è dal 2006 che ci sto lavorando. Ovviamente ormai è chiaro che il "geco" è la mia rappresentazione, ma tra soggetti che mi sono stati proposti, immagini e disegni che si potevano trovare su internet, in questi 4 anni ho cercato di realizzare per conto mio il mio avatar. Una versione è già stata pubblicata ed utilizzata a tempi alterni. Ma da questa sera comincerò ad utilizzare la nova versione che ho definito in queste settimane. Qui di seguito troverete la versione che d'ora in poi sarà la mia rappresentazione su internet. Ahimè non ho modo di metterlo sotto copyright ma è pur vero che non sarà l'ultima versione. So che alcuni mie amici della rete non amano l'animaletto che ho scelto e me ne dispiace, ma proprio non riesco a separarmi da questo soggetto. Di cui vi riporto anche alcune informazioni:

I Gekkonidae (Gray, 1825) sono una famiglia di piccoli rettili comunemente noti come gechi. Vivono negli ambienti caldi di tutto il mondo, sono imparentati con le lucertole e sono innocui per gli umani. Numerosi scienziati hanno studiato la fisica correlata all'incredibile capacità dei gechi di aderire ad ogni tipo di superficie. La maggior parte dei gechi nei paesi temperati sono di colore grigio o beige, maculati così finemente da ricordare la gomma, molte specie possono cambiare colore per mimetizzarsi o per altri scopi, adattandosi per esempio all'ambiente circostante. Altre specie, caratteristiche dei paesi caldi, possono avere colori brillanti, specialmente quelle con abitudini prevalentemente diurne. I gechi sono i soli rettili nostrani dotati di voce, emettono cioè un verso che non è un sibilo. [fonte wikipedia] Se volte altre informazioni anche qui potete leggere qualcosa di interessante [ippopet]

Ma tornando al noi sul discorso degli avatar oggi pomeriggio, ho terminato lo studio di un nuovo avatar che rappresentata un geco e questo è anche firmato, e qui di seguito trovate la declinazione:

due colori - tinta piatta


due colori - tinta piatta - ombreggiatura


due colori - tinta piatta - smusso


bianco e nero - tintata piatta - smusso - ombreggiaura


negativo


due colori - tinta piatta - smusso - ombreggiatura
mr.zugo

mercoledì, settembre 22, 2010

Folgorato Sulla Via di Damasco!

Ebbene, eccomi giunto al punto di dover ammettere... Ehhh sì è uno dei momenti più intimi che una persona può condividere. Confessare, ammettere qualcosa è condividere, depositare parte di se a qualcuno. E' pur vero che questa ammissione non è il solito outing che ogni tanto torna alla ribalta e che ci si sente in dovere di fare, è semplicemente dire a qualcuno, e in questo caso a te che stai leggendo, qualcosa di mio che in altri momenti mai potrei dire, per le ragioni più svariate. In questo caso l'ammissione è relativa ad un aspetto di me che solitamente pochissime persone hanno modo di poter vedere. Non è un momento di debolezza o di lamento è solo un dato di fatto. La mia "filosofia di vita" si basa sullo scambio e sul vivere delle esperienze per lo più dirette ma non mi nego neanche quelle indirette; partendo da questo presupposto ammetto che ho fatto fatica a trovare un mio posto nella vita, molto spesso mi sento fuori luogo e non accettato, il mio modo di ragionare non sempre viene condiviso, ma quello che più mi manda in bestia è che pare non abbia proprio alcuna valenza per gli altri, ma oramai ho imparato anche a non badare a questa sensazione. Mi ritrovo così ogni giorno a combattere con usi e costumi che non condivido ma con cui convivo, agendo ogni momento della mia giornata cercando di trovare quei piccoli meccanismi per sopravvivere ed arrivare a fine giornata senza sentirmi troppo "alienato". Presuntuosamente forse penso di aver capito come funzionano le cose e di come si mostrano le persone, o quanto meno buona parte di tutto ciò, anche se vado ancora costantemente alla ricerca di qualcosa che mi sorprenda è di tanto in tanto capita; infatti è successo qualche settimana fa è devo dire che sono stato come si sul dire "folgorato sulla via di Damasco". Una serata come tante altre ma con un risvolto che ma mai mi sarei aspettato. Ancora ora ho dei dubbi e temo i miei pensieri, ma  sta di fatto che è così solo con il tempo avrò conferme o smentite: ma ora è così mi tengo i miei pensieri  seppure io non  lo voglia. In questo momento dovrei andare a dormire per essee in piena forma domattina per affrontare la giornata lavorativa, ma sulla scia di quello che è accado oggi, resto qui a scrivere: lo ammetto ho fatto una delle cose peggiori che potessi fare lavorativamente parlando: ho mollato tutto o quasi e me ne sono andato! Una risposta ricevuta dal mio interlocutore al telefono mi ha messo nelle condizioni di essere quello che sono: una persona che agisce in relazione all'ambiente e alle persone che lo circondano, consapevole delle possibili conseguenze.
Mentre prima della folgorazione ero un solutore di problemi per me stesso ma soprattutto per chi era nel "mio gruppo", e mi mettevo al servizio della cosa giusta da fare, oggi non più. Ora ho realizzato di essere in grado di affrontare i problemi, di metterli in fila e definire le priorità, ma come ogni padre sa che deve lasciar andare la sella della bici del filgioletto metto in conto che possa cadere, io oggi ho fatto altrettanto. Lo ammetto ora sono diventato consapevole che non sono più un gregario, come daltronde non lo sono mai stato in passato. Confesso la mia presunzione e dichiaro che ogni volta che ho voluto guidare delle situazioni e delle persone, sono sempre riuscito a farlo nel rispetto di tutto e tutti senza mai prevaricare ma indicando una via da seguire ed all'occorrenza trascinando. Raggiunta questa coscienza ora posso anche smettere di farlo per dimostrarmelo ogni sacrosanto giorno, posso benissimo cominciare a vivere un esitenza diversa e forse più leggera, tanto ogni volta che si presenterà la necessità, potrò senza alcun problema rimboccarmi le maniche e affrontare, gestire e trovare una soluzione a quanto mi si proporrà davanti. Ebbe lo confesso sino a qualche giorno mi sono nascosto soprattutto a me stesso ed agli altri, ora non più! Se dovrò emergere a discapito di altri lo farò, ma sempre nel rispetto di me stesso.


