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| Scena tratta dal film Modern Times - Charlie Chaplin |
Appunti itineranti di un Viandante: come nella transumanza, passiamo da un luogo ad un altro per trovare nuove risorse... da consumare e terminare!
sabato, dicembre 21, 2013
Quando Non Gira
domenica, luglio 14, 2013
Troppo da Dire
lunedì, dicembre 31, 2012
Un Capitolo Concluso
Ma lasciando da parte i consuntivi, parlando invece di propositi per l'anno che si introduce, ammetto che ci sono, ne ho alcuni; per il momento non dirò nulla perché, pur essendo pochi, sono per me molto importanti e complessi per non dire intimi, quindi prima di condividerli vorrei metterli meglio a fuoco anche io per poterli portare avanti nel miglior modo. Raggiunto dunque il primo traguardo del rientro a casa, tra un paio di giorni traguarderò anche il secondo iniziando a lavorare a Milano. Sono impaziente di iniziare questo nuovo percorso, in fondo ci voleva un po' di aria nuova e nuovi stimoli, queste sono due condizioni che mi permettono di restare giovane evitandomi di fossilizzarmi sulle temibili routine.
Non mi dilungo oltre lasciandovi il mio augurio per un 2013 auspicandovi che sia cosparso di sorprese e buone novità per tutti voi.
domenica, settembre 09, 2012
Se Non Ti Riguarda...
mercoledì, agosto 22, 2012
Stagioni, Capitoli... Galassie
domenica, luglio 01, 2012
Progetto 40
domenica, maggio 20, 2012
Clessidre Corte
Finita un'altra stagione
dal torpore si esce come una farfalla dal bozzolo
spiegando le ali, rattrappite, per distenderle
rivolgendosi alla prossima stagione
il battito d'ali non sarà breve ma certo intenso
forse come per le farfalle...
Comincia il cammino verso il prossimo mutar del vento,
nel frattempo però è bene godersi ogni istante,
ogni attimo e coglierne l'essenza nella sua unica bellezza
come non ci fosse altro
attesa che non sarà breve ma certo intensa
più dell'attesa del periodo della fioritura...
Distendere le braccia, riaprire gli occhi e respirare a pieni polmoni
risvegliando l'animo per suggere della vitalità dell'esistenza
non importa se non splenderà il sole, amabile è anche la pioggia
quel che conta e non smettere di dissetarsi di questa unica e sola esistenza
brevi saranno i sorsi, ma certamente intensi
forse paragonabili al bere un "cicchetto"...
Non c'è molto tempo a disposizione ed è d'obbligo inneggiare al presente
consapevoli che sarà passato alla volta di un incerto futuro
siamo fortunati ad avere a disposizione ogni volta il giorno dopo per
concedersi rispetto per ottenere rispetto
mai dimenticare di essere vivi e di vivere ogni dì.
Ci accompagnano sempre clessidre dal tempo troppo corto!
domenica, ottobre 16, 2011
Qualcosa è Cambiato
E' passato già da un po' l'equinozio d'autunno che ha segnato il cambio della stagione, ma solo ora si comincia a sentirne l'effetto, soprattutto la mattina e la sera. Se da questa introduzione e dal titolo del post si può pensare al solito lamentio su come sono cambiate o scomparse le stagioni, bhe non è così. L'accenno al cambio di stagione è dettato dal fatto che nel mio metabolismo l'autunno corrisponde all'inizio della stagione sportiva del baket (il mio grande amore) e al contrario egli ultimi 7 anni, questo inizio di stagione è diverso...
Ma facciamo un passo indietro, giustappunto quando giocavo, il tempo in cui fine agosto era il momento della prepazione atletica propedeutica a riprendere la forma, prima di inizare gli allenamenti regolari comprensivi della tecnica e del gioco di squadra, che temporalmente si collocava a metà settembre arrivando così al cambio di stagione, l'equinozio d'autunno, che segnava l'inizio del campionato agonistico che mi avrebbe portato alla scontro con altri atleti per 9 emsi pressapoco. In quel periodo il periodo che ho descritto era come la rinascita di ogni anno, lo sentivo e mi galavanizzava più del compleanno, era il periodo di maggior vitalità, fisica e mentale. Nonostante la grande fatica del corpo, l'eneergia mentale era tale da spingermi e trascinarmi alla forma migliore per affrontare il resto del campionato. Ad un certo punto questa magia è scomparsa, un po' per aver smesso di giocare, ma anche perché non c'erano più stimoli, fagocitato da una routine sconosciuta, grigia e deprimente. Ho smesso di giocare presto per diversi motivi, a 27 anni il primo grande stop, poi ci sono stati dei tentativi di ripresa, ma ormai la magia era persa, arrivando così a 30 anni che per non restare deluso dai fallimenti ho smesso definitivamente di giocare, attraversando una parentesi come vice allenatore per non abbandonare del tutto il mio amore più grande. Ma anche questa parentesi è durata poco, ed è così che si è persa per strada anche quella magia dell'equinozio d'autunno. Sono passati ormai 7 anni, mi ero quasi scordato di quel periodo, di quelle sensazioni di quello stato psicofisico che erano peculiari di quel momento dell'anno.
