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sabato, dicembre 21, 2013

Quando Non Gira

Scena tratta dal film Modern Times - Charlie Chaplin
Arrivato da poco a casa di amici per la cena, non ho potuto fare a meno in questo caso di mettere giù le riflessioni della giornata. In attesa dell'arrivo degli altri ospiti, ho chiesto in prestito pc e collegamento internet per mettere giù i pensieri che affollano la testa in merito a queste ultime ore dove sin dalla mattina non è gira per niente bene. Ma andiamo con ordine. Sveglia alle 9.30 approfittando della giornata non lavorativa, ma grazie al solito miniuomo del piano di sopra la sveglia è stata anticipata da diversi rumori molesti riconducibili a grandi lavori di carpenteria e falegnameria fatti da un bambino di meno di 1 anno. Incredibile quanta sia la forza e l'energia di un piccolo essere nel momento in cui gli si lascia la totale libertà nell'utilizzo degli strumenti più svariati per percuoterli contro ogni cosa. E così mi ritrovo a dovermi alzare indispettito dal letto ed iniziare la giornata. Dopo una frugale e frettolosa colazione inizia il confronto con la mami per trovare la quadra delle varie commissioni da fare e così si ripresenta il caso delle parole e riflessioni a ruota libera che continuano per un ora e mezza senza venirne più di tanto a conclusione non trovando la giusta quadra della cose. Ed è così che alla fine mi vesto alla meno peggio per uscire e fare un paio delle confuse commissioni più o meno concordate. Una volta uscito mi dirigo al primo negozio dove, manco a dirlo, mi tocca attendere circa 40 minuti per non concludere niente visto la totale indecisione dei clienti che mi precedevano. Decido dunque di saltare questa incombenza e proseguire verso l'altra, ma ecco che anche qui mi ritrovo davanti un numero improbabile di clienti che dovrei attendere prima di essere servito... Non riesco a tagliarmi i capelli e preso dallo sconforto prendo baracca e burattini e me ne torno a casa. Pasto frettoloso a base di toast, perché la mami non aveva voglia di cucinare nulla e voleva togliersi lo sfizio. Colgo quindi l'occasione del pasto fac-simile del lavoro per non concedermi relax e terminato pranzo partire e riprovare a smaltire le faccende lasciate in sospeso qualche ora prima. Quindi approfittando dell'orario continuato vado dal parrucchiere per farmi fare un piccolo ritocco per le feste ed essere così in ordine... ed è così che per rimanere coerenti all'inizio di giornata la fortuna non mi assiste. Passo quasi subito visto che non c'erano altri che quelli già seduti alle poltrone di taglio. Purtroppo però non vengo servito dalla mia parrucchiera preferita in quanto giusto un paio di giorni prima è diventata mamma per la seconda volta, e così devo passare per le forbici del padre che nonostante la sua buona volontà non mi da retta ed al posto di un semplice ritocchino, mi tosa come una pecora, neanche fosse ferragosto con 35 gradi: taglio militare con cresta da moicano!!! Che fare... ci passo sopra tanto non si può rimediare e non posso far altro che aspettare il ritorno della mia parrucchiera di fiducia. Pelato e impomatato con il gel (per nascondere la cresta) riprendo il giro delle commissioni che non vanno certo meglio. Coda chilometrica alla cassa del supermercato con annessa pausa della cassiera che doveva fare la parziale chiusura di cassa e conteggio dei ticket che invadevano i cassettini. Armato quindi di santa pazienza attendo il mio turno per i 4 pezzi che avevo per poi trovarmi ancora rallentato dalla manca di linea per pagare con la carta di credito. Finalmente esco dal supermercato a mi avvio al pastificio per ordinare gli agnolotti per natale, e tanto per non smentire la splendida giornata miri trovo involontariamente a litigare con una signora per chi doveva essere servito per primo, non riuscendo a  farle capire che non devo acquistare nulla ma solo fare un'ordine, una prenotazione e che comunque era il mio turno. Sfinito dalle continue "sfighe" della giornata, decido di fare il "signore" e lasciare che la signora venga servita così che se ne vada felicemente contenta di averla spuntata. Finalmente riesco a giungere a casa scaricare l'auto della spesa, portare l'acqua in cantina.
Non restava che darsi una rinfrescata, cambiarsi e partire per raggiungere gli amici per la serata "pizza" in casa e passare una serata tranquilla, non fosse che per trovare parcheggio ho consumato quasi un quarto di serbatoio perché non si trovava un buco neanche a pagarlo. Finalmente la serata inizia e forse risana un po' la giornata storta e poco soddisfacente. Atmosfera tranquilla e gioiosa quasi preparativa al natale oltre che utile a fare un po' di "brain storming" per i preparativi per capodanno, momento oltretutto nel quale sto scrivendo si sta per chiudere il menu della serata di San Silvestro.

In conclusione quando non gira non gira, il 70% della giornata è stata una vera schifezza al punto tale da farmi pensare di riconsiderare il mio "sistema di vita" per dargli un ordine e un senso un po' più coerente e "rotondo" giusto per sperare di non trovarmi a dover subire ogni sacrosanta volta giornata come queste, che ad essere sincero non è un caso isolato negli ultimi mesi. Devo riconsiderare e rimettermi in "disciplina"!!!

domenica, luglio 14, 2013

Troppo da Dire

In questi ultimi mesi le cose che avrei potuto scrivere, raccontare, condividere erano molte ed altre ancora ne avrei, ma per chissà quale strano motivo non escono dalla testa e dal cuore. Non sono mancate le occasioni nelle quali avrei potuto sedermi davanti al mio computer e mettermi a scrivere, però il mio senso di riservatezza e la costante sensazione di incomprensione mi hanno tenuto lontano da questo blog. Un tempo avrei millantato una chiusura, una sospensione ma col passare degli anni e della maturazione tecnologica unitamente alle esperienze precedente, mia hanno portato solo al prolungato silenzio.
Da quando sono tornato a casa ed iniziata la nuova geografica esperienza lavorativa non sono mancati gli eventi personali e lavorativi di cui avrei potuto raccontarvi qualcosa: i nuovi colleghi, le vecchie amicizie ritrovate, le serate o momenti di ritrovo nei fine settimana, senza poi considerare anche l'aspetto della salute che sto monitorando in tempi dilatati e prolungati in questi mesi. Ciononostante non c'era l'ispirazione, il piacere e la volontà di essere qui a scriverlo e condividerlo. Mi sono limitato a poche cose forse il giusto per non dare il senso di abbandono di questo mio spazio che nei mesi, anni precedenti ha svolto egregiamente il suo ruolo di confidente non che di "diario di bordo" non avendo molte occasioni per potermi confrontare e confidare adeguatamente. Non sarebbero mancate le persone, questo no, ma forse non ero ancora pronto per aprirmi completamente e quindi su questo registro riversavo tutto quello che non riuscivo a condividere allora. Probabilmente ora tornato in un ambiente più confortevole come quello casalingo, con la famiglia intorno e con le poche amicizie rimastemi intorno la necessità di comunicare qui è venuta meno o almeno è fortemente diminuita.
Inoltre non posso anche considerare che delle molte cose che avrei voluto fare una volta tornato a casa, si sono lentamente dileguate nell'oblio per via del poco tempo di cui dispongo; seppur ormai non sia un peso la quotidiana pendolarità della mie giornate prende almeno 4 ore di ogni giorno che unite alle impegnative ore di lavoro mi fanno tornare a casa sufficientemente esausto per non trovare le energie e l'entusiasmo per impegnarmi in altre attività. Avrei voluto trovare il tempo per dedicarmi alla salute ed il benessere del mio corpo e della mia mente, avrei voluto trovare il tempo da condividere con gli amici, avrei voluto ritrovare degli equilibri che mi erano venuti a mancare, ma ancora non sono "libero" di farlo. I troppi pensieri, le troppe cose che vorrei fare mi hanno bloccato in un limbo muto e grigio. Probabilmente in questa sintesi come spesso è accaduto in passato risulterò poco chiaro se non addirittura poco convincente nel mio pensiero, ciò non toglie che per come è il mio carattere ed il mio modo di esistere ogni cosa ha il suo tempo ed ogni tempo è quello che mi posso concedere, ed al momento quanto si può leggere è il massimo che riesco a scrivere e condividere.
Forse, e dico solo forse, a partire dalle vacanze estive riuscirò a trovare le giuste leve per rimettere in fila ed al loro posto molte delle cose che volevo fare, ma non faccio, e ancor meglio non mi faccio, promesse che potrei non mantenere. Certamente prima dovrò ritrovare il cuore ed il cervello per poterci poi fare pace e ridare un senso un po' a tutto quanto me stesso. Troppe sono le cose che mi porto appresso e non sempre sono correttamente gestiste e affrontate, ma già il fatto di averne quantomeno una minima consapevolezza potrebbe essere il punto di ri-patenza per ricostruire il sottofondo della mia esistenza e dei miei rapporti, tutti, così da liberarmi da zavorre che spesso ho usato per giustificarmi verso gli altri e con me stesso. Non mi resta che pubblicare questo "post" e vedere come nei giorni a venire mi comporterò e chissà magari ve ne darò anche conto per tutto o quasi.

