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giovedì, maggio 04, 2023

Genetlìaco o Genèṡie

Sono passati pochi giorni dal giorno del mio compleanno, ma rispetto agli anni passati, mi è rimasto l'amaro in bocca.
Se in altre occasioni sono riuscito a svicolare da questa data che presuppone festeggiamenti e momenti di felice mondanità, quest'anno essendo il 50mo genetlìaco ha prodotto situazioni che non saprei nemmeno definire nel modo più giusto essendo un misto tra il grottesco e l'ansiogeno. L'aspettativa comune di dover dare importanza al numero 50 per un compleanno in alcuni momenti li ho vissuti come una genèsie, più che un festeggiamento gioioso.

Compiere gli anni per molti è una buona occasione per fare festa, circondarsi degli amici e dagli affetti, che a volte non si vedono per mesi, per me invece è una data come un'altra. Non mi serve una scusa per vedere, frequentare persone o per festeggiare, sono cose che si possono fare benissimo in ogni momento dell'anno, basta coltivare le relazioni e ritrovarsi insieme, tutto questo già dovrebbe essere una "festa", almeno è così come la penso io. Come detto in apertura, invece, quest'anno si è caricato di aspettative in maniera esponenziale, ma non per me, ma per i miei coetanei piuttosto che per coloro che vedono questi 50 anni come chissà quale traguardo! Sarà che è un numero tondo, un mezzo traguardo (mezzo secolo?) sembra comunque che rappresenti davvero un momento di passaggio, ma a parte le crisi di mezza età (psicologiche o metaboliche) tutto il resto non è così scontato: la maturità di un uomo o di una donna, si raggiunge a 50 anni? non credo, ci sono persone che sono cresciute e maturate anche ben prima, altri invece dopo. Si raggiunge una indipendenza economica? Come prima non necessariamente. Ci si può sentire realizzati? forse, dipende da un sacco di cose. Insomma davvero non mi capacito di cosa possa rappresentare un 50 rispetto ad un 40, un 30 o un 60...

Tutto questo entusiasmo ed eccitamento, mi ha portato uno stato di ansia e disagio che mai avevo provato per un compleanno, ho quasi pensato che superati i 50 tutto dovesse cambiare, o che quel che sono non lo sarei più stato una volta festeggiato questo compleanno, da qui la scelta del termine genèsie, che è l'equivalente del genetlìaco ma per quello o coloro che non ci sono più. Tetro pensiero lo so!

Personalmente, i momenti più festosi li ho avuti inaspettatamente, senza qualche anniversario, ricorrenza o festa più o meno comandata, per questo ho pensato invece di cogliere l'occasione per cercare di rendere quest'anno speciale, e dunque non solo il compleanno,  in più modi possibili: ho intrapreso un percorso personale, intimo e per me importante, ed anche se a lungo termine, lo voglio completare e consolidare. Insisto non è il giorno del mio compleanno che fa la differenza e quello che faccio tutti gli altri giorni, occasioni in cui posso stare con le persone con cui sto bene, a cui voglio bene oppure avere modo di fare cose che mi piacciono e che mi danno soddisfazione. Da questo punto di vista, il giorno del compleanno ed un suo festeggiamento diventano quasi riduttivo e misero, almeno per me, sì perché sia chiaro, non ho nulla contro coloro che invece hanno piacere di fare feste più o meno grandi al loro genetlìaco: il bello di questa vita è che ognuno è libero di fare come ritiene più opportuno.

Nonostante quest'anno invece, non so bene come e perché, sono inciampato in alcune situazioni che, nonostante le buone intenzioni, mi hanno solo parzialmente dato soddisfazione o piacere, sono certo che con il proseguire delle settimane e dei mesi, ci sarà modo di porre rimedio ad un solo giorno un po' così così: quindi "buon compleanno tutto l'anno!"

domenica, settembre 09, 2012

Se Non Ti Riguarda...

Che dire... sono rimasto senza parole, o quasi... Per carità sono stato al telefono per oltre 20 minuti per darle sostegno, per cercare di dare un senso a certe emozioni e per affrontare quelle notizie, ma non è facile.
Da sempre mi ritrovo ad ascoltare le emozioni, i pensieri, le paure, le angosce e le ansie degli altri ed ogni volta cerco di trovare le parole giuste per tenere la conversazione nella giusta direzione e nella giusta prospettiva; non mi sento un prete o un profeta o un santone , non ho le risposte giuste, ma ci provo ad alleviare il peso che sento negli altri. Sarà la mia indole protettiva e di ottimista, anche se non si vede mai, con l'aggiunta di una buona dose di razionalità che mi permetto di analizzare con i miei interlocutori del momento le situazioni che mi raccontano. L'educazione che ho ricevuto mi permette anche un livello di riservatezza non indifferente, tale da potermi gestire anche nelle situazioni più impensate. A volte penso che sia facile per me fare, come dico spesso, il fratello maggiore, e comportarmi così da confidente e supporter: in fondo non riguarda me, non mi tocca in prima persona; posso essere più lucido ed oggettivo e non lasciarmi coinvolgere dalle passioni e dalle pulsioni emotive. Ma giornate come questa che stanno diventando un po' troppo frequenti, mi rendo conto che non è così come ho scritto. Mi riguarda, eccome se mi riguarda. Non serve andare a guardare lontano, e molto a vicino a me sono accadute cose di ogni tipo, e involontariamente le ho vissute quasi in prima persona. Sin dai tempi dell'oratorio ero quello che ascoltava le confidenze di amanti tormentati dai loro amori giovanili, delle gelosie, antipatie invidie tra amici e amiche; anche più avanti nelle scuole mi sono ritrovato a sentirmi fare confidenze sulla famiglia o su qualche parente, arrivando sino a oltre la maggiore età in cui ho amato, odiato e vissuto le storie mie e degli altri, ma non mancavano le occasioni in cui mi si veniva a raccontare, sfogare, gridare, piangere il dolore, la sofferenza e la paura che ognuno viveva. 

Oggi è accaduto di nuovo!

Avrei dovuto concentrarmi sul lavoro che mi ero portato a casa, ma ho dovuto prendere tutta la mia esperienza e sostenere chi mi ha chiamato e non di meno sostenere anche me stessp. Ed è così che non sono più riuscito a concentrarmi. E' un bel dire: "non ci pensare vedrai che le cose si sistemano", oppure "tanto noi non possiamo fare nulla se non essere presenti come e quando si riesce", o ancora "non lasciarti sopraffare dall'angoscia o dall'ansia o dalla paura che sia, cerca di di essere positivo"... Anche in questo caso non è toccato a me, ma non è andata per niente lontana. Sono mesi che rimbalzo da un'amicizia a un parente più o meno vicino, a qualcuno conosciuto da qualche mia amicizia per tornare vicino alla famiglia, come 8 anni fa, come 4 anni fa...

