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sabato, dicembre 01, 2012

-20 & -33

Non sono delle temperature ma il conteggio dei giorni che restano del conto alla rovescia dei due traguardi che devo raggiungere. Ormai è tutto di dominio pubblico, o quasi, visto che sono poche le persone che ancora non lo sanno. Ora vi spiego meglio cosa rappresentano questi conteggi:

-20 è il primo conto alla rovescia e facendo banalmente due conti si capisce che arriviamo a 21 di dicembre, ora non cominciate a pensare alla fine del mondo come predetto o meglio detto nel calendario Maya; più banalmente si tratta dell'ultimo giorno che passerò nella mia dimora pomentina. Ebbe sì il giorno successivo sarò in viaggio per tornare a casa con tutte, e dico tutte, le mie cose. Con l'occasione del rientro per le festività natalizie, ne approfitto per traslocare e ritornare nella mia città o meglio nella mia terra di appartenenza, ovvero il Piemonte e più precisamente Torino. Come spesso detto di casa ce ne una sola ed è sempre dove sono gli affetti e le memorie di chi siamo. Questa ulteriore parentesi di 3 anni e 2 mesi abbondanti sta per volgere al termine. Mai come negli ultimi 7 anni questo è un natale che comincio a sentire e che voglio vivere nello spirito giusto, per questo motivo sto facendo il conto alla rovescia, non vedo l'ora di essere a casa, stare con la famiglia, con quelle poche amicizie che mi sono rimaste dopo 10 anni da vagabondo del lavoro. Cavoli sono passati 2 lustri da quando inseritomi nel mondo del lavoro degli adulti ho iniziato questa odissea. Dopo i primi 5 anni passati a lavorare mediocremente, dopo mi sono buttato a capofitto in un mondo complesso ed esigente; talmente esigente che sono 10 anni che per periodi più o meno lunghi sto lontano dalla mia casa e dai mie affetti per cercare di trovare e raggiungere una posizione professionale ed economica per il futuro; i risultati non sono stati dei migliori, ma visti i tempi odierni, credo di aver raggiunto dei bei traguardi. Ora finalmente ho l'opportunità di tornare nelle terre a cui appartengo e spero di restarci il più possibile ed abbandonarle solo per nuovi e maggiori interessi personali verso altre località e non più per esigenze professionali.

-33 è il secondo conto alla rovescia ed è per la verità l'origine del primo conteggio. Mi spiego meglio. Dal 25 ottobre ultimo scorso ho un foglio firmato dal responsabile del personale che avvalla il mio trasferimento di sede lavorativa, spostandomi da quella di Pomezia a quella di Milano. Quindi 33 sono i giorni che mancano al mio primo giorno di lavoro nella nuova sede. Per diversi motivi che non sto qui ad elencare 2 mesi prima della lettera di trasferimento avevo richiesto di rientrare nelle sedi più appropriate di appartenenza per me ma anche per altre 2 colleghe visto il cambio di mansione. In quest'occasione il mio responsabile memore di alcune segnalazioni che gli avevo fatto, con l'occasione della definizione della riorganizzazione avvenuta nei mesi precedente delle strutture lavorative, è divenuto un momento per me propizi, e vista la richiesta, mi ha collocato sulla sede di Milano dove sono presenti altri colleghi di struttura. Bene questa configurazione è stata avvallata ed ha portato come risultato il foglio di via per Milano. Mi spiace solo che le colleghe invece ancora non hanno notizie... Quindi con l'anno nuovo, nuova sede di lavoro e nuovi colleghi d'ufficio. Non nego che mi serviva in questo momento un cambiamento d'aria visto che alcune situazioni si stanno complicando non poco. I cambiamenti nell'azienda, i cambiamenti nell'economia nazionale ed internazionale stanno modificando non solo i massimi sistemi ma anche la quotidianità lavorativa che ognuno di noi deve vivere; ci si sta allontanando progressivamente dalla misura umana per sconfinare e sfociare nella mera valutazione di benefici e perdite che va a discapito delle persone, non a caso oggi mestamente chiamate risorse. Quindi anche da noi si è soggetti a queste variazioni ambientali e comportamentali, e quest'opportunità di poter virtualmente cambiare scenario lavorativo, mi permetterà di essere mentalmente proiettato alla novità e al ricominciare a costruire relazioni e rapporti.