lunedì, dicembre 31, 2012

Un Capitolo Concluso

Ci siamo, di nuovo a fine anno, momento in cui tutti noi più o meno coscientemente facciamo i conti a consuntivo dell'anno trascorso oltre che riflettere o darci nuovi propositi per l'anno che inizierà, ma in questo caso per me non si tratta di tirare le somme di un solo anno bensì di un triennio.
Pochi giorni fa ero in viaggio per tornare a casa non solo per le festività ma, come detto già in precedenza, per restarci ed iniziare un nuovo ciclo; infatti non sembra neanche vero ma sono passati 3 anni e 2 mesi da quando mi sono trasferito nelle terre pometine per assecondare necessità di lavoro più stabili e affrontare un progetto lavorativo di mio interesse. Un periodo volto al termine. In questi 3 anni ho visto crescere uno stabilimento di produzione dove, con la giusta guida e collaborazione, ho potuto vivere un esperienza progettuale significativa: partendo dallo start-up, passando dalla definizione e condivisione di processi e procedure siamo giunti al stato di regime consolidato di uno stabilimento di produzione offset e roto-offset. In questi tre anni non sono mancate le difficoltà ed i momenti di sconforto che tutto sommato hanno pesato meno rispetto alle soddisfazioni ottenute nel vedere i risultati ottenuti. Anche con le persone non è stato facile, ma anche qui ci sono state felici scoperte e piacevoli condivisioni, forse alcune tardive, ma in fin dei conti quando si trova del feeling se è genuino il rapporto tra le persone perdura nel tempo, e comunque è mia intenzione non perdere contatti con coloro con cui ho trovato affiatamento e piacere della compagnia, in particolare con 2 di loro: il primo colui che in qualche modo mi ha adottato e accompagnato in questi anni, supportandomi in diverse piccole occasioni, mi auguro solo di aver potuto contribuire e scambiare anche io in qualche modo ad un suo percorso professionale e personale e la seconda  colei che ha riempito non pochi vuoti che mi si sono venuti a creare. Cambiando quindi mansioni al lavoro mi è stata concessa la possibilità di lasciare le terre laziali per avvicinarmi a casa ed iniziare così a lavorare nelle terre lombarde.
In definitiva tolta una mia personalissima incapacità ed in parte non volontà di godermi a dovere la vita, posso dire che a conti fatti questa esperienza di 3 anni mi ha permesso di crescere e di fare delle buone esperienze, sempre utili per affrontare meglio anche il futuro. Futuro che si presenterà tra poche ora con l'anno nuovo, che aprirà a diverse e nuove esperienze oltre a permettermi di ritrovare vecchie abitudini familiari. 
Ma lasciando da parte i consuntivi, parlando invece di propositi per l'anno che si introduce, ammetto che ci sono, ne ho alcuni; per il momento non dirò nulla perché, pur essendo pochi, sono per me molto importanti e complessi per non dire intimi, quindi prima di condividerli vorrei metterli meglio a fuoco anche io per poterli portare avanti nel miglior modo. Raggiunto dunque il primo traguardo del rientro a casa, tra un paio di giorni traguarderò anche il secondo iniziando a lavorare a Milano. Sono impaziente di iniziare questo nuovo percorso, in fondo ci voleva un po' di aria nuova e nuovi stimoli, queste sono due condizioni che mi permettono di restare giovane evitandomi di fossilizzarmi sulle temibili routine.

Non mi dilungo oltre lasciandovi il mio augurio per un 2013 auspicandovi che sia cosparso di sorprese e buone novità per tutti voi. 

Buon Anno!

domenica, settembre 09, 2012

Se Non Ti Riguarda...

Che dire... sono rimasto senza parole, o quasi... Per carità sono stato al telefono per oltre 20 minuti per darle sostegno, per cercare di dare un senso a certe emozioni e per affrontare quelle notizie, ma non è facile.
Da sempre mi ritrovo ad ascoltare le emozioni, i pensieri, le paure, le angosce e le ansie degli altri ed ogni volta cerco di trovare le parole giuste per tenere la conversazione nella giusta direzione e nella giusta prospettiva; non mi sento un prete o un profeta o un santone , non ho le risposte giuste, ma ci provo ad alleviare il peso che sento negli altri. Sarà la mia indole protettiva e di ottimista, anche se non si vede mai, con l'aggiunta di una buona dose di razionalità che mi permetto di analizzare con i miei interlocutori del momento le situazioni che mi raccontano. L'educazione che ho ricevuto mi permette anche un livello di riservatezza non indifferente, tale da potermi gestire anche nelle situazioni più impensate. A volte penso che sia facile per me fare, come dico spesso, il fratello maggiore, e comportarmi così da confidente e supporter: in fondo non riguarda me, non mi tocca in prima persona; posso essere più lucido ed oggettivo e non lasciarmi coinvolgere dalle passioni e dalle pulsioni emotive. Ma giornate come questa che stanno diventando un po' troppo frequenti, mi rendo conto che non è così come ho scritto. Mi riguarda, eccome se mi riguarda. Non serve andare a guardare lontano, e molto a vicino a me sono accadute cose di ogni tipo, e involontariamente le ho vissute quasi in prima persona. Sin dai tempi dell'oratorio ero quello che ascoltava le confidenze di amanti tormentati dai loro amori giovanili, delle gelosie, antipatie invidie tra amici e amiche; anche più avanti nelle scuole mi sono ritrovato a sentirmi fare confidenze sulla famiglia o su qualche parente, arrivando sino a oltre la maggiore età in cui ho amato, odiato e vissuto le storie mie e degli altri, ma non mancavano le occasioni in cui mi si veniva a raccontare, sfogare, gridare, piangere il dolore, la sofferenza e la paura che ognuno viveva. 

Oggi è accaduto di nuovo!

Avrei dovuto concentrarmi sul lavoro che mi ero portato a casa, ma ho dovuto prendere tutta la mia esperienza e sostenere chi mi ha chiamato e non di meno sostenere anche me stessp. Ed è così che non sono più riuscito a concentrarmi. E' un bel dire: "non ci pensare vedrai che le cose si sistemano", oppure "tanto noi non possiamo fare nulla se non essere presenti come e quando si riesce", o ancora "non lasciarti sopraffare dall'angoscia o dall'ansia o dalla paura che sia, cerca di di essere positivo"... Anche in questo caso non è toccato a me, ma non è andata per niente lontana. Sono mesi che rimbalzo da un'amicizia a un parente più o meno vicino, a qualcuno conosciuto da qualche mia amicizia per tornare vicino alla famiglia, come 8 anni fa, come 4 anni fa...

Ancora una volta di più cercherò di non dare per scontato che se qualcuno fa vita dissoluta e sempre improntata al divertimento, lo faccia perché è solo superficiale... potrebbe farlo per evadere da una vita meno gioiosa e cercare rifugio nel disimpegno. Già perché non tutti affrontano le brutte notizie e le brutte situazioni allo stesso modo. Per quanto mi riguarda oggi apparentemente ho tenuto botta, ma un dettaglio mi ha spaventato a morte e in pochi millesimi di secondo ho pensato le cose peggiori, ma dovevo stare calmo e dare sostegno alla controparte della telefonata. In parte mi ero già preparato, e mi auguro che molte situazioni si risolvano per il verso giusto, altrimenti dovrò iniziare nuovamente a cercare le vie giuste per raggiungere una delle mie destinazioni. E' facile parlare e dare l'impressione che le soluzioni sono a portata di mano o che sembra un gioco da ragazzi modificare il proprio carattere per far fronte agli imprevisti della vita, ma in realtà siamo bravi a dire e fare così solo perché non ci riguarda... ma a ben vedere ci riguarda sempre, siamo noi che non vogliamo credere che "il male" è sempre troppo vicino a noi... facciamo finta di niente, tanto non è a noi che tocca direttamente... e se così fosse invece? Sapremmo cosa fare e sapremmo ascoltare quello che ci dicono gli altri? Che effetto ci farebbe? Penseremmo a quel punto che parlano facile solo perché non li riguarda?