Nonostante non volessi essere quello che sono, devo esserlo altrimenti non vivrei al meglio, se la mia via deve portarmi lontano ci andrò, se mi deve riportare a casa ci ritornerò, di certo non cercherò più di creare e intessere percorsi alternativi se non sono necessari, non tanto per gli altri che domani potrebbero anche non vedere la differenza del mio essere, quanto per me stesso. Per come sono fatto non dovrò più stupirmi, né negarmi nulla, né soprattutto reinventarmi con dei mestesso che non esistono. Di certo non mancheranno occasioni di doversi confrontare e trovarsi in disaccordo, ma questo è il bello dello scambio e di imapare da quello che non si codivide, che sia una religione o una filosofia, uno status quo o una ideologia, una questione politica piuttosto che morale, etica piuttosto che di principio... non importa più, per l'età che mi ritrovo non posso che vivere in unico modo: vivere me stesso per quello che sono!
Me lo sono domanto spesso quello che sono, ed infine la mia risposta è la più semplice che ho potuto trovare:  sono il prodotto delle mie esperienze! Come scrivo nel mio profilo:



Viandante del Terzo Millenio.
Lento m'incammino, passando
incrocio nuovi sguardi.
Della vita curioso, proseguo
Cosa mai diverrò:
profeta, saggio o stolto?



Ad ora non mi sento ne profeta, ne saggio ma certamente stolto, e perché no  un folle visionario di una vita che nessun'altro vede. Ma una cosa è certa se cercavo qualcosa ora una parte di quel qualcosa l'ho trovato, e quel che più mi stupisce e che mentre inzialmente appena folgorato ne ero intimorito ora mi sento euforicamente galvanizzato da tutto ciò!


mr.zugo



questa canzone è dedicata a due persone  che stanno vivendo ognuna a modo proprio un vuoto...