Bene qualcosa è cambiato! Non sono ancora riuscito a comprendere quele sia stata la molla scatenante, l'evento specifico che ha dato questo effetto amarcord, sta di fatto che in questa ultima settimana, il mio corpo e la mia mente stanno ritornando a mettersi in movimento in modo diverso dagli anni precedenti e più simili al periodo in cui iniziava la stagione di basket. Pensavo di aver dimenticato quello stato di grazia, ma appena si è ripresentato, non ho dubitato un attimo, non ho avuto esitazioni a riconoscere quei piccoli dettagli che mi hanno riportato alla mente il tempo che fu del mio periodo di maggior fulgore sia come sportivo, sia come persona. Felicemente accetto questo cambiamento nonché ritorno a quella condizione di allora che mi faceva stare bene. Di certo non la lascerò sfuggire tanto facilmente, ovvimente sarà assai difficile che mi rimetta a giocare, non me lo posso più permettere, ma certamente sfrutterò questa "specie" di rinascita per migliorare la qualità della mia vita a tutto tondo. Credo che, passatemi la metafora fuori tempo, il letargo dopo 7 anni sia finito; posso risvegliarmi da un troppo estenuante torpore.
mr.zugo
lunedì, luglio 25, 2011
Mi Perplimo
E' da qualche settimana che manco su queste pagine. A parte una connessione UMTS con chiavetta della compagnia telefonica "arancione" che mi da parecchi problemi, è un momento in cui avrei molte cose da scrivere: del lavoro, di gatti che mi assediano pacificamente a casa, delle aspettative di una casa a vivibilità migliore e molto altro ancora, ma è un dato di fatto che non riesco a mettermi davanti al PC a mettermi a scrivere. Ho ri-passato i soliti stati d'animo di chi vive da solo cavalcando strane euforie per poi fasi sommergere dal lievi depressioni. Una cosa però si è consolidata nella mia mente: comincio ad essere allergico ad internet. Ho provato a fare un elenco di quante registrazioni ho al momento sulla rete e di quante ne ho già cancellate: mi sono spaventato; non fosse per una moderata memoria e le liste scritte da qualche parte con tanto di pasword ci si perde in tutte queste "vite" moltiplicate sulla rete web. Dalla banca all'assicurazione dell'auto, dalla carta di credito alle prepagate telefoniche,d alle mailinglist private alle newsletter professionali, dai blog ai socialnetwork.
Più ci penso più l'idiosincrasia sale e sto attuando a spizzichi e bocconi una lenta pulizia sulla rete, riducendo al minimo ed essenziale. Poco fa ho fatto richiesta al supporto tecnico di questa piattaforma di cancellare il terzo account che avevo (il secondo era già stato soppresso qualche me se fa), e giusto 2 giorni fa è scaduto il domino sul quale avevo il mio sito amatoriale con cui ogni tanto giocavo. Tenetevi dunque pronti a ricevere qualche messaggio da qualche parte in cui vi do' nuovi ed ultimi recapiti del mondo web, sto invecchiando e non riesco più a stare su troppo e diverse piattaforme, duplicando e reinventando "stati", "fotoalbum", gruppi di amicizie, ecc. Ero arrivato al punto di sopendere e/o chiudere anche questo blog, ma mi è venuto il magone, per cui si è salvato. Seppur non scriva più con una certa frequenza qui ci sono gli ultimi 4 anni di pensieri e parole della mia vita, sarebbe un peccato dare un colpo di spugna così.
Non sto ad annoiarvi con altri pensieri più o meno sensati, concludo dicendovi che mi perplimo di come odiernamente i mezzi che ci consentono ci portano a stare a testa china o diretta ad un monitor piuttosto che tenere la testa alta e vedere chi o coa abbiamo di fronte.
Bene dopo questo piccolo delirio, mi riassento sino alla prossima occasione in tornerà una vena scrittoria più o meno lucida.
mr.zugo
mercoledì, maggio 11, 2011
Dissolvendo Invisibili Fili
Succede così nella vita di ognuno... Di certo nella mia. Rapporti che nascono, rapporti che terminano, rapporti coltivati, insomma relazioni che si intrecciano tra le persone e incosapevolmente vengono vissuti, goduti e ad un certo punto abbandonati, persi, interrotti.