Ancora una volta di più cercherò di non dare per scontato che se qualcuno fa vita dissoluta e sempre improntata al divertimento, lo faccia perché è solo superficiale... potrebbe farlo per evadere da una vita meno gioiosa e cercare rifugio nel disimpegno. Già perché non tutti affrontano le brutte notizie e le brutte situazioni allo stesso modo. Per quanto mi riguarda oggi apparentemente ho tenuto botta, ma un dettaglio mi ha spaventato a morte e in pochi millesimi di secondo ho pensato le cose peggiori, ma dovevo stare calmo e dare sostegno alla controparte della telefonata. In parte mi ero già preparato, e mi auguro che molte situazioni si risolvano per il verso giusto, altrimenti dovrò iniziare nuovamente a cercare le vie giuste per raggiungere una delle mie destinazioni. E' facile parlare e dare l'impressione che le soluzioni sono a portata di mano o che sembra un gioco da ragazzi modificare il proprio carattere per far fronte agli imprevisti della vita, ma in realtà siamo bravi a dire e fare così solo perché non ci riguarda... ma a ben vedere ci riguarda sempre, siamo noi che non vogliamo credere che "il male" è sempre troppo vicino a noi... facciamo finta di niente, tanto non è a noi che tocca direttamente... e se così fosse invece? Sapremmo cosa fare e sapremmo ascoltare quello che ci dicono gli altri? Che effetto ci farebbe? Penseremmo a quel punto che parlano facile solo perché non li riguarda?

Io comincio a sentire il peso delle cavolate, la mia vita si sta inspessendo sempre di più e non di facezie, ma di responsabilità dirette e indirette: e pesano. Quindi perdonatemi se non sono stato troppo lineare in questo post, ma i pensieri, tutti, si sono affollati e non riuscivo più a trattenerli e tanto meno a dargli un ordine ben preciso. Son qui a scrivere e ancora sto pensando da che parte cominciare e come fare a trovare soluzione e sollievo per tutti... ma non ho questo potere: già è difficile sostenere se stessi, figuriamoci a sostenere tutti coloro a cui siamo affezionati. Eppure al prossimo sfogo, lo so già, rimetterò la camicia del fratello maggiore e cercherò le parole "salvagente" anche se per pochi istanti, mi auguro avranno quell'effetto. Ma ora non ne ho, quanto meno non ne ho per me e ne conosco anche il motivo: perché mi riguarda! Mi riguarda sempre!

mercoledì, agosto 17, 2011

Che Fatica

Era da tempo immemore che non passavo quasi una giornata intera su internet. Devo dire che rispetto ad un tempo mi stanco molto di più e più in fretta. Mi da la sensazione che sia diventato un lavoro a tempo pieno, considerando tutte le potenziali piattaforme dove ci si può iscrivere, quanti accessi occorre fare, click di qua e di là per visionare un po' tutte le pagine, i profili dei contatti, leggere le e-mail i messaggi, le bacheche, fare manutenzione dei propri profili, verificare e aggiornare sezioni nuove o vecchie, ecc. E' vero! Era parecchio tempo che non mi dedicavo al web come ho avuto occasione oggi  e quindi magari mi si sono accumulate parecchie cose, ma è pur vero, almeno dal mio punto di vista, che ci sono troppe pagine da visionare, troppe aree da gestire, troppe registrazioni ridondanti e comunque sia troppe funzionalità/applicazioni/servizi che occorre tenere sotto controllo. Dopo una giornata come questa comincio a farmi una ragione su quale sia il motivo che porta la nostra cultura sociale a stare su internet tutto questo tempo. Vuoi per risponderre ad un commento ricevuto, vuoi per visionare il nuovo album fotografico che qualcuno ha pubblicato, vuoi perché dovevi ancora risponsere a quella persona che ti aveva scritto già qualche giorno fa, poi vuoi negarti un aggiornamento di quello che accade nel mondo, vuoi non condividerlo o commentarlo dove è concesso farlo... Insomma è una piccolo labirinto che ti fagocita e non ti lascia più uscire con i suoi meccanismi perversi, tali per cui ti fai lo smartphone per poter essere "circuito" dalla rete anche quando non hai la possibilità di stare davanti ad un computer, e per non perdere l'ultimo commento, l'ultima battuta, la foto del momento, o chissà cos'altro. Una giornata impegnativa questa che ho affrontato oggi, e dovrei ancora fare innumerevoli click qui e lì, ma come sempre ho preferito dargli un taglio e venire qui a scrivere così da svuotare un po' la capoccia e riordinare un po' i pensieri, riprendendo in considerazione le cose ancora da fare fuori dalla rete, per arrivare a fine giornata senza perdermi qualche cosa per strada. Ammetto anche che in questi mesi che non ho vissuto internet così tanto, non mi sia mancato molto, forse qualche ora di connessione "sana" per consentirmi di venire qui a scrivere i miei pensieri più o meno sconclusionati, ma che mi permettono di alleggerire magari le giornate più tese o preoccupanti, ma per il resto direi che riesco a vivere bene anche se non sto connesso costantemente. Sia chiaro non sto ne giudicando ne demonizzando, ho solo condiviso alcune mie considerazioni e sensazioni sul mondo virtuale che sempre più ci attornia e fa parte della nostra quotidianità. Mi domando ora come potrebbe evolversi tutto questo sistema di condivisione e comunicazione sempre più globalizzata e capillare nella vita di tutti i giorni...