Io comincio a sentire il peso delle cavolate, la mia vita si sta inspessendo sempre di più e non di facezie, ma di responsabilità dirette e indirette: e pesano. Quindi perdonatemi se non sono stato troppo lineare in questo post, ma i pensieri, tutti, si sono affollati e non riuscivo più a trattenerli e tanto meno a dargli un ordine ben preciso. Son qui a scrivere e ancora sto pensando da che parte cominciare e come fare a trovare soluzione e sollievo per tutti... ma non ho questo potere: già è difficile sostenere se stessi, figuriamoci a sostenere tutti coloro a cui siamo affezionati. Eppure al prossimo sfogo, lo so già, rimetterò la camicia del fratello maggiore e cercherò le parole "salvagente" anche se per pochi istanti, mi auguro avranno quell'effetto. Ma ora non ne ho, quanto meno non ne ho per me e ne conosco anche il motivo: perché mi riguarda! Mi riguarda sempre!

mercoledì, agosto 22, 2012

Stagioni, Capitoli... Galassie

Lo si sà, prima o poi si arriva alla fine di ogni cosa, in un modo o nell'altro ed al momento sono consapevole che le mie vacanze estive di quest'anno sono finite, ma non è questa l'unica cosa che è volta al suo termine; arriverà quello dell'estate, quella del 2012, e molto altro ancora. Viviamo, e se non tutti certamente io, di stagioni che si rincorrono più o meno uguali come quando andavo a scuola, oppure quando giocavo a pallacanestro, ed altre che sono estemporanee, uniche a se stesse. Sono comunque stagioni segnate da eventi più o meno significativi che fanno parte della vita che avanza e che matura; non ho ancora 40 anni ma credo di aver visto, sentito e partecipato a molte cose che hanno avuto il loro inizio e la loro conclusione, ognuna costellata da eventi eccezionalmente intensi qualsiasi sia stato il loro "carama". In certi casi come detto ci sono reiterazioni di momenti della vita a cui siamo obbligati o a cui ci siamo appassionati o affascinato ed abbiamo ripetuto, ma ciò non tolgie che hanno tutte una data di scadenza, una conclusione, che sia nota oppure no.
Sino a qui le stagioni che ho vissuto sono diverse ed ognuna intesa al punto giusto, ma certamente pur con consapvolezze e maturità diverse non mi sono mai trovato in una simile a questa che sto vivendo. Questa mattina non mi sono alzato dal letto! Non ho sentito le "enne" sveglie che avevo programmato e così mi sono riavuto dal mortiferfero letargo di soprassalto alle 11.41 già consapevole di essere assolutamente fuori tempo massimo per il lavoro. Poco altre volte mi è successo, ma anche in questo frangente, so che il mio corpo e la mia mente mi stanno mettendo sull'avviso che si sta concludendo una stagione, un capitolo sta volgendo al termine... ma in questa occasione sono ritroso ad accetare sino in fondo questi segnali e il senso che hanno.

Mancano stimoli, ci sono nuove o vecchie aspettative che si riaffacciano, azioni inconsce e pensieri più o meno filtrati che si propongono e mi stanno accompagnado o per meglio dire indirizzando alla conclusione di questa parte della mia vita. Credo di aver già scritto in precedenza del mio spirto irrequieto e della costante insoddisfazione che mi porta a guardare sempre avanti, a guardare oltre per trovare nuove vie da percorrere e nuove esperienze da vivere; queste settimane temo saranno di questo genere, sento l'impulso irrefrenabile di dismettere gli abiti della quotidianità attuale per cercare nuove vesti. La mancanza di progettualità sul lavoro, l'apatia reiterata della vita privata, la mancanza di una compagna si stanno accomunando e sommando portandomi a riconsiderare nuovi scenari che possano affascinarmi e appagare le mie necessità, vecchie o nuove che siano. In contraddizione quindi con alcuni altri temi che avevo affrontato in cui cercavo e mi auspicavo continuità e la determinazione di scenari stabili senza dover ulteriormente vagabondare, ora, di nuovo, mi sento alieno alla mia vita di tutti i giorni e cerco nuove galassie su cui approdare per colmare vuoti già noti e mai riempiti, neanche con le migliori intenzioni. Certe scelte non mi hanno mai definitivamente portato a calmare la fame che mi attanaglia, anzi hanno solo dato l'illusione di sazietà, creando immaginarie soddisfazioni ed illudendomi senza mai completarmi pienamente. Mi affido a sensazioni che come meritrici mi seducono e mi fanno credere di avere quanto mi serve, ma per la verità sono solo sirene del mare che inducono in tentazione, facendomi ambire a realtà per niente realistiche. Ed qui che inizia la soferenza di ogni momento in cui cerco di trovare soluzioni, mi ingegno per trovare mediazioni a situazioni che non posso controllare, o ancora peggio, mi ritrovo a cospirare contro me stesso inventando scenari inverosimili per darmi delle giustificazioni...

Insomma facendola breve, per non ricarmarci sopra oltremodo ed inutilmente, questo capitolo della mia vita volge alla sua conclusione seppure io non voglia visto che per certi versi mi darebbe come risultato un fallimento..., eppure è così; quindi giorno per giorno sto combattendo con me stesso per prendere consapevolezza di questa fine, per trovare le giuste riflessioni ed indicazioni per iniziare il capitolo successivo, sapendo di dover evitare accuratamente le idee ammaliatrici e false illusioni, governando il cuore ed i sentimenti che premono su di esso spinti dalle aspettative che potrebbero essere disattese.

domenica, luglio 01, 2012

Progetto 40

Mi sa che non posso più aspettare, certamente non posso continuare a credere che certe cose si risolvano da sole. Più passano i giorni e più la paura cresce, lenta ma inesorabile. Non ho mai pensato di essere eterno, anzi in certi momenti della mia vita ho pensato di non voler essere nemmeno così longevo. Qualcuno considera il proprio corpo come un tempio e lo cura, a volte, in modo eccessivo. Io mi sono concentrato più sulla parte meno tangibile della mia persona. Per un certo periodo ho avuto anche la fortuna che nel divertirmi ho avuto cura del mio corpo. Ma è altresì vero che ho abusato del potere rigenerativo, ma ero giovane e si recuperava in fretta. Ora non è più così. Sono molti i dettagli che mi stanno facendo crescere la paura, e comincio a domandarmi del mio futuro. A pochi mesi del compimento dei miei 39 anni di vita si sta affacciando un progetto che come detto è in parte d'obbligo, in parte è una sfida e in ultimo, ma non meno importate anzi tutto il contrario, cresce la voglia di vivere questo progetto come una seconda giovinezza.
Della qualità della vita ho parlato spesso, ma non sono stato mai bravo a mettere in pratica i miei pensieri, ma ora non posso esimermi dal prendermi sul serio sotto questo aspetto. Vedo diete fatte in ogni modo e per mille motivi, ma non trovo convinzione in queste cose, sono sempre troppo drastiche e troppo opprimenti. Il mio progetto è molto più radicato, parte da una filosofia di equilibrio che passa attraverso molti dettagli e molte sfumature. Non è una dieta, non è un miracolo caduto dal cielo, non è una magia, non è niente a dire il vero.

La mia vita oggi è troppo sedentaria in contrapposizione con il mio passato giovanile dove il dinamismo era persin eccessivo. E come allora il mio corpo e la mia mente hanno chiesto una pausa ora accade il contrario. Sono un uomo pressapoco di mezza età, sovrappeso, annoiato, stressato, scontento e insoddisfatto per molti aspetti e qualcosa grida "vendetta". Visti i presupposti sono consapevole che non posso buttarmi in palestra per 2 ore per due o tre volte la settimana e massacrarmi, sarebbe più il danno che il beneficio; anche con l'alimentazione non posso più permettermi eccessi e cattive routine: potrei aver terminato i bonus; anche con gli abusi devo trovare nuove dimensioni ed equilibri, già perché ho sempre ammesso di essere un fumatore e non sono mai stato ipocrita nel dire che posso smettere quando voglio... mi accontenterei di diminuire significativamente questo stravizio.

Sino ad oggi ho dato colpe a molte cose per come è la mia condizione, ma dentro di me ho sempre saputo che per buona parte erano solo delle scuse, tutto era nella mia testa e nel mio animo che sono andati fuori fase per diverse ragioni, più o meno valide ma per lo più comodamente utili perché mi giustificassi a non voler ammettere molte inadeguatezze. Ora però questa paura e questo malessere diffuso e la mancanza di equilibrio mi stanno portando a nuove dimensioni di pensiero, che mi auguro solamente che non mi portino a eccedere in altre direzioni. Forse questa è l'ultima fase che mi mancava di affrontare nella solitudine con me stesso; condizione in cui non mancano i momenti di autoanalisi in cui affiorano i maggiori timori ed i peggiori lati di noi stessi con cui dobbiamo fare i conti.

Da buon mediatore, non faccio promesse a nessuno e nemmeno a me stesso, ma aumenta l'intenzione e la convinzione che devo riprendere da capo la mia vita e scrivere i miei prossimi 40 anni con nuovi e migliori equilibri.

domenica, maggio 20, 2012

Clessidre Corte


Finita un'altra stagione
dal torpore si esce come una farfalla dal bozzolo
spiegando le ali, rattrappite, per distenderle
rivolgendosi alla prossima stagione
 

     il battito d'ali non sarà breve ma certo intenso
     forse come per le farfalle...

Comincia il cammino verso il prossimo mutar del vento,
nel frattempo però è bene godersi ogni istante,
ogni attimo e coglierne l'essenza nella sua unica bellezza
come non ci fosse altro

     attesa che non sarà breve ma certo intensa
     più dell'attesa del periodo della fioritura...