Mi vien da pensare che quasi quasi queste interazioni tra le persone abbiano comunque e sempre una data di scadenza, per lo più ignota.
In una vita le conoscenze che si fanno sono molteplici, per alcuni limitate, per altri difficili da contare ed a volte anche da ricordare, ciò non toglie che non possiamo esimerci dall'avere degli scambi con il mondo di persone che ci circondano. Per quello che mi riguarda ho avuto la fotuna (e spero di averne ancora) di incrociare molte persone e da tutte ho avuto sempre qualcosa. Alcune delle relazioni che ho avuto sono passate nell'oblio, interrotte per lo più per questioni mai troppo drastiche, infatti a ben vedere sono solo rapporti scaduti che non avevano modo di proseguire. Non erano realtà meno importanti di quelle che sono rimaste, solo non avevano altro da esprimere e da dare, anzi reiterarle avrebbe potuto solo deteriorare quello che c'era. D'altro canto visto da un altra prospettiva forse l'abbandono, l'interruzuone potrebbero essere considerati come un gesto egoistico o di debolezza per non volersi impegnare o nel non voler sacrificare qualcosa di se stessi a favore di una realtà da far crescere e da condividere con qualcuno.
E' già da un po' di tempo che sto considerando questi fili invisibili che uniscono le vite delle persone e mio malgrado sto raggiungendo la consapevolezza che alcuni di questi fili che mi uniscono ad altri si dissolveranno nell'oblio, relegandosi solo a poche e convenzionali occasioni di scambio e condivisione. Si consapevolezza, perché anche a non volere, ci si ritrova in situazioni tali per cui si ha la senzazione che in qualunque modo si possa pensare di fare non se ne vede il beneficio. Sarà la mia natura, il tipo di scelte razionali che ho sempre fatto nella vita, sarà questione di destino, non so quale di queste cose possa essere ma di certo, come in passato, mi ritroverò a scegliere il male minore dissolvendo fili invisibili per il quieto vivere, se non mio, degli altri.
Amori sbocciano, crescono e finiscono, amicizie nascono si consodilidano e poi si disperdono nel tempo e nello spazio, affetti spuntano inattesi e si lasciano andare senza motivazioni: forse come ho letto da qualche parte la vita è un ciclo continuo di esperienze e... forse non necessarimanete con le reincarnazioni. Di fili importanti e significativi me ne se sono rimasti ben pochi, tra vita mia e quella degli altri sempre più arduo approcciare con la giusta filosofia emozionale gli eventi di una quotidianità che non ha più molte regole e dove pare che i valori si disperdano un po' come neve al sole.
mr.zugo
giovedì, marzo 24, 2011
Sold Out - Esaurito
In questi primi tre giorni della settimana ho dato fondo a molte, troppe, energie mentali e nervose. Non è bastato fare mente locale e riordinare idee e pensieri nella mia testa, sistemare alcune faccende più o meno personali oppure dare un nuovo indirizzo al mio approccio lavorativo... Nonostate l'impegno profuso i risultati sono stati per lo più deludenti, la volontà e la costanza delle ultime settimane sono culminate in risultati che non mi hanno per nulla appagato. Quanto scrivo in questo post è sicuramente fumoso, poco chiaro e volendo forse anche un po' ambiguo, ma non è nella mia indole stilare cronologie di eventi lavorativi, piuttosto che personali in modo chiaro e discorsivo. Quando si affollano diversi pensieri nella mia testa, non posso far altro che dar loro un senso e un orientamento.
Ho cercato di essere meno dietrologo nelle varie cose, ho cercato di ripulire l'atteggiamento, ho preso le distanze da quanto non mi aggrada; nonostante queste intenzioni e le azioni messe in atto i risultati ottenuti non sono di mio gradimento, anzi a ben valutarli sono completamente fallimentari, mi ritrovo nella stessa situazione di disagio e di insoddisfazione, oggi anche maggiori rispetto a prima. Ho voluto provare a modificare il mio comportamento e il modo di essere in ogni momento della giornata, ma quello che ho ricavato non mi ha dato niente di più che un malessere maggiore rispetto a prima. La ricerca di equilibri o di modi di vivere i vari momenti della giornata non è stata proficua, dire tuttto il contrario. Di per se non erano nemmeno cambiamenti così drastici, anzi erano solo piccoli passi per cercare di vivere un po' meglio senza troppe seghe mentali e pur avendo inizialmente la sensazione che i benefici stessero arrivando, dopo 3 mesi mi ritrovo in una condizione peggiorata. Il malessere e il disagio nei confroti di mestesso e delle mia quotidianità si sono amplificati. Tutte le energie che avevo raccolto sono andate dissipate col trascorre del tempo vanificando ogni iniziale senso di liberazione e alleggerimento.