mr.zugo

mercoledì, agosto 25, 2010

Quando le Cose Non Vanno

Estate impegnativa questa, e non siamo che poco oltre la metà... Non vedo l'ora che arrivi il primo settembre per andare finalmente in vacanza. Per carità lo so che molti quest'anno non le faranno nemmeno, non sono certo il più sfortunato, ma una cosa è certa: ho bisogno di ritrovare il giusto ritmo. Da quando ho cambiato lavoro poco meno di un anno fa, ero pieno di buone intenzioni per vivere ogni giorno salvaguardando la qualità della mia vita, con l'intento di non farmi fagocitare dall spirale negativa del lavoro, ma ahimé così non è stato. Volente o nolente mi sono ritrovato nuovamente nella stessa condizione che mi fece fuggire 3 anni fa. Ho dovuto spostare ad oltranza le mie vacanze, ho dovuto riprendere a fare un lavoro che non amo più, ho dovuto sottostare a considerazioni e comportamenti che sempre mi hanno fatto male. E' un estate pesante: dover vivere in una città senza apprezzarla, dover lavorare controvoglia odiando quello che un tempo mi aveva appassionato, non poter godere della compagnia delle amicizie che ero riuscito a salvaguardare nel mio vagabondare oltre a quelle create nel mio mondo sempre troppo itinerante...
Le energie si erano talmente consumate che sono arrivato al punto di chiedere illusoriamente il cambio di mansione; pur consapevole della risposta ero talmente preso dal panico e dalla fatica che non ho trovato altra soluzione che chiedere di cambiare ufficio e ruolo, ma come al solito la mia famosa "etichetta" mi ha fregato. L'essere sempre stato considerato un polemico e utopicamente perfezionista, anche quando la mia richiesta era semplicemente dettata dal non sentirmi più adeguato ad un certo tipo di lavoro, facendolo ormai senza amore e senza riguardo per il corretto procedere delle cose, sono stato preso per il solito polemico ed utopistico perfezionista, quindi la mia richiesta non è stata accolta per nulla, direi quasi derisa. La mia salute è nuovamente peggiorata e non sto facendo nulla per salvaguardarla. Non avendo più nessun tipo di interesse a far funzioanre le cose, maltratto anche me stesso. Curato tardivamente i denti e non controllandomi a dovere ho perso 14 kg in un inverno, e seppur qualcuno lo abbia recuperato, ora combatto con gastriti e pressione alta nonostante le pasticche che già prendo. Insomma le cose non  vanno per niente ben. Non trovando più piacere nel lavoro, non potendo più passare del tempo libero con le persone che stimo e apprezzo, soppravvivo a me stesso alla meno peggio. Oggi su un altra piattaforma ho scritto una cosa che mi ha fatto riflettere:


Nel silenzio difficile è saper ascoltare la voce dell'anima
La solitudine non conosciuta porta allo smarrimento


Solo nel silenzio della solitudine
un uomo può comprendere
la forza del proprio spirito


Già come allora ancor di più oggi sono convinto che non si smette mai di scoprire un pezzetto in più di se stessi, pezzi nuovi quanto vecchi che completano parti  forse appena note di come siamo fatti. Ero consapevole di essere solo all'inizio di un cammino per conoscermi meglio, ma non pensavo di dovermi ancora conoscere per aspetti che pensavo già consolidati. Sono andato in difficoltà, ho scoperto di sapermi odiare, non potendo odiare ad oltranza altro o altri, ho scoperto che odio me stesso al punto da non salvaguardare il mio benessere. Ho lasciato che i lati oscuri ed i lati peggiori di me si rivalessero su me stesso e lentamente sto pagando questo attegiamento e questo comportamento. Quando le cose non vanno bene, è troppo facile lasciare che tutto ci sovrasti, e troppo comodo lasciare che le cose vadano per conto loro senza intervenire minimante nemmeno per il proprio benessere. Ora sono al solito bivio: mollo tutto e vado verso una discesa miserevole, oppure intraprendo la china erta e sconnessa per andare da qualche parte. Sinceramente voglio mollare tutto... sono stufo, al punto da voler addirittura accelarare il tempo per arrivare prima alla meschina conclusione.
Ma se mi guardo indietro vedo una cosa strana, davvero molto strana, per me inspiegabile... guardo meglio, forse mi sto illudendo, ed invece no, è proprio così. La mia incoscienza insieme all'instinto di sopravvivivenza forse hanno fatto si che nonostante non lo fosse razionalmente voluto per una ragione, ho disseminato il percorso di questi ultimi 10 mesi di piccole impronte, un po come Pollicino con le molliche di pane; nonostante mi stessi facendo prendere da una malsana consuetudine di lavoro, e non stessi curando la qualità della mia vita, incosciamente invence ho seminato il terreno o meglio preparato il campo per la nuova stagione che deve arrivare. Per puro istinto di sopravvivenza, per semplice abitudine a difendermi, ho già realizzato le fondamenta sulle quali costruire la casa del mio futuro. In fin dei conti ho ancora tempo per cambiare lavoro, come invece consolidare la mia posizione dove mi trovo ora, posso re-inventarmi come uomo qui come altrove; non so più dove l'ho letto o dove l'ho sentito ma fondamentalmente concordo sul fatto che la nostra "casa" è dentro noi stessi. Manca pocomeno di un mese alla fine di questa estate e come per gli anni scolastici o le stagioni sportive con l'autunno si inizia.
Da qui ripartire forse è la cosa più saggia da fare! Non so dove andrò ne tantomeno cosa accadrà ma il periodo dell'adolescenza e terminato. Ai primi di settembre mi prenderò giusto 2 o 3 giorni sabbatici dove perdermi nel limbo del nulla e trovare la mia "casa" da cui ripartire, e come l'acqua scorrere verso il futuro, incomprimibile, incontenibile e inesorabile scavando, erodendo e scivolando verso il mio futuro.


