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domenica, febbraio 08, 2015

Prae Mortis Vacuitate, et ad Oblivionem

A leggere i miei ultimi post è evidente che non è un buon periodo; molte sono le cose che non vanno o, quanto meno, che io non percepisco e non vivo positivamente. Non mi sto giustificando, questo blog è lo specchio e limbo dei miei pensieri in cui rifletto ed abbandono la mia razionalità e la mia emotività. In queste ultime settimane vado ripetendo che siamo solo persone e non robot, quindi soggetti a variazioni di stati d'umore e discontinuità nelle nostre azioni, quindi non mi vergogno di ammettere che, con non poca fatica celo il mio malumore, la mia tristezza ed il mio scoramento. Tutto questo non è dovuto purtroppo a cose di poco conto, quindi non sto prendendo superficialmente la mia vita e tutto quello che le gravita attorno anzi sto riflettendo su quella che è quasi la metà della mia esistenza e delimitando i nuovi perimetri in cui mi devo muovere.
Non di rado il mio pensiero torna a chi non c'è più (Ricorrenze - 4 anni, Sogno: Musica in Paradiso, Son 10... ma Lui ancora C'è!) ed ancor di più in queste ultime settimane, viste le tristi notizie che mi hanno raggiunto, rendendomi partecipe delle dipartita dei familiari di alcuni miei conoscenti. Anche nel mio menage familiare non tira buona aria, le notizie non sono confortanti, ma non disperiamo. Come non pensare quindi al "Prae Mortis Vacuitate, et ad Oblivionem (il vuoto della morte... e dell'oblio)". A soli 42 ancora non compiuti, troppe sono le presone che non sono più sul mio cammino: sì, per me sono troppe. Questa volta non ne farò l'elenco come su una stele commemorativa, ricordo i loro volti, i loro nomi, come le loro esistenze si intrecciavano più o meno profondamente nella mia e conosco il vuoto che è arrivato ed ha preso il posto della loro esistenza. Sembra facile non pensarci, trovare delle scuse per non dare importanza ai segni che hanno lasciato accompagnandomi nei diversi momenti della mia esistenza; ma per me non lo è mai stato. Ognuno di loro ha contribuito a rendermi quello che sono, le loro parole, il loro modo di considerarmi e di relazionarsi con me, ha fatto si che io crescessi con loro ed anche grazie a loro. Il vuoto che li ha sostituiti è inerte, inutile ed in certi momenti soffocante, anche troppo, sino al punto da togliermi ogni vitalità di pensiero e di azione. Sia chiaro non parlo di depressione o di un enorme sconforto, ma solo di un senso amplificato di solitudine e di senso di incapacità verso la vita; brevi istanti in cui si riflette sulla poco gratitudine che abbiamo verso la nostra esistenza per quanto possa sembrare misera o poco entusiasmante, ma è di gran lunga meglio così, che non essere sostituiti da un vuoto oblio dei ricordi. Mi mancano quelle persone, quegli amici con cui ogni giorno potevo mettermi alla prova e guadagnarmi il loro rispetto, il loro affetto e la loro amicizia, ma di loro è restato solo il vuoto con il rischio anche dell'oblio.
Forse sto invecchiando più di quanto credo e forse è meglio che mi abitui all'idea che d'ora in avanti saranno sempre più frequenti questi tristi notizie e che i vuoti potrebbero aumentare: ma come abituarsi? Conosco la morte, so che effetti da alle persone persone ed a me, ma non mi è ancora familiare l'abitudine a questo evento; ancora credo che ognuno di noi sia interminabile, anche se non vedo più la persona, non la sento e ne perdo i contatti, per me è sempre in buona saluta da qualche parte a condurre la propria esistenza, non riesco a pensare che possa non esserci più. Saranno settimane e mesi complessi e difficili i prossimi, ma non voglio assolutamente considerare i possibili vuoti che potrebbero assommarsi a quelli già presenti. Penserò ai nuovi vuoti solo quando sarà il caso. Per un mi crogiolo nei ricordi di coloro che ho conosciuto e che non ci sono più per non lasciarli all'oblio. La morte si sconfigge solo se non si dimentica.

