- Lupin III - Il castello di Cagliostro (Rupan Sansei - Kariosutoro no shiro) (1979)
- Nausicaä della Valle del vento (Kaze no tani no Naushika) (1984)
- Laputa - Castello nel cielo (Tenkū no shiro Rapyuta) (1986)
- Il mio vicino Totoro (Tonari no Totoro) (1988)
- Kiki - Consegne a domicilio (Majo no takkyūbin) (1989)
- Porco Rosso (Kurenai no buta) (1992)
- Princess Mononoke (Mononoke-hime) (1997)
- La città incantata (Sen to Chihiro no kamikakushi) (2001)
- Il castello errante di Howl (Hauru no ugoku shiro) (2004)
- Ponyo sulla scogliera (Gake no ue no Ponyo) (2008)
- Si alza il vento (Kaze tachinu) (2013)
- Kimi-tachi wa dō ikiru ka (2023)
Appunti itineranti di un Viandante: come nella transumanza, passiamo da un luogo ad un altro per trovare nuove risorse... da consumare e terminare!
giovedì, agosto 31, 2023
Sogni Animati - Ghibli
domenica, luglio 26, 2015
Parole Evocate - "Virtualismi"
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| foto di Lorenzo Ravasco (2003) - fonte http://www.unicornnights.com |
Una sera come tante, niente di speciale ne nell'aria ne dietro la nuca. Mi siedo alla mia scrivania, solita routine di ogni volta che decido di navigare un po'; accendo il computer, collego il mouse, inserisco l'aggeggio per navigare e collego l'alimentatore. Il sistema operativo parte ed io mi accendo una sigaretta. Finisco le operazioni di accesso, faccio partire l'applicazione che mi consente di entrare nel mondo di internet e subito dopo attivo la connessione. Sbuffo, cominciano a stancarmi tutte queste tecnologie ma non riesco a farne a meno, che situazione. La connessione è attiva, inserisco l'indirizzo della pagina internet da cui voglio iniziare... controllo la posta elettronica: tre caselle diverse... cosa me ne faccio non lo so nemmeno io. L'omino verde in basso a destra chiede attenzione, un messaggio di posta non è... qualche utente che si collega come me a queste ore improponibili... è ormai mezzanotte passata.Dopo aver controllato la posta elettronica che contiene solo spazzature e truffe elettroniche decido di andare ad aggiornare alcune pagine internet che ho condiviso con il mondo... forse ho fatto solo una vetrina che nessuno guarda. Invece è passato qualcuno, il contatore si visite si è mosso: sono commosso ed un po' eccitato e vado a vedere di chi si tratta. Sorpresa due donne e un uomo, sempre che siano tali nella realtà. Un soprannome mi salta all'occhio Tutto.Sotto.Il.Velo, lo seleziono e l'applicazione mi sbalza sulle pagine di questa visitatrice virtuale. Guardo le solite cose del profilo città, età, descrizione, poi lo sguardo cade sul suo diario pubblico e ancor più curioso lo seleziono e comincio a leggere qua e là... ora me la ricordo, l'avevo già visitato questo diario forse passando da una delle stanze di conversazione qualche sera prima.Odio ormai tanto le tecnologie che sto facendo come i francesi, ricondiziono tutte le parole straniere in italiano, una sera in compagnia di amici mi sono accorto che non parlavamo più la nostra lingua, ma uno strano gergo e dal quel momento ho deciso che non doveva più capitare.Con la mente torno a quel diario e una delle notazioni che è scritta mi colpisce particolarmente, la leggo con attenzione, è scritto molto bene un'articolo di giornale quasi. L'argomento è frivolo anzi direi banale ma com'è stato scritto lo trovo davvero favoloso. Decido di commentare quella nota e lascio i miei complimenti.Ho sonno vorrei andare a letto ma questo marchingegno elettronico come sempre mi strega: lo guardo e mi perdo nei miei pensieri, il computer si allontana, p forse è il mio punto di vista che si allontana... si è così ora vedo anche me stesso davanti al mio computer che illumina il mio volto. Sono solo con me non c'è nessuno, solo un computer collegato al mondo che non so più definire reale o immaginario: parlo con delle persone di città distanti della mia , si ride, si scherza, si gioca, si divaga ecc. ma questo lo facevo anche prima quando mi ritrovavo in piazza con gli amici... gli occhi sono pesanti, mi sento stanco: BUIO!
