Appunti itineranti di un Viandante: come nella transumanza, passiamo da un luogo ad un altro per trovare nuove risorse... da consumare e terminare!
giovedì, agosto 14, 2014
... è solo rabbia!
sabato, dicembre 21, 2013
Quando Non Gira
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| Scena tratta dal film Modern Times - Charlie Chaplin |
lunedì, agosto 19, 2013
Musicoterapia
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| Mio Murale - Spartito "Per Elisa" |
Così mi tengo le mie "anomalie" di normale persona e cerco di sopravvivere alla meno peggio come la maggior parte della gente. Ogni volta che ho una caduta di tensione nervosa, emotiva ed anche fisica mi barrico dietro gli auricolari e mi faccio una overdose di musica, quella che mi passa per la testa, quella che mi va di sentire, quella che mi fa star bene, che mi commuove, quella che mi esalta, quella che mi fa ridere, quella che esprime a parole o con la musica i miei stati d'animo; e così giù a nastro a far andare le note di tutte le canzoni che mi passano per la testa o che trovo sotto il click del mouse. Non mi faccio più crucci strani a ragionar su cosa è bene cosa è male, non mi preoccupo più di essere responsabile o irresponsabile, non mi premuro più di piacere a tutti o solo a me stesso. Vago per il tubo alla ricerca di ogni sorta di musicalità che mi svuoti e che mi riempa in continuazione, ogni genere di sonorità può essere quella giusta per elevarmi nei pensieri più positivi come infognarmi in quelli peggiori, ma non me ne curo. Anche in questo momento ho della musica nelle orecchie che non guida quanto sto scrivendo ma solamente ne crea la necessità di buttare giù delle parole non troppo pensate e pesate nella loro valenza ed essenza; un momento di scrittura analogica accompagnata da una colonna sonora variegata, eterogenea, che si insinua sotto la mia pelle, nella mia mente e purga e lenisce ogni piaga e ferita.
martedì, marzo 05, 2013
SMS (mai spedito)
lunedì, ottobre 08, 2012
Sotto Assedio
Ho provato a ricontrollare le impostazioni del mio blog, ma a parte il controllo captcha non vedo altri strumenti per eliminare o limitare questi attacchi. Stando così le cose credo mi restino solo 2 scelte:
- rimettere il controllo e autenticazione dei commenti
- oppure... più drastico modificare il nome del blog!
Mi prenderò ancora qualche giorno di tempo per riflettere e documentarmi su come poter ridimensionare se non eliminare questo problema ed a tal proposito se avete un qualsiasi suggerimento più o meno sensato, sarà ben gradito.
giovedì, ottobre 04, 2012
Sgradevolmente Nauseato
lunedì, settembre 17, 2012
Frustate Di Frustrazione
domenica, settembre 09, 2012
Se Non Ti Riguarda...
giovedì, maggio 31, 2012
Non Mi Diverto Più
mercoledì, aprile 11, 2012
Speriamo Non Sia Così
domenica, aprile 01, 2012
Corpo Nero
Senza luminosità assorbo luceCon infinitesimo spiraglioNon restituisco nullaIngurgito brillantezzaNon vivo, immobile restoMaggiori sono gli stimoliAncor più resto indifferenteDi energia mi alimentoSono sì quello: il Corpo NeroDunque non stimolarmiPerché non ti darò nullaNella teoria esistoMa nella realtà sono ben diversoNon stuzzicarmiPotrei stupirti e bruciartiInsomma in quanto NeroLasciami starePotresti farti male.Nero sono e Nero restoNon chiedermi di essere altroCorpo Nero io sono.
sabato, marzo 31, 2012
Nera Anima
mercoledì, marzo 14, 2012
Sbiadito Passato
mercoledì, febbraio 15, 2012
Fase Calante - Il Canto delle Sirene
venerdì, febbraio 03, 2012
La Spugnetta... Dov'è?