venerdì, agosto 16, 2013

Disaspettato

Pur non volendo di nuovo sono caduto. Forse troppa solitudine, forse troppa apatia, forse la mancanza di interessi attivi, forse, forse... Forse tutto e forse niente. Come spesso dico è la presenza di aspettative che da come risultato la delusione e la disillusione. Anche io in questo caso ci ho voluto credere, ho provato a coltivare qualcosa, ma non sono stato all'altezza e non ho fatto le giuste scelte per raggiungere il mio traguardo. Per questo motivo è arrivata la negativa sensazione di essermi illuso, ed ovviamente non ho niente e nessuno da incolpare se non me stesso. Me l'ero ripromesso tante e tante volte di non creare castelli in aria, di non lasciarmi affascinare dalle sirene, ma non ce l'ho fatta, ci sono ricascato.
In quanto persona anche io ho bisogno di relazionarmi, di sperare, di sognare e tutto questo a volte crea delle aspettative e non sempre tutte vengono confortate da un riscontro positivo ed è così che si creano le disattese.E' in questi momenti però che ogni tanto posso sentirmi un po' come gli altri e non sempre troppo distaccato, lontano ed apatico come spesso posso sembrare. Per quanto in questi giorni mi senta realmente disaspettato (e scusate il termine ma è quello che sento più prossimo al mio stato d'animo) sono sicuro che passerà seppur lasciando una piccola cicatrice, non sarà l'ultima volta che mi sentirò in questo modo anche perché non è la prima volta. Per ora resto e mi mantengo disaspettato.

domenica, aprile 01, 2012

Corpo Nero


Senza luminosità assorbo luce
Con infinitesimo spiraglio
Non restituisco nulla
Ingurgito brillantezza
Non vivo, immobile resto
Maggiori sono gli stimoli
Ancor più resto indifferente
Di energia mi alimento
Sono sì quello: il Corpo Nero
Dunque non stimolarmi
Perché non ti darò nulla
Nella teoria esisto
Ma nella realtà sono ben diverso
Non stuzzicarmi
Potrei stupirti e bruciarti
Insomma in quanto Nero
Lasciami stare
Potresti farti male.
Nero sono e Nero resto
Non chiedermi di essere altro
Corpo Nero io sono.

venerdì, febbraio 03, 2012

La Spugnetta... Dov'è?

Mi serve la spugnetta... 
Qualcuno l'ha vista? Ehi?!! Avete visto la mia spugnetta?
Speravo che passasse presto, ed invece sembra una spirale negativa, interminabile, senza fine. Non riesco a capacitarmi come possa essere. Più passano i giorni e più peggiora la situazione; non riesco a stare dietro a questo buco di casa, non riesco a passare in tintoria a ritirare 4 pezzi che avevo portato da lavorare, non riesco nemmeno ad andare l'ultima mezz'ora di visite disponibili dal dottore per prendere atto degli esami del sangue; a fatica sono riuscito a trovare un'ora di tempo per andare a rinnovare la patente prima che mi scadesse. Sono sempre assorbito da mille pensieri che si raggruppano come nubi scure nella mia testa ma a cui non riesco dare un senso, un significato. Le settimane si susseguono e meno sono confortato di come va il mondo e la mia vita. 
Mi serve la spugnetta... l'avete vista??
Tanti, troppi i segnali negativi, per ora ancora uno stipendio ce l'ho, ma tra qualche mese? Sto in salute (forse) ma per quanto ancora, visto che in un niente ti ritrovi con una qualche malattia strana che ti mangia alla sfinimento emotivo, nervoso e fisico, come accade a troppi che mi stanno intorno. Due anni fa avevo dei propositi ed un progetto, ma sta svanendo tutto, in questa mutevolezza delle cose, della vita sembra che non si riesca ad avere un progetto, perorarlo, inseguirlo, figuriamoci raggiungerlo...
Che per caso la spugnetta l'ho lasciata a Torino?
In questi ultimi giorni sono tormento, preoccupato e malinconico. Vorrei avere qualcosa di veramente mio, avere qualcuno accanto, ma come fare se non ho fiato ed occhi per arrivare a fine giornata. Mi dicono esci fai qualcosa divertiti, distraiti, ma come fare quando ti bastano a mala pena i soldi per arrivare a fine mese (beato me! c'è chi non ne ha proprio), come fare quando non fai in tempo a terminare la cena che crolli sulla sedia con gli occhi che si chiudono dalla disperazione della giornata passata.
Niente nèh? Non è a Torino la spugnetta, davvero non sapete dov'è?
Vorrei sdraiarmi da qualche parte chiudere gli occhi, lasciare che i pensieri scivolino via, uno a uno e che andassero per la loro strada e starmene così all'infinito senza "nubi" in testa e stare immobile in eterno senza tempo, senza preoccupazioni, senza crucci, senza niente... come un sonno perenne. Ma non si può fare non sarebbe dignitoso ne rispetto verso chi sta peggio, in fondo mi serve solo sta benedetta spugnetta. Che poi è così che andrà a finire, appena la trovo, tutto diventa più limpido, pulito e palese; con un bel colpo di spugna mi toglierei questi piccoli macigni di dosso, farei un po' di pulizia nella testa, inizierei a vedere la fine del tunnel con in fondo la luce che schiarirebbe il tutto diradando le nuvole.
Ma non è che la spugnetta è al suo posto mentre io la cerco in ogni dove?
Ancora un giorno e poi posso spegnere tutto, chiudere gli occhi, stendermi sul letto e non alzarmi per 2 giorni e dimenticare il mondo, e forse a quel punto troverei 'sta benedetta spugnetta e darei una bella pulita a tutto quanto.
Comunque se trovate la spugnetta prima di me fatemelo sapere, grazie!
Ed intanto torno all'antico e quando sono al limite mi faccio un paio di bicchieri di quella bianca con il ghiaccio e prendo fiato almeno per quei 10 minuti.
Dai su ridatemi la spugnetta... ne ho bisogno!