mr.zugo

venerdì, luglio 02, 2010

Routine & News

Ci risiamo, tutto torna alla condizione iniziale di quella che è la mia esistenza. Nel lavoro tanto non è stato fatto che mi ritrovo a dover usare tutte le mie risorse per sopperire a lacune degli altri; me lo ero promesso che non sarebbe più stato così, ma per dar seguito al vecchio detto "aiutati che il cielo ti aiuta" mi sono dovuto rimangiare la promessa e tornare sui miei passi. Dopo una riunione che precorreva i tempi (nuovo organigramma di tutta l'azienda in uscita domani), per quieto vivere mio e delle persone con cui collaboro tutto il giorno a stretto contatto, ho dovuto cedere e rimettermi al servizio di strutture che non se lo meritano. Magra consolazione alcuni piccoli risultati ottenuti (che cercavo già di raggiungere ben 3 anni fa), magra consolazione essere in un guppo di lavoro molto ambito e conteso, resta solo il fatto che le fatiche saranno nuovamente moltiplicate per enne volte per sopperire alle enne carenze altrui. I miei sogni di vita tranquilla nel fare un lavoro circoscritto in una quotidianità si sono infranti, ma non posso rimproverarmi nulla però, ho comunque cercato di raggiungerli quei sogni. Ora la cosa più difficile sarà solo trovare i giusti ritmi e dimenticare i sogni e le aspettative dello scorso autunno. Ed in questa riproposizione servirà molto più impegno di quello che occorreva un tempo, anche perché non voglio negarmi i miei spazi. E proprio per avere una mia collocazione personale nella  quotidianità sto anche nuovamente cercando una nuova sistemazione come domicilio; da quando sono entrato nella casa in cui mi trovo adesso, non mi sono mai sentito sufficientemente a mio agio, mai vissuta e gestita come se la sentissima mia, ma sentita solo come una sistemazione di comodo e temporanea: insomma non mi sono mai sentito a "casa". Qualche opportunità c'è già devo solo pazientare e capire quale riuscire a concretizzare, anche perché le possibilità economiche si sono ulteriormente abbassate viste le conseguenze derivanti dalla mia dichiarazione dei redditi.
Comunque sia ora inizio il secondo semestre di questo impietoso 2010 con nuovi propositi che si innestano in quelli già in precedenza avevo: primo passo già da questa sera ho rinnovato il contratto per mantenre il dominio del mio sito, e considerato che finalmente ho di nuovo gli strumenti posso riprendere la costruzione del sito e perché no fare anche una bella rivisitazione grafica. Considerando una lunga estate lontano da casa avrò tempo di studiare e creare una nuova veste grafica, magari partendo da un progetto strutturato e impostato prima su tavole e poi riproposte con la webgraphic nel mio sito. In effetti mi manca disegnare e questa del sito è un'ottima occsione per riprendere, elaborando tutto un progetto grafico nei suoi dettagli e negli aspetti funzionali; riprendendo in mano le matite potrò anche svuotare la mente dalle tossine e rilassandomi lasciando spazio alla creatività, lato della mia personalità che ha anche trovato in questo blog un altro mezzo di espresse. Blog tra l'altro che  giusto lunedì 28 giugno ha compiuto ben 3 anni!!! Non avrei immaginato che questa sperimentazione, iniziata un po' per caso e un po' per mantenere dei contatti, si sarebbe sviluppata per così tanto tempo, con tutto quello che si porta scritto... Di certo è stata una piacevole scoperta che ha portato parecchie opportunità per conoscere nuove persone sia virtualmente ma anche e soprattutto nella vita reale.
In conclusione di tutte queste parole  e palese  un ritorno a vecchie routine che speravo di aver abbandonato, ma almeno questa volta con lo spirito di reinventarmi con piccole, e spero sempre pià frequenti, novità. Forse un giorno mi sveglierò più affamato di ambizione e meno anonimo  per costruirmi un futuro meno banale, ma per ora mi faccio bastare la mia esistenza per quello che è, puntando sulla qualità della vità. Pur essendomi rimangiato una promessa fatta a me stesso, ho già un nuovo traguardo a medio termine, dopo il quale sicuramente porterò avanti il traguardo successivo più a lungo termine, ma per ora è bene mirare ai prossimi 18 mesi!





mr.zugo


 

giovedì, giugno 25, 2009

Introversamente…

… torno al lontano me stesso, spinto come un plantigrado,
a tornare all'antico verso un letargo: ristoratore, rigeneratore.
Silenzioso e innocuo.

 

sabato, aprile 25, 2009

Il Silenzio Aiuta

I silenzi aiutano... si può nel proprio interiore gridare a tutta voce
tutta la rabbia, la delusione, lo sconforto, la frustrazione che ci si porta nell'anima...
Che poi di quest'anima si ha sempre solo una sensazione, ma in cui tutti vogliono credere;
io forse smetterò di pensare alla mia anima, voglio annullare la mia essenza, la mia aura
e perdermi in uno spazio senza tempo, senza sonno e senza sogni. Divenire evanescente.

martedì, febbraio 24, 2009

Scrivi e Cancella

Ecco che siamo arrivati al fantomatico "uomo nero" delle scrittore… dopo il blocco, ovvero vedere la pagina bianca e non risucire a riempirla con delle parole, frasi, pensieri sensati, arrivata l'uomo nero, quello che ti fa scrivere fiume di parole, pensieri logici, teoremi sintattici per poi alla conclusione, rileggere e cancellare tutto… senza possibilità di ritorno. Sono giorni che è così, penso un miliardo di cose, ne scrivo un milione e poi? E poi mi ritrovo a scrivere questo post. Sono talmente infastidito di me stesso, che non trovo sensato quello che scrivo, a torto o ragione non importa, sono anche in disaccordo con quello che state leggendo ora qui!! Non c'è verso, per quanto possa sforzarmi tutto quanto mi passa per la testa non ha valore intrinseco, riesco solo ad aspettare qualche evento alieno o meno che mi depositi sul sentiero giusto. Teorizzare è bello, ma anche faticoso, pericoloso, vanesio e superbo! E dunque mi tengo i miei pensieri per me! Ecco la ragione del fatto che scrivo e poi cancello, tutto senza poi salvare nulla: proprio per non rischiare che qualcuno legga inavvertitamente e poi punti il dito ridendo di me. Mi sono domandato spesso se quando voi leggete, annuite o scuotete la testa, se condividete o dissentite con i pensieri espressi, se ridete per la mia sintassi o se piangente dalla disperazione per quanto sono contorti i miei pensieri… ma in fondo mi nascondo dietro un dito dandomi la giusificazione che il blog è mio e ci scrivo come e cosa voglio io.
Volevo scrivere e demonizzare internet e soprattutto i socialnetwork, demonizzare i trasfigurare le nuove agorà quali sono i centri commerciali, o irridere le vacanze fotocopia… ma poi mi rendo conto che sono solo un frustrato e un invidioso; non condividendo il pensiero comune, non essendo allineato alle convenzioni di questi tempi, parlerei a sproposito!!! E così scrivo e cancello, scrivo e cancello, scrivo e cancel…




