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giovedì, agosto 31, 2023

Sogni Animati - Ghibli

Amo i cartoni animati o come vengono chiamati oggi gli "anime". Il più delle volte questi sono tratti dai manga, altre volte nascono grazie alla fantasia di qualche sceneggiatore o scrittore e sono anime unici per lo più in forma di film e per alcuni di questi solo dopo arrivano i manga o gli anime in serie. Per la seconda volta mi sono lasciato rapire da una rassegna di film animati dello studio giapponese più famoso, lo studio Ghibli. In questa torrida estate ho avuto l'occasione di potermi godere 5 film prodotti da questo studio che raramente sbaglia, giusto per dare un'idea qui di seguito l'elenco dei lungo metraggi:

  • Lupin III - Il castello di Cagliostro (Rupan Sansei - Kariosutoro no shiro) (1979)
  • Nausicaä della Valle del vento (Kaze no tani no Naushika) (1984)
  • Laputa - Castello nel cielo (Tenkū no shiro Rapyuta) (1986)
  • Il mio vicino Totoro (Tonari no Totoro) (1988)
  • Kiki - Consegne a domicilio (Majo no takkyūbin) (1989)
  • Porco Rosso (Kurenai no buta) (1992)
  • Princess Mononoke (Mononoke-hime) (1997)
  • La città incantata (Sen to Chihiro no kamikakushi) (2001)
  • Il castello errante di Howl (Hauru no ugoku shiro) (2004)
  • Ponyo sulla scogliera (Gake no ue no Ponyo) (2008)
  • Si alza il vento (Kaze tachinu) (2013)
  • Kimi-tachi wa dō ikiru ka (2023)
In questa occasione ho avuto il piacere di godermi l'animazione di 5 dei film sopra elencati con la rassegna "Un mondo di sogni animati", tra luglio ed agosto a distanza di 7/15 giorni l'uno dall'altro sono stati riproposti film di animazione tutti contraddistinti da un tratto rappresentativo se voglio un po' vecchia maniera, senza digitale o non troppo e con linee tradizionalmente "sommarie"; ma il bello di queste animazioni, almeno per me, è proprio lo spazio che lasciano all'immaginazione di riempire e definire quei dettagli che sembra non esserci. Sì sembrano non esserci ma in realtà la cura e l'attenzione dell'animazione ci sono è sono per ognuno dei film che ho visto peculiari. Ad esempio in Ponyo sulla scogliera i dettagli realizzativi e più rappresentativi erano legati all'acqua, del mare, dei fiumi, mentre in Il mio vicino Totoro la cura era puntata sulla vegetazione, od ancora per Si alza il vento  dove l'espressività e le emozioni dei personaggi era tutta concentrata sugli occhi. Insomma una categoria di cartoni animati che un po' stona con le nuove tecniche ed il nuovo realismo che i film di animazione oggi presentano. Ma al di là delle preferenze che si possono avere sulle tecniche realizzative, è innegabile che le storie sono sempre affascinanti ed accattivanti, con più chiavi di interpretazione qualora ci si voglia trovare una morale od fine alle varie storie narrate. 

Nonostante non abbia fatto le consuete vacanze estive andando al mare o in montagna, quest'estata è stata per me un godimento, questi film mi hanno permesso di vagare con la fantasia, rimettere in moto l'immaginazione. Era da tempo infatti che uscendo dal cinema non mi sentissi appagato e colmo dalla visione, questa rassegna invece mi permesso invece di godermi appieno le proiezioni e non solo, una volta uscito avere ancora negli occhi quelle immagini, i fondali animati, oltreché avere un senso di appagamento della storia vissuta tramite quelle immagini colorate ed animate per l'occasione delle varie storie, tra misticismo, magia, realtà e fantasia. Mi rammarico un po' di aver perso la stessa rassegna l'anno precedente che proponeva altri titoli che avrei visto e per alcuni rivisto con immenso piacere. Mi auguro ci siano altre occasioni per avere occasione di rivivere le splendide emozioni vissute in queste ultime settimane.

domenica, luglio 26, 2015

Parole Evocate - "Virtualismi"



foto di Lorenzo Ravasco (2003) - fonte http://www.unicornnights.com
A conclusione del ciclo delle Parole Evocate dal passato, questa è la terza ed ultima scelta di quelle parole scritte in un tempo lontano custodito nel quaderno ritrovato nel "cofanetto dei ricordi". In questa occasione quanto seguirà risulta essere un gioco sul mondo virtuale che all'epoca frequentavo con più assiduità rispetto al tempo che mi concedo oggi. Come per le altre occasione, le parole che seguiranno saranno dettate da un momento analogico in cui le lettere, le parole ed i pensieri si dipanavano sotto la penna in modo più emotivo che ragionato.