martedì, dicembre 01, 2009

La Nera Vena

C'è sempre quel periodo in cui non si riesce a vedere la luce... massì quella in fondo al tunnel, quella che fa sperare che tutto si sistema e che tutto andrà meglio. Sinceramente non so se ho voglia di vedere quella luce laggiù in fondo. Passano i giorni e mi sto perdendo con persone che non conosco, di cui nulla so e forse nemmeno voglio sapere, se buone o cattive, se rispettabili o delinquenti; sono avulso dalla realtà vivo vite separate e parallete al momento oltre alle varie identità virtuali ne ho altre tre che ancora non hanno pace, seppur per motivi diversi. Una vuole e cerca l'annientamento, per semplice vigliaccheria, consumarsi sino a scomparire del tutto accelerando ogniqualvolta sia possibile gli eventi autodistruttivi; una che vorrebbe essere solo altrove, già il mio altrove che ogni tanto mi ritrovo a scrivere nei profili di internet perché vorrei andare altrove, senza una meta precisa ma lontanto, ogni volta da quello che vivo nel presente; una logorata dalla doppia vita che conduce tra luci ed ombre.
Da ragazzo ci pensavo alla morte oggi la vorrei incontrare, non ho più stimoli di alcun genere se non vivere alla giornata senza pormi troppi problemi per l'indomani, ma quello che più mi sconvolge e la facilità con la quale continuo nelle cose di tutti i giorni senza lasciar traprelare nulla di quelle che non voglio io, ho quanto meno è questa la sensazione che io ho. La continua ricerca dell'isolamento che poi va a cozzare con la frequentazione di personaggi ogni volta sempre più anomali, strampalati e forse addirittura inadatti a me, ma non me ne curo e lascio che le cose procedano da sole. Non sopporto più nulla della quotidianità, ne la TV che oramai sono 5 mesi che non vedo per più di 3 minuti nelle poche occasioni che capita, non leggo giornali e stancamente leggo le notizie da internet dove si sa, la bufala è all'ordine del giorno; le relazioni sociali sono costruite sullo scambio minimo sindacale per poter lavorare senza troppe complicazioni, la maschera è sollevata al punto giusto. Il rispetto oramai pare essere decaduto a semplice merce di scambio, la tolleranza e dei religiosi e non più delle religioni, la dignità ha cambiato ufficialmente nome in scordatela, l'umiltà è la quotidianità dei buoni che si sa prendono solo mazzate, e dunque io cammino "ciancicato" per la mia vita, tanto scocciato da non farmi la barba per giorni e non curarmene affatto, avere la necessità di trovarmi una sistemazione indipendente e non concludere mai e vivere accampato in uno stabilimento dove ora non c'è nemmeno più il riscaldamento e l'acqua calda; che poi basterebbe chiamare qualcuno e tutto torna in ordine, ma non me ne importa e forse domani sera dormirò in auto buttato da qualche parte come uno zingaro. Non c'è vita, non c'è entusiasmo... non ce più nulla che abbia un valore o un'etica per la quale vivere decorosamente. Chiunque io sia per ora non voglio in alcun modo vedere la luce del tunnel, voglio stare nell'oscurità come i pesci degli abissi, al freddo quasi immobile, orrendo e sconosciuto se non addirittura ignorato e dimenticato. Non ho più forze, non ho più istinti di sopravvvivenza, come la canna di bambu mi lascio sbattere dal vento, sperando addirittura di spezzarmi ma senza che succeda mai.  Ascoltando annoiato note classiche o più forti come quelle del rock sto qui a scrivere della mia nera vena che pulsa nella testa, nel corpo, nello spirito... dovrei domire ma non voglio, voglio stare sveglio e dormire in auto mentre guido che sia una strada o un'altra non importa basta dormire anziché guidare, tanto da queste parti nessuno se ne cura più di tanto. Una sconfitta annunciata, null'altro che questa: una sconfitta annunciata. L'oscurantismo sta salendo e non se ne andrà più, troppi gli sforzi vani, troppe le energie impiegate senza risultati, troppa spiritualità mal coltivata, in fondo è vero, non sono altro che un piccolo uomo, che scappa dalla sua vita e dalle sue responsabilità dunque un'inetto fallito e vile! Le ombre si allungano e mi abbracciano... attendo impaziente il buio eterno!
 