Distendere le braccia, riaprire gli occhi e respirare a pieni polmoni
risvegliando l'animo per suggere della vitalità dell'esistenza
non importa se non splenderà il sole, amabile è anche la pioggia
quel che conta e non smettere di dissetarsi di questa unica e sola esistenza

     brevi saranno i sorsi, ma certamente intensi
     forse paragonabili al bere un "cicchetto"...

Non c'è molto tempo a disposizione ed è d'obbligo inneggiare al presente
consapevoli che sarà passato alla volta di un incerto futuro
siamo fortunati ad avere a disposizione ogni volta il giorno dopo per
concedersi rispetto per ottenere rispetto

     mai dimenticare di essere vivi e di vivere ogni dì. 

     Ci accompagnano sempre clessidre dal tempo troppo corto!

domenica, ottobre 16, 2011

Qualcosa è Cambiato

E' passato già da un po' l'equinozio d'autunno che ha segnato il cambio della stagione, ma solo ora si comincia a sentirne l'effetto, soprattutto la mattina e la sera. Se da questa introduzione e dal titolo del post si può pensare al solito lamentio su come sono cambiate o scomparse le stagioni, bhe non è così. L'accenno al cambio di stagione è dettato dal fatto che nel mio metabolismo l'autunno corrisponde all'inizio della stagione sportiva del baket (il mio grande amore) e al contrario egli ultimi 7 anni, questo inizio di stagione è diverso...
Ma facciamo un passo indietro, giustappunto quando giocavo, il tempo in cui fine agosto era il momento della prepazione atletica propedeutica a riprendere la forma, prima di inizare gli allenamenti regolari comprensivi della tecnica e del gioco di squadra, che temporalmente si collocava a metà settembre arrivando così al cambio di stagione, l'equinozio d'autunno, che segnava l'inizio del campionato agonistico che mi avrebbe portato alla scontro con altri atleti per 9 emsi pressapoco. In quel periodo il periodo che ho descritto era come la rinascita di ogni anno, lo sentivo e mi galavanizzava più del compleanno, era il periodo di maggior vitalità, fisica e mentale. Nonostante la grande fatica del corpo, l'eneergia mentale era tale da spingermi e trascinarmi alla forma migliore per affrontare il resto del campionato. Ad un certo punto questa magia è scomparsa, un po' per aver smesso di giocare, ma anche perché non c'erano più stimoli, fagocitato da una routine sconosciuta, grigia e deprimente. Ho smesso di giocare presto per diversi motivi, a 27 anni il primo grande stop, poi ci sono stati dei tentativi di ripresa, ma ormai la magia era persa, arrivando così a 30 anni che per non restare deluso dai fallimenti ho smesso definitivamente di giocare, attraversando una parentesi come vice allenatore per non abbandonare del tutto il mio amore più grande. Ma anche questa parentesi è durata poco, ed è così che si è persa per strada anche quella magia dell'equinozio d'autunno. Sono passati ormai 7 anni, mi ero quasi scordato di quel periodo, di quelle sensazioni di quello stato psicofisico che erano peculiari di quel momento dell'anno.
Bene qualcosa è cambiato! Non sono ancora riuscito a comprendere quele sia stata la molla scatenante, l'evento specifico che ha dato questo effetto amarcord, sta di fatto che in questa ultima settimana, il mio corpo e la mia mente stanno ritornando a mettersi in movimento in modo diverso dagli anni precedenti e più simili al periodo in cui iniziava la stagione di basket. Pensavo di aver dimenticato quello stato di grazia, ma appena si è ripresentato, non ho dubitato un attimo, non ho avuto esitazioni a riconoscere quei piccoli dettagli che mi hanno riportato alla mente il tempo che fu del mio periodo di maggior fulgore sia come sportivo, sia come persona. Felicemente accetto questo cambiamento nonché ritorno a quella condizione di allora che mi faceva stare bene. Di certo non la lascerò sfuggire tanto facilmente, ovvimente sarà assai difficile che mi rimetta a giocare, non me lo posso più permettere, ma certamente sfrutterò questa "specie" di rinascita per migliorare la qualità della mia vita a tutto tondo. Credo che,
passatemi la metafora fuori tempo, il letargo dopo 7 anni sia finito; posso risvegliarmi da un troppo estenuante torpore.


mr.zugo

lunedì, luglio 25, 2011

Mi Perplimo

E' da qualche settimana che manco su queste pagine. A parte una connessione UMTS con chiavetta della compagnia telefonica "arancione" che mi da parecchi problemi, è un momento in cui avrei molte cose da scrivere: del lavoro, di gatti che mi assediano pacificamente a casa, delle aspettative di una casa a vivibilità migliore e molto altro ancora, ma è un dato di fatto che non riesco a mettermi davanti al PC a mettermi a scrivere. Ho ri-passato i soliti stati d'animo di chi vive da solo cavalcando strane euforie per poi fasi sommergere dal lievi depressioni. Una cosa però si è consolidata nella mia mente: comincio ad essere allergico ad internet. Ho provato a fare un elenco di quante registrazioni ho al momento sulla rete e di quante ne ho già cancellate: mi sono spaventato; non fosse per una moderata memoria e le liste scritte da qualche parte con tanto di pasword ci si perde in tutte queste "vite" moltiplicate sulla rete web. Dalla banca all'assicurazione dell'auto, dalla carta di credito alle prepagate telefoniche,d alle mailinglist private alle newsletter professionali, dai blog ai socialnetwork.


Più ci penso più l'idiosincrasia sale e sto attuando a spizzichi e bocconi una lenta pulizia sulla rete, riducendo al minimo ed essenziale. Poco fa ho fatto richiesta al supporto tecnico di questa piattaforma di cancellare il terzo account che avevo (il secondo era già stato soppresso qualche me se fa), e giusto 2 giorni fa è scaduto il domino sul quale avevo il mio sito amatoriale con cui ogni tanto giocavo. Tenetevi dunque pronti a ricevere qualche messaggio da qualche parte in cui vi do' nuovi ed ultimi recapiti del mondo web, sto invecchiando e non riesco più a stare su troppo e diverse piattaforme, duplicando e reinventando "stati", "fotoalbum", gruppi di amicizie, ecc. Ero arrivato al punto di sopendere e/o chiudere anche questo blog, ma mi è venuto il magone, per cui si è salvato. Seppur non scriva più con una certa frequenza qui ci sono gli ultimi 4 anni di pensieri e parole della mia vita, sarebbe un peccato dare un colpo di spugna così.
Non sto ad annoiarvi con altri pensieri più o meno sensati, concludo dicendovi che mi perplimo di come odiernamente i mezzi che ci consentono ci portano a stare a testa china o diretta ad un monitor piuttosto che tenere la testa alta e vedere chi o coa abbiamo di fronte.

Bene dopo questo piccolo delirio, mi riassento sino alla prossima occasione in tornerà una vena scrittoria più o meno lucida.

mr.zugo

mercoledì, maggio 11, 2011

Dissolvendo Invisibili Fili

Succede così nella vita di ognuno... Di certo nella mia. Rapporti che nascono, rapporti che terminano, rapporti coltivati, insomma relazioni che si intrecciano tra le persone e incosapevolmente vengono vissuti, goduti e ad un certo punto abbandonati, persi, interrotti.
Mi vien da pensare che quasi quasi queste interazioni tra le persone abbiano comunque e sempre una data di scadenza, per lo più ignota.
In una vita le conoscenze che si fanno sono molteplici, per alcuni limitate, per altri difficili da contare ed a volte anche da ricordare, ciò non toglie che non possiamo esimerci dall'avere degli scambi con il mondo di persone che ci circondano. Per quello che mi riguarda ho avuto la fotuna (e spero di averne ancora) di incrociare molte persone e da tutte ho avuto sempre qualcosa. Alcune delle relazioni che ho avuto sono passate nell'oblio, interrotte per lo più per questioni mai troppo drastiche, infatti a ben vedere sono solo rapporti scaduti che non avevano modo di proseguire. Non erano realtà meno importanti di quelle che sono rimaste, solo non avevano altro da esprimere e da dare, anzi reiterarle avrebbe potuto solo deteriorare quello che c'era. D'altro canto visto da un altra prospettiva forse l'abbandono, l'interruzuone potrebbero essere considerati come un gesto egoistico o di debolezza per non volersi impegnare o nel non voler sacrificare qualcosa di se stessi a favore di una realtà da far crescere e da condividere con qualcuno.
E' già da un po' di tempo che sto considerando questi fili invisibili che uniscono le vite delle persone e mio malgrado sto raggiungendo la consapevolezza che alcuni di questi fili che mi uniscono ad altri si dissolveranno nell'oblio, relegandosi solo a poche e convenzionali occasioni di scambio e condivisione. Si consapevolezza, perché anche a non volere, ci si ritrova in situazioni tali per cui si ha la senzazione che in qualunque modo si possa pensare di fare non se ne vede  il beneficio. Sarà la mia natura, il tipo di scelte razionali che ho sempre fatto nella vita, sarà questione di destino, non so quale di queste cose possa essere ma di certo, come in passato, mi ritroverò a scegliere il male minore dissolvendo fili invisibili per il quieto vivere, se non mio, degli altri.
Amori sbocciano, crescono e finiscono, amicizie nascono si consodilidano e poi si disperdono nel tempo e nello spazio, affetti spuntano inattesi e si lasciano andare senza motivazioni: forse come ho letto da qualche parte la vita è un ciclo continuo di esperienze e... forse non necessarimanete con le reincarnazioni. Di fili importanti e significativi me ne se sono rimasti ben pochi, tra vita mia e quella degli altri sempre più arduo approcciare con la giusta filosofia emozionale gli eventi di una quotidianità che non ha più molte regole e dove pare che i valori si disperdano un po' come neve al sole.


