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mercoledì, luglio 08, 2015

Parole Evocate - "mamante"

L'Amante di Marco Amore - fonte www.ioarte.org
Qualche tempo fa, facendo un po' di pulizia nei vari miei "cofanetti dei ricordi" mi sono imbattuto in una quaderno: al suo interno ho trovato con mia sorpresa anche una busta, vuota ma sulla quale avevo scritto alcuni miei pensieri. Non ricordo bene quando ho scritto queste parole, ed è strano per me non poter individuare un periodo perché solitamente, oltre a firmare ogni pezzo di carta su cui scarabocchio un disegno o delle parole, metto sempre una data data, fosse anche solo l'anno. L'unico indizio è la busta che riporta una intestazione di una azienda per la quale ho lavorato tempo addietro e dal modo di scrivere e dal contenuto e dalla firma, non posso che pensare ad un unico periodo che va tra il 2007 ed il 2010.
Dunque per non lasciare che la carta sbiadisca ulteriormente e che quelle parole vadano perse, ve le ripropongo qui nella loro versione originale:

Fin dal primo mattino non aspetto che te, penso come potresti essere, d'umore, come sarai vestita e come ti sarai acconciata i capelli. Non sei mai banale qualunque sia il modo in cui ti presenti. Ognuno che ti conosce non può fare a meno di te, che tu voglia o no. La tua voce, il tuo sorriso e tutto il tuo corpo sono una fonte inesauribile dalla quale voglio dissetarmi. Difficilmente ti neghi, ma al contempo sei più generosa con chi ti aggrada.Illumini la giornata di tutti accogliendoli come una mamma premurosa e gentile ma il tuo essere donna va oltre a questo, il tuo sguardo caldo e suadente incorniciato dal sorriso che splendente e radioso ammalia chiunque, come il tuo corpo leggero e flessuoso accende la passione di chi ti può osservare e godere della tua solarità.Tu sei la "mamante" che chiunque vorrebbe: accogliente e gentile come una mamma, eccitante ed invogliante come un'amante. Tu non lo sai ma ti amano tutti perché racchiudi l'amore e la passione in un'unica anima. Pochi leggono il tuo corpo ed il tuo sguardo ed ancor meno ascoltano fino in fondo la tua voce, lasciandosi solo irretire dal tuo splendore.Non sei la perfezione ma sei la sua migliore espressione, con i tuoi piccoli difetti ti rendi umana e raggiungibile, vera ed unica. Ti cerco dal primo istante che posso, da quando sei entrata nella mia anima e ti ho vista per la prima volta... anzi no, dalla prima volta che ti ho sentita parlare, quando ancora eri lontana.Una fonte, una fonte dell'immortalità, ogni istante con te non è banale, non scontato (almeno per me). Sei entrata nel mio cuore e nella mia anima e come un seme nella terra sei cresciuta più di quel che mi aspettavo, portandomi al conflitto di ogni uomo: mamma o amante? Ma con te non si può scegliere sei la la "mamante" calda e rassicurante come una casa, invitante ed appetitosa come un frutto di stagione, di ogni stagione!Piango ora all'idea di non poterti più vedere, di non poterti ascoltare di persona, di dissetarmi nella tua anima.Mi consola solo che esisti e che sei entrata in me e che anche altre anime meritevoli potranno gioire come ho potuto avere l'onore io!Sono grato al destino di avermi condotto sino a te.

La forma di certo non è stata della migliori: è certamente una delle mie espressioni "analogiche", parole scritte di pancia mentre ero in uno dei tanti viaggi tra Roma e Torino, quasi sicuramente dettate da un ricordo di un passato precedente con il quale ancora non avevo tirato le somme. Se volete la potete considerare come una lettera di accomiato da una amante.

venerdì, maggio 30, 2014

Non Casualità

Maurits Cornelis  Escher - Encounter, 1944 - Litografia
Più passa il tempo è più mi convinco che nulla accada per caso, pensiero che in quest'ultimo anno è andato consolidandosi a seguito di eventi che, seppur casuali, messi insieme definiscono un percorso ben preciso. Tale percorso non è ovviamente uguale per tutti, vuoi per le esperienze che si vivono, vuoi per le persone che si conoscono e si frequentano, vuoi per le scelte che ognuno di noi fa in base ad esigenze e presupposti diversi. La non casualità che mi riguarda, sinceramente, la trovo però alquanto singolare e per certi versi anche rassicurante.

Quello che è accaduto in questi ultimi mesi ha quasi del mistico o qualcosa del genere che non riesco a definire con una sola parola. Per prenderlo in senso cronologico gli eventi scatenanti che mi hanno fatto riflettere sulla non casualità della mia vita cominciano un anno fa o poco più con l'incontrare un prima persona legata al mio antico "amore sportivo" ossia la pallacanestro; dopo decenni di lontananza e di percorsi diversi incontro il primo ex compagno di gioco sulla metro di una città diversa dalla nostra di appartenenza a cui è seguito anche il viaggio in treno per il rientro ognuno a casa propria; anche il secondo fortuito incontro, sempre con un ex compagno di squadra, è avvenuto nella movida torinese in mezzo a una moltitudine di persone durante una notte bianca. Così inizia questo viaggio nel ritorno al passato in cui nei momenti più disparati e nei luoghi meno presumibili si propongono e si concretizzano questi incontri con persone del passato o molto vicine al mio passato come ad esempio incontrare una nuova persona che lavora e conosce miei ex colleghi di un lavoro giovanile presto abbandonato e presto dimenticato, piuttosto che ritrovare un collega solo qualche settimana fa sempre legato allo stesso lavoro giovanile mentre eravamo entrambi a sostituire gli pneumatici delle nostre auto. Altro caso diventare oggetto di attenzione su un gruppo di un social network al punto di riaccendere i ricordi giovanili degli aderenti a quel gruppo sui tempi della giovinezza, che si tramutano anche in qualcosa di concreto ritrovandomi inviato a un ritrovo proprio in memoria di quei tempi trascorsi all'oratorio del paese. O ancora Incrociare al lavoro una persona conosciuta 20 anni prima lavorando per altra azienda ma scoprendo di aver lasciato un segno, fosse anche solo per la mia poco invisibile mole. Sino ad arrivare a poche settimane fa incrociando anche qui in mezzo a miglia di persone un blogger conosciuto e frequentato solo qualche anno fa prima che le nostre strade divergessero nuovamente. Persone, ricordi, esperienze che si riaffacciano alla mia memoria, a volte supportate dai nomi a volte solo riconoscendo il volto, ma procurando sempre un contatto ed uno scambio di memorie anche se per brevi momenti. Un passato che si ripropone raccogliendo diverse età della mia vita, passando dalla adolescenza, attraversando anche l'infanzia, la fresca maggiore età sino ad arrivare a persone anche conosciute e frequentate solo qualche anno prima.

