Appunti itineranti di un Viandante: come nella transumanza, passiamo da un luogo ad un altro per trovare nuove risorse... da consumare e terminare!
lunedì, settembre 15, 2014
Sono 10... ma Lui ancora c'é!
domenica, novembre 10, 2013
Regime di Austerity
Ognuno di noi guarda alla propria sopravvivenza senza badare più tanto agli altri. Le regole del buon senso e del senso comune paiono scomparse, tanto che tutti si sentono in diritto di avere ragione sempre e comunque, qualsiasi sia l'ambito, il contesto, il momento, il luogo e gli astanti con i quali si possano trovare a dover far da conto. A questo aggiungici la crisi ed ecco che il peggio di ognuno viene a galla per permettere a tutti di cercare quel minimo di sopravvivenza.
domenica, settembre 09, 2012
Se Non Ti Riguarda...
sabato, marzo 31, 2012
Nera Anima
martedì, aprile 26, 2011
Maledetta Linea di Confine
Sono di nuovo incazzato con il "destino" (sempre che esista). Sono attanagliato da un senso di disagio e non possono trattenerdi da scrivere qui dopo aver ricevuto una brutta notizia.
Una giovane ragazza è venuta a mancare a causa di un incidente d'auto: forse per una fatalità, o per mancanza di cautela o di prontezza... ma non importa il motivo, resta il fatto che domani Sonia M. non ci sarà. Per me era una collega di lavoro che conoscevo poco, ma era una figlia, una fidanzata, un'amica e altro ancora; con i suoi 30 anni o poco più aveva ancora molto da dare e da godere nella vita. Una giovane vita che non potrà più essere esuberante e sorridente nella sua presenza e che certamente mancherà a molti, ai suoi affetti più cari e più vicini.
Sono eventi che ti fanno capire che forse non viviamo abbastanza per goderci ogni giorno come si dovrebbe, ed io mi arrabbio ancora una volta perché una giovane ragazza che era parte delle mie giornate non c'è più, e non è la prima che devo lasciare nel mio cammino... troppo giovane, troppo poco tempo le è stato concesso. In poche ore sono molte le persone che hanno espresso il dolore per la sua perdita... dunque era ben voluta, dunque non mi capacito perché non ci debba più essere. Sarò retorico e banale, non so, ma ciò non toglie che mi sento un po' in colpa per essere soppravvisuto a qualcuno più giovane di me per non dire quasi coetaneo. Riccardo, Stefano Daniele, Igor, Alessandro, Giuliana sono alcuni di coloro che non ho più con me anche solo per un ciao o un sorriso, e questo mi fa incazzare. La linea di confine non si conosce e per questo dovremmo onorare ogni giorno. Ciao Sonia, è stato un piacere incrociare il tuo cammino seppur per un tempo breve e "stressato".
Perdonate lo sfogo, ma proprio non riesco a non incazzarmi per queste cose, troppo imprevedibili e troppo inattese.
lunedì, maggio 17, 2010
Una, Due... Ecco le Scelte sono fatte!
Di scelte è fatta la vita, non sempre facili ed in alcune casi son pure dolorose. "Che novità!?!!" penserete voi che leggete. In effetti non è che abbia detto chissà che, ma in due giorni ho preso due decisioni, una più riflessiva l'altra, quella di oggi, decisamente più istintiva e credo che in entrambi i casi non tornerò indietro. Occasioni me ne sono date e ne ho date in 7 mesi per correggere il tiro, concedere il beneficio del dubbio e attendere tempi più maturi prima di fare le scelte del caso. Nonostante la pazienza e la volontà di compredere in questi ultimi due giorni ho esaurito quella che io chiamo "disponibilità verso gli altri". Non si tratta di diventare egoisti tutto d'un tratto, semplicemente si tratta di coltivare il mio tempo a discapito di quello degli altri; le conseguenze sono e saranno certamente rilevanti , almeno dal mio punto di vista, ma è pur vero che arrivati alle condizioni attuali direi che posso prendermi questo lusso e ridimensionare l'altruismo verso quelle persone che fagocitano senza ritegno il tempo, la disponibilità e il rispetto altrui credendo di essere i più "furbi".