Dai su ridatemi la spugnetta... ne ho bisogno!
martedì, gennaio 17, 2012
Sogno: Un Buffo Futuro
domenica, settembre 11, 2011
Magia delle 7
Stavo per andarmene a letto, quando per chiudere la serata mi sono ascoltato una canzone per ultima e mi sono ritrovato qui a scrivere. Non so se per voi sia lo stesso, ma credo proprio di sì, ma a me capita che ci sono alcune canzioni che hanno un effetto devastante. Nonostante con sole 7 note di base e lo sviluppo di tutte le loro varianti, le innumerevoli combinazioni che possono produrre solo alcuni motivi musicali, uniti ad alcuni escusioni vocali che taluni cantanti hanno danno come effetto una specie di assuefazione e permeazione tale che non ci si scolla più di dosso. Che sia un motivo lento piuttosto che uno più energico, solo musicale o cantato diventano nostri a tutti gli effetti divenendo un elemento significativo della nostra energia, della nostra emotività, della nostra spiritualità, insomma creano una sorta di seconda pelle con cui ci muoviamo nel mondo. Non sto a fare un elenco perché ci passarei la notte, come ognuno di voi. Tolte le pietre miliari, che possono essere una 10 su per giù per ognuno di noi, l'elenco a ben vedere si allungherebbe tanto quanto sono i nostri anni di ascolto di musica.
Per me senza musica è quasi impossibile stare, potessi l'ascoltere anche sul lavoro ma ovviamente non è appropiato, almeno per il mio ambiente, ma per il resto della giornata ogni occasione è buona per accendere la radio o far andare un CD, come a comporre una colonna sonora del film della mia vita. Di base sarebbe molto una colonna sonora molto eneregica e dinamica, preferendo rock e discomusic anni 70 e 80. Ora che ci penso il periodo migliore della mia vita era proprio legato al maggio periodo di ascolto della musica che mi caricava per gli eventi della giornata, sull'autobus prima di andare a lezione, sul treno prima degli allenamenti o in auto prima della partia... Entrato nell'età delle responsabilità lavorative le occasioni sono diminuite parecchio, e la qualità della mia mia vita forse un po' peggiorata per questo, ma ho anche scoperto che seppure per solo 10 minuti dopo il lavoro la discomusic è un toccasana: fa dimenticare lo stress del lavoro e le fatiche della giornata caricando di adrenalina e dopamina il corpo e la mente. Sono solo 7 note con cui artisti producono sonorità e musicalità che vanno a scavare dentro di noi a toccare quelle corde che vibrano all'ascolto e che riverberano anche dopo, se solo iniziamo a intonare il motivo, l'effetto è lo stesso il nostro stato emotivo ed energetico cambia. Che poi è particolare come l'effetto sia in tutti i sensi, io ho parlato per me quindi in proiezione di energia e dinamincità, ma conosco persone che portano conse canzoni e musiche che amplificano l'effetto sentimentale talune volte in benessere perché evoca momenti piacevole, talaltre meno perché richiamano momenti meno giosi, ciononostante ci stanno dentro, ci rivestono come un guanto e difficilmente ce li possiamo togliere di dosso, ma credo che nemmeno vorremmo toglierci tali sensazioni date dalla magia di 7 note che si rincorrono si accavallano, si sovrappongono e si sfugogno tra loro. La mia vita è una colonna sonora, ogni musica richiama e prepara ad un evento, amplifica le emozioni di un sentimento antico o nuovo, detta i tempi delle mie esperienze passate.
Ve lo consiglio quando una giornata sembra insormontabile ed ha tolto tutte le energie, appena ne avete modo prendete il primo prodotto tecnologico che possa riprodurre musica e ascoltatevi la canzone che sapete vi prende e vi solleva da terra tanta è l'energia che vi trasmette, vi garantisco che ascoltata al giusto volume, il nero della giornata, mano a mano che scorre la muscia, scompare sino a diventare nullo riconcedendoci qul tanto che basta di umanità, restituendo quel respiro meno gravoso utile a finire decorasemente la giornata. Io lo sto facendo da qualche settimana ascoltando discomusic 70/80/90 e devo riconoscere che mi aiuta, quanto meno non mi addormento più sul piatto appena terminata la cena.
Si lo so sono banalità, ma non è nelle piccolo cose che si trova più facilmente soddisfazione?
mr.zugo
martedì, agosto 02, 2011
Evidenza Dei Fatti
Il mercato del lavoro è allo sfascio, molte città, le cui realtà economiche non hanno saputo essere lungimiranti e parsimoniose al tempo in cui occorreva, sono stagnanti se non in remissione come opportunità e tenuta dei posti di lavoro, ed una di queste temo fortemente sia Torino. Se pensavo ancora una volta di riuscire a tornare nella mia città, questa volta mi devo arrendere all'evidenza dei fatti: non è più possibile.
