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domenica, luglio 14, 2013

Troppo da Dire

In questi ultimi mesi le cose che avrei potuto scrivere, raccontare, condividere erano molte ed altre ancora ne avrei, ma per chissà quale strano motivo non escono dalla testa e dal cuore. Non sono mancate le occasioni nelle quali avrei potuto sedermi davanti al mio computer e mettermi a scrivere, però il mio senso di riservatezza e la costante sensazione di incomprensione mi hanno tenuto lontano da questo blog. Un tempo avrei millantato una chiusura, una sospensione ma col passare degli anni e della maturazione tecnologica unitamente alle esperienze precedente, mia hanno portato solo al prolungato silenzio.
Da quando sono tornato a casa ed iniziata la nuova geografica esperienza lavorativa non sono mancati gli eventi personali e lavorativi di cui avrei potuto raccontarvi qualcosa: i nuovi colleghi, le vecchie amicizie ritrovate, le serate o momenti di ritrovo nei fine settimana, senza poi considerare anche l'aspetto della salute che sto monitorando in tempi dilatati e prolungati in questi mesi. Ciononostante non c'era l'ispirazione, il piacere e la volontà di essere qui a scriverlo e condividerlo. Mi sono limitato a poche cose forse il giusto per non dare il senso di abbandono di questo mio spazio che nei mesi, anni precedenti ha svolto egregiamente il suo ruolo di confidente non che di "diario di bordo" non avendo molte occasioni per potermi confrontare e confidare adeguatamente. Non sarebbero mancate le persone, questo no, ma forse non ero ancora pronto per aprirmi completamente e quindi su questo registro riversavo tutto quello che non riuscivo a condividere allora. Probabilmente ora tornato in un ambiente più confortevole come quello casalingo, con la famiglia intorno e con le poche amicizie rimastemi intorno la necessità di comunicare qui è venuta meno o almeno è fortemente diminuita.
Inoltre non posso anche considerare che delle molte cose che avrei voluto fare una volta tornato a casa, si sono lentamente dileguate nell'oblio per via del poco tempo di cui dispongo; seppur ormai non sia un peso la quotidiana pendolarità della mie giornate prende almeno 4 ore di ogni giorno che unite alle impegnative ore di lavoro mi fanno tornare a casa sufficientemente esausto per non trovare le energie e l'entusiasmo per impegnarmi in altre attività. Avrei voluto trovare il tempo per dedicarmi alla salute ed il benessere del mio corpo e della mia mente, avrei voluto trovare il tempo da condividere con gli amici, avrei voluto ritrovare degli equilibri che mi erano venuti a mancare, ma ancora non sono "libero" di farlo. I troppi pensieri, le troppe cose che vorrei fare mi hanno bloccato in un limbo muto e grigio. Probabilmente in questa sintesi come spesso è accaduto in passato risulterò poco chiaro se non addirittura poco convincente nel mio pensiero, ciò non toglie che per come è il mio carattere ed il mio modo di esistere ogni cosa ha il suo tempo ed ogni tempo è quello che mi posso concedere, ed al momento quanto si può leggere è il massimo che riesco a scrivere e condividere.
Forse, e dico solo forse, a partire dalle vacanze estive riuscirò a trovare le giuste leve per rimettere in fila ed al loro posto molte delle cose che volevo fare, ma non faccio, e ancor meglio non mi faccio, promesse che potrei non mantenere. Certamente prima dovrò ritrovare il cuore ed il cervello per poterci poi fare pace e ridare un senso un po' a tutto quanto me stesso. Troppe sono le cose che mi porto appresso e non sempre sono correttamente gestiste e affrontate, ma già il fatto di averne quantomeno una minima consapevolezza potrebbe essere il punto di ri-patenza per ricostruire il sottofondo della mia esistenza e dei miei rapporti, tutti, così da liberarmi da zavorre che spesso ho usato per giustificarmi verso gli altri e con me stesso. Non mi resta che pubblicare questo "post" e vedere come nei giorni a venire mi comporterò e chissà magari ve ne darò anche conto per tutto o quasi.

