Appunti itineranti di un Viandante: come nella transumanza, passiamo da un luogo ad un altro per trovare nuove risorse... da consumare e terminare!
sabato, novembre 21, 2015
11 Anni = 390.618
domenica, gennaio 13, 2013
Facendo i Conti
AutoDistanza: 159 kmTempo: 1h47 circaCosto carburante: 600 euro/mese circaCosto autostrada: 488 euro/mesePro: autonomia nell'orario, no scioperi, posto a sedere garantitoContro: intemperie, rischi di viaggio, traffico, parcheggio
Totale: 1.088 euro mese
TrenoDistanza: 168 km circaTempo: 2h circaCosto abbonamento AV: 295 euro/meseCosto abbonamento GTT: 36,50 euro/meseCosto abbonamento ATM: 26,50 euro/mesePro: economicità, nessun rischio diretto, ridotto impatto ambientaleContro: dipendenza dagli orari e coincidenze, scioperi, posto e sedere non garantito, ritardi
Totale: 358 euro mese
Casa in affittoDistanza: tra i 10 ed i 50 km approssimativiTempo stimato: 1hCosto affitto: 500 euro/mese (ipotesi migliore)Costo spese varie: 450 euro/mese (condominio, utenze, mezzi pubblici/carburante, viaggi di rientro)Pro: vicinanza, indipendenza negli orari, quotidianità più regolareContro: gestione casa, spese di mantenimento
Totale: 950 euro mese
sabato, agosto 06, 2011
Questa Volta...
... posso raccontarla!
Quando: giovedì 4 agosto 2011
Dove: sulla strada pronvicianele per Bra SP661
Erano da poco passate le 19.00 quando stavo percorrendo una delle solite strade provinciali piemontesi per incontrarmi con amici per una serata tranquilla a chiacchierare, l'a velkocità non era per nulla sostenuta, in quanto davanti a me a fare l'andatura c'era un auto articolato che trasportava un mezzo di movimentazione terra subito seguita da un altra auto. Il tratto di strada era in quel momento un rettifilo con due sensi di marcia ad unica carreggiata. Avevo preso anche distanza, oltre quella di sicurezza, dai veicoli che mi precedevano, e mi stavo acoltando la radio, tranquillamente, guardando quanto c'era intorno, per vedere se riconoscevo ancora qualcosa di quei posti che non attraversavo già da un po'. Ad un certo punto però la mia attenzione si è concentrata sulla strada di fronte a me, come se avessi avuto la sensazione di qualcosa fuori posto. Ed era così! L'auto davanti a mesi era fermata a centro strada pre svoltare a destra, con tanto di indicatore direzionale regolarmente in funzione. Nonostante non stessi andando veloce, 53 km orari circa (gran cosa il tachimetro digitale) mi stavo avvicinando troppo velocemente e pericolosamente al mezzo che mi precedeva ora fermo per eseguire la svolta, che ovviamente non poteva fare per il traffico nel senso di marcia opposto al nostro.
E' stato un attimo: rimesso le due mani sul volante, guardato velocemente specchietti retrovisori e spazi attorno al veicolo in attesa di svoltare, tempo di decidere, una frazione di secondo ed ero a ridosso dell'auto, frenato bruscamente, procedendo dritto, perché nel franttempo ho anche pigiato la frizione (mai farlo in questi casi) scalato 2 marce dalla 5 alla terza rilasciato la frizione scarto a destra passando con le ruote di destra fuori oltre il ciglio della strada sulla terra battuta, sconnessa, accelerando per non perdere trazione e direzionalità, chiuso per un nanosecondo gli occhi, e riaperti per completare la manovra di rientro nella carreggiata, controllando gli specchietti, per assicurarmi di non aver lasciato danni o peggio alle mie spalle. E solo in quell'istante mi sono reso conto che l'auto in attesa di svoltare suonava a rotto di collo il clacson per lo spavento che gli avevo procurato, al ché meccanicamente ho tirato fuori il braccio per chiedere scusa, continunando ad allontanarmi con il fiato rotto; incredulo allo scampato pericolo, non ho toccato neanche gli specchietti esterni mio o dell'altro veicolo, domandandomi come era possibile non aver fatto distrastri all'altra auto od alla mia; la mente bloccata su due pensieri: " sono un delinquente..."(=traducibile in grandissima testa di cazzo) e "ancora una volta il mio angelo custode della guida me la fatta sfangare"...