Una sera come tante, niente di speciale ne nell'aria ne dietro la nuca. Mi siedo alla mia scrivania, solita routine di ogni volta che decido di navigare un po'; accendo il computer, collego il mouse, inserisco l'aggeggio per navigare e collego l'alimentatore. Il sistema operativo parte ed io mi accendo una sigaretta. Finisco le operazioni di accesso, faccio partire l'applicazione che mi consente di entrare nel mondo di internet e subito dopo attivo la connessione. Sbuffo, cominciano a stancarmi tutte queste tecnologie ma non riesco a farne a meno, che situazione. La connessione è attiva, inserisco l'indirizzo della pagina internet da cui voglio iniziare... controllo la posta elettronica: tre caselle diverse... cosa me ne faccio non lo so nemmeno io. L'omino verde in basso a destra chiede attenzione, un messaggio di posta non è... qualche utente che si collega come me a queste ore improponibili... è ormai mezzanotte passata.Dopo aver controllato la posta elettronica che contiene solo spazzature e truffe elettroniche decido di andare ad aggiornare alcune pagine internet che ho condiviso con il mondo... forse ho fatto solo una vetrina che nessuno guarda. Invece è passato qualcuno, il contatore si visite si è mosso: sono commosso ed un po' eccitato e vado a vedere di chi si tratta. Sorpresa due donne e un uomo, sempre che siano tali nella realtà. Un soprannome mi salta all'occhio Tutto.Sotto.Il.Velo, lo seleziono e l'applicazione mi sbalza sulle pagine di questa visitatrice virtuale. Guardo le solite cose del profilo città, età, descrizione, poi lo sguardo cade sul suo diario pubblico e ancor più curioso lo seleziono e comincio a leggere qua e là... ora me la ricordo, l'avevo già visitato questo diario forse passando da una delle stanze di conversazione qualche sera prima.Odio ormai tanto le tecnologie che sto facendo come i francesi, ricondiziono tutte le parole straniere in italiano, una sera in compagnia di amici mi sono accorto che non parlavamo più la nostra lingua, ma uno strano gergo e dal quel momento ho deciso che non doveva più capitare.Con la mente torno a quel diario e una delle notazioni che è scritta mi colpisce particolarmente, la leggo con attenzione, è scritto molto bene un'articolo di giornale quasi. L'argomento è frivolo anzi direi banale ma com'è stato scritto lo trovo davvero favoloso. Decido di commentare quella nota e lascio i miei complimenti.Ho sonno vorrei andare  a letto ma questo marchingegno elettronico come sempre mi strega: lo guardo e mi perdo nei miei pensieri, il computer si allontana, p forse è il mio punto di vista che si allontana... si è così ora vedo anche me stesso  davanti al mio computer che illumina il mio volto. Sono solo con me non c'è nessuno, solo un computer  collegato al mondo  che non so  più definire reale o immaginario: parlo con delle persone di città distanti della mia , si ride, si scherza, si gioca, si divaga ecc. ma questo lo facevo anche prima quando mi ritrovavo in piazza  con gli amici... gli occhi sono pesanti, mi sento stanco: BUIO!
La sveglia suona sono le otto del mattino, inizia un'altra giornata, mi sollevo sul letto... mi sento stranamente pesto, come non avessi dormito per niente... non mi ricordo a che ora sono  andato a letto. Apro gli occhi, non sono a letto, non sono le otto, sono ancora davanti al computer e non era la sveglia era il trillo di richiamo dell'omino verde... qualcuno vuole parlare con me, non capisco, cerco di riprendermi , leggo il messaggio: "cià ti va di giocare in cam per me ho voglia di godere..." Cosa? Subito non capisco poi realizzo... chi mi scrive sa che il mio computer è dotato di videocamera, rileggo il messaggio... la sveglia brutale mi ha indispettito e rispondo. "potrei anche farlo ma se davvero hai voglia vieni a casa mia... dal vero è molto meglio che nascosti dietro un pc..." non aspetto neanche la risposta , chiudo la messaggeria istantanea e me ne vado in bagno per poi andarmene a letto.. un letto che non c'è più: com'è possibile? C'era, ce sempre stato il mio letto, cosa sta succedendo... sono disorientato mi volto e la scrivania ed il computer ci sono, mi rivolto in direzione del letto assente, ed eccolo lì; mi gratto la testa e alzo lo sguardo e vedo il soffitto trasparente... mah!??  Suona la sveglia, sono le otto del mattino ed è ora di alzarsi per andare al lavoro. Apro gli occhi sono in camera mia sento uno strano profumo ed un braccio indolenzito, mi giro e una giovane ragazza nuda è nel mio letto... ma ieri notte non c'era, non doveva esserci nessuno qui! Suona la sveglia, sono le otto del mattino, mi sveglio di soprassalto, ho una paura tremenda, non so più chi sono e dove sono, sono sudato e teso... Cerco di darmi una calmata e faccio il punto della situazione: sono in camera mia, il letto c'è, nessuna giovane  ragazza nel letto con me... il computer è ancora acceso. Mi guardo attorno, le pareti sono trasparenti, ieri non lo erano, con lo sguardo al computer c'è una scritta: "benvenuto su THIRDLIFE  , ora sei un nuovo cittadino dell'era virtuale!!" Urlo! Urlo con tutto il fiato che ho in corpo e chiudo gli occhi... sento una mano che mi tocca, smetto di urlare, riapro gli occhi, un infermiera mi sorride e mi dice :"calma... calma era solo un brutto sogno ora è tutto a posto". Sono sempre più confuso mi guardo smarrito e preoccupato intorno: sono in ospedale: "Cosa mi è successo?" chiedo. L'infermiera mi dice sono sette giorni che ero in coma dopo essere caduto dalle scale sul lavoro e che mi sono appena risvegliato! Non ci posso credere stavo continuando a vivere la mia vita dal come dalla sera prima dell'incidente... non mi sembra possibile, ma tant'è che ora sono davvero sveglio e sono in ospedale. Mi rilasso e mi guardo intorno sino a che non mi assopisco... Mi risveglio e sono di nuovo davanti al computer. Guardo l'orologio è l'una di notte, guardo il monitor, nessun messaggio istantaneo, nessun soffitto trasparente, il letto è al suo posto, le pareti sono normali, sul monitor del pc un racconto di un diario intolato "il sogno che non finiva mai", scritto da me... Spengo tutto e sistemo ogni cosa perfettamente al suo posto nella borsa del computer. Chiudo le cerniere, prendo la borsa e mi dirigo verso la portafinestra, la apro ed esco sul balcone... Uno, due eee tre e scaravento il tutto fuori dal balcone facendo cadere la borsa in strada... Mi volto e torno in casa, mi spoglio, punto la sveglia alle sette e mezza del mattino e mi metto a letto.
La sveglia suona, la prendo e la guardo... Sono le otto del mattino, sto ancora sognando o vivendo la vita reale, non lo so, non mi pongo lo scrupolo più di tanto, mi rigiro nel letto e mi riaddormento... prima o poi le sette e mezza arriveranno.

Quando l'ho riletto sul quaderno, le emozioni mi hanno assalito, ritornando a quel periodo in cui vivevo queste vite virtuali schiavo di consuetudini ed ottenebrato da chissà quali chimere... non potevo non pubblicarlo.
(scritto una notte di novembre del 2007)

lunedì, settembre 15, 2014

Sono 10... ma Lui ancora c'é!

Se devo essere sincero ancora non riesco a crederci... oggi 15 settembre saranno 10 anni che è mancato mio padre. A me sembra solo ieri. Non vivo le stesse emozioni di 6 anni prima (Ricorrenze - 4 Anni).
Nel mio andirivieni tra Torino, Roma, Torino, Milano, Torino mi sembra sempre che solo qualche settimana fa sia mancato mio padre. Il tempo quel giorno si è fermato. Sono rimasto un uomo di 31 anni che ancora cerca la sua strada e nel farlo si affida ancor di più agli insegnamenti del padre. Non riesco a dare una spiegazione a questa cosa. In 10 anni sono successe un sacco di cose, ma è come se appartenessero ad una realtà diversa dalla mia, come se da un momento all'altro mi dovessi svegliare e ritrovarmi a luglio del 2004 e vedere mio padre in piena salute senza alcun problema. Possibile che si possa fare un viaggio onirico lungo 10 anni, in cui compaiono i capelli bianchi, in cui si fa a "botte" con la vita di tutti i giorni per sopravvivere, sputando veleno ad ogni criticità per poi risvegliarsi così e trovarsi in una vita oramai dimenticata?

Il tema è certamente ostico, quindi mi scuso se in alcuni pensieri divento illeggibile ed incomprensibile, ma veramente non c'è giorno in cui ho mio padre in mente in uno qualsiasi dei momenti che trascorro. Per spiegarvi meglio traggo spunto da un episodio di qualche settimana durante il viaggio di rientro da Milano a Torino in compagnia di Valter, compagni di viaggio quotidiano oramai, che seduto comodamente a fianco a me mi si mette a parlare di cibo, frutta, verdura, piatti, ecc. Così come nulla fosse non considerando per nulla la mia "pelle da leopardo" (di cui vi ho raccontato in un post precedente) così come se tutto fosse normale. A questo si aggiunga il fatto che mentre parlava di dove andava a prendere questo ortaggio piuttosto che quell'altro, per qualche istante io mi sono allontanato mentalmente ritrovandomi ad immaginare che in quel momento al mio fianco ci fosse mio padre che amava la campagna, la genuinità dei prodotti (proprio come Valter) e che fosse lui che mi diceva che sarebbe andato a Trötin a prendere fagiolini e melanzane, mentre sarebbe passato poi da Giuanin a prendere patate e carote, a da li a breve da Cesare per andare ad assaggiare il vino novello per poi decidere quante damigiane prendere... poi un cambio di tono della voce di Valter mi ha riportato alla realtà ed ai suoi commenti sulle bancarelle di Porta Palazzo.

Qualcuno mi sa dire se questo è normale o se sia un sogno e tornerò presto alla realtà e troverò mio padre in piena salute, o se sono impazzito?

Nonostante le emozioni contrastanti, passo la ricorrenza nel rispetto delle tradizioni ed a fine della giornata, faccio spallucce e torno alla solita routine, sapendo comunque che non mi serve un giorno ben preciso, perché essendo Ugo il figlio di Sergio, sono parte della sua essenza e vivo con i suoi preziosi insegnamenti, fiero che sia stato mio padre.

martedì, aprile 24, 2012

Sognando Arale

Dopo un periodo di tormento, comincio a vedere la luce in fondo al tunnel e ne approfitto per lasciare spazio ai sogni ad occhi aperti che qualche volta aiutano a disegnare qualcosa del domani, un po' come mi è successo qualche sera fa. In giro per Roma , mi ritrovo di fronte ad una delle fontane più famose al mondo, e lì tutto sembra iniziare.