Nelle ultime settimane, mi stavo ponendo questo scrupulo, in modo sempre più pressante e angosciante per certi versi, ma gli eventi delle ultime 36 ore han fatto sì che raggiungessi anticipatamente il punto di non ritorno sulle scelte da fare.
Per cultura ed esperienze mi sono sempre messo a disposizione del gruppo (ovviamente nel limite delle mie capacità), svalutando quelle che erano le mie esigenze, ora non ne ho proprio più voglia non ho più le energie per farlo; non che stia male o che sia stanco, in fondo nella "gestione della quotidianità" per tante che possano essere le problematiche certamente non mancano le soluzioni da adottare, tempestive o meno che possano essere, ma risolvere a favore di altri mettendo in secondo piano quelle che possono essere invece le mie di necessità non è più gratificante farlo. I benefici non arrivano più, fino a quando nel grupppo il risultato era utile a tutte le persone costituenti l'insieme, lo sforzo valeva la pena. Con il cambiare delle posizioni, col il trascorrere delle stagioni, non si sotanno più producendo risultati di alcun genere... anzi no uno si è prodotto e molto evidente: la disgregazione. Mi infastidisce essere inserito in un contesto collettivo che possa essere lavorativo o meno, e non godere dei vantaggi comuni, specie se vedo che il mio contributo ( per lo più a mio sfavore) non viene messo a frutto per grande o piccolo che possa essere; allo stesso modo non sopporto dare disponibilità e capacità ad altri e vedere di essere preso in giro come un ragazzino ancora nell'età della pubertà.
Forse non sarà troppo comprensibile quanto sto scrivendo, essendo in preda ad un delirio di coscienza, ma da oggi varranno le seguenti regole primare, seppur soggette a eccezioni all'occasione:
- prima di dire si, valutare quanto tempo/risorse richiede e cosa può produrre per me
- prima di fare o dire mi assicurerò che non sia a discapito sempre solo del sottoscritto
- quando talune azioni saranno chiare ed tangibili per il gruppo queste avrà la debita attenzione
- azioni di disturbo e provocazione rivolte a stimolare la riflessione saranno completamente abbandonate
- le attenzioni date oggi a salvaguardare il contributo altrui, saranno ridimensionate, e chi deve pagare paghi
Non sono un salvatore della patria, ne tanto meno un super uomo (o super lavoratore) quindi ne consegue che posso anche fermarmi al mio limite come tutti. Sul lavoro sarò l'omino grigio e bigio come da qualche tempo vado dicendo, e pensare che ero sul punto di mettermi a 90 per persone che non se lo meritavano, sono bastate 8 ore di lavoro e una certa serie di eventi ivi condensati; più introverso tornerò invece nella vita personale almeno rapportato a una certa categoria di persone, concedendomi solo nel momento che ci sia volontà da ambo le parti di concedersi e scoprirsi tra pregi e difetti senza millantamenti e falsità.
E proprio mentre sto scrivendo metto a fuoco anche un piacevole considerazione: che pur portandomi in questa nuova dimensione, non comprometto alcunché perché sino a quando porterò avanti la mia esistenza col piacere di fare o non fare delle cose, non avrò nulla da rimproverarmi.
Ma per tornare al titolo di questo post condivido con voi quali sono state le 2 scelte in queastione: la scelta "uno" è quella di non abbassarmi a costruire rapporti basati sullo scambio, è stato un misero tentativo anche perché lo scambio non è stato onesto; la scelta "due" è smettere di farmi carico (pe quello che mi compete) delle rogne di lavoro causate da sciagurate dis"organizzazioni" aziendali e produrre invece il massimo sforzo per divertirmi nel lavoro che mi piace (quando ultimamente stavo di nuovo odiandolo). Sette mesi sono abbastanza per concedere il beneficio del dubbio e occasioni per corregere il tiro, ora basta! Con queste ultime due decisioni direi che il processo di alienazione/inserimento in questo nuovo contesto pontino possa ritenersi concluso, potendomi finalmente concentrare su molte altri ambiti ben più stimolanti e certamente forieri di soddisfazioni se coltivati a dovere.