La singolarità di questa non casualità sta nel fatto che nonostante abbia girato in lungo ed in largo, soprattutto in questi ultimi 10 anni, anche a distanza di centinaia di km, non restando mai più di qualche anno nello stesso posto, la vita sembra rincorrermi, raggiungermi e ricordarmi chi sono a da dove vengo. Il beffardo destino vuole essere presente nella mia non continuità per assicurarsi che io tenga ben a mente chi sono, quale strada ho percorso per arrivare ad essere quello che sono oggi. Se 20 anni fa pur percependo segnali e situazioni simili a quelli che sin qui ho descritto, non gli davo una valenza, prendevo quei momenti con più leggerezza di quanto non faccia ora che ho degli anni in più; potrebbe essere solo un modo diverso di percepire il tempo trascorso e quindi dando un peso maggiore agli anni trascorsi, sentendo la vecchiaia... ma se ci rifletto bene invece non può essere questo, a ben considerare io non ho mai considerato il tempo trascorrere riscontrabile dal fatto che non festeggerei mai il mio compleanno e non ricordo mai quello degli altri), ogni giorno successivo all'altro per me sono scanditi dai calendari non dal mio sistema di vita, se ripenso coscientemente al passato mi sembra che sia passato solo una settimana o un mese non molto di più.

Tuttavia resta il fatto che la non casualità di questi eventi oramai mi balza all'occhio e mi fa riflettere che il mondo è piccolo, molto piccolo perché pur allontanandomi dalla mia casa tutto mi si riavvicina che io lo voglia o meno di conseguenza la riflessione che mi viene da fare e che non mi resta che vivere con il miglior spirito questi eventi e godermi i freschi ricordi del passato che di tanto in tanto spunteranno dietro il prossimo angolo.

domenica, marzo 03, 2013

Hiroshima Mon Amour


Era da tempo che non andavo in questo locale, qualche anno devo dire, in parte per il fatto che avevo spostato il domicilio presso altra regione per motivi di lavoro, ed in parte perché il giro delle amicizie è cambiato notevolmente oltre ad essersi anche ridotto notevolmente. L'Hiroshima Mon Amour a fine anni '80 era situato nel centro della città ed sempre stato un circolo culturale molto attivo e frequentato proponendo diversi eventi musicali e non accogliendo sempre tutti coloro che volevano trovare un luogo ad ampio respiro senza discriminazioni o scelte di alcun genere. Tra la fine degli anni '90 e l'inizo del 2000 si sposta in una zona più periferica della città ma non perde smalto e seguito, anzi, forte dei nuovi e più ampi spazi si fa più forte restando una delle realtà più solide e presenti nella città. Quindi ancora oggi prosegue la sua vita di associazione culturale accogliendo sempre tutti e proponendo molti eventi incontrando il gusto di parecchi torinesi.
L'ultimo martedì di febbraio, grazie al promemoria di una amica, seppu correndo un po' sono riusto a partecipare ad una delle serate proposte dal HMA, ovvero in occasione del 20ennale di NEWS, principale pubblicazione di Torino che riportata tutti i maggiori eventi e mette a disposizione l'elenco di molti locali della città sabauda,  ha proposto una serata gratuita nella quale poter gustare la comicità grazie allo spettacolo "Scusate il disagio": 
«Cabaret a ritmi televisivi per lo spettacolo condotto da Beppe Braida con la partecipazione di: Gianpiero Perone, I Mammuth, Max Pieriboni, Dedio, Marco Bertone, Mauro Villata, Enrico Luparia, Claudio Sterpone, Vanessa Giuliani, CD ROM,  Elena Ascione, Massimo Pica, Vito Garofalo, Wuoz, Pis&Lov, Amedeo Visconti, Norberto Midani, Francesco Damiano.

Beppe Braida ha riunito attorno a sé un “manipolo”…di ottimi comici per portare live i ritmi delle migliori trasmissioni televisive. Due ore di spettacolo dove l’incalzante susseguirsi di cabarettisti inchioda gli spettatori davanti al palco in un continuo di risate ed applausi.
Fulcro attorno al quale ruota tutto lo show è Braida che nel tempo ha dimostrato di saper giostrare abilmente doti di intrattenitore, di comico, di spalla, mettendosi così al servizio del progetto stesso: un mix esplosivo di talento e professionalità che arricchiscono ulteriormente uno spettacolo di altissima qualità».
Ed infatti è stata una serata piacevole, poco meno di 2 ore in cui si è potuto dimenticare la giornata lavorativa e qualche preoccupazione personale e ridere all'insegna della comicità proposta da questo gruppo di personaggi davvero esilarante e coinvolgente. E pensare che non guardo mai questi spettacoli inTV perché non mi danno nessuna emozione, ma dal vivo è sempre una cosa diversa, più calda, coinvolgente ed esilarante, forse perché è più facile vedere le mimiche, le sfumature dei personaggi  e respirare l'atmosfera del palco e della sala degli spettatori, mentre dalla TV restano troppo lontani e freddamente poco coinvolgenti. Comunque sta di fatto che per la durata dello spettacolo mi sono sentito leggero come da un po' non succedeva. Purtroppo terminato lo spettacolo ho dovuto fare i conti con le responsabilità e soprattutto con la fatica degli orari di sveglia e lavoro, per cui non ho potuto assistere anche al concerto che seguiva dei "Disco Inferno" ma mi sono sono ascoltato solo la parte introduttiva mentre mi accomiatavo dagli amici con cui mi ero ritrovato.
E' stato piacevole ritornare al Hiroshima, mi ha fatto fare un tuffo nel passato della mia gioventù un po' più spensierata rispetto alla vita odierna. Dovrò ricominciare a seguire questo circolo potrebbe darmi qualche nuova opportunità di svago.