Non sono depresso e non sono nemmeno ansioso, sono solo perennemente insoddisfatto, e soprattutto sono stanco di combattere con un nemico che non esiste, o melgio esiste ma è talmente grande e inconsistente che non può essere attaccato o contro il quale posso contrappormi. Ho esaurito ogni briciola di fiducia, di stima e di rispetto per tutto quanto mi sta attorno.
Non voglio saperne più niente di nulla di tutto quello con cui interagisco, delle persone, degli eventi, del lavoro, della normale quotidiana routine personale. Ora come ora vorrei solo dormire una vita intera senza passioni, senza sussulti, senza emozioni, senza alcun motivo per dover usare l'intelletto... Sì vorrei solo stare in un limbo eterno nel quale stare apaticamente avvolto dal silenzio della mente e del cuore, perdermi nell'oblio, dimenticare ogni cosa, ogni persona, stare come in un mondo senza pareti, senza tempo, sospeso a mezz'aria con gi occhi socchiusi e persi nel vuoto più totale, senza alcun pensiero, senza sentire ne caldo ne freddo, ne fame ne sete e non avere così alucna preoccupazione di alcun genere.
Stare così nel nulla senza nulla da fare senza aspettative e senza ambizioni, non più schiavo di routine o azioni altrui che contrastano con i miei spazi o le mie esigenze.
Dimenticare gli scontri e gli atriti, non preoccuparmi dello scorrere del tempo, non dover più mediare o negoziare, non ho più forze per nulla. Sono esaurito come uomo, come persona, come professionista, talmente esaurito da non anelare nemmeno un cambiamento per sentir scorrere l'adrenalina di nuovo sfide. Preda dello sconforto mi sento sopraffatto da ogni cosa, non ho più la capacità di reagire o contrastare nulla; nemmeno mi sfiora l'idea di farmi trascinare dagli eventi perché comunque sia gli eventi mi travolgono come un'onda anomala lasciando solo distruzione e desolazione in me.
Gli occhi mi si chiudono per il sonno o per la tensione della giornata e sto qui lascindo che le dita scrivano quanto mi passare per la testa interpretando la mia emotività senza filtri e senza elaborazioni dei concetti, sento solo il bisogno di addormentarmi e non risvegliarmi più per restare nel sogno o nell'incubo eterno, non sapendo cosa meritare. Sfinito nel corpo e nello spirito (cerebrale?) lascio scorrere le parole senza preoccuparmi delle conseguene e della loro leggibilità e comprensibilità. I progetti sono terminati, i sogni per il futuro dispersi chissà dove, le aspettative disattese o troppo grandi perché possano arrivare ad essere delle realtà: semplicemente non ho più voglia di vivere. E' giunto il tempo di redarre il testamento e lasciare in eridità quel poco che ancora potrebbe valere di me stesso e dei miei pochi averi.
Il tempo si è esaurito, ne rimane ben poco ed occorre dare una fine alle cose ancora in sospeso per poi abbandonarmi al vuoto più totale.
senza firma
mercoledì, giugno 23, 2010
Del Dormire
Ogni volta, cado in tentazione, è più forte di me... Per non pensare mi butto a fare qualsiasi cosa lasciando scorrere il tempo arrivando a dormire poche ore per notte, così anche l'indomani sono talmente rintronato che la fatica di pensare è tale per cui vivo in un continuo stordimento, impedendomi di pensare. Purtroppo non solo il pensare viene sedato ma anche tutto il resto, levandomi lucidità ed energie per fare! Fin quando si tratta del lavoro, beh poco mi importa tanto riesco a mantenere un livello accettabile di professionalità e di risultati, ma per tutto il resto mi scoccia! Dunque o non dormo e mi perdo in mille cavolate o dormo e torno vigile sia mentalmente che fisicamente. Generalmente non faccio mai una scelta ponderata, diciamo che va a periodi. Ma in questo caso ho fatto un eccezione, per tanto sto cercando di rieducarmi e di tornare ad orari e metodi di vita più normali. Ho voglia di rinascere in qualche modo, ed il risveglio al mattino e come rinascere ogni volta. Non sto parlando di un aspetto spirituale o emotivo, ma semplicemente biologico, fisico.