il nulla è in me

giovedì, ottobre 22, 2009

Quando la Paura è...

... troppa i mostri dall'oscurità salgono e vengono a cercarmi. In silenzio, guardinghi, attenti a non farsi vedere sino all'ultimo per potermi coglie così di sorpresa e prendere il controllo su di me. Facendo tornare tutte le paure infantili, facendo crescere la disperazione, aumentanto, acuendo tutte quelle sensazioni che mi fanno stare male per un non nulla. Sono demoni oscuri che spesso ho combattuto e spesso sono riuscito a ridimensionare ma mai a vincere completamente: forse non potrò mai. Quando le cose ti vengono sbattute in faccia con freddezza, con consapevolezza, come lame ti tagliano più e ppiù volte sino a quando non senti quasi più il dolore tanto e parte di te.
I demoni salgono dal buio che mi compentra e mi avvolgono in un mantello sempre più tetro e profondo come un barato infinito. Annichilisco di fronte a loro, mi piego succube al loro volere, sottile, profondo, che infierisce sulla mia debole mente. Le più semplici delle parole accendono turbinii di pensieri contorti, perversi e suadenti che mi portanto sulla strada della perdizione, della inettitudine, della volgarità e dell'odio... non vorrei ma cedo al dolce e suadento richiamo dei miei demoni che albergano dentro e intorno a me anche se io non li vedo ci sono e non mi abbandoneranno mai. Di nero si è tinto il cielo, mentre il mondo è divenuto incolore e inodore, ma niente è come appare, tutto si esplicità al momento opportuno e questa sera è toccato a me. Mi ritrovo con i miei demoni che minano le mie poche e incerte convinzioni per impedirmi di fare le mie scelte serenamente, nonostante abbia cercato di essere un'altro, ricado nell'oblio di me stesso. Vorrei raccogliere il coraggio a due mani, ma è talemente poco, talmente frammentato che solo con le mani è impossibile trattenerlo, come acqua scivolerebbe via, e mi ritrovo così sul fiume demoniaco della paura: paura di essere, paura di scegliere, paura di vivere. La tentanzione di abbandonarmi è forte, perdere la mia dignità, lasciare che la vigliaccheria abbia il soppravvento, dimenticare le responsabilità, dimenticare, dimenticare, diment...