Al suono dello scorre dell'acqua della fontana di Trevi mi sono ritrovato catapultato in un mondo che ancora non esiste, un po' come nel cartone animato di Arale, la bambina tutta matta dei cartoon che vive su di un isola tutta strampalata, colorata, ricca di assurdi personaggi. Catapultato in una realtà senza tempo senza spazio. Ero lì a bordo della fontana, ad occhi chiusi ascoltavo il rumore dello scrosciare dell'acqua, accompagnato dalla voce di una ragazza, poco distante da me, che pian piano si trasforma in quella Arale, che attraversa la mie orecchie mescolandosi al suono dell'acqua trasportandomi altrove. Come una nuvola sospinta dal vento mi sollevo e seguo quella voce che calda e calma mi dice di essere pesce ed io lo divento, mi lascio portare dalla corrente delle parole che delicatamente mi catapultano in una realtà dove nulla è più come prima, dove i problemi hanno sempre una soluzione, dove non manca una abbraccio o una parola di conforto che ti sollevano dalla mestizia. Le tossine della mente mano a mano sbiadiscono e lasciano spazio solo al torpore di una realtà che mi si stringe addosso e mi si infila sotto la pelle. Forse una nuova droga si impossesserà di me, ma credo che non sia per niente nuova, bensì al contrario una delle più antiche e potenti. Si perché una volta che la provi quella non la molli più, ne senti sempre il bisogno e se ti manca ci stai male, ma ora è tutta per me quella sensazione che ti si impregna addosso. Come la luce in fondo al tunnel ti fa trovare le energie per arrivare fuori, così questa cosa, ti carica, ti energizza e non puoi esimerti dal farti riempire. Il futuro è questo! Drogarsi di quello che ti fa rialzare la testa ogni volta, che ti fa scoprire ogni cosa come fosse nuova e vista per la prima volta. Questa è lei. La mia nuova droga, capace di esaltare l'immaginazione e di stupirsi piacevolmente di ogni cosa, di appassionarsi a tutto quello che non si conosce e se lo si conosce scoprirlo attraverso gli occhi di altri. Bel mondo questo di Arale che con la sua ingenua e stupefacente innocenza affronta qualsiasi cosa ma non le manca la forza di difendersi dalle intrusioni di quanto invece vorrebbe ingrigire tutto quanto. Il sogno si interrompe. Ma basta poco perché riprenda senza preavviso grazie ad uno dei gesti che spesso non si considerano più (quanto tempo da quando ho tenuto la mano di un altra persona), e così il sogno ricomincia e più colorato di prima mi scalda dentro, tanto non sopportare quasi tanto calore, ma non voglio smettere di appagare la mia fame di benessere, e prendo questa droga nella mano, la stringo tanto basta per farmi permeare sino al midollo: per troppo tempo sono stato senza questa adrenalina in corpo, ed ora voglio tenerla tutta per me. Si sono geloso, questa dopamina deve essere solo mia!

Ahimè anche questo sogno sfuma riportandomi alla realtà, ma come per gli altri lascia un segno indelebile e qualche nuova consapevolezza per il futuro. In fondo lasciare che l'immaginazione ci pervada non nuoce più di tanto, basta tornare di tanto in tanto al mondo reale a vedere se è migliorato.

venerdì, marzo 23, 2012

E Tu che Cartone Animato Sei?

Sono qui oltre l'una e mezza passata che per dar pace a molteplici pensieri faccio andare il tubo ascoltando tutta la musica che mi viene in mente, ed intanto ripenso ad una telefonata e comincio a rimuginare al tema della conversazione e comincio ad immaginare un mondo tutto supercalifragilistichespiralidoso in cui come nei film dalla realtà si passa al mondo dell'immaginazione dei cartoni animati dove tutto è possibile e tutto finisce sempre nel migliore dei modi nonostante ci siano imprevisti e disastri inimmaginabili.

E in questo mondo colorato le persone si trasformano nei personaggi dei cartoni animati che hanno accompagnato la mia vita e vedo corre a razzo Arale seguita dal suo infaticabile amichetto alato, willy il coyote che si ingegna per fabbricare qualche trappola, porky pig che tartaglia e farfuglia qualcosa di importante ma incompresibile, lamù che svolazza sulle teste di tutti cercando il suo amoruccio, mentre cany candy vestita da infermiera cerca di far ragionare georgie ed i suo fratelli gemelli. Da un lato c'è capitan harlock che cerca di convincere capitan futuro a cambiare abbigliamento, mentre dietro di loro c'è spank che chiama la sua padroncina. Non può mancare don chuck castoro che nella sua falegnameria sta a segare i tronchi di legno, mentre lady oscar passa in parata con al suo seguito l'innamorato perso andrè. Non manca nenache lupin III che sul tetto di una casa osserva con il binocolo la povera margot mentre si fa la doccia. C'è anche il galaxyexpress che transita nel cielo incrociando l'astronave di cowboy bebop. Dal fondo della strada invece arriva betty boop in tutto il suo splendore facendo uscire gli occhi dalle orbite a tutti i lupacchiotti del circondario. Mentre a tutta birra passa il road runner, attraversando il campo di pallavolo dove mimi spiega la sua schiacciata segreta a mila ed holly e benji poco più in là giocano al pallone. Ma tutto si ferma quando mazinga, venus, goldrake, gordian, gundam e jig robot arrivano all'impazzata e fanno alla lotta tra di loro per dimostrare che è il più figo, mentre Daitan 3 se la ride a vedere tutti questi che si scanno per niente. Ed eccoti che spunta anche bugs bunny che fa il filo a jessica mentre roger rabbit si tira le padelle in testa dalla gelosia, con remi che suona l'organetto per rallegrare gli animi di tutti con il mago pancione etciù che fa le sue magie di contorno, con ai piedi ranatan che lo guarda sognante dove tra gli spettatori scooby doo e il suo inseparabile amico shaggy si stanno sparando un panino multistrato alto quattro palmi con dentro ogni leccornia immaginabile. Senza contare poi il rombo di tutte le fantastiche automobili superfutristiche che corrono per la strada come supergattigher, il diabolico coupe, penelope pitstop, l'insetto scoppiettante e tutti gli altri, mentre muttley come sempre se la ride mentre dirck dusterdly non sa se salire sull'auto o sull'aereo per dare la caccia al yankee doodle.

Peccato che la vita non possa essere con questi colori e personaggi animati, spensierati senza limiti di azione e inventiva e sopravvivenza, potendosi, che so, permettere di tirare il collo ad una papera come duffy duck sicuri di non far del male, ma liberandosi comunque da un peso e dalla rabbia momentanea.

E tu che stai leggendo che cartone animato vorresti essere?

martedì, gennaio 17, 2012

Sogno: Un Buffo Futuro

Era da parecchio tempo che non accadeva, si forse c'erano stati degli accenni, dei tentavi che non si sono completati, ma questa sera finalmente un altro sogno ad occhi aperti, sempre guidando l'auto nel buio della provinciale viaggiando spedito (forse troppo) e come al solito mentre sono solo mentre ritorno a casa, fa addirittura specie che accada sempre in questo tipo frangente...