martedì, luglio 03, 2012

Senza Un Domani

Non riuscirò mai a fare pace con quell'entità, con il fato, il destino o qualunque nome possa avere!
Ci sono paesi, piuttosto che zone geografiche particolari nelle quali si intrecciano fili invisibili ma tanto taglienti da togliere le speranze ad anime troppo giovani, togliere loro il domani. Non venitemi a dire che alcuni di loro se la sono cercata, non venitemi a dire che sono i migliori che se ne vanno, non c'è niente da dire. Quello che fa strano e che spesso sono tutti concentrati in pochi luoghi, od almeno così mi sembra, non sia mai che il senso della realtà sia così limitato, quando invece accade così troppo spesso ovunque.
Non accetterò mai che ragazze come Giuliana, Sonia, Sara o ragazzi come Riccardo, Stefano, Igor, Alessandro, Daniele e tutti gli altri di cui ora mi sfuggono i nomi, non abbiano avuto occasione di avere un domani. Una seconda possibilità dovevano poterla avere, ed invece niente. Restiamo noi, che si spera non ci si scordi i loro nomi od i loro volti perché altrimenti sarebbe ancor più triste, perché starebbe a significare che non hanno lasciato nulla; invece non è così, qualcosa lasciano sempre e se sembra di no è colpa nostra che non siamo stati capaci di vedere ed ascoltare quello che avevano da dire.
Mi capita da solo, o sull'impulso di notizie stronze  della perdita di qualche giovane vita che mi ritornano tutti in mente, almeno i loro volti (non me ne vogliano se non rammento tutti i loro nomi), ma sono lì ognuno nel suo miglior giorno di un tempo che non c'è più. Chi per fatalità, chi perché ha superato impropriamente dei limiti, chi senza un vero perché... sono lì nella mie mente ed alcuni di loro anche nel mio cuore.

Siamo diventati troppo longevi, e non abbiamo più la pietà di lasciare il giusto spazio ai giovani, siamo diventati egoisti e non lasciamo più alla gioventù di essere tale, permettendo loro di essere più grandi di quanto non siano e concedendo troppo quando non hanno le forze per camminare da soli in questo mondo enorme e troppo complicato ormai. Leggere in un sms della prematura scomparsa di 3 ragazzi, mi ha fatto sentire insignificante.Il futuro erano loro.
Ora tocca a noi che siamo restati fare anche la parte di quelli che non ci sono più.

"Fanculo anche all'inevitabile!!!"

domenica, maggio 20, 2012

Clessidre Corte


Finita un'altra stagione
dal torpore si esce come una farfalla dal bozzolo
spiegando le ali, rattrappite, per distenderle
rivolgendosi alla prossima stagione
 

     il battito d'ali non sarà breve ma certo intenso
     forse come per le farfalle...

Comincia il cammino verso il prossimo mutar del vento,
nel frattempo però è bene godersi ogni istante,
ogni attimo e coglierne l'essenza nella sua unica bellezza
come non ci fosse altro

     attesa che non sarà breve ma certo intensa
     più dell'attesa del periodo della fioritura...

Distendere le braccia, riaprire gli occhi e respirare a pieni polmoni
risvegliando l'animo per suggere della vitalità dell'esistenza
non importa se non splenderà il sole, amabile è anche la pioggia
quel che conta e non smettere di dissetarsi di questa unica e sola esistenza

     brevi saranno i sorsi, ma certamente intensi
     forse paragonabili al bere un "cicchetto"...

Non c'è molto tempo a disposizione ed è d'obbligo inneggiare al presente
consapevoli che sarà passato alla volta di un incerto futuro
siamo fortunati ad avere a disposizione ogni volta il giorno dopo per
concedersi rispetto per ottenere rispetto

     mai dimenticare di essere vivi e di vivere ogni dì. 

     Ci accompagnano sempre clessidre dal tempo troppo corto!

venerdì, maggio 11, 2012

Quando il Gioco si fa Duro...

Dovrei andare a dormire per recuperare un po' di energie non tanto fisiche quanto mentali, ciò nonostante apro la cartella degli mp3 e seleziono un po' di canzoni e mi lascio trasportare dall'istinto ed attivo la connessione internet, apro il browser e vengo qui a scrivere. Appena è partita la musica la mente torna a qualche riga condivisa con una amica e penso che per motivi diversi e con valenze e importanze diverse ognuno di noi si trova in diverse occasioni di fronte a delle situazioni che ci mettono in difficoltà, oppure in crisi o quanto meno ci si ritrova con tante domande, poca serenità ed in alcuni casi senza ci sente anche prevaricati da qualcuno, qualcosa. Gli stati d'animo sono mesti, grevi! Tutto sembra girare contro la nostra felicità e la nostra serenità emotiva, spirituale e mentale. Io sto forse terminando uno dei momenti più complessi per quanto posso ricordare, di certo non il peggiore, ma c'è una buona dose di complicazioni. Per lo più sono economiche accompagnate anche da la mancanza di autostima lavorativa. Da poco più di un mese mi si stanno sommando spese impreviste che stanno intaccando la mia capacità economica di sopravvivenza, eppure sono mesi che limito le spese superflue e non necessarie eppure non è bastato. Sia chiaro non è il solito discorso lamentevole sul fatto che tutto costa di più o che il governo ci sta opprimendo, ormai sono totalmente immune a questo (o se volete rassegnato), mi preoccupa il fatto che questa fase calante non stia terminando e nonostante la massima attenzione che metto nel gestire le spese, non riesco a stare a galla. Tutto questo mi preoccupa e mi toglie serenità. Anche sul lavoro non trovo i giusti equilibri, per diverse questioni sono stato collocato in un contesto che mi fa stare nello stesso modo in cui stare se indossasi gli abiti sbagliati; le mie nuove mansioni sono in fondo le stesse che ho svolto qualche anno prima. Tali mansioni mi avevano talmente saturato e "nauseato" che mi avevano portato a trovare nuovi stimoli e nuove ambiti, che seppur trovati ora sono andati persi. Oltretutto vivo tutto questo ritorno al passato in modo sofferente e demoralizzante, pensando una volta di più che si tratti di una punizione. Mi sento reietto! Ed anche qui la preoccupazione è alta e sono profondamente demoralizzato. A tutto questo si somma che troppe persone che ruotano nella mia sfera personale, che fanno parte delle mia vita, anche loro stanno attraversa disagi simili e in alcuni casi anche più più onerosi dei miei. Tutto ciò mi spaventa!
Insomma è uno di quei periodi in cui nulla gira per il verso giusto, mentre un tempo trovavo forza per reagire dal "benessere" che vedevo negli altri, un po' come fosse un traguardo da raggiungere trovandolo nelle esistenze altrui, ora diventa sempre più difficile. Qui potrebbe partire la pantomima filosofica sull'esistenza triste dell'uomo, ma questa sera non mi va per niente. Ascolto le musiche che mi energizzano per racimolare le ultime risorse in fondo a me stesso per rielaborare e trasformare questa fase negativa in un momento di svolta. Fa parte della mia indole e del mio carattere: se arrivo al fondo, ci sto qualche tempo a macerare, per poi iniziare il processo di decantazione e lasciare sedimentare il peggio e trattenere solo il meglio con cui ricominciare, come si fa con il vino. Un'operazione che richiede pazienza, dove lasciare da parte la fretta consapevoli che il risultato finale darà la maggior soddisfazione. Dunque mi trovo qui a scrivere per iniziare questo primo passo verso la degustazione di una vita migliore. Il momento è congiunturale, la pecunia, la soddisfazione lavorativa, la rivalsa emotiva e spirituale si stanno fondendo ancor più di prima facendomi guardare il sedimento che si sta depositando, permettendomi di sorridere per quanto resterà di meglio.