La sveglia suona sono le otto del mattino, inizia un'altra giornata, mi sollevo sul letto... mi sento stranamente pesto, come non avessi dormito per niente... non mi ricordo a che ora sono andato a letto. Apro gli occhi, non sono a letto, non sono le otto, sono ancora davanti al computer e non era la sveglia era il trillo di richiamo dell'omino verde... qualcuno vuole parlare con me, non capisco, cerco di riprendermi , leggo il messaggio: "cià ti va di giocare in cam per me ho voglia di godere..." Cosa? Subito non capisco poi realizzo... chi mi scrive sa che il mio computer è dotato di videocamera, rileggo il messaggio... la sveglia brutale mi ha indispettito e rispondo. "potrei anche farlo ma se davvero hai voglia vieni a casa mia... dal vero è molto meglio che nascosti dietro un pc..." non aspetto neanche la risposta , chiudo la messaggeria istantanea e me ne vado in bagno per poi andarmene a letto.. un letto che non c'è più: com'è possibile? C'era, ce sempre stato il mio letto, cosa sta succedendo... sono disorientato mi volto e la scrivania ed il computer ci sono, mi rivolto in direzione del letto assente, ed eccolo lì; mi gratto la testa e alzo lo sguardo e vedo il soffitto trasparente... mah!?? Suona la sveglia, sono le otto del mattino ed è ora di alzarsi per andare al lavoro. Apro gli occhi sono in camera mia sento uno strano profumo ed un braccio indolenzito, mi giro e una giovane ragazza nuda è nel mio letto... ma ieri notte non c'era, non doveva esserci nessuno qui! Suona la sveglia, sono le otto del mattino, mi sveglio di soprassalto, ho una paura tremenda, non so più chi sono e dove sono, sono sudato e teso... Cerco di darmi una calmata e faccio il punto della situazione: sono in camera mia, il letto c'è, nessuna giovane ragazza nel letto con me... il computer è ancora acceso. Mi guardo attorno, le pareti sono trasparenti, ieri non lo erano, con lo sguardo al computer c'è una scritta: "benvenuto su THIRDLIFE , ora sei un nuovo cittadino dell'era virtuale!!" Urlo! Urlo con tutto il fiato che ho in corpo e chiudo gli occhi... sento una mano che mi tocca, smetto di urlare, riapro gli occhi, un infermiera mi sorride e mi dice :"calma... calma era solo un brutto sogno ora è tutto a posto". Sono sempre più confuso mi guardo smarrito e preoccupato intorno: sono in ospedale: "Cosa mi è successo?" chiedo. L'infermiera mi dice sono sette giorni che ero in coma dopo essere caduto dalle scale sul lavoro e che mi sono appena risvegliato! Non ci posso credere stavo continuando a vivere la mia vita dal come dalla sera prima dell'incidente... non mi sembra possibile, ma tant'è che ora sono davvero sveglio e sono in ospedale. Mi rilasso e mi guardo intorno sino a che non mi assopisco... Mi risveglio e sono di nuovo davanti al computer. Guardo l'orologio è l'una di notte, guardo il monitor, nessun messaggio istantaneo, nessun soffitto trasparente, il letto è al suo posto, le pareti sono normali, sul monitor del pc un racconto di un diario intolato "il sogno che non finiva mai", scritto da me... Spengo tutto e sistemo ogni cosa perfettamente al suo posto nella borsa del computer. Chiudo le cerniere, prendo la borsa e mi dirigo verso la portafinestra, la apro ed esco sul balcone... Uno, due eee tre e scaravento il tutto fuori dal balcone facendo cadere la borsa in strada... Mi volto e torno in casa, mi spoglio, punto la sveglia alle sette e mezza del mattino e mi metto a letto.
La sveglia suona, la prendo e la guardo... Sono le otto del mattino, sto ancora sognando o vivendo la vita reale, non lo so, non mi pongo lo scrupolo più di tanto, mi rigiro nel letto e mi riaddormento... prima o poi le sette e mezza arriveranno.
lunedì, settembre 15, 2014
Sono 10... ma Lui ancora c'é!
martedì, aprile 24, 2012
Sognando Arale
venerdì, marzo 23, 2012
E Tu che Cartone Animato Sei?
martedì, gennaio 17, 2012
Sogno: Un Buffo Futuro
martedì, dicembre 06, 2011
Dipinto Notturno
venerdì, maggio 13, 2011
Una Notte Con A.