Posso solo sperare un domani, remoto domani (non prima di 36 mesi), di chiedere un trasferimento ma che difficilmente mi concederanno. Le oppotunità di lavoro si assottigliano (se come penso prima di 18 mesi non ci sarà un rinvigoimento delle opportunità), e non a caso altre persone a me care stanno considerando un cambio radicale di piazza per la ricerca di lavoro. Attualmente, senza ipocrisia, ho un posto di lavoro che molti sognano, per tanto non posso pensare di fare la solita testa di capitone e mollare tutto, solo perché voglio tornare a casa. Sarebbe una scelta irresponsabile e indignitosa, oltre che irrispettosa verso coloro che fanno fatica a trovare lavoro. Non sarebbe bello dire "me ne fotto e mollo tutto" solo per un capriccio personale.
E poi devo anche essere onesto con me stesso, la scusa di essere ancora da solo perché mi definisco zingaro ed apolide, non regge più; sento la mancanza di una compagna di viaggio (forse l'avevo scritto anche un paio di anni fa) e se non metto radici da qualche parte sarà ben difficile che possa pensare di farmi avanti con qualcuna, sereno e consapevole di non fuggire da lì a qualche mese per chissà quale colpo di testa lavorativo.
L'evidenza dei fatti è che devo mettere la testa a posto e iniziare una nuova vita, vera e diversa da quella del ragazzo sempre in fuga; devo ricalibrare esigenze e doveri da qualche parte nel mondo. Un mezza intenzione già ce l'ho, impegnativa economicamente e moralmente, ma sta maturando con una certa velocità e consistenza, per cui la trasmutazione da gitano a stanziale sta avvenendo in un modo o nell'altro.
Saranno i 40 che si avvicinano e il senso della solitudine aumentando ma comincio a sentir voglia di pantofole!
[aiuto no... vi prego non fatemi diventare un pantofolaio... aiuto]
mr.zugo
lunedì, luglio 25, 2011
Mi Perplimo
E' da qualche settimana che manco su queste pagine. A parte una connessione UMTS con chiavetta della compagnia telefonica "arancione" che mi da parecchi problemi, è un momento in cui avrei molte cose da scrivere: del lavoro, di gatti che mi assediano pacificamente a casa, delle aspettative di una casa a vivibilità migliore e molto altro ancora, ma è un dato di fatto che non riesco a mettermi davanti al PC a mettermi a scrivere. Ho ri-passato i soliti stati d'animo di chi vive da solo cavalcando strane euforie per poi fasi sommergere dal lievi depressioni. Una cosa però si è consolidata nella mia mente: comincio ad essere allergico ad internet. Ho provato a fare un elenco di quante registrazioni ho al momento sulla rete e di quante ne ho già cancellate: mi sono spaventato; non fosse per una moderata memoria e le liste scritte da qualche parte con tanto di pasword ci si perde in tutte queste "vite" moltiplicate sulla rete web. Dalla banca all'assicurazione dell'auto, dalla carta di credito alle prepagate telefoniche,d alle mailinglist private alle newsletter professionali, dai blog ai socialnetwork.
Più ci penso più l'idiosincrasia sale e sto attuando a spizzichi e bocconi una lenta pulizia sulla rete, riducendo al minimo ed essenziale. Poco fa ho fatto richiesta al supporto tecnico di questa piattaforma di cancellare il terzo account che avevo (il secondo era già stato soppresso qualche me se fa), e giusto 2 giorni fa è scaduto il domino sul quale avevo il mio sito amatoriale con cui ogni tanto giocavo. Tenetevi dunque pronti a ricevere qualche messaggio da qualche parte in cui vi do' nuovi ed ultimi recapiti del mondo web, sto invecchiando e non riesco più a stare su troppo e diverse piattaforme, duplicando e reinventando "stati", "fotoalbum", gruppi di amicizie, ecc. Ero arrivato al punto di sopendere e/o chiudere anche questo blog, ma mi è venuto il magone, per cui si è salvato. Seppur non scriva più con una certa frequenza qui ci sono gli ultimi 4 anni di pensieri e parole della mia vita, sarebbe un peccato dare un colpo di spugna così.
Non sto ad annoiarvi con altri pensieri più o meno sensati, concludo dicendovi che mi perplimo di come odiernamente i mezzi che ci consentono ci portano a stare a testa china o diretta ad un monitor piuttosto che tenere la testa alta e vedere chi o coa abbiamo di fronte.
Bene dopo questo piccolo delirio, mi riassento sino alla prossima occasione in tornerà una vena scrittoria più o meno lucida.
mr.zugo
venerdì, maggio 13, 2011
Una Notte Con A.