Non ci sto a farmi prevaricare dagli eventi, non voglio vestire la povertà perché non è conseguente a qualche mia negligenza, non voglio sentirmi reietto perché in passato mi hanno fatto perdere l'amore per "l'arte della stampa", ne tanto meno voglio restare tristemente solo. Se devo dare fondo ad altre energie non mi tiro indietro è uno degli insegnamenti che ho ricevuto quando mi dissero "se vuoi migliorare, fallo quando sei stanco, da riposato è troppo facile fare bene!" come a voler dire rimboccati le maniche e non piangerti addosso. Occorre mettere i propri valori in campo quando le cose sono più difficili e mettersi in discussione sempre una volta di più per oltrepassare quei valichi che sembrano insormontabili. Banale e insignificante inorgoglirsi quando si fanno risultati quando tutto è facile.
Quindi parafrasando un fantastico film: "Quando il gioco si fa duro... i duri cominciano a giocare!"

mercoledì, aprile 25, 2012

Antichi Tepori

Giallo come il sole nel mattino
Appare sulla porta
Il fiato si ferma... per un attimo

Sinuoso come un gatto siamese in posa
Riempie lo spazio circostante
Gli occhi la seguono ipnotizzati

Luminoso come un diamante sull'anello 

Brilla in mezzo a mille volti
Il cuore sussulta e si risveglia

Elegante come airone sull'acqua
Lascia l'immobilità muovendo il passo
Il corpo lentamente l'accompagna

Bianca e soffice come nuvole nel cielo
Cammina tra le vie della città
Il calore scorre e scalda il sangue

Fresca come l'acqua corrente
Ti parla e ti ascolta
La fantasia scorre libera al suo suono

Calda come coperta di un tempo
Ti si avvolge addosso con delicatezza
Una seconda pelle ti veste


Il corpo e la mente corrono ad antichi tepori
La mente si svuota
Il corpo si rilassa
Il passato arriva ed apre la porta sul futuro

mercoledì, marzo 14, 2012

Sbiadito Passato

E' un periodo particolare. Lo scenario economico e sociale è come in uno stato di caos tale per cui diventa sempre più complicato vivere la quotidianità. Il timore di restare senza lavoro, il dover fare i conti ogni momento per essere certi di arrivare a fine mese, dare conto all'humus sociale nel quale siamo inseriti per qual si voglia motiviazione. Non passa giorno che nel guardarmi intorno vedo un formicolante movimento, oserei dire oramai ripartito 50-50 tra realtà e virtualità telematica, in cui ognuno di noi e assorbito, per non dire fagocitato, in una quotidianità distorta in cui tutti noi non facciamo che proferire lamentele più o meno accese, più o meno convinte, più o meno ragionevoli. Un costante borbottio compensato di tanto in tanto da facezie di poca gratificazione nell'estenuante ricerca di un benessere che si sta dimenticando.
Ogni nuovo uso e costume viene preso a giustificazione per le azioni, che sempre più egoistiche, intraprendiamo per soppravvivere alla giornata. Ogni pretesto di evasione o di scarico di responsabilità viene colto immantinente per non dover troppo riflettere sulle implicazioni dirette e indirette. Non nego che ci siano situazioni tali per cui diventa  impossibile non lamentarsi o trovarsi in disagio, ma è pur vero che rispetto a 15/20 anni fa sta venendo a mancare il senso accomunamento, di partecipazione e condivisione, oltre coscienza della realtà storica che stiamo vivendo. Saranno forse ricordi sbiaditi del passato, distorti, che ho della mia vita, ma sono quasi certo che quando avevo 19 anni la vita era più vita. Le persone ancora tenevano rapporti "umani" gli uni a contatto con gli altri, c'era il piacere di stare insieme anche solo per condividere situazioni scomode comuni, oltre che quelle più gioviali; c'era la ricerca di comunanza per vivere meglio concedendosi lo scambio e l'unione di esperienze gratificanti non solo nello stomaco ma anche nello spirito.
Oggi mi pare che ognuno di noi se ne stia per proprio conto limitandosi al contatto e convivenza con gli altri solo per comune tornaconto, o per non sentirsi estromessi da occasioni che sembrano irripetibili, ma che il più delle volte vengono reiterate per mancanza di fantasia o di indipendenza di pensiero. 
Insomma se tornassi indietro con l'esperienza di oggi credo che godrei ancor di più dei vantaggi di quell'epoca; daccordo sembra un discorso legato forse ai maggiori soldi ed alla maggior stabilità, ma per il vero quello che non c'era all'epoca era la sconsiderata grettezza odierna delle persone, che hanno la mente, lo spirito rivolti solo a trovare modo di essere i più furbi anche a discapito degli altri.
E' altrsì vero che ci sono piccole sacche sociali ed economiche in cui, come paradisi antichi e perduti, si riesce a trovare quel sano equilibrio della vita quotidiana, peccato solo che siano sempre meno e sempre più ridimensionate. Non mi resta che accontentarmi e suggere della ricerca di questi piccoli paradisi. E scusate lo sfogo.