Una sera come tante... di ritorno a casa dopo una serata con gli amici, ma prima di rincasare ancora una birra per pensare agli errori degli ultimi giorni. Mi fermo al solito vecchio pub, oltretutto è tanto tempo che non ci andavo. All'OldAmerica istantanee ebbre di gioventù hanno riempito le serate con gli amici ormai dispersi chissà dove. Sono le 03.00 del mattino e mi siedo stancamente al bancone, da solo è inutile prendere un tavolo e sarebbe oltretutto anche triste. Saluto Vice, sempre al suo posto insieme agli altri soci del pub, sempre pronti ad accoglierti come uno di casa anche se non ti vedono da anni. Claudio mi guarda e chiede sorridendo "porrones?" io alzo gli occhi e lo guardo e gli rispondo "massì vada per un porrones, ma piccolo, da solo un litrò non ce la posso fare" e lui risponde "ok la solita media chiara allora". Dopo anni ancora si ricorda la serata dei porrones stillati da sopra i tavoli con noi seduti a terra a bere, che storia malta quella sera.
Ed è in quel momento che la ragazza che era a fianco a me mi guarda sorridendo e mi dice "ti sei dato alla pazza gioia?" io le rispondo "anni fa... ora sono più morigerato e con altri interessi, il porrones lo lascio agli sbarbatelli". E da lì inizia una piacevole chiacchierata di tutto un po' con lei che a dir la verità un po' stona in quel posto, troppo bella e troppo fine, ma in fin dei conti si viene da Vice proprio perché trovi ogni genere di personaggio ed è uno di noi, uno di casa comunque. Ad un certo punto ci rendiamo conto che possiamo anche proseguire la chiacchierata altrove, e tra una parola e l'altra, una battuta qua è là, anche a doppio senso, si finisce a casa sua. Manco ci siamo presentati, sta di fatto che la confidenza che si era creata al pub diventa intimità e si finisce con il ritrovarsi avvinghiati sul letto, prima con i vestiti e le bocche unite, e poi senza vestiti raccolti in libere effusioni ed entusiasti del tempo che condividiamo uniti, a contatto l'uno con l'altra. Le ore passano e non mancano le idee per non annoiarci tra risa sommesse, gemiti, coccole e gesti più o meno proibiti e lussuriosi. Lei è calda e fresca allo stesso tempo, non si stacca mai da me, come a cercare vita nel contatto tra la nostra pelle, le nostre labbra, ed io estasiato mi lascio riempiere del suo odore e dal suo calore, restituendo me stesso allo stesso modo. Ad un certo punto mi chiede di essere chiamata per nome "chiamami A." ed io non mi nego alla richiesta salutandola, presentandomi a mia volta.
Le ore passano e siamo ormai oltre l'alba e si è dormito poco; ad un certo punto sussurando lei mi chiede di andare via. Perplesso cerco spiegazioni con lo sguardo ma i suoi occhi si fanno tristi sino a quando dalle sua labbra escono queste parole "dovevo lavorare questa notte, ma non mi andavano i soliti clienti, volevo un uomo per me, per la me stessa che ero". Per un attimo fatico a comprendere le sue parole, poi forse penso di capire: l'accarezzo dolcemente e la bacio sulla guacia e le sussurro alcune parole all'orecchio dolcemente. La bacio nuovamente. Lei lentamente si ritrae, io mi alzo dal letto e mi rivesto senza fretta, quando sono pronto mi sporgo su di lei sul letto e le tiro le lenzuola sulle spalle, la ringrazio e la saluto. Lei contraccambia ma non si volta, mi avvio e quando sono sulla porta della camera sento la sua voce sensuale che dice: "grazie per aver amato A." Sorrido e surrando rispondo "grazie di esserti fatta amare" e mi chiudo la porta alle spalle.
Quando sono in strada è giorno fatto e suona la sveglia delle 09.45 della domenica mattina, un suono che parte da lontano, cerco il telefono che non è in tasca... eppure sento la sveglia, dov'è il telefono? In casa di lei?...