mr.zugo

giovedì, marzo 24, 2011

Sold Out - Esaurito

In questi primi tre giorni della settimana ho dato fondo a molte, troppe, energie mentali e nervose. Non è bastato fare mente locale e riordinare idee e pensieri nella mia testa, sistemare alcune faccende più o meno personali oppure dare un nuovo indirizzo al mio approccio lavorativo... Nonostate l'impegno profuso i risultati sono stati per lo più deludenti, la volontà e la costanza delle ultime settimane sono culminate in risultati che non mi hanno per nulla appagato. Quanto scrivo in questo post è sicuramente fumoso, poco chiaro e volendo forse anche un po' ambiguo, ma non è nella mia indole stilare cronologie di eventi lavorativi, piuttosto che personali in modo chiaro e discorsivo. Quando si affollano diversi pensieri nella mia testa, non posso far altro che dar loro un senso e un orientamento.
Ho cercato di essere meno dietrologo nelle varie cose, ho cercato di ripulire l'atteggiamento, ho preso le distanze da quanto non mi aggrada; nonostante queste intenzioni e le azioni messe in atto i risultati ottenuti non sono di mio gradimento, anzi a ben valutarli sono completamente fallimentari, mi ritrovo nella stessa situazione di disagio e di insoddisfazione, oggi anche maggiori rispetto a prima. Ho voluto provare a modificare il mio comportamento e il modo di essere in ogni momento della giornata, ma quello che ho ricavato non mi ha dato niente di più che un malessere maggiore rispetto a prima. La ricerca di equilibri o di modi di vivere i vari momenti della giornata non è stata proficua, dire tuttto il contrario. Di per se non erano nemmeno cambiamenti così drastici, anzi erano solo piccoli passi per cercare di vivere un po' meglio senza troppe seghe mentali e pur avendo inizialmente la sensazione che i benefici stessero arrivando, dopo 3 mesi mi ritrovo in una condizione peggiorata. Il malessere e il disagio nei confroti di mestesso e delle mia quotidianità si sono amplificati. Tutte le energie che avevo raccolto sono andate dissipate col trascorre del tempo vanificando ogni iniziale senso di liberazione e alleggerimento.
Non sono depresso e non sono nemmeno ansioso, sono solo perennemente insoddisfatto, e soprattutto sono stanco di combattere con un nemico che non esiste, o melgio esiste ma è talmente grande e inconsistente che non può essere attaccato o contro il quale posso contrappormi. Ho esaurito ogni briciola di fiducia, di stima e di rispetto per tutto quanto mi sta attorno.
Non voglio saperne più niente di nulla di tutto quello con cui interagisco, delle persone, degli eventi, del lavoro, della normale quotidiana routine personale. Ora come ora vorrei solo dormire una vita intera senza passioni, senza sussulti, senza emozioni, senza alcun motivo per dover usare l'intelletto... Sì vorrei solo stare in un limbo eterno nel quale stare apaticamente avvolto dal silenzio della mente e del cuore, perdermi nell'oblio, dimenticare ogni cosa, ogni persona, stare come in un mondo senza pareti, senza tempo, sospeso a mezz'aria con gi occhi socchiusi e persi nel vuoto più totale, senza alcun pensiero, senza sentire ne caldo ne freddo, ne fame ne sete e non avere così alucna preoccupazione di alcun genere.
Stare così nel nulla senza nulla da fare senza aspettative e senza ambizioni, non più schiavo di routine o azioni altrui che contrastano con i miei spazi o le mie esigenze.
Dimenticare gli scontri e gli atriti, non preoccuparmi dello scorrere del tempo, non dover più mediare o negoziare, non ho più forze per nulla. Sono esaurito come uomo, come persona, come professionista, talmente esaurito da non anelare nemmeno un cambiamento per sentir scorrere l'adrenalina di nuovo sfide. Preda dello sconforto mi sento sopraffatto da ogni cosa, non ho più la capacità di reagire o contrastare nulla; nemmeno mi sfiora l'idea di farmi trascinare dagli eventi perché comunque sia gli eventi mi travolgono come un'onda anomala lasciando solo distruzione e desolazione in me.
Gli occhi mi si chiudono per il sonno o per la tensione della giornata e sto qui lascindo che le dita scrivano quanto mi passare per la testa interpretando la mia emotività senza filtri e senza elaborazioni dei concetti, sento solo il bisogno di addormentarmi e non risvegliarmi più per restare nel sogno o nell'incubo eterno, non sapendo cosa meritare. Sfinito nel corpo e nello spirito (cerebrale?) lascio scorrere le parole senza preoccuparmi delle conseguene e della loro leggibilità e comprensibilità. I progetti sono terminati, i sogni per il futuro dispersi chissà dove, le aspettative disattese o troppo grandi perché possano arrivare ad essere delle realtà: semplicemente non ho più voglia di vivere. E' giunto il tempo di redarre il testamento e lasciare in eridità quel poco che ancora potrebbe valere di me stesso e dei miei pochi averi.
Il tempo si è esaurito, ne rimane ben poco ed occorre dare una fine alle cose ancora in sospeso per poi abbandonarmi al vuoto più totale.


senza firma

mercoledì, giugno 23, 2010

Del Dormire

Ogni volta, cado in tentazione, è più forte di me... Per non pensare mi butto a fare qualsiasi cosa lasciando scorrere il tempo arrivando a dormire poche ore per notte, così anche l'indomani sono talmente rintronato che la fatica di pensare è tale per cui vivo in un continuo stordimento, impedendomi di pensare. Purtroppo non solo il pensare viene sedato ma anche tutto il resto, levandomi lucidità ed energie per fare! Fin quando si tratta del lavoro, beh poco mi importa tanto riesco a mantenere un livello accettabile di professionalità e di risultati, ma per tutto il resto mi scoccia! Dunque o non dormo e mi perdo in mille cavolate o dormo e torno vigile sia mentalmente che fisicamente. Generalmente non faccio mai una scelta ponderata, diciamo che va a periodi. Ma in questo caso ho fatto un eccezione, per tanto sto cercando di rieducarmi e di tornare ad orari e metodi di vita più normali. Ho voglia di rinascere in qualche modo, ed il risveglio al mattino e come rinascere ogni volta. Non sto parlando di un aspetto spirituale o emotivo, ma semplicemente biologico, fisico.
Nel dormire accadono molte cose, che già molti altri hanno analizzato e sviscerato, a partire dai sogni all'attività cerebrale, dai ritmi fisiologici alle rigenerazioni del corpo. Ebbene da che mi ricordo ho sempre dormito un numero di ore adeguato che, mi sono accorto, rispetto alla media è abbastanza alta ovvero 7 ore. Conosco molte persone che dormono poco più di 4/5 ore e poche altre che dormono oltre le 7 ore per notte. Io nella mia ignoranza sono sempre stato convinto che dormire le ore che ho sentito menzionare come alfa serva a poco, se non a sentire meno la stanchezza, ma è per me certo che andare a coricarsi troppo dopo la mezzanotte non mi giova: quindi voglio tornare ai ritmi di quando giocavo a pallacanestro dove tolte alcune eccezzioni (come il fine settimana) le ore del sonno erano comprese tra le 23.30 e le 07.00 del mattino con uno scarto di un'ora al massimo. L'intento è quello di riprendere una educazione del dormire che mi è venuta a mancare ormai da troppo tempo, un educazione per altro che mi ha consentito sempre di dare oltre il 100% durante la giornata. Sarà che il periodo non è dei più facili, sarà che sono alla soglia dell'età a rischio per un uomo(?)  soprattutto se non si è curato mai abbastanza del proprio benessere, cedendo agli eccessi ed a vizi per niente salutari, ma non posso nemmeno dire che mi piace dormire perché si sogna, perché generalmente non ricordo mai i sogni ed a volte credo di non averne ma tutti dicono che è impossibile, e allo stesso modo non posso dire che mi piaccia dormire in quanto ozioso caratterialmente, semplicemente ho bisgono di vivere una vita sana, ed mia intenzione inziare dal "dormire". Dormire è un momento della giornata in cui le informazioni acquisite si sedimentano ed entrano nelle mie esperienze, è il momento in cui la mente rielabora tutta una serie di dati e vanno a consolidare la memoria, ed al contempo il corpo si rilassa, le funzioni rallentano e tutto il metabolismo si mette a lavorare per risistemare tutto quello che durante il giorno ha procurato stanchezza e tossine: riposo e decongestionamento dei muscoli, riallineamento delle funzioni vitali smaltendo le tossine, bevute, magiate e respirate. Al termine di queste ore di sonno, la mattina successiva, ci si sveglia e si rinasce per una nuova giornata, con nuove energie, nuove conoscenze e nuove capacità di affrontare le fatiche della giornata. Mi manca il fatto di alzarmi ed attivarmi con il corpo, lentamente, mentre la mente resta ancora per un po' intorpidita, aspettando il momento opportuno per riattivare le cellule grige, assaporando il brivido "dell'illuminazione mattutina".
Già tempo addietro avevo parlato di organizzare la mia giornata, settimana, ed ora è giunto anche il momento di sistemare la parte notturna e del riposo delle mie 24 ore giornaliere. Già ieri ho iniziato con il piede giusto e questa mattina è stato piacevole svegliarsi ed alzarsi, seppur non mi aspettasse nulla di bello! E tra poco continuerò questa nuova rieducazione del dormire... chissà che non riesca a riprendere un'attività fisica continuativa.