domenica, marzo 06, 2011

Un Tempo Lontano

Leggendo il post di Romins su Milton mi sono soffermato sulla sua definizione delle gatte in cui le rappresentava "poco affettuose e isteriche" e senza volre si è aperta finestra temporale da qualle potevo vedere dall'altra parte come se fosse un film:


"35 anni fa... un cascinale vecchio quasi di 200 anni in stavano il ragazzino e i suoi animali. Erano tanti per quelli che oggi si possono tenere in una casa: c'erano i conigli nelle gabbie quasi una dozzina, le galline nel pollaio poco meno di 10 e poi c'erano loro i compagni di tutti i giorni: i cani e i gatti. Alcuni di loro non si sono incrociati nel corso del tempo altri si. Erano i compagni di gioco del ragazzino, fedeli, affettuosi ed in alcuni casi anche riservati.
Roll era uno dei due senatori, il bastardino dal pelo nero lucido corto con il suo musetto allungato e gli occhietti neri vispi e vigili; stava legato alla sua catena lunga quanto gli bastava per muoversi agevolemnte nel cortine e nel sottotetto del capanno di fronte a casa; faceva sempre le feste al ragazzino ed a tutti i componenti della famiglia e poi amichevolmente si lasciava stuzzicare da Micia la senatrice. La gatta padrona di casa, pelo liscio anche lei corto bianca pezzata di nero e di grigio che girovagava per tutta casa dentro e fuori controllando tutto e tutti, il ragazzino e la sua famiglia, Roll e  quando era c'erano controllava soprattutto i suoi micini. Silenziosa con passo andatura compassata non stava mai nello stesso posto troppo tempo, ma bastava un richiamo e compariva in un attivo da dietro l'angolo più vicino.
Il successore di Roll fu Toby che libero dal guinzaglio e catene ha recepito tutti gli insegnamenti di Roll che si faceva rispettare per la sua anzianità e saggezza canina. Toby era un pastore tedesco settimino che difendeva tutti i ragazzini del circondario come fossero suoi e con cui giocava instancabile ad ogni occasione. Mentre l'erede di  Micia fu Lince, così chiamata per i baffi sulle sue orecchie che facevano ricordare proprio il felino di montagna. Il suo fasciono era per il portamento nobile che aveva, ovviamente non aveva pedigree, ma era di razza felina pura nel suo essere; il suo pelo era lungo, nero con rifelssi rossastri ed i suoi occhi giallo oro che si vedevano raramente considerato che stava per la maggior parte in riflessione ad occhi chiusi, ascoltando tutto quanto intorno a lei accadeva; si muoveva solo quando necessario, mai una mossa di troppo, mai un miagolio fuori posto, mai in mezzo alle scatole senza motivo. Il suo posto era quello al piano più basso della libreria porta TV dove si posizionava come una statuetta egizia, seduta poggiata sulla zampe stese anteirori con le orecchie alzate, gli occhi chiusi e la coda raccolta. Composta ed elegante come una vera signora insomma. Nella casa non mancarano due gatti maschi ognuno dei quali aveva un carattere ben distinto. Tigre il cui nome dice tutto e Poldo ed anche qui si può ben immaginare che tipo di gatto fosse. Mentre il primo era pura energia, ribelle sin dalla nascita, il secono era tonto e compassato sempre pronto a mangiare come il personaggio dei fumetti di Braccio di Ferrro. I due cani ed i 4 gatti sono stati i più presenti nella casa, mentre il resto degli animali pian piano scomparvero con il tempo specie dopo la dipartita del "vecchio". Nessuno di loro cambio mai casa, solo il ragazzino e la sua famiglia migrarono in altro loco, lasciandosi alle spalle solo il vecchio Poldo donandolo alle cure delle famiglie del circondario che non gli negarono mai cibo e cure..."

Lontani ricordi, di quel ragazzino che ero in una vita diversa più serena e meno frenitica. Di certo oggi sono poche le realtà simili a questa, di certo nei contesti rurali perchè impossibili, o quasi, nella realtà cittadina dove gli animali domestici vivono una vita diversa, come i loro padroni...

mr.zugo

mercoledì, settembre 22, 2010

Folgorato Sulla Via di Damasco!