Apro gli occhi la sveglia del telefono suona, suona da sopra il davanzale di casa, sono a casa mia.
E' stato un sogno.
Già solo un sogno.
Però ho una strana sensazione, ancora intorpidito dal sonno, è come se sentissi ancora il profumo di A. sulla mia pelle... peccato che era solo un sogno, un sogno di una bellissima notte mai vissuta.
mr.zugo
martedì, giugno 01, 2010
Malcomune Mezzo Gaudio
E' già da qualche giorno che voglio scrivere ma non trovavo l'ispirazione, così come ogni volta mi affido alla buona musica che mi ispira, così ora in questo periodo alquanto desolante mi ritrovo a condividere lo sconforto che attanaglia, a vedere una passione per non dire forse di un'amore che desolatamente si affievolisce. Ognuno di noi si affezziona, si appassiona a cose intangibili e per lo più difficili da spiegare, sono quegli amori mai dichiarati ma che a ben osservare sono assai visibili e quasi piacevoli da vedere. Sono incoscie a volte ma altre volte sono sentite nel profondo e sono il motore della nostra esistenza anche se non vogliamo ammetterlo. Io spesso scherzando dico che il mio grande amore è il basket, ma non faccio altro che dire la verità, ma non è questo l'oggetto dello sconforto non è questa la mia passione che si affievolisce, per mia fortuna oserei dire, bensì è un'altra che pochissimi conoscono e la custodisco gelosamente perché insieme al basket è uno degli amori che mai perderò nonostante questi periodi. Sarà che sono recidivo, sarà che sono testardo, sarà che sono tenace ma a certe cose non rinuncio; ci sono sempre dei momenti in cui vengono a mancare le energie, le forze per contrastare gli imprevisti e le difficoltà e questo periodo è uno di quelli. Quello che mi dispiace che non sono l'unico a viverlo questo momento, altre persone, ed in particolare una, che condividono con me l'amore per questa cosa stiamo facendo grande fatica a trovare nuove risorse dentro di noi. Non sono le doti a mancare, ne tanto meno le capacità, anzi ne abbiamo da vendere ma ciò nonostante quello in cui ci stiamo imbattendo mette a dura prova il nostro spirito. Pur avendo tutte le carte in regola per amare e soddisfare questa passione, al momento siamo attorniati da troppi bari, avidi e scorretti. Da questa passione potevamo costruire un bel sogno da tramutare in realtà ma le carte che ci stanno servendo sono assai ardue da giocare, rischiamo di sbagliare la giocata in ogni momento e questo ci fa titubare. Una situazione complicata, un amore contrastato che non vuole saperne di farsi corteggiare e accudire. Oggi poi è stata una delle giornate più impegnative sotto l'aspetto emotivo, al punto da dover sfruculiare nel sacchetto della memoria per ricordarci da dove siamo arrivati e come ci siamo arrivati, come a fare un'esame di coscenza per capire cosa possiamo aver sbagliato o perché ci meriatiamo questo amore non contraccambiato. Fosse solo la solita competizione in amore, beh sarebbe più semplice, una stretta di mano e ognuno può giocarsi le proprie carte al meglio per conquistare il "desiderata", ma non è così, purtroppo è una amore pulito e incorruttibile che abbiamo e che vogliamo mantenere tale, nostante le carte facciano davvero schifo. Non manca occasione per spalleggiare coloro che provano la stessa passione, ma non basta, non basta più. Nemmeno l'odio può essere d'aiuto a tramutare energie negative in proattive. Sarà anche vero che malcomune mezzo gaudio ma in questa occasione il malcomune sta minando un sentimento, un'ambizione, un sogno di almeno un paio di persone... persone che si rispettano e che nonostante i difetti e diversi punti di vista si mettono entrambe in gioco per coltivare un'amore, ognuino portando il meglio di quello che può portare ad appannaggio del risultato finale. Io ora mi prenderò una pausa, era già prevista ma capita a fagiolo per rigenerare lo spirto del dio combattente, per rispolverare le antiche tecniche dell'arte della guerra e affianre quelle del negoziato con un nuovo approccio sul tempo. Questa volta non devo, voglio fare l'orologiaio: smontare ogni componente ed ogni meccanismo di questa passione; ripulire ogni singola parte e rimontarla per assaporare nuovamente quel ticchetio dolce che muoveva l'amore per una passione e godere di nuovo di questo! Non è egoismo, bensì è altuismo perché sono certo che se tutto ritorna al giusto posto, non solo io ma anche qualcun'altro ritroverà una serinità persa ormai da qualche mese. La vita è già difficile e se ci si fa privare delle piccole gioie e delle passioni allora possiamo anche stare a letto tutto il giorno, ma non è quello che mi aspetto ne da me stesso ne da altri gladiatori come me; troppo avvezzi a stare in prima linea in questo momento siamo smarriti perché non c'è nessuno dietro di noi e l'amore non basta a sostenerci. Non che io possa salvare qualcosa o qualcuno, ma di certo posso inziare a provarci consapevole che sarò seguito ed aiutato a rinverdire e rinfrescare questa passione, Come accadeva nel basket anche in questo caso devo mettermi nell'ombra e fare il lavoro sporco, ho imparato che stare defilato e costruire le basi per la soddisfazioni di altri pocura anche la mia soddisfazione, senza aver bisogno di riconoscimenti: mi basta godere appieno della passione che ho e non solo io.