mr.zugo

domenica, aprile 11, 2010

I Quattro Tempi

C'è stato un tempo in cui vivevo solo in funzione di programmi e di orari (il tempo della scuola), poi venne il tempo della ribellione e della libertà (il tempo dell'università), seugì dunque il tempo del caos, (il tempo dell'indipendenza economica e automobile) ed infine arrivò il tempo del dovere (il tempo della successione e delle responsabilità): questa è pressapoco una sintesi della mia vita sino ad oggi. Se dovessi dire in quale di queste situazioni e modi di vita mi sono trovato meglio ora come ora non saprei dire. Ci sono giorni che vorrei veramente che mi si dicesse come e quando devo fare le cose, altri momenti in cui non vorrei fare altro che decidere sul momento per conto mio, e via così. Qualcuno potrebbe dirmi che la vita è un misto di tutto quello ho scritto, e pur condividendo non sono certo che questa volta la mezzavia sia quella giusta, o quanto meno non è quello che mi occore. Sento la necessità di consolidare e accrescere un equilibrio che nel tempo è andato perdendosi dal tempo della scuola al tempo della successione ho avuto sempre un rifugio dove tornare, ora il rifugio e latitante. Sono consapevole di essere fuggito per qualche anno da tutto e da tutti e per la precisione dal tempop del caos sino ad ora, ogni occasione per allontanarmi era benvenuta e la coglievo al volo e giustificandomi con me stesso e con gli altri prendevo il volo e fuggivo dalla mia vita, scappavo in una direzione che mi obbligava a non prendere coscienza di me stesso, dei miei sogni, delle mie aspettative, portandomi solo a fare delle espereienze ogni volta diverse seppur simili. E' un po' di tempo invece sono che mi sento stanto: stanco di fuggire e con tutta la strada che ho fatto e le  esperienze vissute ne vorrei fare ancora tante, e pur mancandone ancora molte, ho compreso che non potrò mai viverle tutte perché il tempo non è infinito, almeno non per me.
Dunque dopo giorni irrequieti e conflitti interiori, confronti con persone che mi stanno vicino e riflettendo anche sulla vita delle persone che conosco, mi sono chetato; smarrendomi nell'oblio del non sonno e ripercorrendo poi gli insegnamenti di Morfeo, ho risistemato anche l'orologio della mia esistenza. Dall'esperienza accumulata dai miei quattro tempi ora posso finalmente iniziare il mio quinto ciclo di vita. Sembra un po' ripreso dal calendario Maya ma poco male, in fondo siamo il prodotto della storia nostra ed anche altrui.
Questo è un fine settimana interamente dedicato a mestesso, senza meditazione, senza riflessioni troppo impegnate, solo 2 giorni in cui ascoltare quello che il mio corpo, la mia mente e la mia anima chiedono ormai da tempo. La scelta è giunta! Ora posso riprendere il mio cammino senza troppi affanni e senza ambizioni velleitarie. Qualche settimana fa mi venne fatta una domanda che io stesso mi posi: "ma non torneresti a Torino, a casa?"; la mia risposta è stata semplicemente "no". Ora lo confermo, non tornerò a casa se non alle mie condizioni, e nel frattempo devo prodigarmi e costruire il cammino che mi riporterà a casa, che sia su un progetto lavorativo, affettivo, o  altro ancora. Stanco di sfuggire alla mia esistenza, stanco di ricominciare ogni volta, stanco di re-inventarmi in questi frangenti, ora voglio entrare nel mondo dei grandi, degli adulti e vivere la mia vita, per quanto possa sembrare iniqua, sciocca o banale agli occhi degli altri... Per me poter avere un punto di partenza concreto e poter contare su me stesso è più gratficante che inseguire modelli che non mi appartengono.
Ho ricominciato a programmare la mia settimana nelle sue attività, lasciando al libero arbitrio le faccende quotidiane che non posso ovviamente prevedere, affrontando coscienzioso le resposabilità di cui posso essere investito e che mi competono. L'unica cosa che cercherò di evitare è il caos, la mia natura non è quella, la mia natura è assoggettare gli eventi ma restando consapevole che gli imprevisti e altri attori possono scombianre i miei programmi, ma quello che è strettamente dipendente da me, tornerà ad essere gestito seranemente e senza castrazioni! Se voglio vivere al meglio il mio quinto tempo, devo condurre il gioco e non lasciarmi condurre, questo significa anche non essere convenzionale, non lo sono mai stato e mai lo sarò nemmeno per compiacere qualcuno, come in brevi occasioni è accaduto. Dunque nella mia non convenzionalità sommando le esperienze di tre tempi ottengo come risultato il mio quinto tempo! Da qui riparto e questa volta senza troncare nulla di quello che c'era prima, bensì facendone tesoro e portandolo con me, che sia no belle o brutte esperienze.


mr.zugo

sabato, dicembre 26, 2009

73 Giorni Dopo - La Seconda Vita

Parafrasando un filone di film, eccomi qui a 73 giorni dopo l'inizo della mia seconda avventura romana, o per meglio dire pontina. Ebbene un primo consuntivo direi che posso già farlo, anche se mancano ancora 17 giorni al compimento del periodo di prova. Consuntivo... negativo, ma non senza speranze. Si perché in questi 73 giorni ho potuto riprendere un po' contatto con quello che avevo lasciato oltre a iniziare a inserirmi in un nuovo contesto; questo ha fatto si che oltre a ritorvare amicizie sopite dalla distanza ho ritrovato gli stessi personaggi più o meno grotteschi che ricordavo e che avrei voluto non ritrovare così presto, ed invece così non è stato. Lo scenario è cambiato non poco, e devo ammettere, con un non so che di apocalittico viste e considerate le non poche defezioni che ci sono state e che ancora ci saranno, oltre a vedere un progressivo declino della professionalità. Quelle poche energie positive che mi hanno spinto a riprendere la seconda vita era la possibilità di vivere da lontano Roma sia come città sia come ambientazione delle persone (intendendo in questo caso quelle che gravitano intorno al lavoro), ma una piccola parentesi ha fatto si che mi si riproponesse quello che avevo abbandonato, obbligandomi così nuovamente a snaturare quello che è il mio essere. Poco male in fondo una tuffo nel limo del passato ci poteva anche stare, cosicché potessi fin da subito non sottovalutare la realtà delle cose. Realtà che come sempre nasconde macchinazioni di cui questa volta posso starne fuori, situazioni ambientali che si sono rivelate avverse per certi aspetti ma che mi consentono di fortificare il carattere e prendere così poi un domani il soppravvento sulle esperienze inadeguate degli altri. Non nego che la confusione per un certo periodo ha fatto si che mi ritrovassi disorientato, ma ora che ogni cosa pare stia prendendo il suo equilibrio e la sua posizione nell'ordine delle cose, mi viene più facile vedere e programmare i miei passi futuri. Maturato dall'esperienza precedente, oggi posso vivere sereno quel tanto che basta per alzarmi ogni giorno e far fronte alle quotidianità, senza dovermi preoccupare troppo di quanto mi accade intonro e non per sufficienza o menefreghismo, bensi perché coscente che quanto è il mio essere è sufficientemente forte da far fronte a quanto gli altri possano tentare di pormi davanti come ostacolo. Una seconda vita è veramente iniziata, in meno di 20 anni di lavoro (ovvero solo 12) ho raggiunto l'equilibrio che altri raggiungono solo al termine della propria carriera, quella serenità e professionalità che mi permettono di tornare a casa tutte le sere sufficientemente soddisfatto del mio operato e dormire sonni tranquilli, avendo però anche ancora del tempo da dedicare a mestesso al contrario di un tempo. Un seconda vita in equilibrio tra doveri e piaceri, tra conoscenze ed amicizie, tra obblighi e libertà di scelte. Dopo 73 giorni ho già metabolizzato e contestualizzato questa mia nuova avventura, almeno a me stesso: un punto di forza non da poco. Ancora 17 per superare lo scoglio della prima incertezza per poi prendere la rotta verso un decennio di navigazione verso una rotta che solo il sottoscritto al momento immagina, una rotta non facile, ma di certo con ambizioni diverse da quelle che comunemente altri cercano di realizzare. Oggi mi è venuta voglia di scrivere questo post e la casualità ha voluto che il numero di  giorni dalla mia partenza corrispondessero al numero che rappresenta l'anno della mia nascita: buffa questa cosa ma di certo parlando di una seconda vita non poteva che avere questa corrispondenza. 