Ebbene, eccomi giunto al punto di dover ammettere... Ehhh sì è uno dei momenti più intimi che una persona può condividere. Confessare, ammettere qualcosa è condividere, depositare parte di se a qualcuno. E' pur vero che questa ammissione non è il solito outing che ogni tanto torna alla ribalta e che ci si sente in dovere di fare, è semplicemente dire a qualcuno, e in questo caso a te che stai leggendo, qualcosa di mio che in altri momenti mai potrei dire, per le ragioni più svariate. In questo caso l'ammissione è relativa ad un aspetto di me che solitamente pochissime persone hanno modo di poter vedere. Non è un momento di debolezza o di lamento è solo un dato di fatto. La mia "filosofia di vita" si basa sullo scambio e sul vivere delle esperienze per lo più dirette ma non mi nego neanche quelle indirette; partendo da questo presupposto ammetto che ho fatto fatica a trovare un mio posto nella vita, molto spesso mi sento fuori luogo e non accettato, il mio modo di ragionare non sempre viene condiviso, ma quello che più mi manda in bestia è che pare non abbia proprio alcuna valenza per gli altri, ma oramai ho imparato anche a non badare a questa sensazione. Mi ritrovo così ogni giorno a combattere con usi e costumi che non condivido ma con cui convivo, agendo ogni momento della mia giornata cercando di trovare quei piccoli meccanismi per sopravvivere ed arrivare a fine giornata senza sentirmi troppo "alienato". Presuntuosamente forse penso di aver capito come funzionano le cose e di come si mostrano le persone, o quanto meno buona parte di tutto ciò, anche se vado ancora costantemente alla ricerca di qualcosa che mi sorprenda è di tanto in tanto capita; infatti è successo qualche settimana fa è devo dire che sono stato come si sul dire "folgorato sulla via di Damasco". Una serata come tante altre ma con un risvolto che ma mai mi sarei aspettato. Ancora ora ho dei dubbi e temo i miei pensieri, ma  sta di fatto che è così solo con il tempo avrò conferme o smentite: ma ora è così mi tengo i miei pensieri  seppure io non  lo voglia. In questo momento dovrei andare a dormire per essee in piena forma domattina per affrontare la giornata lavorativa, ma sulla scia di quello che è accado oggi, resto qui a scrivere: lo ammetto ho fatto una delle cose peggiori che potessi fare lavorativamente parlando: ho mollato tutto o quasi e me ne sono andato! Una risposta ricevuta dal mio interlocutore al telefono mi ha messo nelle condizioni di essere quello che sono: una persona che agisce in relazione all'ambiente e alle persone che lo circondano, consapevole delle possibili conseguenze.
Mentre prima della folgorazione ero un solutore di problemi per me stesso ma soprattutto per chi era nel "mio gruppo", e mi mettevo al servizio della cosa giusta da fare, oggi non più. Ora ho realizzato di essere in grado di affrontare i problemi, di metterli in fila e definire le priorità, ma come ogni padre sa che deve lasciar andare la sella della bici del filgioletto metto in conto che possa cadere, io oggi ho fatto altrettanto. Lo ammetto ora sono diventato consapevole che non sono più un gregario, come daltronde non lo sono mai stato in passato. Confesso la mia presunzione e dichiaro che ogni volta che ho voluto guidare delle situazioni e delle persone, sono sempre riuscito a farlo nel rispetto di tutto e tutti senza mai prevaricare ma indicando una via da seguire ed all'occorrenza trascinando. Raggiunta questa coscienza ora posso anche smettere di farlo per dimostrarmelo ogni sacrosanto giorno, posso benissimo cominciare a vivere un esitenza diversa e forse più leggera, tanto ogni volta che si presenterà la necessità, potrò senza alcun problema rimboccarmi le maniche e affrontare, gestire e trovare una soluzione a quanto mi si proporrà davanti. Ebbe lo confesso sino a qualche giorno mi sono nascosto soprattutto a me stesso ed agli altri, ora non più! Se dovrò emergere a discapito di altri lo farò, ma sempre nel rispetto di me stesso.


Nonostante non volessi essere quello che sono, devo esserlo altrimenti non vivrei al meglio, se la mia via deve portarmi lontano ci andrò, se mi deve riportare a casa ci ritornerò, di certo non cercherò più di creare e intessere percorsi alternativi se non sono necessari, non tanto per gli altri che domani potrebbero anche non vedere la differenza del mio essere, quanto per me stesso. Per come sono fatto non dovrò più stupirmi, né negarmi nulla, né soprattutto reinventarmi con dei mestesso che non esistono. Di certo non mancheranno occasioni di doversi confrontare e trovarsi in disaccordo, ma questo è il bello dello scambio e di imapare da quello che non si codivide, che sia una religione o una filosofia, uno status quo o una ideologia, una questione politica piuttosto che morale, etica piuttosto che di principio... non importa più, per l'età che mi ritrovo non posso che vivere in unico modo: vivere me stesso per quello che sono!
Me lo sono domanto spesso quello che sono, ed infine la mia risposta è la più semplice che ho potuto trovare:  sono il prodotto delle mie esperienze! Come scrivo nel mio profilo:



Viandante del Terzo Millenio.
Lento m'incammino, passando
incrocio nuovi sguardi.
Della vita curioso, proseguo
Cosa mai diverrò:
profeta, saggio o stolto?



Ad ora non mi sento ne profeta, ne saggio ma certamente stolto, e perché no  un folle visionario di una vita che nessun'altro vede. Ma una cosa è certa se cercavo qualcosa ora una parte di quel qualcosa l'ho trovato, e quel che più mi stupisce e che mentre inzialmente appena folgorato ne ero intimorito ora mi sento euforicamente galvanizzato da tutto ciò!


mr.zugo



questa canzone è dedicata a due persone  che stanno vivendo ognuna a modo proprio un vuoto...