domenica, settembre 19, 2010

2.186 Km di Riflessioni

Questa volta i km sono stati molti di più rispetto all'ultimo rientro nelle mie patrie terre, e nonostante quasi 7 giorni su 15 siano stati di totale immobilità, sono riuscito a macinare km. Più passa il tempo e più mi sento uno viaggiatore irrequieto. Sono partito da Pomezia (RM) quasi scappando, esausto e sfinito dal lavoro e da un ambiente logorante, ma nonostante fosse una fuga l'andatura è stata stranamente turistica per tanto il viaggio è stato decisamente leggero. Arrivato in quel di casa mia a Trofarello (TO) ho spento ogni cosa, telefonino, cervello ed anima. Sono stato in un limbo costituito da una routine casalinga nel quale molte tossine sono state smaltite e dove al tempo stesso ho rigenerato una parte di me. Sarà stata l'aria lievemente frizzante e fresca di quei giorni che mi hanb fatto tornare ai campi autunnali in montagna, sarà che l'autunno è sempre stata la stagione che preferisco e quell'aria me l'ha fatta assaporare prima del tempo, sarà che ero a casa mia, sia quel che sia sono riuscito a metter pace a non poche cose che, seppur molte di queste fossero di poco conto rispetto a problematiche più importanti, erano per me un tormento. Così finalmente passati i primi 7 giorni di ferie in questa condizione di non condizione, ho riaperto i canali della socialità rivedendo gli amici sfruttando le occasioni che si proponevano, iniziando così ad incrementare il contatore dei Km dopo i primi 650 del mio viaggio di rientro. Una cena in centro a Torino passata per una parte a lume di candela e conclusasi con una saluti ad un piccolo felino; un concerto dei Divina tenutosi in un paesino posto sulla  collina di Quarti di Pontestura (AL) per la festa dello gnocco che io ho avuto modo di suggellare pregiandomi della presenza di gnocche in mia compagnia; una serata tranquilla in un birrificio a chiacchierare benedo buona birra bianca; un pranzo con ex-colleghi di lavoro dall'altra parte della città; un gelato con una amica in centro a Torino dopo una cena fugace come unico cliente in una pizzeria vuota, una cena a casa di amici neo-genitori dissertando sulle responsabilità nella famiglia; un caffè ia Moncalvo (AT). Insomma non mi sono fatto mancare nulla sino all'ultimo giorno di ferie. La cosa strana è che in molte di queste occasioni mi sono ritrovato davanti al fatto compiuto che molto dei miei tormenti non mi lasceranno mai. Quella che io ritenevo una mia croce, oggi sono di altro avviso, ritrovandomi ad accettare tale condizione e cercare di viverla nel miglior modo. Se poco meno di un anno fa ero partito per andare a lavorare lontano da casa cercando di sostenere la qualità della mia vita, e seppure non ci sia riuscito tanto bene (e non sempre per colpa mia) oggi ancora di più voglio alzarmi tutti i giorni per migliorare la qualità della mia vita. Nel mio girovagare per  condividere piaceri e tempo con gli amici ho anche ricevuto notizie per nulla piacevoli, ma non ci posso fare molto se non prenderne atto e proseguire nella mia vita, che non significa fregarmene, significa saper accettare che anche quando le cose sembrano in un modo si possono rivelare in tutt'altro, o più semplicemente significa che nella vita non si smette mai di imparare anche da esperienze indirette, per cui non resta che farne tesoro e proseguire.
In quei 2.186 km ci sono anche il viaggio verso Milano per una trasferta di lavoro per un incontro con un cliente e il successivo viaggio di rientro verso Pomezia. Insomma 1.300 km di viaggio per andare e venire da Pomezia e gli altri 886 a vagabondare per Torino e provincia, Alessandria e Asti dove oltre alle occasioni per divagarsi c'è stato modo di riflettere sia sulla mia vita che su quella di altri... Una nuova stagione sta per iniziare e non posso che cominciare con trovare una nuova dimora dove potermi sentire diciamo a "casa" e da lì ripartire. Mai smettere di inseguire una condizione migliore... mai!


mr.zugo

lunedì, maggio 17, 2010

Una, Due... Ecco le Scelte sono fatte!