oguz.rm

giovedì, settembre 03, 2009

Demoralizzato... Furibondo

Oggi va così, e non solo oggi... questi ultimi 2 mesi devo ammettere faticosi, e non certo per la parte fisica o lavorativa, ma solo ed esclusivamente mentale e morale. E temo che sarà solo l'inizio le cose paiono davvero immobili. Quello che più mi spiace e che i pensieri più oscuri prendono sempre più spazio rispetto ai pensieri positivi, anche se cerco di sforzarmi ad essere positivo, attivo e propositivo... La tenuta mentale e morale nonostante lunghi periodi di allenamento questa volta sono stati messi a dura prova dalla sudditanza delle decisioni altrui, decisioni insindacabili e inderogabili. Mi sono concesso ancora un po' di tempo, poi purtroppo non avrò più scelta, me ne resterà solamente una: lasciare libera la "Bestia". Questa ultima risorsa non sarà di quelle piacevoli, solitamente accade che gli "sfraceli" sono assicurati e dolorosi. Come nel post di FataMatta e di abacublog probabilmente questo è il periodo di un ciclo basso in cui prendere coscienza e attenzione su di se nei tempi e nei modi che non possono essere controllati ma solo seguiti e fatti propri. Sono certo che ad ogni modo l'andamento cambierà, quando sarà il giusto tempo e con le giuste persone, incasellando eventi e scelte che pur nascendo dalla liberazione della "Bestia" per me saranno solo una spinta positiva in avanti per un altro piccolo passo di crescita. Per questa volta mi concederò il lusso dell'egoismo e non solo, in fondo come un tempo sopravvive il più forte, spero solo di riuscire a non ferire persone che mi sono vicine, perché la Bestia è cieca, colpisce frontalmente e con cognizione di sorta, non ha freni morali, etici e non si preoccupa delle conseguenze: lotta solo per raggiungere la sua quiete, con ogni mezzo. Tremo alle parole che sto scrivendo ma oramai...

 

mercoledì, agosto 26, 2009

Oltre A Noi...

... cosa c'è oppure chi c'è. Nei giorni prima e dopo ferragosto mi sono ritrovato a chiacchierare con diverse persone, uomini e donne diversi tra loro, diversi da me; si diversi perché ognuno con la propria infanzia e la propria storia giovanile, adolescenziale che ci ha portato ed essere quello che siamo. Ma in realtà abbiamo molto che ci accomuna, seppur in tempi e modi ineguali quasi tutti hanno perso amici, persone care, affrontato cambiamenti nella loro vita, provato privazioni più o meno importanti. Quello che mi stranisce e la difformità con cui sono state vissute e le conseguenze o le scelte che hanno portato ad ognuno di noi. Qualche tempo imputavo le diverse reazioni e scelte all'eduzione ricevuta ed all'ambiente in cui si è vissuto, ma oggi comincio a pensare che non siano sufficienti queste cose a giustificare... o meglio a spiegare diverse reazioni, diverse scelte e soprattutto diverse emotività. Non so bene cosa possa esserci d'altro ma certamente ognuno di noi ha una specie di motore spirituale, caratteriale che ci spinge e ci guida alle nostre scelte ed alle nostre azioni e lo stupefacente è che non siamo mai soddisfatti o convinti sino in fondo: ci resta sempre quel velo di tristezza, oppure quel senso di amaro in bocca, o al contrario una inspiegabile euforia per delle inezie, ecc. Di base però come qualcuno ha ben sottolineato in un commento del post precedente abbiamo tutti una babele dentro di noi, di parole, emozioni, sensazioni di cui dobbiamo trovare un senso, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo... forse però non è così semplice perché siamo sempre immersi in un fiume melmoso che ci impedisce di nuotare con facilità o con regolarità per seguire il senso delle nostre parole e delle nostre emozioni. Tutti siamo costantemente e disperatamente alla ricerca di equilibri che ogni volta sembrano avvicinarsi, si dimenano e danno la solita spallata e ci riportano se non al punto di partenza, almeno a tre passi prima. Oltre noi ci sono gli altri, oltre alla nostra vita c'è quella degli altri. In questo terzo millennio pretendiamo tutti la nostra fetta di felicità e per inseguirla ci perdiamo in labirinti da quali solo noi possiamo uscirne, perché nessuno guarda gli altri, forse non più con la giusta ottica e l'antica disponibilità. Quelle poche persone che ci provano, che cercano di non perdersi ed uscire dal labirinto fanno fatica sempre di più perché non c'è risposta da coloro che ci circondano, sembra che ad essere fiduciosi e disponibili si faccia la figura dei "pirla" e che si soccomberà alla negatività altrui, ed allora tutti vogliamo essere furbi, tutti vogliamo sentirci rispettati senza darlo, vogliamo essere considerati senza considerare, vogliamo stare bene senza sacrifici, vincere facile e sentirci meglio degli altri.
Dopo tante parole in merito alle amicizie di convenienza, agli affetti "fastfood", ai rapporti di "consumo" mi sono sentito svuotato di energie e di fiducia... non mi sono restati altro che i miei hobby, leggere, la grafica creativa, la scrittura, lo sport e da qui ricomincio perché oltre a me... "ci sono anche tutti gli altri" e non posso vivere come se non ci fossero o non avessero importanza ognuno per la propria parte, nel bene e nel male.