venerdì, luglio 02, 2010

Routine & News

Ci risiamo, tutto torna alla condizione iniziale di quella che è la mia esistenza. Nel lavoro tanto non è stato fatto che mi ritrovo a dover usare tutte le mie risorse per sopperire a lacune degli altri; me lo ero promesso che non sarebbe più stato così, ma per dar seguito al vecchio detto "aiutati che il cielo ti aiuta" mi sono dovuto rimangiare la promessa e tornare sui miei passi. Dopo una riunione che precorreva i tempi (nuovo organigramma di tutta l'azienda in uscita domani), per quieto vivere mio e delle persone con cui collaboro tutto il giorno a stretto contatto, ho dovuto cedere e rimettermi al servizio di strutture che non se lo meritano. Magra consolazione alcuni piccoli risultati ottenuti (che cercavo già di raggiungere ben 3 anni fa), magra consolazione essere in un guppo di lavoro molto ambito e conteso, resta solo il fatto che le fatiche saranno nuovamente moltiplicate per enne volte per sopperire alle enne carenze altrui. I miei sogni di vita tranquilla nel fare un lavoro circoscritto in una quotidianità si sono infranti, ma non posso rimproverarmi nulla però, ho comunque cercato di raggiungerli quei sogni. Ora la cosa più difficile sarà solo trovare i giusti ritmi e dimenticare i sogni e le aspettative dello scorso autunno. Ed in questa riproposizione servirà molto più impegno di quello che occorreva un tempo, anche perché non voglio negarmi i miei spazi. E proprio per avere una mia collocazione personale nella  quotidianità sto anche nuovamente cercando una nuova sistemazione come domicilio; da quando sono entrato nella casa in cui mi trovo adesso, non mi sono mai sentito sufficientemente a mio agio, mai vissuta e gestita come se la sentissima mia, ma sentita solo come una sistemazione di comodo e temporanea: insomma non mi sono mai sentito a "casa". Qualche opportunità c'è già devo solo pazientare e capire quale riuscire a concretizzare, anche perché le possibilità economiche si sono ulteriormente abbassate viste le conseguenze derivanti dalla mia dichiarazione dei redditi.
Comunque sia ora inizio il secondo semestre di questo impietoso 2010 con nuovi propositi che si innestano in quelli già in precedenza avevo: primo passo già da questa sera ho rinnovato il contratto per mantenre il dominio del mio sito, e considerato che finalmente ho di nuovo gli strumenti posso riprendere la costruzione del sito e perché no fare anche una bella rivisitazione grafica. Considerando una lunga estate lontano da casa avrò tempo di studiare e creare una nuova veste grafica, magari partendo da un progetto strutturato e impostato prima su tavole e poi riproposte con la webgraphic nel mio sito. In effetti mi manca disegnare e questa del sito è un'ottima occsione per riprendere, elaborando tutto un progetto grafico nei suoi dettagli e negli aspetti funzionali; riprendendo in mano le matite potrò anche svuotare la mente dalle tossine e rilassandomi lasciando spazio alla creatività, lato della mia personalità che ha anche trovato in questo blog un altro mezzo di espresse. Blog tra l'altro che  giusto lunedì 28 giugno ha compiuto ben 3 anni!!! Non avrei immaginato che questa sperimentazione, iniziata un po' per caso e un po' per mantenere dei contatti, si sarebbe sviluppata per così tanto tempo, con tutto quello che si porta scritto... Di certo è stata una piacevole scoperta che ha portato parecchie opportunità per conoscere nuove persone sia virtualmente ma anche e soprattutto nella vita reale.
In conclusione di tutte queste parole  e palese  un ritorno a vecchie routine che speravo di aver abbandonato, ma almeno questa volta con lo spirito di reinventarmi con piccole, e spero sempre pià frequenti, novità. Forse un giorno mi sveglierò più affamato di ambizione e meno anonimo  per costruirmi un futuro meno banale, ma per ora mi faccio bastare la mia esistenza per quello che è, puntando sulla qualità della vità. Pur essendomi rimangiato una promessa fatta a me stesso, ho già un nuovo traguardo a medio termine, dopo il quale sicuramente porterò avanti il traguardo successivo più a lungo termine, ma per ora è bene mirare ai prossimi 18 mesi!





mr.zugo


 

mercoledì, maggio 12, 2010

Reminiscenze

Periodo alquanto strano. Non so bene cosa stia accadendo ma gli stati emotivi che sto attraversando nelle ultime settimane sono assai particolari. Una sorta di sofferenza, intransigenza mista a delusione e voglia di rivalsa, mi pervadono costantemente, facendomi sentire come su un toboga ogni momento della mia giornata, tutti i giorni, a qualunque ora. Forse sto semplicemente prendendomi un esaurimento nervoso, o ancora meglio impazzendo, ma resta il fatto che nella mia convizione credo che nulla accada per caso, ma che segua un percorso che ci disegnaniamo noi anche inconsapevolmente, e così nel seguire il mio di percorso ieri notte ho toccato anche un momento di riminiscenza se così si può chiamare.
Ero fuori casa, presso la guardiania dell'azienda per cui lavoro, a chiacchierare di tutto un po' quando intorno a mezzanotte, arriva un autoarticolato per consegnare delle pedane l'indomani mattina. Dopo un momento di ristoro, i due autisti si sono messi a chiacchierare con noi. Bene in quel momento vedendo il simpatico ed energico vecchietto, sono tornato al passato con la mente, soprattutto nel momento in cui si parlava di viaggi, guidare i mezzi pesanti, patenti, ecc.. Pur essendo in compagnia e continuando a parlare con gli astanti, la mia mente e il mio spirito erano ben altrove a vivere un momento che da tempo non provavo. Quel momento era in presenza e compagnia di chi mi ha cresciuto ed oggi non c'è più.
La tristezza non era presente, ma una quantità indefinita di emozioni mi stava travolgendo, e non sto nemmeno ad elencarvele tante erano. Mi sono reso conto che nelle ultime settimane, avevo perso  l'orientamento in molte cose, e vivere quella mezz'ora così intensa oltra far riaffiorare ricordi di attimi vissuti, ha rispolverato anche un esempio di vita che mi è sempre piaciuto, e che stavo di nuovo perdendo sopraffatto dalla negatività del luogo dove mi ritrovo a vivere circondato da persone che non sempre riesco ad apprezzare. Comunque sia in quella mezz'ora si è riacceso il radiofaro ed oggi mi sento meno smarrito, anzi più tranquillo e per certi versi anche "più grande". Non penso di aver raggiunto ancora la maturità che si confà ad un uomo di quasi 40 anni, ma certamente, mi sento meno "ragazzino ingenuo" rispetto a prima. Sinceramente pur essendo stato un periodo strampalato, in fondo un buon motivo per viverlo c'è stato, oltre a un particolare calma mi sono ritrovato per le mani anche un barattolo da 1 kg di  ottimo miele  proveniente dal bergamsco, si perché i due autisti erano proprio da Bergamo, con parecchie conoscenze tra gli apicoltori e viaggiano sempre con una scorta direi anche considerevole di barattoli di pregiato miele.  Persone genuine, piacevoli e soprattutto semplici, non a caso mi hanno fatto tornare alla mente una parte del carattere di mio padre, oltretutto autista anche lui. Che dire reminiscenza o meno che possa essere statia in quei 30 minuti, con molto poco mi sono tranquillizzato almeno ad un certo livello. Ora lascio sedimentare il tutto e mi gusto questo stato e poi preoseguirò il percorso che di giorno in giorno mi sto disegnando che ne sia senziente o meno, poco importa: come mi piace pensare meglio gustarsi il viaggio che il raggiungimento di un traguardo forse irraggiungibile.