mr.zugo
sabato, gennaio 30, 2010
Perso, smarrito, disperso, disperato...
giovedì, giugno 25, 2009
Introversamente…
a tornare all'antico verso un letargo: ristoratore, rigeneratore.
Silenzioso e innocuo.
sabato, aprile 25, 2009
Il Silenzio Aiuta
tutta la rabbia, la delusione, lo sconforto, la frustrazione che ci si porta nell'anima...
Che poi di quest'anima si ha sempre solo una sensazione, ma in cui tutti vogliono credere;
io forse smetterò di pensare alla mia anima, voglio annullare la mia essenza, la mia aura
e perdermi in uno spazio senza tempo, senza sonno e senza sogni. Divenire evanescente.
giovedì, marzo 12, 2009
Memoria d'Odori
Memoria di un tempo in cui tra sfide, competizione, amicizie, rivalità, gesti atletici, vivevo uno dei periodi migliori (e forse gli unici) della mia vita, e tutto questo mi è tornato alla mente così come un fulmine a ciel sereno, in un istante che inglobava il tempo di una partita che nel complessivo era un appuntamento di circa 150 minuti ridotto in un secondo. Soltanto qualche minuto dopo ho realizzato che tutto è nato da un odore particolare che mi ha fatto ricordare le scale e l'ambiente sotterraneo di quella palestra.
Da quel momento sono alla costante ricerca di odori per rivivere i momenti della mia vita, per ritornare a quei momenti di serenità piuttosto che di mestizia che hanno fatto il me di, come a voler ripercorre la mia vita per ritrovare quello che oggi sono, e che attualmente mi sfugge. Memoria d'odori per imparare di nuovo a conoscere me stesso, perché ormai disperso e smarrito in una vita che non sono più riuscito a vivere in presa diretta, in prima persona… Sono contento di aver trovato un modo per rifugiarmi nel me stesso ancora libero da pregiudizi e malizie, almeno per qualche istante posso respirare liberamente e godere della mia anima non troppo inzaccherata dalla maturità (forse ancora non completa) che ne è seguita.
lunedì, febbraio 09, 2009
Sogni o Progetti
Di norma sono il primo a dirlo… poi però mi domando cosa differenzi un sogno da un progetto, cosa li divida al punto di definirli con due parole ben distinte. Potrebbero essere la medesima cosa, come anche due cose assolutamente imparagonabili. Resta un fatto, senza entrambi l'esistenza sarebbe assolutamente noiosa! Sogni e progetti fanno parte di quella sfera che comunemente si potrebbero definire "delle aspettative" da se, dalla vita, dagli altri, che si comportano come un volano, una volta innescate queste aspettative, si procede nelle proprie giornate seguendo quel movimento iniziato dal desiderio che viene dal sogno o dal progetto da realizzare.