mr.zugo
P.S. oltretutto oggi è il 17 numero a me assai caro, quindi non possono essere che scelte opportune!
martedì, ottobre 20, 2009
Parentesi Delirante
In questi ultimi giorni mi sono messo a cofronto con non pochi aspetti personali, sia interiori sia rivolti verso le persone con cui mi relazioni in un modo o nell'altro, ed in alcuni casi mi ci sono ritrovato, in altri invece mi sono dovuto scontrare con delle piccole ma dure realtà, e un paio di queste mi hanno anche ferito. L'amicizia è davvero difficile da trovare, ottenere e donare! Mentre in questo caso sono io ad arrivare come novizio in un contesto sociale (comprendente geografia, mansioni lavorative e di soggiorno) e quindi teoricamente in difficoltà, in passato io ero uno di quelli che si rendeva disponibile per agevolare l'arrivo degli altri. Al contrario della mi seppur misera ospitalità, ma che quanto meno non faceva sentir troppo soli, nel mio caso mi ritrovo solo a me stesso, fatta una eccezzione che è stata una conferma... Ed oltre a questo si complicano anche tutta una serire di considerazioni che nei rapporti tra le persone si vanno modificando e affievolendo, ingigantendo e tracollando. Nonostante i tempi si siano dilatati e le occasioni per sentirsi e frequentarsi siano diminuiti, ci sono rapporti che restano invariati e rapporti che mutano radicalmente. Chi sta attorno a me ha delle percezioni, chi sta con me perché ha voluto condividere seppur in minima parte qualcosa ha delle certezze. Chi sembrava vicino, anche maliziosamente troppo per taluni, ora è distante nonosante ci siano a malapena 9 metri di separazione, chi sembrava distaccato oggi è ancor più accogliente. Le locuste non mancano e si sono confermate tali come in passato. Gli opportunismi non sono cessati, bensì aumentati. La superficialità regna sovrana, come anche una diffusa e veltata maleducazione. Dal canto mio ho cercato di comportarmi a dovere, con rispetto, onestà e dignità: non è bastato, i pesci in faccia sono arrivati comunque; le serpi si sono già mosse, le rivalse attuate: ma io sono diverso. In questo passaggio peccherò di presunzione e saccenza, sappiale: ma non me ne frega niente di tutto quello che mi sta attorno, sono convinto di essere un uomo per bene, onesto e schietto e tanto mi basta per deridere coloro che cercano e cercheranno di dimostrare con parole o azioni il contrario, non sono più un ingenuo, non ho più aspettative che altri possono rovinare, ragione per la quale me ne sbatto di cosa le persone possano pensare di me, o cosa pensino di controllare della vita del sottoscritto, o cosa credano di sapere dalla loro libera interpretazione delle parole che posso aver detto. Me ne sbatto e proseguo per la mia strada, assumendomi le mie responsabilità. Per il resto chi rifuta il mio affetto, solo per principio, chi rifiuta la mia professionalità per invidia, chi ama sfruttare gli ingenui, ecc. possono proseguire per la loro strada senza problemi, non amo la vendetta ne tanto meno la rivalsa. In tre anni di vita solitaria ho imparato ad apprezzare la dignità, il rispetto per me e per tutti, ma soprattutto ho imparato a selezionare finemente.