"Un giorno lontano, in un luogo non specificato catapultato in una diversa realtà. Molti colori corpi piccini con sopra i capoccioni (mi sembra quasi di essere in un manga giapponese). L'atmosfera è scherzosa, ironica, allegra ma il contesto è serio seppur piacevole. Lei di fronte a me come una bella bambola animata con i suoi occhioni sgranati e brillanti con sotto un enorme sorriso; io di fronte a lei sereno e sorridente con lo sguardo sognante. Le mani uno nell'altra ed un movimento ne lento ne veloce come una danza del girotondo, mentre intorno il panorama è mutevole passando attraverso mille e nessun luogo, sempre ricco di colori ma dai contorni non definiti... la sensazione è quella di benessere, eterno e incontenibile, guardando attraverso quegli occhi grandi lucenti in cui si aprono paesaggio montani innevati, o spiagge morbide e calde da cui guardare nell'orizzonte di oceani sconfinati blu cobalto su cui risplende il sole... di sottofondo una dolce musica malinconica ma confortante che riscalda senza tristezza. Lei guarda me ed io guardo lei, la musica suona senza fine un motivo sempre uguale e mutevole allo stesso tempo come una colonna sonora. Il tempo che immobile scorre negli anni senza mai dar tempo di invecchiare, perché in quegli occhi tutto e fermo e cangiate allo stesso tempo. la dolce danza è interminabile, inebria ma non ubriaca, riempie senza nulla se non con i sogni di lei e di lui che si srotolano negli occhi una dell'altro... dissolvenza"  
[buffo scenario]

Il viaggio è terminato ed anche il sogno purtroppo, troppo corto... peccato nonostante fosse buffo mi piaceva parecchio. Così ora sono qui a scrivere di questo sogno ad occhi aperti di un futuro che mi piacerebbe vivere nonostante infantile e utopico (ma forse neanche troppo) scaturito dal connubio di un divertente sms letto troppo tardi e della muscia di sottofondo che passava alla radio (Adele in "Turnign Tables"). Ed infatti per ricreare un po' lo scenario ora mi sto ascoltando alcune canzoni della stessa artista approfittando dell'effetto "musa ispiratrice" per scrivere questo post.

Mi mancavano questi momenti sognanti ad occhi aperti, mi mancava poter scrivere qualche post uno di seguito all'altro. Forse è giunto il momento di far pace con il cervello e con me stesso.

martedì, dicembre 06, 2011

Dipinto Notturno

Sto qui fuori, nel giardino, a fumare una sigaretta. Il vento soffia con forza, forse è il libeccio... forse no. E' tutto il giorno che non smette di spazzare il cielo, ma questa notte è diverso. Non so per quale motivo, ma sento che è diverso come se portasse via con se ogni nube, non solo quelle in cielo, anche quelle che porto dentro di me. Lo spirito si fa più leggero, le preoccupazioni si dissolvono, la rabbia affievolisce, la mente si libera. La luna ai tre quarti della sua crescita risplende forte quasi come un pallido sole. La notte si fa chiaro scura al passare delle nubi nel cielo trasportate da questo vento. Ma anche quando la luna viene coperta la sua intensità è tale per cui il chiarore traspare, come un faro lontano su una scogliera.

Alzo lo sguardo ed ai miei occhi si presenta questo dipinto notturno: la notte si staglia dietro le fronde degli alberi che ondeggiano tanto quanto soffia il vento, le nuvole scorrono, grigio bianche, in cielo come a voler giocare a nascondino con la luna, quasi piena che risplende insieme alle stelle che appaiono e scompaiono nel gioco tra vento e nubi. Uno splendido dipinto notturno autunnale, irreale nella sua luminosità e nel suo atipico calore.
Quasi come fosse un sogno gioiosamente cangiante questo dipinto si disegna e ridisegna davanti ai miei occhi. Saranno le nuove speranze, o forse nuove aspettative, non saprei dire con certezza... ma guardo in alto verso il cielo e vedo questo dipinto nella notte: favoloso che stupisce e magnetizza lo sguardo, e si fa osservare compiaciuto della sua unicità nell'essere un disegno della natura mai più replicabile.

Le nubi scorrono sopra la mia testa silenziose e fugaci. Il silenzio della notte è rotto solo dalle foglie sui rami che vibrano al turbinio dell'aria. Da lì, un angolo di un giardino, resto a guardare questo dipinto surreale e fuori dal tempo. Ma non c'è mai abbastanza tempo per queste meraviglie... ma è già tanto potersele godere!

venerdì, maggio 13, 2011

Una Notte Con A.

Una sera come tante... di ritorno a casa dopo una serata con gli amici, ma prima di rincasare ancora una birra per pensare agli errori degli ultimi giorni. Mi fermo al solito vecchio pub, oltretutto è tanto tempo che non ci andavo. All'OldAmerica istantanee ebbre di gioventù hanno riempito le serate con gli amici ormai dispersi chissà dove. Sono le 03.00 del mattino e mi siedo stancamente al bancone, da solo è inutile prendere un tavolo e sarebbe oltretutto anche triste. Saluto Vice, sempre al suo posto insieme agli altri soci del pub, sempre pronti ad accoglierti come uno di casa anche se non ti vedono da anni. Claudio mi guarda e chiede sorridendo "porrones?" io alzo gli occhi e lo guardo e gli rispondo "massì vada per un porrones, ma piccolo, da solo un litrò non ce la posso fare" e lui risponde "ok la solita media chiara allora". Dopo anni ancora si ricorda la serata dei porrones stillati da sopra i tavoli con noi seduti a terra a bere, che storia malta quella sera.
Ed è in quel momento che la ragazza che era a fianco a me mi guarda sorridendo e mi dice "ti sei dato alla pazza gioia?" io le rispondo "anni fa... ora sono più morigerato e con altri interessi, il porrones lo lascio agli sbarbatelli". E da lì inizia una piacevole chiacchierata di tutto un po' con lei che a dir la verità un po' stona in quel posto, troppo bella e troppo fine, ma in fin dei conti si viene da Vice proprio perché trovi ogni genere di personaggio ed è uno di noi, uno di casa comunque. Ad un certo punto ci rendiamo conto che possiamo anche proseguire la chiacchierata altrove, e tra una parola e l'altra, una battuta qua è là, anche a doppio senso, si finisce a casa sua. Manco ci siamo presentati, sta di fatto che la confidenza che si era creata al pub diventa intimità e si finisce con il ritrovarsi avvinghiati sul letto, prima con i vestiti e le bocche unite, e poi senza vestiti raccolti in libere effusioni ed entusiasti del tempo che condividiamo uniti, a contatto l'uno con l'altra. Le ore passano e non mancano le idee per non annoiarci tra risa sommesse, gemiti, coccole e gesti più o meno proibiti e lussuriosi. Lei è calda e fresca allo stesso tempo, non si stacca mai da me, come a cercare vita nel contatto tra la nostra pelle, le nostre labbra, ed io estasiato mi lascio riempiere del suo odore e dal suo calore, restituendo me stesso allo stesso modo. Ad un certo punto mi chiede di essere chiamata per nome "chiamami A." ed io non mi nego alla richiesta salutandola, presentandomi a mia volta.
Le ore passano e siamo ormai oltre l'alba e si è dormito poco; ad un certo punto sussurando lei mi chiede di andare via. Perplesso cerco spiegazioni con lo sguardo ma i suoi occhi si fanno tristi sino a quando dalle sua labbra escono queste parole "dovevo lavorare questa notte, ma non mi andavano i soliti clienti, volevo un uomo per me, per la me stessa che ero". Per un attimo fatico a comprendere le sue parole, poi forse penso di capire: l'accarezzo dolcemente e la bacio sulla guacia e le sussurro alcune parole all'orecchio dolcemente. La bacio nuovamente. Lei lentamente si ritrae, io mi alzo dal letto e mi rivesto senza fretta, quando sono pronto mi sporgo su di lei sul letto e le tiro le lenzuola sulle spalle, la ringrazio e la saluto. Lei contraccambia ma non si volta, mi avvio e quando sono sulla porta della camera sento la sua voce sensuale che dice: "grazie per aver amato A." Sorrido e surrando rispondo "grazie di esserti fatta amare" e mi chiudo la porta alle spalle.
Quando sono in strada è giorno fatto e suona la sveglia delle 09.45 della domenica mattina, un suono che parte da lontano, cerco il telefono che non è in tasca... eppure sento la sveglia, dov'è il telefono? In casa di lei?...
Apro gli occhi la sveglia del telefono suona, suona da sopra il davanzale di casa, sono a casa mia.
E' stato un sogno.
Già solo un sogno.
Però ho una strana sensazione, ancora intorpidito dal sonno, è come se sentissi ancora il profumo di A. sulla mia pelle... peccato che era solo un sogno, un sogno di una bellissima notte mai vissuta.