Nel dormire accadono molte cose, che già molti altri hanno analizzato e sviscerato, a partire dai sogni all'attività cerebrale, dai ritmi fisiologici alle rigenerazioni del corpo. Ebbene da che mi ricordo ho sempre dormito un numero di ore adeguato che, mi sono accorto, rispetto alla media è abbastanza alta ovvero 7 ore. Conosco molte persone che dormono poco più di 4/5 ore e poche altre che dormono oltre le 7 ore per notte. Io nella mia ignoranza sono sempre stato convinto che dormire le ore che ho sentito menzionare come alfa serva a poco, se non a sentire meno la stanchezza, ma è per me certo che andare a coricarsi troppo dopo la mezzanotte non mi giova: quindi voglio tornare ai ritmi di quando giocavo a pallacanestro dove tolte alcune eccezzioni (come il fine settimana) le ore del sonno erano comprese tra le 23.30 e le 07.00 del mattino con uno scarto di un'ora al massimo. L'intento è quello di riprendere una educazione del dormire che mi è venuta a mancare ormai da troppo tempo, un educazione per altro che mi ha consentito sempre di dare oltre il 100% durante la giornata. Sarà che il periodo non è dei più facili, sarà che sono alla soglia dell'età a rischio per un uomo(?) soprattutto se non si è curato mai abbastanza del proprio benessere, cedendo agli eccessi ed a vizi per niente salutari, ma non posso nemmeno dire che mi piace dormire perché si sogna, perché generalmente non ricordo mai i sogni ed a volte credo di non averne ma tutti dicono che è impossibile, e allo stesso modo non posso dire che mi piaccia dormire in quanto ozioso caratterialmente, semplicemente ho bisgono di vivere una vita sana, ed mia intenzione inziare dal "dormire". Dormire è un momento della giornata in cui le informazioni acquisite si sedimentano ed entrano nelle mie esperienze, è il momento in cui la mente rielabora tutta una serie di dati e vanno a consolidare la memoria, ed al contempo il corpo si rilassa, le funzioni rallentano e tutto il metabolismo si mette a lavorare per risistemare tutto quello che durante il giorno ha procurato stanchezza e tossine: riposo e decongestionamento dei muscoli, riallineamento delle funzioni vitali smaltendo le tossine, bevute, magiate e respirate. Al termine di queste ore di sonno, la mattina successiva, ci si sveglia e si rinasce per una nuova giornata, con nuove energie, nuove conoscenze e nuove capacità di affrontare le fatiche della giornata. Mi manca il fatto di alzarmi ed attivarmi con il corpo, lentamente, mentre la mente resta ancora per un po' intorpidita, aspettando il momento opportuno per riattivare le cellule grige, assaporando il brivido "dell'illuminazione mattutina".
Già tempo addietro avevo parlato di organizzare la mia giornata, settimana, ed ora è giunto anche il momento di sistemare la parte notturna e del riposo delle mie 24 ore giornaliere. Già ieri ho iniziato con il piede giusto e questa mattina è stato piacevole svegliarsi ed alzarsi, seppur non mi aspettasse nulla di bello! E tra poco continuerò questa nuova rieducazione del dormire... chissà che non riesca a riprendere un'attività fisica continuativa.
mr.zugo
domenica, aprile 11, 2010
I Quattro Tempi
C'è stato un tempo in cui vivevo solo in funzione di programmi e di orari (il tempo della scuola), poi venne il tempo della ribellione e della libertà (il tempo dell'università), seugì dunque il tempo del caos, (il tempo dell'indipendenza economica e automobile) ed infine arrivò il tempo del dovere (il tempo della successione e delle responsabilità): questa è pressapoco una sintesi della mia vita sino ad oggi. Se dovessi dire in quale di queste situazioni e modi di vita mi sono trovato meglio ora come ora non saprei dire. Ci sono giorni che vorrei veramente che mi si dicesse come e quando devo fare le cose, altri momenti in cui non vorrei fare altro che decidere sul momento per conto mio, e via così. Qualcuno potrebbe dirmi che la vita è un misto di tutto quello ho scritto, e pur condividendo non sono certo che questa volta la mezzavia sia quella giusta, o quanto meno non è quello che mi occore. Sento la necessità di consolidare e accrescere un equilibrio che nel tempo è andato perdendosi dal tempo della scuola al tempo della successione ho avuto sempre un rifugio dove tornare, ora il rifugio e latitante. Sono consapevole di essere fuggito per qualche anno da tutto e da tutti e per la precisione dal tempop del caos sino ad ora, ogni occasione per allontanarmi era benvenuta e la coglievo al volo e giustificandomi con me stesso e con gli altri prendevo il volo e fuggivo dalla mia vita, scappavo in una direzione che mi obbligava a non prendere coscienza di me stesso, dei miei sogni, delle mie aspettative, portandomi solo a fare delle espereienze ogni volta diverse seppur simili. E' un po' di tempo invece sono che mi sento stanto: stanco di fuggire e con tutta la strada che ho fatto e le esperienze vissute ne vorrei fare ancora tante, e pur mancandone ancora molte, ho compreso che non potrò mai viverle tutte perché il tempo non è infinito, almeno non per me.