Non so bene cosa potrà dare la lettura di queste mie parole scritte senza troppi filtri ne con un filo logico ben preciso, ma serviva a me per chiarire alcuni aspetti che nei prossimi giorni dovrò affrontare e che voglio far andare nel migliore dei modi per tutte le parti concorrenti. Basta lottare, basta istigare, basta tramare, voglio solo vivere sereno e trovare la mia dimensione di uomo, che ormai sono stanco di fare lo zingaro.
domenica, ottobre 11, 2009
-1 & Giorno Zero
Comuqnue sia, dopo un'altra risata per questa lieta novella, finsico di preparare le valige ed alle ore 16.12 sono in auto in partenza verso la mia destinazione; alle ore 17.34 passo lo svincolo di genova verso livorno in perfetto orario, procendendo verso la mia destinazione, ma haimè mi sovviene gran fame e dunque scelgo di fare una prima fermata per liberarmi dal languore. Solitamente faccio solo due fermate in questo viaggio verso la capitale, ma questa volta ne faccio ben 3, perchè voglio fare un viaggio tranquillo e sereno, per cui mi fermo ancora alle 19.45 prima di imboccare l'aurelia e ultimo stop alle 22.30 circa per l'ultimo caffè prima della tappa finale, nella quale mi trovo e da dove sto scrivendo, in fretta e male per evitare che la batteria del mio portatilino catorcioso, mi abbandoni sul più bello, ma certo è che qui h più segnale UMTS che a casa mia! Dunque sono arrivato a destinazione al giorno zero... tra qualche ore inizia tutto questo nuovo viaggio, ma faccio davvero fatica a non pensare a quello che qualche ora e fa e l'altra notte ho provato dentro di me; era da tempo che alcune esternazioni non si presentavano, era da tempo che non mi esprimevo in modo palese, ed invece tutto questo è tornato, tutto insieme, travolgente e avvolgente. E non smetterò di ringraziare chi mi ci ha fatto arrivare pur passando da Piacenza, e spero di non disattendere le aspettative di chi mi vuole già accasare in queste nuove lande, e spero di farmi perdonare da chi poeticamente condivide i suoi pensieri anche con me, o di continuare a stupirmi di come posso essere visto (omone piccolo). Il tempo è trascorso, ma non lo voglio concedere all'oblio, oggi sarà una giornata campale, da come io inizierò io proseguirò, è questa volta voglio... si voglio e non vorrei, voglio iniziare amando, voi che mi leggette, voi che di me scrivete, voi che commenterete... voglio amare la vita perché così mi è stato insegnato in questa parentesi torinese in mezzo alle mie vite romane! Il destino o un dio non so chi ma questo ha voluto per me, è ne farò tesoro, perché solo io so quanto mi è stato donato, le parole non basterebbero, dovrei abbracciare tutti con tutta la gioia di cui un mondo possa essere fatto. Non è un addio, è solo un arrivederci, per una volta ho deciso di scegliere il mondo che mi piace e me lo voglio tenere! Ed ora prima che la batteria mi molli sul più bello buona notte!
lunedì, agosto 17, 2009
Delirium
Non è importante la domanda e forse neanche la risposta, ma lo stato d'animo in cui mi mette e nel limbo a cui porta la mia anima, dolente, sofferente, apatica, antipatica, distante, sfatta, sfranta, risollevata, ricostruita, curata, distesa e calpestata; le parole escono e non si fermano, un delirio mentale che non ha ragiona di essere ma che è... Nello scorrere del tempo e nell'ascoltare suoni lontani, con la massima incoerenza, vengo etichettato come personaggio sereno e saggio, ma al contempo tacciato di essere solo apparenza e tormentato nel mio intimo: parlo da saccente e supponente perché sono debole e infimo, insomma sono tutto e niente, yin e yang... vuoi vedere che davvero sono in un giusto equilibrio che sto destabilizzando per chissà quale ricerca di un santo graal che non esiste e nemmeno salva l'anima e non da la conoscenza eterna. Delirium in un giorno qualsiasi di un agosto caldo ed umido ma pur sempre un giorno in più vissuto e portato quasi a termine nell'attesa del giorno che verrà domani, di quel domani che tutti vorremmo avere controllo e certezza per starcene più sereni, ma che invece non sarà così; un domani che arriverà al termine di una notte trascorsa come le altre o poco diversamente.