Dopo qualche km mi sono fermato, con ancora il cervello inceppato, su quei due pensieri. Sono sceso dall'auto ho controllato che non ci fossero danni, accendendomi meccanicamente una sigaretta e cercando di ripercorre al rallentatore, come in un film, l'accaduto cercando di capire dove mi ero perso in quel tratto di strada, per non accorgermi cosa stava accadendo davanti a me... come era possibile che dopo più di 250.000 km precorsi possa ancora incappare in queste distrazioni "banali quanto fatali". L'auto era integra, i semi assi e la ruote sembravano a posto... Ho terminato di fumare la sigaretta osservando le auto scorrermi a fianco e chiedendomi ancora come era stato possibile, come diamine mi è passato per l'anticamera del cervello, chiudere gli occhi anche solo per quel brevissimo, infinetesimale istante... era l'unica cosa di cui mi sono effettivamente e stranamente terrorizzato. Tutta la manovra in emergenza per colpa della mia distrazione è stata fatta nel modo giusto per evitare il tamponamento e chissà cos'altro, ma non mi perdonavo la chiusura degli occhi, in quel momento in cui non avrei visto cosa sarebbe potuto accadere...
Ora che ne sto scrivendo è già il giorno dopo, son passate più di 24 ore, ed ancora sto rivivendo tutta la scena accomapagnato da un solo pensiero: un istante è tanto breve quanto fondamentale, e non posso più sprecare i miei istanti vanamente. Domani la chiamo e le chiedo di venire a prendere un aperitivo, un caffè o un gelato, per non avere rimpianti e sperando di fare i prossimi 700 km indenne.
mr.zugo
venerdì, aprile 08, 2011
Del Viaggiare
Da quando posso ricordare ho viaggiato molto, ma non come spesso oggi si intende. Le mie occasioni di espatriare sono state molto sporadiche e nella quasi totalità legate alle mie pratiche sportive, quindi in gioventù quando ancora ero vincolato agli adulti.
In realtà ho viaggiato molto sulla media breve distanza per lo più in italia e per motivi più disparati e mi sono reso conto nell'ultimo mio viaggio Torino-Roma-Torino che adoro viaggiare non per la meta da raggiungere, non per vivere nuove esperienze in luoghi ameni o d'interesse, ma per il panorama e le persone che ogni volta il viaggio mi propone. Si i paesaggi sono uno scenario che mi affascinano e mi portano a divagare con la mente, e le persone che si incrociano nei viaggi hanno sempre quell'aria che generalmente nella quotidianità non si trova se non nelle stazioni dei treni o delle metro: chi tra il sognante e il felice, chi affaticato ma sereno, chi addolorato e sconfortato.