domenica, luglio 01, 2012

Progetto 40

Mi sa che non posso più aspettare, certamente non posso continuare a credere che certe cose si risolvano da sole. Più passano i giorni e più la paura cresce, lenta ma inesorabile. Non ho mai pensato di essere eterno, anzi in certi momenti della mia vita ho pensato di non voler essere nemmeno così longevo. Qualcuno considera il proprio corpo come un tempio e lo cura, a volte, in modo eccessivo. Io mi sono concentrato più sulla parte meno tangibile della mia persona. Per un certo periodo ho avuto anche la fortuna che nel divertirmi ho avuto cura del mio corpo. Ma è altresì vero che ho abusato del potere rigenerativo, ma ero giovane e si recuperava in fretta. Ora non è più così. Sono molti i dettagli che mi stanno facendo crescere la paura, e comincio a domandarmi del mio futuro. A pochi mesi del compimento dei miei 39 anni di vita si sta affacciando un progetto che come detto è in parte d'obbligo, in parte è una sfida e in ultimo, ma non meno importate anzi tutto il contrario, cresce la voglia di vivere questo progetto come una seconda giovinezza.
Della qualità della vita ho parlato spesso, ma non sono stato mai bravo a mettere in pratica i miei pensieri, ma ora non posso esimermi dal prendermi sul serio sotto questo aspetto. Vedo diete fatte in ogni modo e per mille motivi, ma non trovo convinzione in queste cose, sono sempre troppo drastiche e troppo opprimenti. Il mio progetto è molto più radicato, parte da una filosofia di equilibrio che passa attraverso molti dettagli e molte sfumature. Non è una dieta, non è un miracolo caduto dal cielo, non è una magia, non è niente a dire il vero.

La mia vita oggi è troppo sedentaria in contrapposizione con il mio passato giovanile dove il dinamismo era persin eccessivo. E come allora il mio corpo e la mia mente hanno chiesto una pausa ora accade il contrario. Sono un uomo pressapoco di mezza età, sovrappeso, annoiato, stressato, scontento e insoddisfatto per molti aspetti e qualcosa grida "vendetta". Visti i presupposti sono consapevole che non posso buttarmi in palestra per 2 ore per due o tre volte la settimana e massacrarmi, sarebbe più il danno che il beneficio; anche con l'alimentazione non posso più permettermi eccessi e cattive routine: potrei aver terminato i bonus; anche con gli abusi devo trovare nuove dimensioni ed equilibri, già perché ho sempre ammesso di essere un fumatore e non sono mai stato ipocrita nel dire che posso smettere quando voglio... mi accontenterei di diminuire significativamente questo stravizio.

Sino ad oggi ho dato colpe a molte cose per come è la mia condizione, ma dentro di me ho sempre saputo che per buona parte erano solo delle scuse, tutto era nella mia testa e nel mio animo che sono andati fuori fase per diverse ragioni, più o meno valide ma per lo più comodamente utili perché mi giustificassi a non voler ammettere molte inadeguatezze. Ora però questa paura e questo malessere diffuso e la mancanza di equilibrio mi stanno portando a nuove dimensioni di pensiero, che mi auguro solamente che non mi portino a eccedere in altre direzioni. Forse questa è l'ultima fase che mi mancava di affrontare nella solitudine con me stesso; condizione in cui non mancano i momenti di autoanalisi in cui affiorano i maggiori timori ed i peggiori lati di noi stessi con cui dobbiamo fare i conti.

Da buon mediatore, non faccio promesse a nessuno e nemmeno a me stesso, ma aumenta l'intenzione e la convinzione che devo riprendere da capo la mia vita e scrivere i miei prossimi 40 anni con nuovi e migliori equilibri.

sabato, gennaio 29, 2011

A.A.A. Cercasi

Non so più a che santo votarmi... sento un senso di vuoto, che in certi momenti è addirittura fastidioso. Sono in compagnia di due splendide donne e questo senso di vuoto aumenta, si chiacchiera, si ride, si scherza si commenta di cantanti sia uomini che donne e cosa ne viene fuori... che passo per pedofilo. Sia chiaro nel senso buono ovvero che a ben vedere mi piacciono le ragazze giovani, sempre nel limito della legge ovviamente. Però il fatto importante e che la mancanza di una mia metà si fa sentire anche troppo a porescindere dall'età. Quindi mentre in piacevole compagnia ho deciso di scirvere questo post/annuncio per far spere che sono alla ricerca di una compagna di vita, e per stare in tema e dar ragione alle amiche di questa serata possibilmente che sia tra i 27 e i 35 anni. Forse sarà una pretesa ma ho bisogno di freschezza e dinamicità giovanile ma non così scapestrata come quella dei 20enni. Pur essendo alle porte dei 40 non ho voglia di rinunciare ai ricordi delle passioni giovanili ed alle intensità di quegli anni in cui le responsabilità non erano ancora troppo pesanti e invadenti come ora. Per cui sono qui in attesa che qualcuna si presenti e si voglia far scoprire e scoprirmi a sua volta. Ora vi saluto e torno alla p'iacevole compagnia di questa serata.