Leggi, filosofie, religioni, meditazioni, aspettative, sogni non fanno che da scadenziario per la nostra vita senza che noi ne prendiamo atto con cosceinza ma che digeriamo controvolgia per non sentirci troppo esclusi, a meno di non ribellarci completamente ed aggiungere un nuovo mattone per la costruzione di una torre di babele moderna che poi ci crollerà addosso... le parole si infilano una dietro l'altro senza un senso apparente , ma il turbinio di pensieri dentro le nostre teste sono così, parole in fila a cui noi cerchiamo di dare un senso prima che ci soffochino e ci impediscano di vivere questa vita.
Sarà il principio del delirio di onnipotenza? Non lo so e non lo voglio sapere, almeno non ora, non qui.
sabato, luglio 04, 2009
giovedì, giugno 25, 2009
Interrottamente…
non riesco più a sentire come prima, qualcosa si è spezzato.
Empiricamente…
troppo concentrato a non fare disastri.
Inappellabile…
fuori come un balcone, fuori dalla realtà, fuori da me stesso:
semplicemente fuori.
martedì, giugno 23, 2009
mercoledì, giugno 17, 2009
Reiteratamente
martedì, maggio 12, 2009
Quando Le Parole Sono Finite
e il silenzio avanza,
ma il risultato è garantito:
svanisco e passo oltre.
mercoledì, maggio 06, 2009
Prevaricazioni
Ciò non toglie che nonostante sia il primo ad essere consapevole delle libertà e delle giustificazioni che adottano i datori di lavoro, divento comunque furibondo quando non c'è onesta ne intellettuale ne rispetto per i propri subalterni. Io sono anche stato un prevaricatore ma giusto il tempo di ottenere la debita attenzione e rispetto a forza, per poi chiarire e motivare le mie prevaricazioni scusandomi per l'eccesso usato, ma quanto meno dopo, con il giusto tempo mi sono anche guadagnato il rispetto indiscriminato e sincero dalle stesse persone che prima invece mi sottovalutavano. Con le scusanti disponibili coi tempi correnti, troppo spesso le istituzioni del lavoro abusano della loro posizione per avvantaggiarsi a discapito di coloro che gli consentono di stare sul mercato e nell'economia, dimenticando il rispetto dovuto e la correttezza nella gestione dei rapporti con i lavoratori che in primo luogo sono persone e non oggetti. Ci stanno i rimproveri, i cazziatoni, azioni correttive severe e dure ma vanno elargite con coscenza e nel pieno delle condizioni di rapporto tra persone. Io oggi ho subito una piccola ingiustizia, nel meritarmi una lavata di capo mi sono ritrovato invece punito e sanzionato come un disobbidiente per natura, è sincerametne non ho gradito ne i toni ne i modi, seppur giusti e dovuti, non sono stati per niente conformi al rispetto delle professionalità accusate. Dunque atraendomi nuovamente mando giù il boccone amaro della prevaricazione ma di certo, non mi farò mettere i piedi in testa, perché mai è successo se non per il tempo di trovare la miglior difesa e giusta restituzione della prevaricazione per la semplice legge del taglione, perché alcuni a volte se le meritano senza appello.Chiedo scusa nuovamente per l'inconveniente, ed il cambiamento di contenuti di questo psot!