mr.zugo

martedì, giugno 01, 2010

Malcomune Mezzo Gaudio

E' già da qualche giorno che voglio scrivere ma non trovavo l'ispirazione, così come ogni volta mi affido alla buona musica che mi ispira, così ora in questo periodo alquanto desolante mi ritrovo a condividere lo sconforto che attanaglia, a vedere una passione per non dire forse di un'amore che desolatamente si affievolisce. Ognuno di noi si affezziona, si appassiona a cose intangibili e per lo più difficili da spiegare, sono quegli amori mai dichiarati ma che a ben osservare sono assai visibili e quasi piacevoli da vedere. Sono incoscie a volte ma altre volte sono sentite nel profondo e sono il motore della nostra esistenza anche se non vogliamo ammetterlo. Io spesso scherzando dico che il mio grande amore è il basket, ma non faccio altro che dire la verità, ma non è questo l'oggetto dello sconforto non è questa la mia passione che si affievolisce, per mia fortuna oserei dire, bensì è un'altra che pochissimi conoscono e la custodisco gelosamente perché insieme al basket è uno degli amori che mai perderò nonostante questi periodi. Sarà che sono recidivo, sarà che sono testardo, sarà che sono tenace ma a certe cose non rinuncio; ci sono sempre dei momenti in cui vengono a mancare le energie, le forze per contrastare gli imprevisti e le difficoltà e questo periodo è uno di quelli. Quello che mi dispiace che non sono l'unico a viverlo questo momento, altre persone, ed in particolare una, che condividono con me l'amore per questa cosa stiamo facendo grande fatica a trovare nuove risorse dentro di noi. Non sono le doti a mancare, ne tanto meno le capacità, anzi ne abbiamo da vendere ma ciò nonostante quello in cui ci stiamo imbattendo mette a dura prova il nostro spirito. Pur avendo tutte le carte in regola per amare e soddisfare questa passione, al momento siamo attorniati da troppi bari, avidi e scorretti. Da questa passione potevamo costruire un bel sogno da tramutare in realtà ma le carte che ci stanno servendo sono assai ardue da giocare, rischiamo di sbagliare la giocata in ogni momento e questo ci fa titubare. Una situazione complicata, un amore contrastato che non vuole saperne di farsi corteggiare e accudire. Oggi poi è stata una delle giornate più impegnative sotto l'aspetto emotivo, al punto da dover sfruculiare nel sacchetto della memoria per ricordarci da dove siamo arrivati e come ci siamo arrivati, come a fare un'esame di coscenza per capire cosa possiamo aver sbagliato o perché ci meriatiamo questo amore non contraccambiato. Fosse solo la solita competizione in amore, beh sarebbe più semplice, una stretta di mano e ognuno può giocarsi le proprie carte al meglio per conquistare il "desiderata", ma non è così, purtroppo è una amore pulito e incorruttibile che abbiamo e che vogliamo mantenere tale, nostante le carte facciano davvero schifo. Non manca occasione per spalleggiare coloro che provano la stessa passione, ma non basta, non basta più. Nemmeno l'odio può essere d'aiuto a tramutare energie negative in proattive. Sarà anche vero che malcomune mezzo gaudio ma in questa occasione il malcomune sta minando un sentimento, un'ambizione, un sogno di almeno un paio di persone... persone che si rispettano e che nonostante i difetti e diversi punti di vista si mettono entrambe in gioco per coltivare un'amore, ognuino portando il meglio di quello che può portare ad appannaggio del risultato finale. Io ora mi prenderò una pausa, era già prevista ma capita a fagiolo per rigenerare lo spirto del dio combattente, per rispolverare le antiche tecniche dell'arte della guerra e affianre quelle del negoziato con un nuovo approccio sul tempo. Questa volta non devo, voglio fare l'orologiaio: smontare ogni componente ed ogni meccanismo di questa passione; ripulire ogni singola parte e rimontarla per assaporare nuovamente quel ticchetio dolce che muoveva l'amore per una passione e godere di nuovo di questo! Non è egoismo, bensì è altuismo perché sono certo che se tutto ritorna al giusto posto, non solo io ma anche qualcun'altro ritroverà una serinità persa ormai da qualche mese. La vita è già difficile e se ci si fa privare delle piccole gioie e delle passioni allora possiamo anche stare a letto tutto il giorno, ma non è quello che mi aspetto ne da me stesso ne da altri gladiatori come me; troppo avvezzi a stare in prima linea in questo momento siamo smarriti perché non c'è nessuno dietro di noi e l'amore non basta a sostenerci. Non che io possa salvare qualcosa o qualcuno, ma di certo posso inziare a provarci consapevole che sarò seguito ed aiutato a rinverdire e rinfrescare questa passione, Come accadeva nel basket anche in questo caso devo mettermi nell'ombra e fare il lavoro sporco, ho imparato che stare defilato e costruire le basi per la soddisfazioni di altri pocura anche la mia soddisfazione, senza aver bisogno di riconoscimenti: mi basta godere appieno della passione che ho e non solo io.


mr.zugo

sabato, gennaio 30, 2010

Perso, smarrito, disperso, disperato...

E' accaduto di nuovo. Si di nuovo incosciamente sono cambiato a causa dei miei timori, delle paure e della antica tristezza che mi porto dentro. Dopo neanche tre mesi dal cambiamento di lavoro e di città mi ritrovo a lasciar spazio a quella parte di me che diventa eremita, che si isola nei suoi pensieri, nelle preoccupazioni, al punto tale da diventarne silenziosamente schiavo. Più passano i giorni e più i pensieri si fanno cupi, grigi e tristemente solitari.

NPur essendo abituati ai cambiamenti, al viaggiare per dovere più che per piacere, ogni volta che la trasformazione è di una certa rilevanza, il mio carattere cambia e diviene aggressivo; non che sia cattivo di natura ma certamente non sono un coraggioso, quindi nei grandi cambiamenti e nell'assumere delle responsabilità mi sento disperato, disperso a migliaia di Kilometri da casa, vagando nella quotidianità sperso nei pesnieri troppo contorti e dietrologici. Insomma come già in passato mi sento perso in una realtà troppo grande da affrontare da solo e con i soli inutili mezzi che ho. Per questo esce l'aggressività di cui nemmeno mi accorgo, per autodifendermi, per istinto di sopravvivenza al senso si smarrimento che mi accompagna oramai da 2 mesi. Io credo di essere sempre la stessa persona ed invece sono condizionato dalla mie paure e mi relaziono con troppa severità verso gli altri, non ammetto intrusioni nella mia sfera privata per timore di essere poi vulnerabile, non concedo nulla a nessuno per non dovermi rammaricare della scelta sbagliata, non do fiducia per paura che si approfitti della mia ingenuità e delle mie paure.