Bene quindi svelato il mistero del conto alla rovescia che feci in un post precedente. Insomma tirando le conclusioni anche in questo frangente, rispetto la mia definizione di viandante del terzo millennio, e da gennaio ancor di più, infatti per i primi mesi con molta probabilità dovrò fare il pendolare Torino-Milano-Torino, tornando ad usufruire del servizio ferroviario. Mi domando dopo 5 anni come siano cambiati questi trasporti, all'epoca l'ultimo treno che presi io non era ancora uno di quelli ad alta velocità, ma ormai non manca molto e scoprirò la nuova vita da pendolare.

sabato, dicembre 03, 2011

Traslocando

Ecco fatto... se stavo cogitando un sistema per unificare i miei diversi blog, Splinder è corso in mio aiuto.
Come ben si sa ormai questa piattaforma sta per chiudere, ritrovandoci così obbligati a delle scelte: chi lascierà morire questi diari per crearne di nuovi, chi si dannerà per salavare il salvabile, chi abbandonerà definitivamente questa esperienza. Io sono tra quelli che sta cercando di traslocare tutto quanto riportato in questo taccuino di viaggio. Questa operazione è alquanto complessa e impegnativa, almeno per le scelte che ho fatto io, altri so che hanno trovato nuova dimora, che li ha aiutati a migrare le informazioni... per quanto mi rigarda invece è un po' più elaborato, ma non mi pesa.


Ma tornando alla chiusura di questo sito, ammetto che mi dispiace. Avevo trovato un salotto interculturale molto accogliente e con una sola "netquette" quella comune al mondo di internet, senza ulteriori regole o limiti. Un luogo tranquillo in cui poter leggere ed essere letti senza troppe apprensioni e senza sentire di dover per forza "ricambiare" chissà quali commenti e/o citazioni.

Personalmente non attiverò il re-indirizzamento che offre splinder, per questo motivo in questo ultimo post lascerò il link al blog nel quale già da qualche tempo avevo messo radici, per cui se volete venirmi a trovare, sarete come sempre i benvenuti: Trasmigrant

Un grazie a Splinder per l'ospitalità di questi 4 anni, ed un grazie a tutti voi che siete passati sulle mie pagine ed avete condiviso con me pensieri ed avventure. Spero di ritrovare qualcuno per le pagine della rete.
In bocca al lupo a tutti.

mr.zugo

sabato, febbraio 06, 2010

Parole Mute

A mio rischio e pericolo scrivo direttamente nel form per i post, nella speranza di non perdere nulla come già altre volte è accaduto. Negli ultimi tempi mi sto trovando a combattere contro usi e consuetudini dei luoghi in cui sto vivendo, si proprio combattere, perché se faccio 100 i momenti in cui sento parlare le persone attorno a me, beh forse solo 30 volte sento parlare in italiano, mentre per il restante è una parlata con una cadenza locale a cui però si aggiungono tutta una serie di termini che con l'italiano a volte ci fanno a pugni essendo più dei modi di dire e consuetudini verbali del luogo. Ed io con il mio accento "sabuado", nel tentativo di integrarmi provo ad assimilare e riproporre questo modo di parlare, con il solo risultato di essere bonariamente deriso.
Capita così che mi rifugio nella lettura e  nella scrittura, ahimè per ora solo su internet, per cercare di trovare un minimo di italianità e senza necessariamente dover trascrivere o ripetere parole per me impronunciabili. Ma in questa momento che mi ritaglio, mi accorgo che oramai non ho più la capacità di sapermi esprimere in modo adeguato,  nonostante abbia anche fatto una certo percorso di studi che teoricamente avrebbero dovuto aiutarmi.
Si insinua così nella mia testa un dubbio atroce: starò pian piano perdendo la mia identità?