giovedì, agosto 06, 2009

Scelte, Vuoti, Idealizzazioni

Capita di affezionarsi alle persone, capita di innamorarsi di alcuni luoghi, capita anche di amare alcuni aspetti del carattere di una persona che si ha avuto modo di conoscere nel tempo, capita di provare della simpatia per qualcuno che non si conosce troppo bene e capita anche di provare strane sensazioni quando si fanno delle scelte. Che poi queste scelte o decisioni per lo più non sono nemmeno obbligate ma si vogliono fare e non sono nemmeno così tanto importanti, almeno all'apparenza, ma per chi le fa in realtà hanno dei valori ben precisi, dei significati intrinsechi: servono a rimettere in ordine pensieri, a concludere situazioni pendenti che sono ormai stantie e danno fastidio, servono a fare dei nuovi piccoli inizi o servo anche a facilitare e migliorare la vita. In passato di scelte di questo genere ne ho fatte parecchie e quando le ho condivise mi sono visto ridere in faccia o sentirmi dire «… che problema ti da, ci sono cose più importi a cui pensare.» Quando ero meno sicuro di me, ci restavo male e mi offendevo anche, provando quella sensazione di incomprensione che mi mortificava anche un po', oggi invece… Oggi sono cresciuto e non ci faccio caso a quali sono i commenti che mi fanno quando condivido con altri le mie scelte "stupide", le condivido ascolto ciò che mi viene detto o prendo atto delle risate ma non faccio una piega e porto avanti le mie scelte. Molte di queste mi hanno dato emozioni diverse, tra gioia, soddisfazione, tristezza e molte altre ancora, ma quella che patisco di più è il senso di vuoto che in alcuni casi ho provato. Una sensazione, una percezione di totale smarrimento misto a solitudine che mi hanno svuotato lasciandomi quel non so che di incompiuto di occasione persa, occasione importante da non perdere ma lasciata scivolare via facendomi sentire incompleto, vuoto, lacunoso, inadeguato e in conclusione anche triste e sconfortato. Questa settimana sarà così costellata di queste emozioni che mi annientano l'entusiasmo, che mi trascinano verso una bigia pacatezza. Ho fatto una di quelle scelte insignificanti che però ha fatto si di farmi provare un senso di abbandono e vuoto perché ho la sensazione di perdere qualcosa… (bugiardo!!!). Onestamente ho la sensazione ma soprattutto il timore di perdere qualcuno che non conosco se non per quel poco che ho scoperto di lei tra le poche righe che ci siamo scambiati, che mi hanno riempito piccoli spazi che erano stati abbandonati alla loro solitudine. Forse qualcuno comincerà a pensare che mi sono innamorato di una donna, forse qualcuno penserà che sono il solito fatalista, qualcun altro riderà di questa sciocchezza, ma resta il fatto che mi sono innamorato di una idea di donna! Quell'idea di donna che vorrei avere la possibilità di conoscere e frequentare nella vita reale, quell'idea di donna che io definirei "una buona compagna di viaggio". In 12 anni di internet questa è la prima volta che mi succede, ho idealizzato parecchie cose comunicando con persone totalmente sconosciute, sia fisicamente che caratterialmente, ma in questo caso ci sono cascato in pieno ed ho idealizzato  una donna e il suo mondo. Che poi si tratta di una persona vera, diamine qualcuno dall'altra parte mi scriveva quelle parole. Certamente la inviterò a leggere questo post e mi auguro che lasci un segno, seppur leggero, del suo passaggio, ma in cuor mio spero di più che faccia ciò che mi ha detto, tanto non ho fretta ,piuttosto che perderla completamente e sentire un vuoto, aspetterò paziente il momento in cui la potrò ritrovare anche solo per leggere le sue parole; in queste ultime settimane mi è mancata la sua compagnia… forse troppo, ma non mi importa mi auguro solo di ritrovarla come la prima volta, per caso per un eccesso di presunzione da parte mia. Concludo questo post scrivendo direttamente a colei di cui sto parlando, dimmi «cometumivuoi» ed io proverò ad esserlo!