Conosco questo personaggio e già in passato ne ero fuggito, ma ora per altra vie per altre scelte, per altre, forse illusorie, necessità l'ho malauguratamente ritrovato. L'impegno, il tentativo c'è stato di tenerlo alla lontana cercando di percorrere vie diverse ma non è stato così purtroppo, mi sono illuso di poterlo evitare per sempre ed invece più rapidamente di quanto mi potessi immaginare, ritrovo il peggio di me. L'unica cosa che mi consola in questo momento è di esserne almeno consapevole sin da subito, ed avere il tempo di mettermi al tavolo e poter mettere a confronto quello che sono attualmente con quello che potrei essere e trovare una linea di condotta per far emergere l'uomo migliore nonostante le paure, i difetti e l'ottusità che in certe occasioni si fa vedere in tutto e per tutto. Ho sempre odiato questo mio modo di reagire perché nel timore della solitudine ancor di più rimango solo, allontanando anche quelle poche persone che vogliono restarmi accanto, dando corpo e consistenza alle mie paure.

Ieri sera mentre rincasavo, avevo voglia di piangere sino allo svenimento, addormentarmi e non svegliarmi più: vivere nei sogni o negli incubi a seconda di quello che possa meritarmi per come ho vissuto sino ad oggi; la sfiducia era massima verso me stesso, verso il mondo, i pensieri più oscuri e vigliacchi affollavano la mia mente. Il fatto di non avere i mezzi che vorrei mi rende un debole davanti alla vita. Come un naufrago ora non posso che cercare di trovare la forza di ritrovare una rotta che mi conduca a lidi più accoglienti.

Questa mattina, forse il sole, forse un mondo di sogni non ricordati, forse paure ancor più ataviche di sopravvivenza umana, mi hanno fatto ritrovare quel po' di energie che superavano l'apatia e l'indolenza che mi pervadeva la sera prima.

Forse starò impazzendo, forse è tutto un sogno/incubo, forse è la realtà e basta! Non lo so resta il fatto che mi sento perso a tratti disperato, ma non posso far altro che lavorare sull'unico angolo di universo su cui posso agire, ovvero me stesso... forse quando sarà la mia ora comprenderò il senso di tutto anche di questi miei pensieri e stati d'umore, ma sino ad allora devo solo cercare di migliorarmi nonostante sia una impresa non facile...

mr.zugo

giovedì, giugno 25, 2009

Introversamente…

… torno al lontano me stesso, spinto come un plantigrado,
a tornare all'antico verso un letargo: ristoratore, rigeneratore.
Silenzioso e innocuo.

 

sabato, aprile 25, 2009

Il Silenzio Aiuta

I silenzi aiutano... si può nel proprio interiore gridare a tutta voce
tutta la rabbia, la delusione, lo sconforto, la frustrazione che ci si porta nell'anima...
Che poi di quest'anima si ha sempre solo una sensazione, ma in cui tutti vogliono credere;
io forse smetterò di pensare alla mia anima, voglio annullare la mia essenza, la mia aura
e perdermi in uno spazio senza tempo, senza sonno e senza sogni. Divenire evanescente.

giovedì, marzo 12, 2009

Memoria d'Odori

Già da qualche tempo mi rigira per la testa questo abbinamento memoria ed odori! Il meccanismo in linea di massimo lo conosco, ma non sarei in condizione di spiegarlo adeguatamente, resta il fatto che qualche settimana fa, uscendo dall'ufficio ed iniziando a scendere le scale un particolare ha colpito la mia mente, riportandomi a lontani, e malinconici ricordi: il tempo del basket e della mia giovinezza! Sono rimasto piacevolmente sorpreso di quel ricordo, fulmineo e vivido; mi sono ritrovato virtualmente proietto in un edificio particolare dove ho giocato più di una partita. Entravo in uno dei tanti palazzi torinesi, dove dall'ingresso si prendevano delle scale per scendere per accedere ad un ambiente adibito a palestra, una sorta di grande cantina, sotto un palazzo abitato. un ambientazione non troppo illuminata, le scale in pietra da scendere con gradini tutti diversi con alzate differenti ed alcuni anche con larghezze diverse; gli spogliatoi ricavati dentro alcune stanze che a mala pena contenevano 10 persone e relativi ambienti annessi stretti per contenere 2 docce 2 e 1 bagno. Il balconcino antistante la parte finale del campo più basso di qualche gradino, i muri adiacenti alle linee laterali, con neanche lo spazio per metterci i piedi, una volta estremamente alta anomala quasi, visto il sotterraneo in cui ci si ritrovava, un ricircolo d'aria non particolarmente funzionale ed un insonorizzazione diversificata tra una lato e l'altro della palestra.
Memoria di un tempo in cui tra sfide, competizione, amicizie, rivalità, gesti atletici, vivevo uno dei periodi migliori (e forse gli unici) della mia vita, e tutto questo mi è tornato alla mente così come un fulmine a ciel sereno, in un istante che inglobava il tempo di una partita che nel complessivo era un appuntamento di circa 150 minuti ridotto in un secondo. Soltanto qualche minuto dopo ho realizzato che tutto è nato da un odore particolare che mi ha fatto ricordare le scale e l'ambiente sotterraneo di quella palestra.

Da quel momento sono alla costante ricerca di odori per rivivere i momenti della mia vita, per ritornare a quei momenti di serenità piuttosto che di mestizia che hanno fatto il me di, come a voler ripercorre la mia vita per ritrovare quello che oggi sono, e che attualmente mi sfugge. Memoria d'odori per imparare di nuovo a conoscere me stesso, perché ormai disperso e smarrito in una vita che non sono più riuscito a vivere in presa diretta, in prima persona… Sono contento di aver trovato un modo per rifugiarmi nel me stesso ancora libero da pregiudizi e malizie, almeno per qualche istante posso respirare liberamente e godere della mia anima non troppo inzaccherata dalla maturità (forse ancora non completa) che ne è seguita.

 

lunedì, febbraio 09, 2009

Sogni o Progetti

Spesso mi ritrovo a sognare ad occhi aperti, come altre volte invece mi metto a progettare, chissà cosa poi? Mi è successo di rendere noti i miei sogni ed i miei progetti, ed in entrambi i casi mi è stato detto: «Coltivali!»
Di norma sono il primo a dirlo… poi però mi domando cosa differenzi un sogno da un progetto, cosa li divida al punto di definirli con due parole ben distinte. Potrebbero essere la medesima cosa, come anche due cose assolutamente imparagonabili. Resta un fatto, senza entrambi l'esistenza sarebbe assolutamente noiosa! Sogni e progetti fanno parte di quella sfera che comunemente si potrebbero definire "delle aspettative" da se, dalla vita, dagli altri, che si comportano come un volano, una volta innescate queste aspettative, si procede nelle proprie giornate seguendo quel movimento iniziato dal desiderio che viene dal sogno o dal progetto da realizzare.
Negli ultimi tempi, ho fatto molta fatica a sognare ed a progettare, perché le mie aspettative si sono… si erano spente perché avevo perso l'entusiasmo e l'iniziativa per qualsiasi cosa: nel curare il mio aspetto e la mia salute, nel vestire, nel mangiare e nel condurre una vita più dinamica, insomma mi ero lasciato andare come un "barbone", non c'era più nulla che mi sollevasse il morale, nemmeno le cose materiali; me ne stavo così in balia degli eventi e delle persone che mi circondavano. Ora qualcosina per fortuna è cambiato, nel senso che quanto meno mi sto curando un po' di più nell'aspetto e nell'abbigliamento, almeno per illudermi di non essere totalmente un fallito. Ma non basta, vorrei ritrovare l'energia per sognare ed anche per progettare. Si perché in conclusione sono due cose ben diverse: sognare è proiettarsi con la propria fantasia verso una condizione, un luogo, un evento pur sapendo di non poterci mai arrivare, ma è più la soddisfazione di fantasticare e sognare che il dispiacere di non ottenere alcun risultato; al contrario progettare è l'impegno con se stessi, o se preferite verso qualcuno, di costruire qualcosa che non è totalmente irraggiungibile, ma semplicemente complicato e complesso da raggiungere, ma in definitiva una traguardo che si può ottenere. Le sfumature sia per i sogni che per i progetti sono molteplici e variegate, dove a volte si possono anche sì trovare dei punti in comune, ma che in realtà permettono di mantenere vivace la linfa vitale di ognuno di noi.
Non mancano di certo momenti di sconforto, ma è anche vero che le nel giusto equilibrio si possono trovare piccole soddisfazioni e motivi di compiacimento. Migliorare se stessi non è mai un male, specialmente quando si persegue questo obiettivo sapendo gestire i limiti propri e quelli altrui, evitando dove possibile gli scontri e gli attriti. In questo periodo particola la fatica è molta per sognare e per progettare, ma solo l'idea di poterlo fare e di volerlo fare e confortante. Mi domando se un giorno riuscirò ad avere un sogno che potrò trasformare in progetto… dietro l'angolo mi si potrebbe anche proporre quest'occasione.
 