venerdì, febbraio 20, 2009

Irrequieto? Pazienta e Persevera

Girare l'angolo, fare una svolta, concentrarsi sui cambiamenti. Come al solito parlare è facile, ma mettere in pratica quello che si dice, che si spera, che si vorrebbe, richiede del coraggio. Coraggio non da eroi nell'affrontare un nemico o una situazione difficile, questi ultimi sono pochi e sono il più delle volte nell'ombra presi dalle loro importanti lotte; il coraggio di attuare le proprie aspettative è più modestamente un fare un confronto con se stessi e confermare tutte le valutazioni fatte sino a quel momento, credere in quello che si è pensato e detto al resto del mondo. Il rischio di non portare avanti le proprie convinzioni ed i cambiamenti tanto decantati, è quello di cadere in un baratro in cui il rispetto di se va scemando lentamente e inesorabilmente, riportandoci a quella condizione di disagio da cui si era partiti nel fare scelte di cambiamento.
Personalmente sono ormai settimane, per non dire mesi, che ho iniziato a lavorare sulle mie svolte ed i miei cambiamenti, cercando di svoltare l'angolo, intraprendendo nuove vie… ma terminato l'entusiasmo originale, è entrata in gioco la fase della pazienza e della perseveranza. Le scelte si sono moltiplicate, e accumulate appesantendo non poco il carrozzone che prima o poi dovrò svuotare. Da piccoli cambiamenti in ambiti futili, l'entusiasmo mi ha condotto verso cambiamenti più radicali e importanti che alla fine hanno quasi frenato tutto il meccanismo che già lentamente avevo avviato.
Le energie sono andate a zero, fisicamente ne ho risentito e mi sono anche indebolito, la mente si è affollata di mille pensieri, dubbi, paure, incertezze impedendomi di avere una visione chiara del cammino che avevo appena iniziato. Ogni scelta è diventata un cruccio, ogni considerazione angosciante… in un caso come questo mi ci ero già ritrovato e in quell'occasione mi sono agitato troppo tanto da rimanere impigliato in me stesso e non risolvendo nulla o non riuscendo a decidere. Come una specie di panico mentale ed emotivo. Oggi memore di quell'esperienza, e ricordando alcuni piccoli principi di molte arti marziali, mi sto comportando diversamente, pazientemente attendo il momento in cui devo affrontare le scelte, e solo in quel momento agisco di riflesso secondo le mie percezioni, valutazioni ed intenzioni; cerco insomma di sfruttare l'energia che mi si propone davanti e non mi agito più sprecando inutilmente le mie poche rimaste.

Perseverare in questo comportamento mi ha permesso di non farmi prendere dal panico, dalla depressione o da chissà quali altre negatività, anzi ogni occasione è diventata utile a risalire i gradini e rialzare le mie energie, fisiche e mentali. i pensieri si sono allineati, ordinati, schiariti le scelte più facili da affrontare, una alla volta, e certamente non con lo spirito del salvatore della patria, perché le mie di scelte sono davvero sciocche a confronto di altre che riguardano la salute, piuttosto che il futuro di più persone, piuttosto che del sostentamento economico. Ma le mie futili scelte oggi potrebbero diventare importanti domani, figuriamoci se dovessi andare in panico e non avere le forze di affrontare quello che mi si para davanti e ne andrebbe della mia o altrui salute, o futuro economico… per cui anche questa è un occasione per imparare a diventare "grandi" che non è solo una questione anagrafica, o di libertà di azione ma di responsabilità di cui ci si può fare carico, e tentare di gestirle nel modo migliore.

Un pensiero contorto quello di oggi, ma dopo un evento di ieri, questa mattina mi sono svegliato con un pensiero fisso che spero non mi abbandoni troppo preso, ma starà ovviamente a me trattenerlo e farne tesoro. Se non accettiamo il cambiamento dentro di noi non possiamo portarlo all'esterno anche quando significa dispiacersi un po'.




giovedì, ottobre 09, 2008

Radio Faro - Introspezione

Ottobre, mezza stagione anche se non sembra, ed io mi ritrovo nella stessa condizione. Le giornate passano e non sono tranquillo, non che sia strano ormai sono consapevole che sono fondamentalmente una persona perennemente insoddisfatta ed irrequieta. Ma in questa non-mezza stagione la quotidianità mi è ancora più inquietante: ci sono giorni che vorrei buttarmi nel Po e lasciarmi trasportare senza pensare più a nulla e giorni invece in cui vivo esperienze vivide sognando sulle note della musica classica… La mia irrequietudine è amplificata, la voglia di cambiamento è esageratamente espansa, cambiare auto, lavoro, status sociale, ma in realtà sto alla vita come un geco attaccato al muro: immobile!
Esternamente posato, giorno più giorno meno, ma interiormente un mare in tempesta che sfrange su faraglioni e scogli sconosciuti. Il radio faro si è spento. Per una parte della mia vita sapevo dove stavo andando e come, ora invece sono al buio e proseguo a tentoni, rimanendo per lo più fermo ad ascoltare il vuoto e il fragore del silenzio che mi circonda per cercare di ritrovare una via. In ansia perché non vedo il lumicino che indica una qualsiasi direzione che la mia anima possa seguire.

    Mi dicono: «tu hai bisogno di una fidanzata!!» forse sarà vero!
    Mi dicono: «tu devi andare a vive da solo, non con tua madre!» sarà vero?
    Mi dicono: «devi farti degli amici, non fare l'orso» anche questo sarà vero!
    Mi dicono: «smettila di guardare troppo avanti, vivi il presente» sarà vero!
    Mi dicono, mi dicono, mi dicono…

Io penso: «Molti, troppi mi dicono cosa devo fare, come devo vivere e con chi, ma in realtà io che ci sto a fare in questa vita? Potrei anche cercare di scomparire e ricominciare tutto da capo, ma a cosa servirebbe? Potrei cercare una fidanzata, giusto per avere una compagnia, ma dopo? (e riecco che guardo oltre) Domande, domande, immobile a farmi domande ad occhi aperti nel buoi della mia esistenza, sordo ai suoni della vita, ascoltando voci che non so se voglio ascoltare davvero. Come smuovere questa inerzia, come riaccendere il radio faro della mia esistenza? Troppe domande, poche riflessioni, ancor meno azioni… pietrificato nella mia immobilità, cieco alla luce della vita, sordo alle voci delle anime giuste, tutto collassa, ed io resto immobile, non so come uscirne. E se chiudo gli occhi? E se smetto di respirare? Ancora domande, ma cosa sto cercando? Basta domande!»