mr.zugo

martedì, dicembre 01, 2009

La Nera Vena

C'è sempre quel periodo in cui non si riesce a vedere la luce... massì quella in fondo al tunnel, quella che fa sperare che tutto si sistema e che tutto andrà meglio. Sinceramente non so se ho voglia di vedere quella luce laggiù in fondo. Passano i giorni e mi sto perdendo con persone che non conosco, di cui nulla so e forse nemmeno voglio sapere, se buone o cattive, se rispettabili o delinquenti; sono avulso dalla realtà vivo vite separate e parallete al momento oltre alle varie identità virtuali ne ho altre tre che ancora non hanno pace, seppur per motivi diversi. Una vuole e cerca l'annientamento, per semplice vigliaccheria, consumarsi sino a scomparire del tutto accelerando ogniqualvolta sia possibile gli eventi autodistruttivi; una che vorrebbe essere solo altrove, già il mio altrove che ogni tanto mi ritrovo a scrivere nei profili di internet perché vorrei andare altrove, senza una meta precisa ma lontanto, ogni volta da quello che vivo nel presente; una logorata dalla doppia vita che conduce tra luci ed ombre.
Da ragazzo ci pensavo alla morte oggi la vorrei incontrare, non ho più stimoli di alcun genere se non vivere alla giornata senza pormi troppi problemi per l'indomani, ma quello che più mi sconvolge e la facilità con la quale continuo nelle cose di tutti i giorni senza lasciar traprelare nulla di quelle che non voglio io, ho quanto meno è questa la sensazione che io ho. La continua ricerca dell'isolamento che poi va a cozzare con la frequentazione di personaggi ogni volta sempre più anomali, strampalati e forse addirittura inadatti a me, ma non me ne curo e lascio che le cose procedano da sole. Non sopporto più nulla della quotidianità, ne la TV che oramai sono 5 mesi che non vedo per più di 3 minuti nelle poche occasioni che capita, non leggo giornali e stancamente leggo le notizie da internet dove si sa, la bufala è all'ordine del giorno; le relazioni sociali sono costruite sullo scambio minimo sindacale per poter lavorare senza troppe complicazioni, la maschera è sollevata al punto giusto. Il rispetto oramai pare essere decaduto a semplice merce di scambio, la tolleranza e dei religiosi e non più delle religioni, la dignità ha cambiato ufficialmente nome in scordatela, l'umiltà è la quotidianità dei buoni che si sa prendono solo mazzate, e dunque io cammino "ciancicato" per la mia vita, tanto scocciato da non farmi la barba per giorni e non curarmene affatto, avere la necessità di trovarmi una sistemazione indipendente e non concludere mai e vivere accampato in uno stabilimento dove ora non c'è nemmeno più il riscaldamento e l'acqua calda; che poi basterebbe chiamare qualcuno e tutto torna in ordine, ma non me ne importa e forse domani sera dormirò in auto buttato da qualche parte come uno zingaro. Non c'è vita, non c'è entusiasmo... non ce più nulla che abbia un valore o un'etica per la quale vivere decorosamente. Chiunque io sia per ora non voglio in alcun modo vedere la luce del tunnel, voglio stare nell'oscurità come i pesci degli abissi, al freddo quasi immobile, orrendo e sconosciuto se non addirittura ignorato e dimenticato. Non ho più forze, non ho più istinti di sopravvvivenza, come la canna di bambu mi lascio sbattere dal vento, sperando addirittura di spezzarmi ma senza che succeda mai.  Ascoltando annoiato note classiche o più forti come quelle del rock sto qui a scrivere della mia nera vena che pulsa nella testa, nel corpo, nello spirito... dovrei domire ma non voglio, voglio stare sveglio e dormire in auto mentre guido che sia una strada o un'altra non importa basta dormire anziché guidare, tanto da queste parti nessuno se ne cura più di tanto. Una sconfitta annunciata, null'altro che questa: una sconfitta annunciata. L'oscurantismo sta salendo e non se ne andrà più, troppi gli sforzi vani, troppe le energie impiegate senza risultati, troppa spiritualità mal coltivata, in fondo è vero, non sono altro che un piccolo uomo, che scappa dalla sua vita e dalle sue responsabilità dunque un'inetto fallito e vile! Le ombre si allungano e mi abbracciano... attendo impaziente il buio eterno!
 


il nulla è in me

giovedì, novembre 12, 2009

Per Chi Suona la Campana?

Da ragazzino sognavo il giorno in cui sarei diventato adulto! Oggi sogno il giorno della mia vecchiaia e conseguente recessione a decerebrato. Le aspettative sono state disattese: nonostante abbia oramai 36 anni, ancora mi sento dire cosa devo fare e come lo devo fare; ancora accade che sia messo a confronto con l'esperienza e la maturità altrui, anche quando forse non c'è. Qualche giorno fa ero assolutamente stanco fisicamente e mentalmente al punto da lamentarmi di come venivo trattato, poi a forza di lamentarmi mi sono stufato della mia stessa lamentela e dopo un pacato confronto con una persona che rispetto, mi sono ritrovato a dire questa presuntuosissima frase: "... non mi sottovalutate! Non sapete chi avete difronte e con chi avete a che fare." e mentre lo dicevo i miei occhi erano fissi, imperturbabili, ero solido e in equilibrio. La fine è giunta. Torno nella "fossa dei più furbi" e pertanto io torno ad essere "maligno, falso, opportunista e instabile" quanto meno agli occhi dei più, l'ennesimo personaggio che attraversa la mia vita mi stava insegnando a stare al mondo e dirmi come dovevo regolarmi in un determinato contesto sia lavorativo sia personale, e questo accadeva dopo che le persone ignorantemente hanno abusato delle mia fiducia e che si sono arrogati il diritto di vivere la mia vita per me e scegliere al posto mio, cambiare le condizioni senza confrontarsi e senza condividerlo con me. Di dignità occorrerebbe parlare, ma anche di educazione e di onestà intellettuale, ma sapete cosa vi dico? Oramai sono totalmente disilluso e stanco di adoperarmi per dare anche il mio contributo... che non ne ho più voglia, ne di raccontare, ne di discutere, ne di condividere niente con nessuno. Ho solo voglia di tornare ragazzino decerebrato che non sa nulla del mondo e da ribelle ascoltare quello che gli altri sanno meglio, fanno meglio, vivono meglio di me, ma poi fare come dico io. Ascoltare tutti, dare ragione a tutti, ma poi vilmente, egoisticamente, meschinamente fare a modo mio. Invidio l'età delle non responsabilità e l'età in cui si viene emarginati perché troppo "rincoglioniti" per saper come va il mondo di oggi.
Qualche settimana fa ho scritto di persone da cui mi è dispiaciuto allontanarmi, cosa che confermo tutt'ora ma con una postilla: mi scuso fin da ora se non sarò più presente come prima ma ora non ho più energie per continuare a rendermi disponibile ad oltranza e venire tacciato di incapace di affrontare i casi della mia vita; se verrò cercato saranno tutti accolti a braccia aperte sempre senza giudizio e senza rancore, ma non riesco più ad essere me stesso, voglio fuggire nella menzogna, farmi forza della falsità e vivere da opportunista. Ad essere il bravo ragazzo non ci si guadagna niente, anzi! Visto che tutti si nascondono dietro qualcosa, perché non posso farlo anche io? Ognuno ha problemi più grandi incofessati, perché non io? Gli altri sono sempre i migliori in tutto ed i più cazzuti sul lavoro, perché non io?
In conclusione posso essere quello che voglio o quello che vogliono gli altri. Qui sono sempre stato mestesso, al punto da rendere palese quanto sono contorto e oscuro nei miei pensieri (e poco fa mi sono anche "sputtanato"a vita) ora possa anche smettere di scrivere qui. Devo impegnare le mie energie ad essere quello che tutti si aspettano che io sia, visto che io non so o non posso capire e non sono all'altezza dei "giochi" degli altri.
 