Una sera come tante... di ritorno a casa dopo una serata con gli amici, ma prima di rincasare ancora una birra per pensare agli errori degli ultimi giorni. Mi fermo al solito vecchio pub, oltretutto è tanto tempo che non ci andavo. All'OldAmerica istantanee ebbre di gioventù hanno riempito le serate con gli amici ormai dispersi chissà dove. Sono le 03.00 del mattino e mi siedo stancamente al bancone, da solo è inutile prendere un tavolo e sarebbe oltretutto anche triste. Saluto Vice, sempre al suo posto insieme agli altri soci del pub, sempre pronti ad accoglierti come uno di casa anche se non ti vedono da anni. Claudio mi guarda e chiede sorridendo "porrones?" io alzo gli occhi e lo guardo e gli rispondo "massì vada per un porrones, ma piccolo, da solo un litrò non ce la posso fare" e lui risponde "ok la solita media chiara allora". Dopo anni ancora si ricorda la serata dei porrones stillati da sopra i tavoli con noi seduti a terra a bere, che storia malta quella sera.
Ed è in quel momento che la ragazza che era a fianco a me mi guarda sorridendo e mi dice "ti sei dato alla pazza gioia?" io le rispondo "anni fa... ora sono più morigerato e con altri interessi, il porrones lo lascio agli sbarbatelli". E da lì inizia una piacevole chiacchierata di tutto un po' con lei che a dir la verità un po' stona in quel posto, troppo bella e troppo fine, ma in fin dei conti si viene da Vice proprio perché trovi ogni genere di personaggio ed è uno di noi, uno di casa comunque. Ad un certo punto ci rendiamo conto che possiamo anche proseguire la chiacchierata altrove, e tra una parola e l'altra, una battuta qua è là, anche a doppio senso, si finisce a casa sua. Manco ci siamo presentati, sta di fatto che la confidenza che si era creata al pub diventa intimità e si finisce con il ritrovarsi avvinghiati sul letto, prima con i vestiti e le bocche unite, e poi senza vestiti raccolti in libere effusioni ed entusiasti del tempo che condividiamo uniti, a contatto l'uno con l'altra. Le ore passano e non mancano le idee per non annoiarci tra risa sommesse, gemiti, coccole e gesti più o meno proibiti e lussuriosi. Lei è calda e fresca allo stesso tempo, non si stacca mai da me, come a cercare vita nel contatto tra la nostra pelle, le nostre labbra, ed io estasiato mi lascio riempiere del suo odore e dal suo calore, restituendo me stesso allo stesso modo. Ad un certo punto mi chiede di essere chiamata per nome "chiamami A." ed io non mi nego alla richiesta salutandola, presentandomi a mia volta.
Le ore passano e siamo ormai oltre l'alba e si è dormito poco; ad un certo punto sussurando lei mi chiede di andare via. Perplesso cerco spiegazioni con lo sguardo ma i suoi occhi si fanno tristi sino a quando dalle sua labbra escono queste parole "dovevo lavorare questa notte, ma non mi andavano i soliti clienti, volevo un uomo per me, per la me stessa che ero". Per un attimo fatico a comprendere le sue parole, poi forse penso di capire: l'accarezzo dolcemente e la bacio sulla guacia e le sussurro alcune parole all'orecchio dolcemente. La bacio nuovamente. Lei lentamente si ritrae, io mi alzo dal letto e mi rivesto senza fretta, quando sono pronto mi sporgo su di lei sul letto e le tiro le lenzuola sulle spalle, la ringrazio e la saluto. Lei contraccambia ma non si volta, mi avvio e quando sono sulla porta della camera sento la sua voce sensuale che dice: "grazie per aver amato A." Sorrido e surrando rispondo "grazie di esserti fatta amare" e mi chiudo la porta alle spalle.
Quando sono in strada è giorno fatto e suona la sveglia delle 09.45 della domenica mattina, un suono che parte da lontano, cerco il telefono che non è in tasca... eppure sento la sveglia, dov'è il telefono? In casa di lei?...
Apro gli occhi la sveglia del telefono suona, suona da sopra il davanzale di casa, sono a casa mia.
E' stato un sogno.
Già solo un sogno.
Però ho una strana sensazione, ancora intorpidito dal sonno, è come se sentissi ancora il profumo di A. sulla mia pelle... peccato che era solo un sogno, un sogno di una bellissima notte mai vissuta.
mr.zugo