Negli ultimi tempi, ho fatto molta fatica a sognare ed a progettare, perché le mie aspettative si sono… si erano spente perché avevo perso l'entusiasmo e l'iniziativa per qualsiasi cosa: nel curare il mio aspetto e la mia salute, nel vestire, nel mangiare e nel condurre una vita più dinamica, insomma mi ero lasciato andare come un "barbone", non c'era più nulla che mi sollevasse il morale, nemmeno le cose materiali; me ne stavo così in balia degli eventi e delle persone che mi circondavano. Ora qualcosina per fortuna è cambiato, nel senso che quanto meno mi sto curando un po' di più nell'aspetto e nell'abbigliamento, almeno per illudermi di non essere totalmente un fallito. Ma non basta, vorrei ritrovare l'energia per sognare ed anche per progettare. Si perché in conclusione sono due cose ben diverse: sognare è proiettarsi con la propria fantasia verso una condizione, un luogo, un evento pur sapendo di non poterci mai arrivare, ma è più la soddisfazione di fantasticare e sognare che il dispiacere di non ottenere alcun risultato; al contrario progettare è l'impegno con se stessi, o se preferite verso qualcuno, di costruire qualcosa che non è totalmente irraggiungibile, ma semplicemente complicato e complesso da raggiungere, ma in definitiva una traguardo che si può ottenere. Le sfumature sia per i sogni che per i progetti sono molteplici e variegate, dove a volte si possono anche sì trovare dei punti in comune, ma che in realtà permettono di mantenere vivace la linfa vitale di ognuno di noi.
Non mancano di certo momenti di sconforto, ma è anche vero che le nel giusto equilibrio si possono trovare piccole soddisfazioni e motivi di compiacimento. Migliorare se stessi non è mai un male, specialmente quando si persegue questo obiettivo sapendo gestire i limiti propri e quelli altrui, evitando dove possibile gli scontri e gli attriti. In questo periodo particola la fatica è molta per sognare e per progettare, ma solo l'idea di poterlo fare e di volerlo fare e confortante. Mi domando se un giorno riuscirò ad avere un sogno che potrò trasformare in progetto… dietro l'angolo mi si potrebbe anche proporre quest'occasione.
mercoledì, dicembre 03, 2008
L'Interruttore
allegre, tristi, oneste, bugiarde, inverosimili, tangibili…
Come un bimbo che cresce ed esplora, si raggiunge poi
un limite oltre il quale occorre agire sull'interruttore!Forse è il momento di riposare: guardare il mondo
con occhi nuovi, da una angolazione e non da mille.
Un cammino sfaccettato, poliedrico, multiegoistico
Ora ho voglia di me, solo di me e non più della molteplicità,
pluralità del mondo da cui mi sono fatto abbracciare;
rallentare il cammino e scegliere nuove vie.
Forse è il momento di dormire: guardare il mondo
attraverso nuovi sogni, più colorati e più vividi.La fine di un cammino che segna l'inizio di un altro,
trepidante e rinvigorito da nuova curiosità:
riapro gli occhi al nuovo domani!mr.zugo
venerdì, settembre 26, 2008
Sogno: L'abbraccio Infinito
Il tempo scorre 100 volte più lentamente quasi fermo, ma in cammino, i suoni esterni sono lontani coperti dall'arpa che suona e risuona e riecheggia fin fuori dalla mia auto che sento più come una poltrona viaggiante che mi porta comodamente ad incontrare uno spazio che raramente si sente. La mente si svuota, l'anima si allarga… ad ogni sguardo dei conducenti a fianco a me che incrocio rispondo con un sorriso serafico, calmo e sereno e loro rispondono altrettanto incuriositi dal mio comportamento… Strano stare in pace con il mondo perché sono in pace con me stesso. La poltrona si muove attorno alla collina, il primo freddo dell'autunno rinfresca il mio volto, i brividi si trasformano in mille carezze che immagino arrivino da ogni parte del mondo, evaporo nelle sensazioni che mi pervadono, dimentico la realtà, gli screzi della mia vita quotidiana e sogno di stare seduto in mezzo al mondo abbracciandolo completamente, il mondo è mio ma io sono suo.Arrivo a destinazione, mi risveglio da questo sogno immaginifico, rinfrancato nell'animo abbandonando ormai sorpassati pensieri crucciati, e me ne vado a dormire, tranquillo come un bimbo, consapevole che le cose andranno per il verso giusto.mr.zugo
mercoledì, luglio 16, 2008
Sogno: Musica in Paradiso
Mi ritrovo a girovagare per internet distrattamente e torno per l'ennesima volta sul solito blog: come una droga, senza pensare torno e ritorno all'infinito ad ascoltare la musica di sottofondo che mi porta in paradiso...