mercoledì, dicembre 03, 2008

L'Interruttore

Un cammino si è dipanato per vie sconosciute:
allegre, tristi, oneste, bugiarde, inverosimili, tangibili…
Come un bimbo che cresce ed esplora, si raggiunge poi
un limite oltre il quale occorre agire sull'interruttore!Forse è il momento di riposare: guardare il mondo
con occhi nuovi, da una angolazione e non da mille.


Un cammino sfaccettato, poliedrico, multiegoistico
Ora ho voglia di me, solo di me e non più della molteplicità,
pluralità del mondo da cui mi sono fatto abbracciare;

rallentare il cammino e scegliere nuove vie.

Forse è il momento di dormire: guardare il mondo
attraverso nuovi sogni, più colorati e più vividi.
La fine di un cammino che segna l'inizio di un altro,
trepidante e rinvigorito da nuova curiosità:
riapro gli occhi al nuovo domani!mr.zugo

venerdì, settembre 26, 2008

Sogno: L'abbraccio Infinito

La musica classica mi fa un effetto davvero incredibile, mi sorprende nei momenti impensati e mi fa sognare ad occhi aperti: questa è la terza volta! Come ogni volta mi becca nei momenti più disparati e negli scenari più anomali.E' da poco passata la mezzanotte, strade di città che scorrono sotto la collina torinese, poche auto che sfilano con le loro luci intense e sfuggenti che si contrappongono all'illuminazione calda e flebile della città, la musica suona quasi a tutto volume nella mia auto. Note composte decenni fa che si rincorrono una dietro l'altra guidate dall'arpa che angelicamente fa vibrare le corde e l'aria diffondendo una melodia che sfuma tra il freddo e il caldo, angelicamente evanescente ed avvolgente, quella che ti lascia una sensazione strana che ti sta addosso come un vestito che c'è e non c'è! I pensieri si fermano, l'auto cammina, le immagini scorrono immobili davanti ai miei occhi mentre ascolto quelle note che mi fanno sognare un abbraccio al mondo, dal mondo che non termina mai, eterno avvolgente, caldo e soffice e confortante come quello di una madre amorevole.
Il tempo scorre 100 volte più lentamente quasi fermo, ma in cammino, i suoni esterni sono lontani coperti dall'arpa che suona e risuona e riecheggia fin fuori dalla mia auto che sento più come una poltrona viaggiante che mi porta comodamente ad incontrare uno spazio che raramente si sente. La mente si svuota, l'anima si allarga… ad ogni sguardo dei conducenti a fianco a me che incrocio rispondo con un sorriso serafico, calmo e sereno e loro rispondono altrettanto incuriositi dal mio comportamento… Strano stare in pace con il mondo perché sono in pace con me stesso. La poltrona si muove attorno alla collina, il primo freddo dell'autunno rinfresca il mio volto, i brividi si trasformano in mille carezze che immagino arrivino da ogni parte del mondo, evaporo nelle sensazioni che mi pervadono, dimentico la realtà, gli screzi della mia vita quotidiana e sogno di stare seduto in mezzo al mondo abbracciandolo completamente, il mondo è mio ma io sono suo.
Arrivo a destinazione, mi risveglio da questo sogno immaginifico, rinfrancato nell'animo abbandonando ormai sorpassati pensieri crucciati, e me ne vado a dormire, tranquillo come un bimbo, consapevole che le cose andranno per il verso giusto.mr.zugo

mercoledì, luglio 16, 2008

Sogno: Musica in Paradiso

Un altro sogno ad occhi aperti, o quasi! Diverso.

Mi ritrovo a girovagare per internet distrattamente e torno per l'ennesima volta sul solito blog: come una droga, senza pensare torno e ritorno all'infinito ad ascoltare la musica di sottofondo che mi porta in paradiso...

«Pianoforte, assolo che parte sommesso e cresce dolcemente, lasciando spazio solo ai brividi lungo la mia schiena, liberando pensieri lontani, dolci, con una punta di malinconia e nostalgia per emozioni da troppo dimenticate: mille volti, mille voci, mille luoghi si presentano alla mia mente mentre la musica mi pervade, mi solleva e mi porta a volare verso quel mondo che ormai non c'è più; un paradiso di ragazzo che ignaro corre e sorride incontro alla vita, ma che presto impara che la vita sta altrove, ma la rifugge e la nega... Sensazioni a milioni che si accatastano una sull'altra soffocandosi a vicenda ma che non possono impedire che, lo sguardo e lo spirito guardino alto, lontano verso l'orizzonte sognando di un mondo pieno di meraviglie che non aspettano di essere vissute, godute e condivise. Milioni di parole per descrive una sola sensazione che troppo spesso viene soffocata e rinchiusa. Dolori e tristezze sono a fianco delle gioie e della felicità come un unico compagno di viaggio...»
.

La musica termina, ma non voglio e ricarico la pagina per ascoltarla per l'ennesima volta
«...il pianoforte suona, ancora, instancabile, un suono che permea tutta la mia mente: i  miei ricordi, le mie emozioni, ad occhi semichiusi, scrivo inebetito di tempi che erano, che sono e che saranno un sogno di un istante lungo una vita che non vorrebbe finire mai; gli occhi si inumidiscono perché finalmente il suono del pianoforte arriva dove doveva... Giuliana, Daniele, Stefano, Igor, la mamma di un'amica, mio padre, altri nomi mi sfuggono ma non i loro volti, che non posso più guardare e accarezzare se non nella mia mente, nessuno potrà più, ma questa musica è loro... e troppo a fondo è arrivata, mi mancano e seppur con le lacrime agli occhi sono felice. I loro volti e le loro anime sono con me e con coloro che li hanno conosciuti.»

La musica è terminata, ma il sogno continua... faccio ripartire la musica!

mercoledì, dicembre 12, 2007

Feste & Depressione

Questa mattina mi è venuto male allo stomaco... Dialogando su uno dei tanti messanger che la tecnologia ci mette a disposizione, parlando con una persona di riflesso ad una sua affermazione mi è venuto un brutto pensiero. Il senso di colpa mi ha assalito che ho cercato di purgare immediatamente confessandolo al mio interlocutore. Tragedia! Nonostante dall'altra parte ci fosse una persona che io apprezzo, pur scusandomi è successo l'imponderabile. Niente sangue, niente insulti, solo un pacato scambio di vedute su argomentazioni esterne alla mia sciagurata associazione di idee.  Chiedo Scusa per questo, non era mia intenzione. Come risultato accomiatamento, delle due parti, con molta educazione e rispetto! Poi...Poi rileggendo la discussione, specie quella di chiarimento, un senso di rabbia soffocata mi ha assalito! Pare che, effettivamente, io e molti altri soffrano di depressione, tristezza, ansia e stress durante le feste: chi per idiosincrasia verso le festività, chi per questioni economiche, chi per senso di solitudine, chi per sensi di frustrazione e chi per ansia da regalo: personalmente non lo accetto più! Ora anche durante quelle poche occasioni che ci sono concesse di essere sereni, felici e di poterci dedicare al prossimo, ci roviniamo tutto con la "depressione da feste".