In ogni stagione, in ogni orario del giorno i paesaggi che posso aver attraversato mi hanno sempre in qualche modo emozionato, mi fanno pensare a come il territorio sia mutevolmente immobile, la terra non si muove, ma noi sopra di essa si, bastano pochi kilometri per passare da verdi colline a spiaggie di mare o ancora dalla nuda campagna arrivare alle montagne. Ovviamente da questo discorso un po' si escluse il viaggio in aereo, dove se non si ha la fortuna di stare sul lato finestrino di paesaggio se ne può vedere ben poco ma quel poco che si vede in realtà è molto di più tutto insieme rispetto a quello che si può osservare dall'auto o dal treno. Nell'ultimo viaggio mi sono ritrovato a pensare che quella strada, già era stata percorsa duemila anni fa, ad una velocità oggi improponibile, con mezzi per niente confortevoli e con rischi molto più grandi di quelli odierni. Duemila anni or sono a passo d'uomo o nella migliore delle ipotesi in groppa a qualche animale, le persone passavano attraverso quei territori senza vedere anima viva, senza sapere cosa avrebbero trovato dietro la prossima curva o dopo la salita, e ad ogni fortificazione sopra un'altura o ad ogni agglomerato di case, deviavano il loro percorso per trovare modo di riposare e rifocillarsi, mentre noi oggi corriamo ai 130 km orari senza nemmeno più guardare il paesaggio che ci circonda, limitandoci a vedere i cartelli e le aree di sosta e poco più di quello che c'è a ridosso della strada; invece c'è molto di più: persone che lavorano la terra, persone che attendono l'autobus nella strada laterale a quelle che stiamo percorrendo, ci sono ragazzini che giocano nei cortili dei casolari spersi nelle campagne, oppure ancora auto piccole piccole che salgono verso i paesei arroccati a qualche kilometro di distanza da dove noi stiamo passando, ci sono panni stesi ad asciugare fuori dal balcone; il paesaggio si racconta per come viene vissuto, accudito come gli uliveti o le vigne o i campi di grano o ancora peggio maltrattata, come le cave di marmo, grandi voragini del terreno come enormi ferite a cielo aperto; ad ogni stagione poi gli stessi luoghi cambiano aspetto e cambiano magari anche storia, come sono diverse e mutevoli le storie delle persone che viaggiano. A seconda del mezzo di trasporto e degli indumenti indossati già si può intuire che tipo di viaggio sta intraprendendo ognuno di noi, ed il gioco è immaginare, indovianre quale sia diventando un bel passatempo: intuire quale sia il tipo di viaggio e l'umore delle persone che si incrociano nei viaggi... Ognuno viaggia sempre per un motivo e non sempre solo per piacere, e non in poche occasioni all'anno; c'è chi viaggia annoiatamente per lavoro, chi viaggia per riunirsi a familiari in circostanze per nulla liete, chi viaggia per tornare a casa, chi viaggia per piacere che si tratti di pochi giorni e settimane, chi viaggia per amore. Ma mentre il paesaggio escluso il cambiamento avuto con il cambiare dell'urbanizazzione vagamente è rimasto simile a se stesso, i viaggiatori sono cambiati nel tempo... saranno i mezzi di trasporto, saranno le vite diverse, sarà la frenesia del terzo millennio, ma tolti quei pochi che si ritrovano disgraziati senza mezzi e quindi si arrabattano in qualche modo e vivono il viaggio in tutto e per tutto, di tutti gli altri, me compreso, ci stiamo dimenticando a poco a poco il significato del viaggio. Facciamo in modo di partire ed arrivare ai nostri comodi, di farlo velocemente o economicamente sperando di non avere intoppi per arrivare prima, quando invece io credo che il viaggio possa essere lo spirito dell'uomo: l'esplorazione, la scoperta di quello che sta tra la partenza e l'arrivo; più ci penso e più mi riscopro ad aver guardato con occhi di bambino tutti i paesaggi che ho attraversato, arcobaleni, colline, montagne, più o meno vicine, coste di mare, città nascoste nelle insenature, vele di barche in lontanza sul mare, riflessi argentati sulla superfice di laghi protetti tra le montagne, alberi e vegetazioni che ancora oggi a forza resistono al cemento ed all'asfalto, case semiabbandonate a poche centinaia di metri da lingue di asfalto su cui corrono centinaia di migliaia di mezzi. Il viaggio oggi è solo un intermezzo della vita, quando un tempo era l'espressione del futuro, l'andare verso qualcosa di nuovo attraversando paesaggi e incontrando personaggi entrabi sconosciuti, uno spirito di avventuara che oggi forse pochi hanno, considerato che tutto e programmabile, scopribile, noto ancora prima di partire. Oggi il massimo dell'alternativa e fare un viaggio estremo con pochi mezzi attraversando zone non particolarmente urbanizzate, ma sempre con viaggi e strutture organizzati... Poveri Marco Polo e Cristoforo Colombo che sono nati nell'epoca sbagliata? O poveri noi che non abbiamo più lo spirito della scoperta?