Di scelte è fatta la vita, non sempre facili ed in alcune casi son pure dolorose. "Che novità!?!!" penserete voi che leggete. In effetti non è che abbia detto chissà che, ma in due giorni ho preso due decisioni, una più riflessiva l'altra, quella di oggi, decisamente più istintiva e credo che in entrambi i casi non tornerò indietro. Occasioni me ne sono date e ne ho date in 7 mesi per correggere il tiro, concedere il beneficio del dubbio e attendere tempi più maturi prima di fare le scelte del caso. Nonostante la pazienza e la volontà di compredere in questi ultimi due giorni ho esaurito quella che io chiamo "disponibilità verso gli altri". Non si tratta di diventare egoisti tutto d'un tratto, semplicemente si tratta di coltivare il mio tempo a discapito di quello degli altri; le conseguenze sono e saranno certamente rilevanti , almeno dal mio punto di vista, ma è pur vero che arrivati alle condizioni attuali direi che posso prendermi questo lusso e ridimensionare l'altruismo verso quelle persone che fagocitano senza ritegno il tempo, la disponibilità e il rispetto altrui credendo di essere i più "furbi".
Nelle ultime settimane, mi stavo ponendo questo scrupulo, in modo sempre più pressante e angosciante per certi versi, ma gli eventi delle ultime 36 ore han fatto sì che raggiungessi anticipatamente il punto di non ritorno sulle scelte da fare.
Per cultura ed esperienze mi sono sempre messo a disposizione del gruppo (ovviamente nel limite delle mie capacità), svalutando quelle che erano le mie esigenze, ora non ne ho proprio più voglia non ho più le energie per farlo; non che stia male o che sia stanco, in fondo nella "gestione della quotidianità"  per tante che possano essere le problematiche certamente non mancano le soluzioni da adottare, tempestive o meno che possano essere, ma risolvere a favore di altri mettendo in secondo piano quelle che possono essere invece le mie di necessità non è più gratificante farlo. I benefici non arrivano più, fino a quando nel grupppo il risultato era utile a tutte le persone costituenti l'insieme, lo sforzo valeva la pena. Con il cambiare delle posizioni, col il trascorrere delle stagioni, non si sotanno più producendo risultati di alcun genere... anzi no uno si è prodotto e molto evidente: la disgregazione. Mi infastidisce essere inserito in un contesto collettivo che possa essere lavorativo o meno, e non godere dei vantaggi comuni, specie se vedo che il mio contributo ( per lo più a mio sfavore) non viene messo a frutto per grande o piccolo che possa essere; allo stesso modo non sopporto dare disponibilità e capacità ad altri e vedere di essere preso in giro come un ragazzino ancora nell'età della pubertà.
Forse non sarà troppo comprensibile quanto sto scrivendo, essendo in preda ad un delirio di coscienza, ma da oggi varranno le seguenti regole primare, seppur soggette a eccezioni all'occasione:




  • prima di dire si, valutare quanto tempo/risorse richiede e cosa può produrre per me

  • prima di fare o dire mi assicurerò che non sia a discapito sempre solo del sottoscritto

  • quando talune azioni saranno chiare ed tangibili per il gruppo queste avrà la debita attenzione

  • azioni di disturbo e provocazione rivolte a stimolare la riflessione saranno completamente abbandonate

  • le attenzioni date oggi a salvaguardare il contributo altrui, saranno ridimensionate, e chi deve pagare paghi


Non sono un salvatore della patria, ne tanto meno un super uomo (o super lavoratore) quindi ne consegue che posso anche fermarmi al mio limite come tutti. Sul lavoro sarò l'omino grigio e bigio come da qualche tempo vado dicendo, e pensare che ero sul punto di mettermi a 90 per persone che non se lo meritavano, sono bastate 8 ore di lavoro e una certa serie di eventi ivi condensati; più introverso tornerò invece nella vita personale almeno rapportato a una certa categoria di persone, concedendomi solo nel momento che ci sia volontà da ambo le parti di concedersi e scoprirsi tra pregi e difetti senza millantamenti e falsità.
E proprio mentre sto scrivendo metto a fuoco anche un piacevole considerazione: che pur portandomi in questa nuova dimensione, non comprometto alcunché perché sino a quando porterò avanti la mia esistenza col piacere di fare o non fare delle cose, non avrò nulla da rimproverarmi.
Ma per tornare al titolo di questo post condivido con voi quali sono state le 2 scelte in queastione:  la scelta "uno" è quella di non abbassarmi a costruire rapporti basati sullo scambio, è stato un misero tentativo anche perché lo scambio non è stato onesto; la scelta "due" è smettere di farmi carico (pe quello che mi compete) delle rogne di lavoro causate da sciagurate dis"organizzazioni" aziendali e produrre invece il massimo sforzo per divertirmi nel lavoro che mi piace (quando ultimamente stavo di nuovo odiandolo). Sette mesi sono abbastanza per concedere il beneficio del dubbio e occasioni per corregere il tiro, ora basta! Con queste ultime due decisioni direi che il processo di alienazione/inserimento in questo nuovo contesto pontino possa ritenersi concluso, potendomi finalmente concentrare su molte altri ambiti ben più stimolanti e certamente forieri di soddisfazioni se coltivati a dovere.


mr.zugo


P.S. oltretutto oggi è il 17 numero a me assai caro, quindi non possono essere che scelte opportune!