mr.zugo

sabato, dicembre 26, 2009

73 Giorni Dopo - La Seconda Vita

Parafrasando un filone di film, eccomi qui a 73 giorni dopo l'inizo della mia seconda avventura romana, o per meglio dire pontina. Ebbene un primo consuntivo direi che posso già farlo, anche se mancano ancora 17 giorni al compimento del periodo di prova. Consuntivo... negativo, ma non senza speranze. Si perché in questi 73 giorni ho potuto riprendere un po' contatto con quello che avevo lasciato oltre a iniziare a inserirmi in un nuovo contesto; questo ha fatto si che oltre a ritorvare amicizie sopite dalla distanza ho ritrovato gli stessi personaggi più o meno grotteschi che ricordavo e che avrei voluto non ritrovare così presto, ed invece così non è stato. Lo scenario è cambiato non poco, e devo ammettere, con un non so che di apocalittico viste e considerate le non poche defezioni che ci sono state e che ancora ci saranno, oltre a vedere un progressivo declino della professionalità. Quelle poche energie positive che mi hanno spinto a riprendere la seconda vita era la possibilità di vivere da lontano Roma sia come città sia come ambientazione delle persone (intendendo in questo caso quelle che gravitano intorno al lavoro), ma una piccola parentesi ha fatto si che mi si riproponesse quello che avevo abbandonato, obbligandomi così nuovamente a snaturare quello che è il mio essere. Poco male in fondo una tuffo nel limo del passato ci poteva anche stare, cosicché potessi fin da subito non sottovalutare la realtà delle cose. Realtà che come sempre nasconde macchinazioni di cui questa volta posso starne fuori, situazioni ambientali che si sono rivelate avverse per certi aspetti ma che mi consentono di fortificare il carattere e prendere così poi un domani il soppravvento sulle esperienze inadeguate degli altri. Non nego che la confusione per un certo periodo ha fatto si che mi ritrovassi disorientato, ma ora che ogni cosa pare stia prendendo il suo equilibrio e la sua posizione nell'ordine delle cose, mi viene più facile vedere e programmare i miei passi futuri. Maturato dall'esperienza precedente, oggi posso vivere sereno quel tanto che basta per alzarmi ogni giorno e far fronte alle quotidianità, senza dovermi preoccupare troppo di quanto mi accade intonro e non per sufficienza o menefreghismo, bensi perché coscente che quanto è il mio essere è sufficientemente forte da far fronte a quanto gli altri possano tentare di pormi davanti come ostacolo. Una seconda vita è veramente iniziata, in meno di 20 anni di lavoro (ovvero solo 12) ho raggiunto l'equilibrio che altri raggiungono solo al termine della propria carriera, quella serenità e professionalità che mi permettono di tornare a casa tutte le sere sufficientemente soddisfatto del mio operato e dormire sonni tranquilli, avendo però anche ancora del tempo da dedicare a mestesso al contrario di un tempo. Un seconda vita in equilibrio tra doveri e piaceri, tra conoscenze ed amicizie, tra obblighi e libertà di scelte. Dopo 73 giorni ho già metabolizzato e contestualizzato questa mia nuova avventura, almeno a me stesso: un punto di forza non da poco. Ancora 17 per superare lo scoglio della prima incertezza per poi prendere la rotta verso un decennio di navigazione verso una rotta che solo il sottoscritto al momento immagina, una rotta non facile, ma di certo con ambizioni diverse da quelle che comunemente altri cercano di realizzare. Oggi mi è venuta voglia di scrivere questo post e la casualità ha voluto che il numero di  giorni dalla mia partenza corrispondessero al numero che rappresenta l'anno della mia nascita: buffa questa cosa ma di certo parlando di una seconda vita non poteva che avere questa corrispondenza. 


mr.zugo

martedì, novembre 24, 2009

La Clessidra Contraria - Fuori Programma

In questi frangenti non sono altro che una clessidra che funziona al contrario, dove ogni singolo e piccolissimo granello di sabbia, anzichè cadere sale, vola verso l'altro a svuota l'ampolla inferiore del tempo trascorso. Non posso fermare questo movimento ritroso che cerca inesorabile di riparare agli errori del passato, non posso modificare la dimensione di ogni singolo granello per farmelo piacere o per farlo piacere a qualcunaltro. Nella mia mente la sabbia composta dai suoi granelli, tutta sale ineluttabile verso il passato per insegnarci a comprendere che la vita è fatta di attimi che devono essere vissuti, devono essere goduti come ce li sentiamo addosso, dentro proprio in quell'instante, in quel granello di sabbia: unico irriproducibile, sebbene simile ad altri miliardi, ma unico a se stesso, irriproducibile in alcun modo, come il tempo che scorre avanti e non contrario come nella mia clessidra che cerca, senza dignità, senza rispetto di coprire, evitare i danni fatti in passato: ma non aiuta non succede mai di poter rimediare sino in fondo, sono solo altri attimi che trascorrono lentamente verso il futuro e non possiamo fare altro che viverli appieno perché sono i nostri e nessuno, ma proprio nessuno può intervenire, ma solo contribuire.
La mia clessidra vorrebbe fermarsi al 1994/1995 in cui la mia vita non era ancora così complicata, non avevo ancora dei granelli di sabbia sulle responsabilità, ero ancora ingenuo di credere nell'amore, ero ancora illeso dal mondo sporco che il lavoro crea attorno a se, ma la clessidra non funziona, non ha mai funzionato, ne mai funzionerà. Il sapere del futuro aiuterebbe, ma anche così i granelli di sabbia non farebbero che fare il loro corso. Paziente devo attendere che qualcuno o qualcosa arrivi a girare la clessidra per non lasciarla troppo tempo ferma. Vorrei dimenticare ma non posso, vorrei non portarlo con me ma non posso togliermi queste zavorre che mi accompagnano, ogni esperienza un sacchetto di sabbia; troppa sabbia vorrei, sentirmi più leggero, magari lasciar cadere la sabbia e vedere che sale al cielo anzichè cadere a terrà, ma non succederà mai. Ma in tutto questo ancora sogno la macchina del tempo dove mettere la mia clessidra e lasciare che vada in senso contrario a tutta la mia vità. Sognare non costa, basta non illudersi e il risveglio è meno amaro, meno triste... [fuoriprogramma]