mr.zugo
domenica, settembre 19, 2010
2.186 Km di Riflessioni
Questa volta i km sono stati molti di più rispetto all'ultimo rientro nelle mie patrie terre, e nonostante quasi 7 giorni su 15 siano stati di totale immobilità, sono riuscito a macinare km. Più passa il tempo e più mi sento uno viaggiatore irrequieto. Sono partito da Pomezia (RM) quasi scappando, esausto e sfinito dal lavoro e da un ambiente logorante, ma nonostante fosse una fuga l'andatura è stata stranamente turistica per tanto il viaggio è stato decisamente leggero. Arrivato in quel di casa mia a Trofarello (TO) ho spento ogni cosa, telefonino, cervello ed anima. Sono stato in un limbo costituito da una routine casalinga nel quale molte tossine sono state smaltite e dove al tempo stesso ho rigenerato una parte di me. Sarà stata l'aria lievemente frizzante e fresca di quei giorni che mi hanb fatto tornare ai campi autunnali in montagna, sarà che l'autunno è sempre stata la stagione che preferisco e quell'aria me l'ha fatta assaporare prima del tempo, sarà che ero a casa mia, sia quel che sia sono riuscito a metter pace a non poche cose che, seppur molte di queste fossero di poco conto rispetto a problematiche più importanti, erano per me un tormento. Così finalmente passati i primi 7 giorni di ferie in questa condizione di non condizione, ho riaperto i canali della socialità rivedendo gli amici sfruttando le occasioni che si proponevano, iniziando così ad incrementare il contatore dei Km dopo i primi 650 del mio viaggio di rientro. Una cena in centro a Torino passata per una parte a lume di candela e conclusasi con una saluti ad un piccolo felino; un concerto dei Divina tenutosi in un paesino posto sulla collina di Quarti di Pontestura (AL) per la festa dello gnocco che io ho avuto modo di suggellare pregiandomi della presenza di gnocche in mia compagnia; una serata tranquilla in un birrificio a chiacchierare benedo buona birra bianca; un pranzo con ex-colleghi di lavoro dall'altra parte della città; un gelato con una amica in centro a Torino dopo una cena fugace come unico cliente in una pizzeria vuota, una cena a casa di amici neo-genitori dissertando sulle responsabilità nella famiglia; un caffè ia Moncalvo (AT). Insomma non mi sono fatto mancare nulla sino all'ultimo giorno di ferie. La cosa strana è che in molte di queste occasioni mi sono ritrovato davanti al fatto compiuto che molto dei miei tormenti non mi lasceranno mai. Quella che io ritenevo una mia croce, oggi sono di altro avviso, ritrovandomi ad accettare tale condizione e cercare di viverla nel miglior modo. Se poco meno di un anno fa ero partito per andare a lavorare lontano da casa cercando di sostenere la qualità della mia vita, e seppure non ci sia riuscito tanto bene (e non sempre per colpa mia) oggi ancora di più voglio alzarmi tutti i giorni per migliorare la qualità della mia vita. Nel mio girovagare per condividere piaceri e tempo con gli amici ho anche ricevuto notizie per nulla piacevoli, ma non ci posso fare molto se non prenderne atto e proseguire nella mia vita, che non significa fregarmene, significa saper accettare che anche quando le cose sembrano in un modo si possono rivelare in tutt'altro, o più semplicemente significa che nella vita non si smette mai di imparare anche da esperienze indirette, per cui non resta che farne tesoro e proseguire.
In quei 2.186 km ci sono anche il viaggio verso Milano per una trasferta di lavoro per un incontro con un cliente e il successivo viaggio di rientro verso Pomezia. Insomma 1.300 km di viaggio per andare e venire da Pomezia e gli altri 886 a vagabondare per Torino e provincia, Alessandria e Asti dove oltre alle occasioni per divagarsi c'è stato modo di riflettere sia sulla mia vita che su quella di altri... Una nuova stagione sta per iniziare e non posso che cominciare con trovare una nuova dimora dove potermi sentire diciamo a "casa" e da lì ripartire. Mai smettere di inseguire una condizione migliore... mai!
mr.zugo
martedì, giugno 08, 2010
1.646,4 km
Ebbene, se prima non comprendevo come avessi potuto percorrere quasi 35.000 km in poco più di un anno, bene ora ho trovato la risposta. Ogni qualvolta parto da Roma per tornare a Torino oltre agli obbligati 1.240 km si aggiungono tutti gli altri che percorro per le varie faccende più o meno piacevoli a seconda dei casi.