sabato, aprile 25, 2009
Avere Passione
Ho realizzato che sino a 3 anni fa, ero pieno di passione per tutto quello che facevo, ma proprio tutto: ci mettevo tutto me stesso, impegno, volontà, anima, cuore, sangue, tutto quello che potevo metterci ce lo mettevo, peccato però che poi alcuni eventi hanno fatto si che tutta questa mia energia andasse a spegnersi affievolendo la luce della mia personalità. Nel lavoro che svolgevo prima dell'attuale era tutto adrenalico, entusiasmante, per carità non era il lavoro più bello del mondo e non ero strapagato, anzi per me era un continuo lamentarmi, arrabbiarmi, discutere, ma chissà com'è mi piaceva e ci mettevo tutte le mie energie! La passione per il mondo della carta stampa, dei prodotti editoriali da realizzare, i progetti in cui ero coinvolto mi davano vitalità, mi permettevano di esprimere il meglio di me stesso una passione inesauribile mi portava a scolgere il mio lavoro e a tenere rapporti con le persone sempre vitali e mai banali. Ancor prima anche all'università era la medesima cosa, attraverso la passione per lo studio e le occasioni che mi si sono proposte, ho potuto dare libero sfogo alla mia personalità, nel bene e nel male, per carità non sono perfetto, ma resta il fatto che ero trasparente, me stesso. E se nadiamo ancora qualche anno prima, anche la pallacanestro è stato il mio unico vero amore, ci soffro ancora oggi, ma in fondo preferisco soffrire che non aver goduto di quella smisurata passione, dove non esistono altro che il confronto, lo scontro, la libertà di correre e saltare e mettere una stupida palla dentro un cerchio posto a 3 metri e 5 cm da terra, ma anche senza fiato, senza ossigeno nel cervello continuavo imperterretiro se non mi toglievano dal campo... Le sansazioni nel dare tutto me stesso attraverso la passione è stata una delle esperienze più grandi che possa mai aver fatto, ogni volta dopo l'impegno profuso in una delle cose in cui ci ho messo passione, la pace era tale da poter compensare ogni cosa: fatica, incazzature, delusioni, sconfitte, vittore, soddisfazioni erano un'unica cosa, gli avversari erano amici con cui andare a bere una birra come con gli amici, i compagni di università persone di famiglia, i colleghi ed i lavori completati persone con le quali potersi dare le pacche sulle spalle per gli obiettivi raggiunti o con cui riprendere a progettare e costruire. Avere passione in sostanza è forse l'unica che mi fa sentire bene, a volte non basta qualcuno potrebbe anche obbiettare, ma non me ne frega un bel niente, senza la passione non posso ritenrmi una persona degna di considerazione, da me stesso, non dagli altri.
La passione mi rigenera, mi ricarica e nonostante le sconfitte e le delusioni mi fa rialzare e ripartire, e forse non è era necessario cambiare direzione, svoltare angoli o riprendere chissà quali presuntuose autoanalisi del mio troppo smisurato ego, magari mi sarà sufficiente appassionarmi di nuovo nel fare le cose.
domenica, aprile 19, 2009
La Bambina - Cosa Fare...
Accade che venerdì sera uscendo dal lavoro insieme ad un collega, mentre stiamo finendo un discorso prima di salutarci, mi accorgo della presenza di una piccola creatura che vaga da sola sul marciapiede, portandosi sulla schiena uno zaino che pareva più pesante della stessa bambina che lo portava. Forse non più di 4 anni vestita anche benino, capelli lunghi sulle spalle occhiali anche troppo grandi per il suo faccino. Nel rallentare il passo passando accanto a me ed al mio collega ci fa un mezzo sorriso, più con gli occhietti scuri che non con la bocca e poi riprende la sua passeggiata, sola camminando a balzelli per via dello zaino pesante; si comporta in egual modo anche con una coppia di vecchietti che era poco più avanti; io ed il mio collega ci guardiamo un po' sorpresi che codesta creatura stia vagando da sola sul marciapiede di via Pianezza... Intanto passa sulla strada un camper al quanto vecchio e maltenuto con due persone un po' ambigue sopra, che rallentando osservano la piccola sul marciapiede e iniziano un manovra per tornare in dietro, giusto nella direzione in cui si stava dirigendo la bambina; il mio collega, padre di famiglia mi dice di seguirla e vedere che cosa accade e non me lo faccio certo ripetere, intanto la bambina sta quasi per arrivare all'angolo e scomparire alla mia vista, dove tra l'altro c'è anche un donna ferma ad aspettare...Per il momento non voglio dirvi la conclusione di questo evento, perché vorrei sapere da voi che mi leggete: cosa avreste fatto? Tenendo in considerazione questi elementi la bimba di 4 anni che vagava da sola, la zona non propriamente delle migliori dopo le 19.00 di sera (ora in cui stava accadendo il tutto), la donna all'angolo, il camper ambiguo...