Come da un incubo irreale mi voglio svegliare e riprendere il mio cammino! Azione per avere delle reazioni, l'immobilità non mi si addice più, troppo a lungo sono stato nel limbo, inanimato come un'anima persa, ora devo agire, sono consapevole, so chi sono, so cosa voglio, so dove e come trovare quello di cui ho bisogno e so cosa posso dare, soprattutto so come darlo! Non è un incubo e solo un viaggio introspettivo all'interno di un me da troppo smarrito che ora vuole ritrovarsi! Io faccio parte di una realtà, complessa fatta di molteplici sfumature… e voglio coglierne il più possibile.
 
mr.zugo

giovedì, settembre 04, 2008

Tra tutti ne Facciamo Uno

Questa mattina alle 03.00 ero entusiasta dell'idea di scrivere tre post collegati tra di loro, mi dava un senso di concretezza anche nell'ambito del virtuale… poi tempo di cominciare a scriverne uno… a cui segue il secondo… ora che devo scrivere questo terzo post, che sentivo più di tutti, mi ritrovo a non avere le parole, ho perso la fantasia della cosa… Il titolo del blog era un omaggio a un buon numero di persone che ho potuto felicemente incontrare e conoscere, pian piano. Ogni tanto qualcuno del gruppo lo dice che siamo un anomalia, troppo eterogenei per riuscire a stare insieme: diversi lavori, diversi modi di vivere la vita, diverse vite sociali, punti di vista diversi sulla vita, sulla morte e di tutto quello che ci sta nel mezzo. Non siamo mai riusciti ad esserci tutti, ogni tanto qualcuno scompare, chi per impegni che non si incastrano, chi per scazzo, chi per forze di causa maggiore, ma questo non crea problemi a nessuno, o meglio ne se ne fa un dramma, tanto si sa che tornano e saranno i benvenuti, e che avranno modo di dire la loro in qualche modo. Da quando sto con loro parafrasando uno del gruppo: non mi sono mai divertito tanto, anche quando le discussioni di fanno serie. Chiacchierando con altri mi sono reso conto che alla fine è questo il collante, l'amalgama… siamo tanto eterogenei che cercavamo tutti un punto di incontro, e per quelli che siamo al fine tra tutti noi ne facciamo uno solo, una sola entità completa, estroversa mentalmente aperta, cordiale, incazzosa disponibile, sarcastica, mangereccia, e chi più ne ne metta e sempre affamata della propria molteplicità. Ma come dicevo la fantasia mi è passata, e non so cosa dire: resto solo dell'idea questa volta parafrasando  un altro componente del gruppo: che tra tutti ne facciamo uno!mr.zugo

venerdì, agosto 29, 2008

Confronti e Oltre

Troppo tempo passato in un unico mondo, il proprio… Sempre la medesima aria viziata, unici e statici confini, il medesimo orizzonte. In queste condizioni si rischia di osservare il mondo da una piccola finestra, tanto stretta da impedire diverse angolazioni ed averne in cambio una unica e restrittiva considerazione, emozione e  sensazione. Solo aprendo gli occhi e oltrepassando la piccolissima porta che c'è in fondo, l'orizzonte cambia dimensione, prospettiva e curvatura; solo concedendosi al resto del mondo si può godere della prerogativa del confronto e dello scambio. Ma attenzione all'arroganza dei propri pensieri, sempre da ricordare che la visione che si aveva siano a poco prima era limitante e restrittiva, quindi del tutto opinabile. Proprio perché mi sono ritrovato in un unico mondo, apparato dagli altri, isolato ai suoni delle altre voci, ora che sono uscito dal quella piccola porticina, mi sento sconvolto, solo, abbandonato, e nel confronto mi accorgo di non avere niente che possa significare qualcosa, trovando che quello  che gli altri hanno da dare sia molto più appagante e accrescitivo di quanto io abbia! Ma in fondo, è tutta la vita che faccio questi viaggi, entrando ed uscendo dal mio piccolo e ristretto mondo, andando alla ricerca ogni volta di altre verità di altri mondi, peccato non poter contribuire ad andare oltre i propri confini; i miei ormai li sento sempre più stretti e inadeguati, come fossero degli abiti più piccoli di 2 taglie che ti soffocano e ti innervosiscono. L'irrequietezza diviene un cattiva compagna di viaggio. Uscire dal proprio mondo è pericoloso e doloroso per le ristrette menti che sono state troppo davanti alla propria piccola finestra.mr.zugo

venerdì, luglio 11, 2008

Eccezioni - Estemporanee

Se non ti fai domande...
non ti devi preoccupare delle risposte.


interdetto!

mr.zugo

giovedì, giugno 26, 2008

Esuberanza

Quante volte capita… Nel corso della nostra vita affrontiamo molte situazioni, viviamo tanti avvenimenti, e in alcuni di questi momenti, nella nostra coscienza scatta una molla che ci porta a intraprendere dei processi che innescano eventi in successione i quali vorremmo portassero al miglior risultato, ma al contrario ingenerano un susseguirsi di reazioni a catena che portano al risultato opposto.
Di fronte a dei frangenti che ci toccano, in taluni casi marginalmente, in altri invece direttamente, senza neanche pensare alle conseguenze si attuano tutta una serie di eventi che vanno ad impattare sulla comunità nella quale siamo inseriti.
La buona fede e la volontà di aiutare gli altri ci spinge a fare, dire tutta una serie di parole ed azioni che porta alla complicazione della condizione di partenza. Il fatto è che se nessuno ci fa notare la troppa e invadente intraprendenza, contenti dei nostri intenti, perseguiamo e reiteriamo questi atteggiamenti da «salvatori della patria» che inconsapevolmente, invece, ci portano a diventare fastidiosi e esuberantemente insopportabili ed odiosi. In questi momenti il caos regna sovrano, tutti pensano a quanto sta accadendo, alcuni parlano, altri giudicano… chi sfugge per non essere coinvolto, chi invece ne approfitta e ingenera ancora più confusione, insinuandosi in ogni frangente. Io mi ero ripromesso di lasciare spazio alla mia buona fede e all'altruismo solo ed esclusivamente nel momento in cui mi fosse stato richiesto: mi accorgo invece che l'arroganza del mio carattere mi porta comunque insinuarmi in ciò che non mi riguarda direttamente, pensando di essere l'unico detentore della verità, parlando come emettessi sempre una sentenza, ponendomi al di sopra delle aspettative altrui, e prevaricando il pensiero comune, con il quale invece sarebbe opportuno confrontarsi sempre.
Imparare a controllare questa esuberanza, non è facile, ma certamente è ancor più difficile se penso che la comunicazione tra persone è diventata minimalista per certi versi, essenziale e sintetica per altri, ma pur sempre incompleta e fraintendibile o ancora peggio reinterpretabile. Troppi mezzi di comunicazione che si sovrappongono, troppo poco tempo per esprimere l'interezza del pensiero, o ancor peggio non concedersi il tempo sufficiente per leggere, ascoltare, riflettere e comprendere per poi rispondere nei modi che forse oggi servirebbero di più… ma come dicevo prima, sentendomi «salvatore della patria» ed unico detentore della verità, sto straparlando, imponendo la mia ottusa esuberanza anche in questo caso. Quante volte ancora…