Se ripenso al post precedente forse si, se penso ai miei comportamenti nelle ultime settimane anche in quel caso trovo una possibile testimonianza di una crisi d'identità, se poi a queste cose aggiungo che ovunque possa andare a scrivere mi ritrovo a dover ogni volta dare spiegazioni di quello che intendevo... direi che sì! sto perdendo la mia identità. Posso solo considerarmi un Uomo che vaga nell'itinerario della vita parlando con parole mute, che nessuno può ascoltare o leggere perché incomprensibili e senza suono. Il senso di smarrimento che ho tentato di esprimere nel post precedente è praticamente niente al confronto di ritrovarsi ad essere isolati, incompresi: come in un film già mi vedo andare al lavoro e scrivere le e-mail dove il testo rimane bianco su fondo bianco, fare telefonate dove dall'altra parte chiedono "pronto, ma chi è? non sento nulla!" nonostante io stia parlando e gridando, passare in mezzo ai colleghi salutando e non ricevendo risposta perché la mia voce è arrivata muta alle loro orecchie, dovrei già ringraziare di essere visto... ma lo sono? Ora mi viene il dubbio di esistere addirittura.

No! Non è così come posso averla descritta sino ad ora! Già perché sono io cieco e sordo ai messaggi delle persone, sono io che continuo a voler parlare una lingua che non vogliono ascoltare, sono io che insisto a scrivere come mi dice il cervello, sono io che mi isolo, ma in vero sono io che faccio selezione naturale. Perché di parole mute ne ho sentite e dette abbastanza, ma ora mi sono anche stufato! Ammettendo imperfezioni, ignoranza e per quanto concerne lo scrivere anche la troppa fretta e la poca dimestichezza con  la tastiera, ma non ammetto più sterili osservazioni su come possa essere il mio modo di esprimermi. D'altronde ho anche altre testimonianze ed esperienze che dimostrano che la mia capacità comunicativa è quanto meno adeguata per un ascoltatore medio. Che poi in queste pagine virtuali, che siano siti, blog, profili, stati o qualsiasi altra menata di internet mi conceda la libertà di seguire i contorti labirinti dei miei pensieri mi sia data la possibilità di farlo, in fondo se non mi si vuole comprendere non lo si faccia, non ho minacciato ed obbligato nessuno a leggermi, e d'ora in avanti renderò ancor più selettiva la mia selezione naturale: non mi si comprende? no problem, le Parole Mute sono finite! Chi seleziona le proprie amicizie in funzione dell'abbigliamento, chi della squadra per cui tifa, chi per la musica che ascolta, io riprenderò a selezionare in base all'intelligenza, che non necessariamente deve essere di un certo QI bensì quella sottile e malleabile che permette di saper stare al mondo!



mr.zugo

lunedì, dicembre 28, 2009

2 Anni e 1/2

E così sono arrivato a 2 e mezzo di questo blog, mezzo lustro... e come avevo già scritto era nato un po' per gioco/sperimento e un po' per non perdere qualche contatto. Oggi ha preso una valenza differente, direi molto più di sfogo e reinterpretazione di mestesso, ma anche limitato. Negli ultimi anni mi ero ripromesso di diminuire la presenza sul web per dare più corso alla vita sociale che sta oltre questi mezzi di socializzazione, ed oggi ancor di più vorrei stare più in mezzo alla gente che non a leggere pagine del web di giochini più o meno interattivi, o di cosa sta o non sta facendo i contatti che ho qui sulla rete; considerato che mi ritrovo nuovamente a vivere da solo, non posso e non voglio relegarmi dietro una monitor per vivere il tempo che non trascorro dormendo o al lavoro. Così come ho già letto altrove e come avevo anticipato qualche post addietro (e forse più di una volta) direi che queste "Note di Viaggio" non saranno chiuse, e nemmeno dismesse, ma solamente un po' trascurate, per lasciare più spazio ad altri ambiti. In fondo quello che voglio è comunicare su questa rete globale di connessione, ma posso farlo nei tempi e nei modi che mi sono più congeniali almeno per quello che riguarda questo periodo della mia vita. Per cui ci sarò sempre meno, se non in alcuni momenti in cui tornerò libero da maschere e recite. Chi mi ha conosciuto sa dove trovarmi per non perdere troppo contatto con me, altri ancora hanno modo di potermi sentire per telefono se non di vedermi addirittura per cui, non mancano i modi, i mezzi e le occasioni per mantenere i contatti anche senza un blog o un socialnetwork (che tanto stanno spopolando). Non vogliatemene, ma questo è quello che mi voglio concedere come tempo sulla rete. Per cui niente addii e niente epitaffima solo un normalissimo arrivederci, e quando pubblicherò mi farò notare certamente io. 


mr.zugo