«Pianoforte, assolo che parte sommesso e cresce dolcemente, lasciando spazio solo ai brividi lungo la mia schiena, liberando pensieri lontani, dolci, con una punta di malinconia e nostalgia per emozioni da troppo dimenticate: mille volti, mille voci, mille luoghi si presentano alla mia mente mentre la musica mi pervade, mi solleva e mi porta a volare verso quel mondo che ormai non c'è più; un paradiso di ragazzo che ignaro corre e sorride incontro alla vita, ma che presto impara che la vita sta altrove, ma la rifugge e la nega... Sensazioni a milioni che si accatastano una sull'altra soffocandosi a vicenda ma che non possono impedire che, lo sguardo e lo spirito guardino alto, lontano verso l'orizzonte sognando di un mondo pieno di meraviglie che non aspettano di essere vissute, godute e condivise. Milioni di parole per descrive una sola sensazione che troppo spesso viene soffocata e rinchiusa. Dolori e tristezze sono a fianco delle gioie e della felicità come un unico compagno di viaggio...».
La musica termina, ma non voglio e ricarico la pagina per ascoltarla per l'ennesima volta«...il pianoforte suona, ancora, instancabile, un suono che permea tutta la mia mente: i miei ricordi, le mie emozioni, ad occhi semichiusi, scrivo inebetito di tempi che erano, che sono e che saranno un sogno di un istante lungo una vita che non vorrebbe finire mai; gli occhi si inumidiscono perché finalmente il suono del pianoforte arriva dove doveva... Giuliana, Daniele, Stefano, Igor, la mamma di un'amica, mio padre, altri nomi mi sfuggono ma non i loro volti, che non posso più guardare e accarezzare se non nella mia mente, nessuno potrà più, ma questa musica è loro... e troppo a fondo è arrivata, mi mancano e seppur con le lacrime agli occhi sono felice. I loro volti e le loro anime sono con me e con coloro che li hanno conosciuti.»
La musica è terminata, ma il sogno continua... faccio ripartire la musica!
mercoledì, dicembre 12, 2007
Feste & Depressione
Scusate il parziale francesismo: vaffa...!!!!
Ci siamo proprio dimenticati di certi insegnamenti, e sopratutto di ascoltare il cuore: non serve aspettare natale o pasqua, o capodanno, o le vacanze estive per essere felici, sereni, allegri e spensierati o per essere «più buoni» o fare un dono. La nostra ricchezza è dentro di noi, basta lasciarla venire a galla e concederla agli altri; non occorrono grandi regali, grandi gesti o chissà che altro per essere buoni, felici, ecc. Essere se stessi e dedicarsi un po' agli altri è tantissimo. Domanda: un po'? cosa vuol dire? Quel poco che basta a far sentire agli altri e a se stessi che si esiste e ce ne accorgiamo. Non ho voglia ora di farla troppo lunga, quindi concludo dicendo solo che per cominciare quest'anno oltre ai regali materiali (chi si può permetterlo di farli - io no ahimè!) sarebbe bello che molti, spero tutti, abbiano il coraggio di donare le seguenti cose:
- un Sorriso – Sincero
- un Abbraccio – Amoroso e accogliente
- una Carezza – Delicatamente dolce
- un Pensiero Bello – Scritto a mano su un cartoncino
- un Fiore Solo – Scelto con cura
- un Disegno – Fatto con l'innocenza dei bimbi
Questi possono essere donati da tutti a tutti, senza sforzo se si fa parlare il cuore e l'anima, questo per me sarebbe un inizio per un natale (e non solo) non convenzionale: prima regaliamo noi stessi e un po' del nostro tempo agli altri, poi tutto il resto. Da quanto tempo non stiamo più con gli altri per il solo piacere di starci?
Niente depressione o tristezza, niente idiosincrasie o stress da ansia; io per primo voglio trovare il coraggio di fare quanto ho scritto: godermi la vita e la compagnia delle persone (^_^).
mercoledì, novembre 28, 2007
Angeli & Demoni
Oggi più che mai il contrasto tra i demoni dell'umanità e la mancanza di angeli è molto evidente... sempre di più sono i fatti "neri" piuttosto che quelli "bianchi". Navigando per la rete di Internet ho letto un po' di tutto: denunce contro le violenze, contro le guerre, indignazione per l'associazione di un cattivo soggetto a tutti quelli della collettività a cui appartiene o da cui proviene, la richiesta di aiuto da parte di istituzioni e soprattutto agli di angeli.