Dunque dopo giorni irrequieti e conflitti interiori, confronti con persone che mi stanno vicino e riflettendo anche sulla vita delle persone che conosco, mi sono chetato; smarrendomi nell'oblio del non sonno e ripercorrendo poi gli insegnamenti di Morfeo, ho risistemato anche l'orologio della mia esistenza. Dall'esperienza accumulata dai miei quattro tempi ora posso finalmente iniziare il mio quinto ciclo di vita. Sembra un po' ripreso dal calendario Maya ma poco male, in fondo siamo il prodotto della storia nostra ed anche altrui.
Questo è un fine settimana interamente dedicato a mestesso, senza meditazione, senza riflessioni troppo impegnate, solo 2 giorni in cui ascoltare quello che il mio corpo, la mia mente e la mia anima chiedono ormai da tempo. La scelta è giunta! Ora posso riprendere il mio cammino senza troppi affanni e senza ambizioni velleitarie. Qualche settimana fa mi venne fatta una domanda che io stesso mi posi: "ma non torneresti a Torino, a casa?"; la mia risposta è stata semplicemente "no". Ora lo confermo, non tornerò a casa se non alle mie condizioni, e nel frattempo devo prodigarmi e costruire il cammino che mi riporterà a casa, che sia su un progetto lavorativo, affettivo, o altro ancora. Stanco di sfuggire alla mia esistenza, stanco di ricominciare ogni volta, stanco di re-inventarmi in questi frangenti, ora voglio entrare nel mondo dei grandi, degli adulti e vivere la mia vita, per quanto possa sembrare iniqua, sciocca o banale agli occhi degli altri... Per me poter avere un punto di partenza concreto e poter contare su me stesso è più gratficante che inseguire modelli che non mi appartengono.
Ho ricominciato a programmare la mia settimana nelle sue attività, lasciando al libero arbitrio le faccende quotidiane che non posso ovviamente prevedere, affrontando coscienzioso le resposabilità di cui posso essere investito e che mi competono. L'unica cosa che cercherò di evitare è il caos, la mia natura non è quella, la mia natura è assoggettare gli eventi ma restando consapevole che gli imprevisti e altri attori possono scombianre i miei programmi, ma quello che è strettamente dipendente da me, tornerà ad essere gestito seranemente e senza castrazioni! Se voglio vivere al meglio il mio quinto tempo, devo condurre il gioco e non lasciarmi condurre, questo significa anche non essere convenzionale, non lo sono mai stato e mai lo sarò nemmeno per compiacere qualcuno, come in brevi occasioni è accaduto. Dunque nella mia non convenzionalità sommando le esperienze di tre tempi ottengo come risultato il mio quinto tempo! Da qui riparto e questa volta senza troncare nulla di quello che c'era prima, bensì facendone tesoro e portandolo con me, che sia no belle o brutte esperienze.
mr.zugo
sabato, dicembre 26, 2009
73 Giorni Dopo - La Seconda Vita
martedì, dicembre 01, 2009
La Nera Vena
Da ragazzo ci pensavo alla morte oggi la vorrei incontrare, non ho più stimoli di alcun genere se non vivere alla giornata senza pormi troppi problemi per l'indomani, ma quello che più mi sconvolge e la facilità con la quale continuo nelle cose di tutti i giorni senza lasciar traprelare nulla di quelle che non voglio io, ho quanto meno è questa la sensazione che io ho. La continua ricerca dell'isolamento che poi va a cozzare con la frequentazione di personaggi ogni volta sempre più anomali, strampalati e forse addirittura inadatti a me, ma non me ne curo e lascio che le cose procedano da sole. Non sopporto più nulla della quotidianità, ne la TV che oramai sono 5 mesi che non vedo per più di 3 minuti nelle poche occasioni che capita, non leggo giornali e stancamente leggo le notizie da internet dove si sa, la bufala è all'ordine del giorno; le relazioni sociali sono costruite sullo scambio minimo sindacale per poter lavorare senza troppe complicazioni, la maschera è sollevata al punto giusto. Il rispetto oramai pare essere decaduto a semplice merce di scambio, la tolleranza e dei religiosi e non più delle religioni, la dignità ha cambiato ufficialmente nome in scordatela, l'umiltà è la quotidianità dei buoni che si sa prendono solo mazzate, e dunque io cammino "ciancicato" per la mia vita, tanto scocciato da non farmi la barba per giorni e non curarmene affatto, avere la necessità di trovarmi una sistemazione indipendente e non concludere mai e vivere accampato in uno stabilimento dove ora non c'è nemmeno più il riscaldamento