mr.zugo

martedì, gennaio 15, 2008

Destino Beffardo

Spesso nel corso della nostra esistenza, miriamo a qualcosa, a qualcuno. Una volta che troviamo o incappiamo in quelle cose che ci attraggono così tanto, la nostra bramosia sale, sale, sale sino a raggiungere il limite. Quel tanto atteso limite che è come un bivio: non si sa mai quale delle due strade ci sarà concesso di imboccare. Nonostante le occasioni non manchino, per raggiungere e agguantare l'oggetto della nostra bramosia, chissà com'è il traguardo si allontana; tanto più ci avviciniamo tanto più all'orizzonte l'oggetto dei nostri desideri fugge. A questo punto scattano la frustrazione e lo sconforto che come due zavorre ci trasportano verso il fondo del pozzo oscuro del cruccio e della tristezza.
In fondo a quel pozzo ci siamo già stati, e nonostante ciò, non perdiamo occasione di tornarci o di farci trascinare laggiù! Il destino beffardo non si nega mai un ghigno sardonico per guastare la nostra breve esistenza in cui ci fa annaspare nella ricerca di quello che consideriamo il meglio per noi, eppure fatichiamo così tanto per tentare di raggiungerlo per accorgerci poi che sono poche le volte che ci riusciamo, e forse temo mai fino in fondo come speravamo.

Sembra che tutto sia già scritto e deciso dal destino, che beffardo però, ci offre occasioni e momenti per cercare di ottenere l'irraggiungibile, e più occasioni ci sono più noi ci affanniamo a tentare di sfruttarli. Un giro vizioso nel quale consapevoli dentro di noi di non poter raggiungere quei traguardi, insistiamo testardamente a volerli conquistare. Destino beffardo, anime tormentate… in poche parole ci sentiamo vivi ad avere alti obiettivi, per concederci la possibilità di sperare e tentare. Però questa volta mi arrendo, e decido di trovare un buon posto da dove sistemarmi ed osservare il mondo. Dimenticare i miei traguardi e semplicemente aspettare che passi questo beffardo Destino e fargli lo sgambetto.

mr.zugo

martedì, gennaio 08, 2008

Sfaccettature e Tormenti

Ci risiamo… tornano quei giorni in cui non si capisce bene cosa stia succedendo, ogni argomento è un buon pretesto per mettere in movimento tutti quei meccanismi che si pensavano fossero dileguati per sempre. Ed in invece eccoli che ritornano come ombre silenti che nascosti dietro gli angoli stanno in agguato per tornare ad albergare nell' animo, forse mai domo. Non si riesce a capire chi si è, ci sono troppe sfaccettature, che vanno a comporre un'anima che si muove in mezzo alle altre a volte accompagnata dalla luce del sole ed altre volte in compagnia del buio delle eclissi totali di sole. Emozioni e sensazioni hanno il  sopravvento: senso di solitudine, commozione facile per sciocchezze, si riaccende la fiamma della passione per poche semplici parole totalmente innocenti, le pulsioni primordiali crescono, il senso paterno/materno emerge prepotente chiedendo una progenie da accudire insieme ad una compagna/o che non c'è. Si potrebbe pensare ad una specie di grido liberatorio legato agli intenti derivanti dall'aria fresca dell'inizio di questo nuovo anno, ma in realtà… forse non è così. Si potrebbe pensare che sia l'incompletezza di un uomo, o di una donna, che forse ancora non si è, e che vorrebbe essere e la frustrazione mette in moto quel volano che muove tutte quelle sensazioni ed emozioni che creano un terremoto interiore verso cui si è inermi. Quei giorni sono tornati catapultandoci nel limbo di una esistenza che ambigua, sorda all'anima dolente, procede alla cieca senza nemmeno mettere le mani avanti per tastare quello che si può incontrare; al buio come a mosca cieca ma senza volere, e proprio intenzionalmente, senza voler curarsi di quello a cui si va incontro nella misera speranza che ci travolga sorprendendoci piacevolmente. Ma così non è, non lo sarà mai, forse.
Se vado dicendo che la fortuna un uomo se la fa e la salute se la preserva, che senso avrebbe procedere in questo modo, ciecamente, verso un futuro di cui non si vuole conoscere nulla? Ovviamente non avrebbe senso se non comprendendo che l'animo umano non è gestibile come un computer. Quindi mi tengo questo gorgo di emozioni e sensazioni, cercando vanamente di dare risposte e trovando le giuste motivazioni per affrontare il tutto... un tutto, forse troppo grande e multiforme, da considerarlo come una cosa sola: ma come suddividere un anima? Sicuramente tante sfaccettature di tormento sono un altro passo nel viaggio verso un'illuminazione interiore ambita da molti ma non per tutti, sicuramente non per me.mr.zugo

lunedì, ottobre 01, 2007

Carl Jung – Test Caratteriale!

Venerdì pomeriggio per via di iniziativa aziendale mi è toccato fare dei testi attitudinali, che sono proseguiti anche nella giornata di sabato, concludendosi anche con un colloquio di 50 minuti ed oltre con una bella e intrigante psicologa! Un fine settimana buttato al vento, almeno per la parte del relax e del divertimento. Dal lato personale per la conoscenza del mio carattere e sopratutto per le mie predisposizioni e le mie attitudini nel mondo del lavoro è stato interessante anche se per certi versi inquietante.Morale della favola uno dei test era l'Insight, che attraverso 25 domande costruite sulla base dei modelli Junghiani, definiscono l'aspetto psicoattitudinale delle persone sopratutto nel lavoro ma non solo.
Ho fatto richiesta di avere in elettronico il risultato del test che io ho già ricevuto su carta e discusso con la bella psicologa. L'intenzione è quella di pubblicare il risultato della mia personalità e leggere i vostri commenti, specie di coloro chei mi conoscono di più e sopratutto di persona. (non è vanteria è suggerito nell'esito di tale test).