Scusate il parziale francesismo: vaffa...!!!!

Ci siamo proprio dimenticati di certi insegnamenti, e sopratutto di ascoltare il cuore: non serve aspettare natale o pasqua, o capodanno, o le vacanze estive per essere felici, sereni, allegri e spensierati o per essere «più buoni» o fare un dono. La nostra ricchezza è dentro di noi, basta lasciarla venire a galla e concederla agli altri; non occorrono grandi regali, grandi gesti o chissà che altro per essere buoni, felici, ecc. Essere se stessi e dedicarsi un po' agli altri è tantissimo. Domanda: un po'? cosa vuol dire? Quel poco che basta a far sentire agli altri e a se stessi che si esiste e ce ne accorgiamo. Non ho voglia ora di farla troppo lunga, quindi concludo dicendo solo che per cominciare quest'anno oltre ai regali materiali (chi si può permetterlo di farli - io no ahimè!) sarebbe bello che molti, spero tutti, abbiano il coraggio di donare le seguenti cose:
  • un Sorriso – Sincero
  • un Abbraccio – Amoroso e accogliente
  • una Carezza – Delicatamente dolce
  • un Pensiero Bello – Scritto a mano su un cartoncino
  • un Fiore Solo – Scelto con cura
  • un Disegno – Fatto con l'innocenza dei bimbi

Questi possono essere donati da tutti a tutti, senza sforzo se si fa parlare il cuore e l'anima, questo per me sarebbe un inizio per un natale (e non solo) non convenzionale: prima regaliamo noi stessi e un po' del nostro tempo agli altri, poi tutto il resto. Da quanto tempo non stiamo più con gli altri per il solo piacere di starci?
Niente depressione o tristezza, niente idiosincrasie o stress da ansia; io per primo voglio trovare il coraggio di fare quanto ho scritto: godermi la vita e la compagnia delle persone (^_^).

mr.zugo

mercoledì, novembre 28, 2007

Angeli & Demoni

In questo ultime settimane sono molto crucciato e deluso.
Oggi più che mai il contrasto tra i demoni dell'umanità e la mancanza di angeli è molto evidente... sempre di più sono i fatti "neri" piuttosto che quelli "bianchi". Navigando per la rete di Internet ho letto un po' di tutto: denunce contro le violenze, contro le guerre, indignazione per l'associazione di un cattivo soggetto a tutti quelli della collettività a cui appartiene o da cui proviene, la richiesta di aiuto da parte di istituzioni e soprattutto agli di angeli.
Un domanda mi ha colpito «... che fine hanno fatto gli angeli?».
Le risposte possono essere molte, ma di certo oggi gli angeli sono troppo pochi per contrastare tutti i demoni che albergano nell'animo degli uomini. Le morti e le violenze brutali aumentano, senza una ragione che sia comprensibile se non quella dell'oggettività, che non è sufficiente per capacitarsi di certi eventi. Personalmente non so dire dove siano finiti gli angeli, ma sono convinto che le morti e le violenze che interessano persone comuni e non, sono dei segnali che servono a richiamare gli angeli che albergano in noi. Possono diventare il manifesto di una richiesta di aiuto che dovrebbe sensibilizzare la comune percezione dei valori che pare siano stati oscurati dai peggiori istinti umani.Gli angeli che siano custodi o protettori, non sono più sufficienti come si poteva credere prima, questi ultimi sono forse troppo pochi rispetto ai demoni che albergano negli animi umani, hanno bisogno dell'aiuto di tutti noi riconvertendo gli animi nostri e di chi sta a fianco per far si che i demoni perdano la loro forza. Se noi per primi non vogliamo abbandonare vizi, malvagità, inettitudine gli angeli da soli non possono miracolare tutta l'umanità. Le conversioni degli animi nascono dalla convinzione di voler cambiare: gli angeli possono solo mostrarci la via, non certo imporla; ognuno di noi deve trovare il proprio angelo magari passando attraverso la compassione e la sensibilità verso la morte o la violenza subita da chi circonda per poi trovare dentro di se l'angelo che è in noi. I nostri demoni dobbiamo combatterli noi, non pretendere che gli Angeli in cui crediamo risolvano tutto scendendo sulla terra e intervenendo al posto nostro. Di certo il contrasto Angeli & Demoni (vedte se ne trovarte una rappresentazione nella sezione Lab-Grafico) è sempre esistita e sempre ci sarà... potrebbe essere che siamo noi sia gli uni che gli altri

mr.zugo

venerdì, novembre 09, 2007

Sogno: Foglie in Danza Classica

Oggi una giornata strana... volevo postare qualcosa avevo anche un idea, che forse metterò per iscritto un'altra volta, perché questa mattina mentre venivo come al solito al lavoro, mi sono imbattuto in una strana situazione. L'autoradio suonava, sintonizzata su un canale di musica classica (come sempre al mattino), e mentre mi ascoltavo beatamente una sinfonia di Beethoven (non chiedetemi quale e di che opera, che non mi ricordo) stavo percorrendo una strada a tre corsie mi ritrovo catapultato in un sogno che forse neanche la Disney o della DreamWork potevano inventare:
"La musica riempie l'aria di note leggiadre, beate e magiche si spandono tutto intorno resistendo al vento che spazza l'aria e il terreno, le foglie autunnali cadute che danzano sul terreno ed io che le rincorro, nessuna regia, nessun coreografo, solo la musica, le foglie ed il tempo immobile nonostante lo sferzare del vento. Tutto è perfetto le foglie magicamente ballano all'unisono portate dal vento, corrono, saltellano, piroettano sul terreno, come ad inseguirsi in una gioco infantile e felice, mentre io le seguo attratto da loro dolce incedere e accompagnato dalle note sublimi e forti della sinfonia di Beethoven, che sembra essere lì a guardarci e a giostrare questo spettacolo, solo per me, con una bacchetta da direttore d'orchestra ma magica... I mie occhi rapiti seguono le foglie librarsi leggere, mentre la musica mi invade: quella danza sembra un richiamo al risveglio da un incubo grigio e sordo nel quale sono stato per troppo tempo.. un tempo immobile, freddo, lontano dall'anima e dalle emozioni più piccole ma più appaganti... mi scopro a sorridere quasi con un espressione stupida, ma che in realtà è quasi di beatitudine. Beatitudine che arrivava da quella danza magica che le foglie imperterrite proseguono nonostante siano schiaffeggiate, accarezzate dal vento continuano incuranti della mia presenza portate perfettamente dalla musica della sinfonia... alla fine si sperdono, si diradano ognuna in una direzione diversa, mai si sono incontrate ma tutte all'unisono han danzato in un mondo, in un tempo diverso da quello solito."

Mi sono ritrovato fermo al semaforo, ero stordito non capivo quanta strada avessi percorso, le note della sinfonia ancora suonano le battute finali andando a chiudere quel sogno che forse mai tornerà, ma ormai parte di me un immagine impagabile e duratura... peccato che queste parole non possano profumare ed emozionare come quel sogno.