e l'acqua calda; che poi basterebbe chiamare qualcuno e tutto torna in ordine, ma non me ne importa e forse domani sera dormirò in auto buttato da qualche parte come uno zingaro. Non c'è vita, non c'è entusiasmo... non ce più nulla che abbia un valore o un'etica per la quale vivere decorosamente. Chiunque io sia per ora non voglio in alcun modo vedere la luce del tunnel, voglio stare nell'oscurità come i pesci degli abissi, al freddo quasi immobile, orrendo e sconosciuto se non addirittura ignorato e dimenticato. Non ho più forze, non ho più istinti di sopravvvivenza, come la canna di bambu mi lascio sbattere dal vento, sperando addirittura di spezzarmi ma senza che succeda mai. Ascoltando annoiato note classiche o più forti come quelle del rock sto qui a scrivere della mia nera vena che pulsa nella testa, nel corpo, nello spirito... dovrei domire ma non voglio, voglio stare sveglio e dormire in auto mentre guido che sia una strada o un'altra non importa basta dormire anziché guidare, tanto da queste parti nessuno se ne cura più di tanto. Una sconfitta annunciata, null'altro che questa: una sconfitta annunciata. L'oscurantismo sta salendo e non se ne andrà più, troppi gli sforzi vani, troppe le energie impiegate senza risultati, troppa spiritualità mal coltivata, in fondo è vero, non sono altro che un piccolo uomo, che scappa dalla sua vita e dalle sue responsabilità dunque un'inetto fallito e vile! Le ombre si allungano e mi abbracciano... attendo impaziente il buio eterno!
giovedì, novembre 12, 2009
Per Chi Suona la Campana?
Qualche settimana fa ho scritto di persone da cui mi è dispiaciuto allontanarmi, cosa che confermo tutt'ora ma con una postilla: mi scuso fin da ora se non sarò più presente come prima ma ora non ho più energie per continuare a rendermi disponibile ad oltranza e venire tacciato di incapace di affrontare i casi della mia vita; se verrò cercato saranno tutti accolti a braccia aperte sempre senza giudizio e senza rancore, ma non riesco più ad essere me stesso, voglio fuggire nella menzogna, farmi forza della falsità e vivere da opportunista. Ad essere il bravo ragazzo non ci si guadagna niente, anzi! Visto che tutti si nascondono dietro qualcosa, perché non posso farlo anche io? Ognuno ha problemi più grandi incofessati, perché non io? Gli altri sono sempre i migliori in tutto ed i più cazzuti sul lavoro, perché non io?
In conclusione posso essere quello che voglio o quello che vogliono gli altri. Qui sono sempre stato mestesso, al punto da rendere palese quanto sono contorto e oscuro nei miei pensieri (e poco fa mi sono anche "sputtanato"a vita) ora possa anche smettere di scrivere qui. Devo impegnare le mie energie ad essere quello che tutti si aspettano che io sia, visto che io non so o non posso capire e non sono all'altezza dei "giochi" degli altri.
venerdì, ottobre 16, 2009
La Mia Vita Come un Replay
Riprendendo il discorso della sede lavorativa, ora al termine dei primi due giorni di lavoro, mi sembra abbastanza probabile che a Pomezia ci andrò non prima di febbraio salvo anticipazioni dei tempi per fare pressione alle strutture preposte, ragion per cui dovrò trovare una sistemazione temporanea per Roma ed evitarmi così l'andirivieni tutti i giorni da Pomezia a Roma e viceversa (circa 65 km al giorno col traffico locale improponibile). Nell'ambito lavorativo dunque si diceva che dovrò restare nella sede dicamo amministrativa, dove mi sento come 5 anni fa, un po' mal visto ed un po' in disparte, ma certamente utile per essere sottoposto alla maggior quantità di mole di lavoro visto il periodo di transizione e di confusione che verrà: peccato che nessuno tenga in considerazione le mie aspettative. Ma proseguiamo dopo il lavoro ho dovuto affrontare non poche, ma piccole, difficoltà logistiche per la sistemazione quantomeno notturna, considerato che gli accordi pre-assunzione sono stati totalmente disattesi e dimenticati, ma tant'è che abituato a fare lo zingaro ho già provveduto a minimizzare la spesa per i pernottamenti, e soprattutto a trovare suoluzione ai miei problemi, contingenti sino a fine mese e poi per una sistemazione consolidata per i mesi a venire. Vorrei raccontare delle mie peripezie ma temo i commenti per cui questa volta non scenderò nel dettaglio dei pernottamenti, ma sappiate che c'è mancato poco che non andassi in un dormitorio comune per lo più popolato da indiani e