Speriamo di non dover aspettare troppo... altrimenti mi toccherà trascriverlo tutto, e 25 pagine sono lunghe, e di tempo purtroppo non ne ho molto ultimamente. In sintesi però vi accenno che nelle diverse macro categorie Junghiane, io sono un "Osservatore" quindi l'insieme di aspetti di introversione e di approccio mentale alle cose... detta così fa proprio paura, mi sembro un Serial Killer.

mr.zugo

Ecco un TEST, in inglese ahimè, per chi si vuole provare. Invece per coloro che vogliono saperne di più potete andare qui Carl Jung & Validating Insights Discovery

giovedì, settembre 13, 2007

Il Ritorno... o Forse No!

Ecco ci siamo!
La protesta è terminata (^_^) quindi torno a scrivere, ma... c'è sempre un ma! Ma come per tutte le esperienze, anche in questo caso, gli eventi fanno si che ci siano dei cambiamenti, delle modifiche, delle variazioni inevitabili, o quanto meno che si sceglie di non evitare.Dopo un periodo di riflessione, e preso atto di quelli che sono i miei tempi, dettati dal lavoro, dagli impegni personali che mi sono imposto o che ho voluto prendere, ritorno con un nuovo spirito: entrato per caso in questo mondo a me sconosciuto a parte i sentito dire, e alcuni scambi con chi aveva un Blog, oggi mi rendo conto che sono entrato in una famiglia più o meno grande, a volte imponendo la mia presenza a volte arrivando in punta di piedi; ad oggi questo modo di approcciare con questo strumento mediatico e con i suoi utilizzatori non sarà più come prima. La cultura del sottoscritto, il modo di interpretare e vivere la vita hanno fatto si che il mio ingresso qui non fosse dei più corretti ne tanto meno dei migliori ;-p Fortuna vuole che qui non si fa gran danno a nessuno e a niente, ...forse... comunque sia, scriverò ancora qui, che cosa di preciso non posso dirlo, una bozza di progetto c'era e c'è ancora ma è ancora da sviluppare e far crescere per bene, e solo il tempo giudicherà. In definitiva, semplificando, il tempo del gioco è terminato e comincia il tempo della maturazione, e chiaramente sto parlando del sottoscritto e di questo blog!!!Per chi vorrà rimanere sarà il ben accetto, per chi mi abbandonerà avrà certamente i suoi buoni motivi, per chi arriverà sarà il benvenuto; di certo la frequenza dei miei post scenderà enormemente, per molti motivi che non sto ad elencare, mi annoierei io per primo ;-). Dunque si riparte, ma con nuove aspettative, nuove intenzioni, e con dei cambiamenti anche nei post precedenti... chi sfoglierà scoprirà.Ringrazio tutti e tutte per la pazienza che avete avuto nei miei confronti e spero di non dare delusioni a nessuno.

mr.zugo

lunedì, agosto 06, 2007

La Carogna!

Sto in quello stato di ira mista a sconforto che definisco La Carogna: quella che ti assale e sino a quando non ha spolpato tutte le tue energie non si leva di dosso; ti assorbe tutte le forze, ti prosciuga il buon umore, ti inaridisce i pensieri sino a fa emergere tutta la cattiveria di cui uno dispone!

Chissà se riuscirò mai a fare lo sgambetto anche alla Carogna!

Cavolo come sto incazzato!!!!

mr.zugo

domenica, luglio 29, 2007

Tornare all'Alba

Anche questa volta non sono riuscito a mantenere le promesse a me stesso. Vorrei fare una vita morigerata, da bravo ragazzo, poi invece cado in tentazione e mi faccio avvolgere, affascinare dal lato lussurioso della vita...

Due sabati fa cena da amici, io ho portato una bottiglia di spumante trentino. Cena con tortino di patate, zucchine, cipolla e formaggio fuso il tutto cotto al forno e accompagnato da una base di basilico e olio in salsa; secondo piatto di salcicce in tre tipi accompagnati da verdure fresche tagliate juliene e frigitelli, che non ho nemmeno toccato; durante la cena ci ha ccompagnato un vino rosato leggero. Alla conclusione della cena abbiamo degustato del gelato affogato in un distillato tipo amaretto, ma un po' più forte (45% di tasso alcolico). Bevuto lo spumante che avevo portato io, per poi passare drasticamente alla collezione di alcoolici e distillati del mio ospite: si partiva da 35% per arrivare sino a 75-80%. Un verticale di alcool non indifferente : sambuca, sambuca al caffè, assenzio, amari in due tipologie, brandy, e chi più ne ha pèiù ne metta; una verticale tutta degustata in compagnia dell'altra passione del mio ospite: SIGARI CUBANI ORIGINALI. Me ne sono fumati ben due per un totale di 3 ore e mezza di pasteggio!! Due robustos di Don Alejandro Vargas Rubeiro... mmmhhh che seratina. E ieri sera, notte, mattina, bha non saprei dire cenato a casa poi incontro al bar del centro del comune in cui sono cresciuto, al Città si chima questo bar.. con il portico che da sulla piazza. Arrivato ho aperto con un Daiquiri froozen al limone, ma ammetto che non me lo hanno fatto molto froozen.. ehhh si comincia bene la serata, che è proseguita con una sambuca con ghiaccio, giusto a stemperare un po' ;) (si si come no!!). Poi via a ballare, tavolo prenotato da un amico, entrati abbiamo verificato l'ambinete e le persone... in attesa che arrivassero gli altri. Eravamo, tra gli inziali e gli aggiunti, circa un dozzina... dalle 00.15 alle 04.40 sono passati 5 giri di havana e cola... (5bottiglie di una e dell'altra) per un totale di circa 7 bicchieri di cocahavana 50/50 ovviamente con ghiaccio.

Bhe due sabati sera davvero alcoolici... e nottambuli la verticale che nonostante sia stata più variegata come tipi di bevande è stata sopportata molto bene è terminata alle 03.15 del mattino, mentre la serata danzante purtroppo da me malgestita partito troppo forte per poi scendere troppo velocemente con la gradazione ancora ne accuso i postumi, ma tranquilli/e non ero ubriaco solo un po' ebbro, ed ho guidato con prudenza dentro i limiti, tornado all'alba sano e salvo, al contrario di altri ragazzi meno fortunati e forse meno attenti e morigerati con i propri limiti.

Tornare all'Alba non lo volevo più fare ma di nuovo mi avvolge e mi affascina la notte, ma non è naturale tornare mentre albeggia, ci si dovrebbe svegliare insieme al giorno, non andare a calare nel sorgere del giorno... Sono certamente irrequieto e forse troppo solo!
mr.zugo