In questa occasione approfittando della festività del 2 di giugno, sono partito alla volta di Torino nel pomeriggio meno probabile ovvero quell'1 giugno e con un ora di ritardo rispetto ai programmi. Tale ritardo ha fatto si che non riuscissi ad incontrare alcuni amici a Noli, credo in provincia di Savona, per una cena ligure cercando di coinvolgere anche un'altra amica che poteva essere nelle vicinanze, ma che in realtà era altrove e durante la telefonata di indagine ho anche sbagliato strada trovandomi a percorrere l'Aurelia (SS1) già dal km 18 anziché dal km 87 come solitamente faccio, dunque un primo giro turistico fuori programma. Viaggio relativamente tranquillo all'andata, trovando anche pochi mezzi pesanti vista la festività dell'indomani, ma ciò nonostante, l'ora di ritardo nella partenza e la deviazione sull'Aurelia non prevista e l'immancambile rallentamento allo svincolo di Genova, ha fatto siì che non riuscissi a raggiungere gli amici in quel di Noli per la cena, ritrovandomi così indirizzato sulla solita strada di casa senza deviazione. Dall'indomani iniziano i vari giri di saluti alle amicizie che non vedevo già da qualche settimana, iniziando con un bagno di caffè nel "giardino" di cielidirlanda per poi proseguire con un'improbabile discussione sociologica sui visual scape della società odierna e passata camminando per la Tesoriera, tristemente in ristrutturazione con tanto di impalcature a vista. L'indomani giornata di corveè dando corso a tutti gli impegni più o meno burocratici del caso sia la mattina che il pomeriggio, con solita parentesi lavorativa nonostante fossi in ferie (maledetti strumenti di comunicazione globale!!!). Alla sera invece altro incontro piacevole a spasso per le vie del centro a Torino con tanto di gelato con sorpresa... con un dolcificante derivato dal mais (mah!!!). Il giorno dopo invece dedicato alla cura di bellezza con passaggio dalla mia parrucchiera preferita con tanto di rasatura e massaggio con crema al volto, ahhh che goduria adoro farmi mettere le mani addosso da una bella donna! Di conseguenza fatto cura di bellezza anche all'auto che erano settimane che non veniva lavata e pulita... il tutto era in previsione di un incontro quasi al buio con una nuova amica conosciuta su internet, ma l'appuntamento posticipato all'indomani è stato soppiantato da altro momento di lavaggio delle tende di casa che ha preso il sopravvento. Dunque arriviamo all'atteso apputamento concordato all'8 gallery seduti in uno dei bar a bere qualcosa di fresco ed a chiacchierare di massimi sistemi: internet, costumi locali e di altre città... L'incontro si conclude a causa del tempo che mi necessitava per andare a prendere il biglietto per il concerto che si teneva nella corte d'onore della Reggia di Venaria la sera stessa, per cui di corsa in centro per acquistare il biglietto, di corsa a casa per darmi una rinfrescata e di scorsa dall'altra parte della città per andare al concerto, che ahimé è iniziato prima del mio arrivo, ma c'è stato modo di godersi l'ultima parte del primo dei tre concerti in programma e tutti gli altri due con tanto di pasteggio a prosecco e qualche sfiziosità offerti dal buffet della serata. Concerti piacevoli seppur particolari, davvero gustosi, sì! E così siamo arrivati alla conclusione delle vacanze e dopo qualche ora di sonno, sveglia, preparativi delle borse per il viaggio e partenza, per una prima tappa alla fiera a Nizza Monferrato dove qui trovate una sintesi della gioranta: Nizza per noi
Dopo un pasto a base di pietanze tipiche del monferrato, la corsa delle botti e una passeggiata per i vari brich dei dintorni, ho ripreso la strada del ritorno verso Roma, dove sono approdato all'incirca al'1 di notte, ed aver percorso 1646,4 km in poco più di 6 giorni! Breve ritorno a casa, abbastanza movimentato ma certamente piacevole soprattutto per le buone compagnie di cui mi sono pregiato! Grazie a tutti/e!!
mr.zugo