pakistanti, che gentilemente mi hanno concesso di andarmene senza troppe storie (dopo tutto questa città ha i suoi vantaggi). Con questo fatto di rifiutare una stanza ho avuto modo tramite passaparola della sera precedente di rimettermi in contatto con il mio primo locatario della prima discesa nella capitale, il quale mi ha permesso di evitare di dormire sotto uno dei ponti del Tevere per questa notte e per i prossimi giorni; oltre a questa immediata disponibilità chiacchierando è uscito fuori la possibilità di prendere una stanza non molto lontano da dome vi trovo ora, per i prossimi mesi restanto nel budget che mi ero prefesso. Ovviamente non sarò indipendete, essendo dentro la città non credo di poter pretendere di spendere certe cifre ed essere totalmente autonomo e solitario, ma a seconda delle sensazioni e possibilità che avrò deciderò se approffittare dell'opportunità, si anche perchè sono in parola per altre informazioni per altre sistemazioni, e tutto questo in meno di 2 giorni. Questa parte è praticamente la condensazione dei primi 18 mesi di permanenza a Roma, che in questa occasione si contrarranno a poco più di 10 giorni termine entro il quale voglio svincolarmi dall'ospitalità, ormai forzata, che ho ottenuto dall'azienda per cui sono venuto a lavorare. Resta forse ancora un piccolo jolly per il quale potrei anche evitare per qualche settimana di sborsare mia pecunia, ma per il momento non ci spero troppo più per scaramanzia che non per impossibilità oggettiva della cosa. Concludendo dunque sto ripercorrendo gli stessi passi o quasi in tempi più brevi e un po' diversi, ma certamente la sensazione dei ricorsi di alcune situazioni mi fa pensare... e se comincio a fare questi pensieri, forse forse comincio a intravedere una luce in fondo al tunnel dell'idiosincrasia che mi è venuta. Mi auguro solo che altri pensieri, ricordi mi supportino nel affrontare e dipanare le mie future vicissitudini.
domenica, ottobre 11, 2009
-1 & Giorno Zero
Comuqnue sia, dopo un'altra risata per questa lieta novella, finsico di preparare le valige ed alle ore 16.12 sono in auto in partenza verso la mia destinazione; alle ore 17.34 passo lo svincolo di genova verso livorno in perfetto orario, procendendo verso la mia destinazione, ma haimè mi sovviene gran fame e dunque scelgo di fare una prima fermata per liberarmi dal languore. Solitamente faccio solo due fermate in questo viaggio verso la capitale, ma questa volta ne faccio ben 3, perchè voglio fare un viaggio tranquillo e sereno, per cui mi fermo ancora alle 19.45 prima di imboccare l'aurelia e ultimo stop alle 22.30 circa per l'ultimo caffè prima della tappa finale, nella quale mi trovo e da dove sto scrivendo, in fretta e male per evitare che la batteria del mio portatilino catorcioso, mi abbandoni sul più bello, ma certo è che qui h più segnale UMTS che a casa mia! Dunque sono arrivato a destinazione al giorno zero... tra qualche ore inizia tutto questo nuovo viaggio, ma faccio davvero fatica a non pensare a quello che qualche ora e fa e l'altra notte ho provato dentro di me; era da tempo che alcune esternazioni non si presentavano, era da tempo che non mi esprimevo in modo palese, ed invece tutto questo è tornato, tutto insieme, travolgente e avvolgente. E non smetterò di ringraziare chi mi ci ha fatto arrivare pur passando da Piacenza, e spero di non disattendere le aspettative di chi mi vuole già accasare in queste nuove lande, e spero di farmi perdonare da chi poeticamente condivide i suoi pensieri anche con me, o di continuare a stupirmi di come posso essere visto (omone piccolo). Il tempo è trascorso, ma non lo voglio concedere all'oblio, oggi sarà una giornata campale, da come io inizierò io proseguirò, è questa volta voglio... si voglio e non vorrei, voglio iniziare amando, voi che mi leggette, voi che di me scrivete, voi che commenterete... voglio amare la vita perché così mi è stato insegnato in questa parentesi torinese in mezzo alle mie vite romane! Il destino o un dio non so chi ma questo ha voluto per me, è ne farò tesoro, perché solo io so quanto mi è stato donato, le parole non basterebbero, dovrei abbracciare tutti con tutta la gioia di cui un mondo possa essere fatto. Non è un addio, è solo un arrivederci, per una volta ho deciso di scegliere il mondo che mi piace e me lo voglio tenere! Ed ora prima che la batteria mi molli sul più bello buona notte!