mr.zugo vi saluta

venerdì, ottobre 16, 2009

La Mia Vita Come un Replay

Che stranezze succedono nella vita di un uomo... soprattutto nella mia. Chi l'avrebbe mai detto che la mia seconda avventura a Roma sarebbe stata come rivedere un film, rivedere quel che è accaduto poco prima come in un replay. Ebbene si, caso vuole che sorvolando su alcuni dettagli, tutto sta accadendo come 5 anni fa, forse sarà il fatto di aver anticipato l'arrivo rispetto alla volta precedente, forse perché nel rivedere il replay alcuni dettagli sono più nitidi, ma resta comunque il fatto che sto facendo un'esperienza fotocopia. Sto ripercorrendo grosso modo gli stessi passi di allora, sia con il lavoro, sia con la vita dopo il lavoro. Ma andiamo con ordine.
Riprendendo il discorso della sede lavorativa, ora al termine dei primi due giorni di lavoro, mi sembra abbastanza probabile che a Pomezia ci andrò non prima di febbraio salvo anticipazioni dei tempi per fare pressione alle strutture preposte, ragion per cui dovrò trovare una sistemazione temporanea per Roma ed evitarmi così l'andirivieni tutti i giorni da Pomezia a Roma e viceversa (circa 65 km al giorno col traffico locale improponibile). Nell'ambito lavorativo dunque si diceva che dovrò restare nella sede dicamo amministrativa, dove mi sento come 5 anni fa, un po' mal visto ed un po' in disparte, ma certamente utile per essere sottoposto alla maggior quantità di mole di lavoro visto il periodo di transizione e di confusione che verrà: peccato che nessuno tenga in considerazione le mie aspettative. Ma proseguiamo dopo il lavoro ho dovuto affrontare non poche, ma piccole, difficoltà logistiche per la sistemazione quantomeno notturna, considerato che gli accordi pre-assunzione sono stati totalmente disattesi e dimenticati, ma tant'è che abituato a fare lo zingaro ho già provveduto a minimizzare la spesa per i pernottamenti, e soprattutto a trovare suoluzione ai miei problemi, contingenti sino a fine mese e poi per una sistemazione consolidata per i mesi a venire. Vorrei raccontare delle mie peripezie ma temo i commenti per cui questa volta non scenderò nel dettaglio dei pernottamenti, ma sappiate che c'è mancato poco che non andassi in un dormitorio comune per lo più popolato da indiani e pakistanti, che gentilemente mi hanno concesso di andarmene senza troppe storie (dopo tutto questa città ha i suoi vantaggi). Con questo fatto di rifiutare una stanza ho avuto modo tramite passaparola della sera precedente di rimettermi in contatto con il mio primo locatario della prima discesa nella capitale, il quale mi ha permesso di evitare di dormire sotto uno dei ponti del Tevere per questa notte e per i prossimi giorni; oltre a questa immediata disponibilità chiacchierando è uscito fuori la possibilità di prendere una stanza non molto lontano da dome vi trovo ora, per i prossimi mesi restanto nel budget che mi ero prefesso. Ovviamente non sarò indipendete, essendo dentro la città non credo di poter pretendere di spendere certe cifre ed essere totalmente autonomo e solitario, ma a seconda delle sensazioni e possibilità che avrò deciderò se approffittare dell'opportunità, si anche perchè sono in parola per altre informazioni per altre sistemazioni, e tutto questo in meno di 2 giorni. Questa parte è praticamente la condensazione dei primi 18 mesi di permanenza a Roma, che in questa occasione si contrarranno a poco più di 10 giorni termine entro il quale voglio svincolarmi dall'ospitalità, ormai forzata, che ho ottenuto dall'azienda per cui sono venuto a lavorare. Resta forse ancora un piccolo jolly per il quale potrei anche evitare per qualche settimana di sborsare mia pecunia, ma per il momento non ci spero troppo più per scaramanzia che non per impossibilità oggettiva della cosa. Concludendo dunque sto ripercorrendo gli stessi passi o quasi in tempi più brevi e un po' diversi, ma certamente la sensazione dei ricorsi di alcune situazioni mi fa pensare... e se comincio a fare questi pensieri, forse forse comincio a intravedere una luce in fondo al tunnel dell'idiosincrasia che mi è venuta. Mi auguro solo che altri pensieri, ricordi mi supportino nel affrontare e dipanare le mie future vicissitudini.

mr.zugo

domenica, ottobre 11, 2009

-1 & Giorno Zero

Eccomi qui, nella mia stanza d'albergo a poche ore dall'inizio della mia nuova avventura lavorativa che sta iniziando come un odiessea vera e propria. Dal dubbio iniziale instillatomi prima di partire, di quale sarebbe stata la mia sede lavorativa, scopro un'ora prima di partire che sarò gitano a tutti gli effetti. Inizio domani ore 08.30 presso la sede di assunzione per poi avere distaccamento presso la sede di Roma per almeno 3 mesi, giorno più, giorno meno. Cominciano le danze dunque!
Comuqnue sia, dopo un'altra risata per questa lieta novella, finsico di preparare le valige ed alle ore 16.12 sono in auto in partenza verso la mia destinazione; alle ore 17.34 passo lo svincolo di genova verso livorno in perfetto orario, procendendo verso la mia destinazione, ma haimè mi sovviene gran fame e dunque scelgo di fare una prima fermata per liberarmi dal languore. Solitamente faccio solo due fermate in questo viaggio verso la capitale, ma questa volta ne faccio ben 3, perchè voglio fare un viaggio tranquillo e sereno, per cui mi fermo ancora alle 19.45  prima di imboccare l'aurelia e ultimo stop alle 22.30 circa per l'ultimo caffè prima della tappa finale, nella quale mi trovo e da dove sto scrivendo, in fretta e male per evitare che la batteria del mio portatilino catorcioso, mi abbandoni sul più bello, ma certo è che qui h più segnale UMTS che a casa mia! Dunque sono arrivato a destinazione al giorno zero... tra qualche ore inizia tutto questo nuovo viaggio, ma faccio davvero fatica a non pensare a quello che qualche ora e fa e l'altra notte ho provato dentro di me; era da tempo che alcune esternazioni non si presentavano, era da tempo che non mi esprimevo in modo palese, ed invece tutto questo è tornato, tutto insieme, travolgente e avvolgente. E non smetterò di ringraziare chi mi ci ha fatto arrivare pur passando da Piacenza, e spero di non disattendere le aspettative di chi mi vuole già accasare in queste nuove lande, e spero di farmi perdonare da chi poeticamente condivide i suoi pensieri anche con me, o di continuare a stupirmi di come posso essere visto (omone piccolo). Il tempo è trascorso, ma non lo voglio concedere all'oblio, oggi sarà una giornata campale, da come io inizierò io proseguirò, è questa volta voglio... si voglio e non vorrei, voglio iniziare amando, voi che mi leggette, voi che di me scrivete, voi che commenterete... voglio amare la vita perché così mi è stato insegnato in questa parentesi torinese  in mezzo alle mie vite romane! Il destino o un dio non so chi ma questo ha voluto per me, è ne farò tesoro, perché solo io so quanto mi è stato donato, le parole non basterebbero, dovrei abbracciare tutti con tutta la gioia di cui un mondo possa essere fatto. Non è un addio, è solo un arrivederci, per una volta ho deciso di scegliere il mondo che mi piace e me lo voglio tenere! Ed ora prima che la batteria mi molli sul più bello buona notte!

mr.zugo

giovedì, settembre 03, 2009

Demoralizzato... Furibondo

Oggi va così, e non solo oggi... questi ultimi 2 mesi devo ammettere faticosi, e non certo per la parte fisica o lavorativa, ma solo ed esclusivamente mentale e morale. E temo che sarà solo l'inizio le cose paiono davvero immobili. Quello che più mi spiace e che i pensieri più oscuri prendono sempre più spazio rispetto ai pensieri positivi, anche se cerco di sforzarmi ad essere positivo, attivo e propositivo... La tenuta mentale e morale nonostante lunghi periodi di allenamento questa volta sono stati messi a dura prova dalla sudditanza delle decisioni altrui, decisioni insindacabili e inderogabili. Mi sono concesso ancora un po' di tempo, poi purtroppo non avrò più scelta, me ne resterà solamente una: lasciare libera la "Bestia". Questa ultima risorsa non sarà di quelle piacevoli, solitamente accade che gli "sfraceli" sono assicurati e dolorosi. Come nel post di FataMatta e di abacublog probabilmente questo è il periodo di un ciclo basso in cui prendere coscienza e attenzione su di se nei tempi e nei modi che non possono essere controllati ma solo seguiti e fatti propri. Sono certo che ad ogni modo l'andamento cambierà, quando sarà il giusto tempo e con le giuste persone, incasellando eventi e scelte che pur nascendo dalla liberazione della "Bestia" per me saranno solo una spinta positiva in avanti per un altro piccolo passo di crescita. Per questa volta mi concederò il lusso dell'egoismo e non solo, in fondo come un tempo sopravvive il più forte, spero solo di riuscire a non ferire persone che mi sono vicine, perché la Bestia è cieca, colpisce frontalmente e con cognizione di sorta, non ha freni morali, etici e non si preoccupa delle conseguenze: lotta solo per raggiungere la sua quiete, con ogni mezzo. Tremo alle parole che sto scrivendo ma oramai...