Un domanda mi ha colpito «... che fine hanno fatto gli angeli?».
Le risposte possono essere molte, ma di certo oggi gli angeli sono troppo pochi per contrastare tutti i demoni che albergano nell'animo degli uomini. Le morti e le violenze brutali aumentano, senza una ragione che sia comprensibile se non quella dell'oggettività, che non è sufficiente per capacitarsi di certi eventi. Personalmente non so dire dove siano finiti gli angeli, ma sono convinto che le morti e le violenze che interessano persone comuni e non, sono dei segnali che servono a richiamare gli angeli che albergano in noi. Possono diventare il manifesto di una richiesta di aiuto che dovrebbe sensibilizzare la comune percezione dei valori che pare siano stati oscurati dai peggiori istinti umani.Gli angeli che siano custodi o protettori, non sono più sufficienti come si poteva credere prima, questi ultimi sono forse troppo pochi rispetto ai demoni che albergano negli animi umani, hanno bisogno dell'aiuto di tutti noi riconvertendo gli animi nostri e di chi sta a fianco per far si che i demoni perdano la loro forza. Se noi per primi non vogliamo abbandonare vizi, malvagità, inettitudine gli angeli da soli non possono miracolare tutta l'umanità. Le conversioni degli animi nascono dalla convinzione di voler cambiare: gli angeli possono solo mostrarci la via, non certo imporla; ognuno di noi deve trovare il proprio angelo magari passando attraverso la compassione e la sensibilità verso la morte o la violenza subita da chi circonda per poi trovare dentro di se l'angelo che è in noi. I nostri demoni dobbiamo combatterli noi, non pretendere che gli Angeli in cui crediamo risolvano tutto scendendo sulla terra e intervenendo al posto nostro. Di certo il contrasto Angeli & Demoni (vedte se ne trovarte una rappresentazione nella sezione Lab-Grafico) è sempre esistita e sempre ci sarà... potrebbe essere che siamo noi sia gli uni che gli altri
venerdì, novembre 09, 2007
Sogno: Foglie in Danza Classica
"La musica riempie l'aria di note leggiadre, beate e magiche si spandono tutto intorno resistendo al vento che spazza l'aria e il terreno, le foglie autunnali cadute che danzano sul terreno ed io che le rincorro, nessuna regia, nessun coreografo, solo la musica, le foglie ed il tempo immobile nonostante lo sferzare del vento. Tutto è perfetto le foglie magicamente ballano all'unisono portate dal vento, corrono, saltellano, piroettano sul terreno, come ad inseguirsi in una gioco infantile e felice, mentre io le seguo attratto da loro dolce incedere e accompagnato dalle note sublimi e forti della sinfonia di Beethoven, che sembra essere lì a guardarci e a giostrare questo spettacolo, solo per me, con una bacchetta da direttore d'orchestra ma magica... I mie occhi rapiti seguono le foglie librarsi leggere, mentre la musica mi invade: quella danza sembra un richiamo al risveglio da un incubo grigio e sordo nel quale sono stato per troppo tempo.. un tempo immobile, freddo, lontano dall'anima e dalle emozioni più piccole ma più appaganti... mi scopro a sorridere quasi con un espressione stupida, ma che in realtà è quasi di beatitudine. Beatitudine che arrivava da quella danza magica che le foglie imperterrite proseguono nonostante siano schiaffeggiate, accarezzate dal vento continuano incuranti della mia presenza portate perfettamente dalla musica della sinfonia... alla fine si sperdono, si diradano ognuna in una direzione diversa, mai si sono incontrate ma tutte all'unisono han danzato in un mondo, in un tempo diverso da quello solito."
Mi sono ritrovato fermo al semaforo, ero stordito non capivo quanta strada avessi percorso, le note della sinfonia ancora suonano le battute finali andando a chiudere quel sogno che forse mai tornerà, ma ormai parte di me un immagine impagabile e duratura... peccato che queste parole non possano profumare ed emozionare come quel sogno.