mr.zugo

giovedì, novembre 25, 2010

Giardino Con Casa

Dopo qualche settimana di latitanza torno a scrivere finalmente in questo mio spazio. Da quando mi sono assentato sono successe diverse cose tra cui anche molte spese, ahimè alcune necessarie altre obbligate, ma tra queste quelle più cospicue sono anche quelle che in definitiva mi hanno portato un po' di serenità. Ebbene ora posso dire di essere a casa... o meglio di essere nel mio giardino. Già perché per poter continuare a fare una vita mediamente decorosa, ho dovuto definire la scelta della mia dimora su un budget di sicurezza, ed ecco dunque che per le capacità del mio portafoglio mi sono ritrovato a scegliere il mio “giardino con casa”: monolocale sito al piano terra di un condominio; l'appartamento è composto da 50 metri quadri di giardino e 38 di casa. Insomma ho più spazio all'esterno che all'interno. Tutto l'insieme ammetto che mi lascia un po' interdetto, ma è pur vero che sto ancora terminando la fase dell'itinerante zingaro, del viandante. Ma tralasciamo per il momento questo aspetto più introspettivo e proseguiamo col parlare della mia nuova dimora. Per una cifra che ritengo sufficientemente adeguata e non troppo onerosa dispongo, dunque, di un parcheggio numerato scoperto nel piazzale del condominio, essendo al piano terra non devo fare ne scale ne temere di rimanere bloccato in qualche ascensore sgangherato e mal manutenuto, come poteva essere quello che dovevo utilizzare nella precedente dimora, devo solo percorrere 5 metri di corridoio. Dopo qualche settimana di attesa, dopo aver stressato a dovere il padrone di casa e di piccole ansie alla fine sono riuscito ad avere la mia serratura nuova per la porta di ingresso di casa; si perché quella precedente era un po' sfasata per non dire quasi rotta, infatti ogni volta per entrare in casa dovevo quasi scassinarla per trovare il giro giusto della chiave con il meccanismo della serratura, ma ora questo è risolto, grazie anche all'aiuto del fabbro Giuseppe. Così ora posso entrare nel mio monolocale da 38 mq nel quale ho tutto quanto mi occorre anche se in un ambiente limitato ma quanto meno non mi sento soffocare e non ho troppi vani da pulire. Entrando sulla destra si trova subito il frigorifero e poi diciamo la cucina, circa 2 metri che comprendono lavello, sgocciolatoio e piano cottura a 4 fuochi. Sotto questi ci sono 4 ante che danno accesso al solito ampio vano sotto il lavello da un lato e dall'altro a due ripiani. Sopra al lavello ovviamente lo scolapiatti, mentre sopra al piano cottura la ventola e un piccolo pemsile dove poter riporre un po' di cose. Superata l'area cucina si apre la stanza dove subito difronte alla porta è posta la strana ma particolare tavola: stretta e lunga (che si può ancora allungare ma non allargare), con le solite 4 sedie di corredo. Tra la tavola e l'ingresso al momento c'è un mobiletto dotato di ruote che provvisoriamente sto adoperando come scarpiera mentre di fianco alla tavola attaccato al muro si trova una mensola. Subito dopo la tavola proseguendo dritto e a ridosso della parete un mobile armadio alto e stretto con 3 ante, 3 cassetti e un vano dove già ho posizionato la mia radiolettorecdmangianastri, ed infine al fondo un calorifero posto sotto alla finestra. Sulla destra della tavola invece rimane lo spazio per il resto della casa ovvero il letto pseudo-matrimoniale... si pseudo perché io ci sto giusto giusto dalla testa senza cuscino sino ai piedi, ma solo se li tengo a martello, altrimenti esco dal letto, mentre per la larghezza, diciamo che una persona di media costituzione potrebbe starmi a fianco, ma certamente correrebbe il rischio di venire schiacciata o inavvertitamente menata dal sottoscritto... (ops sarà forse per questo che nessuna vuole dormire con me????). E il bagno direte voi? Ebbene c'è anche quello, a fianco del letto intorno al quale il passaggio è davvero risicato, ma quanto meno permette di accedere al bagno di una dimensione sufficiente a contente quanto necessario lavandino, tazza, bidet e doccia. A fianco del letto dalla parte opposta al bagno (che poi sta praticamente dietro la cucina) c'è una finestra che si apre solo per metà a compasso mentre l'altra metà è fissa. Sopra al letto due pensili enormi che fungono da armadio, che sono accessibili a malapena per me, infatti mi domando gli altri come potessero sfruttarlo, misteri della vita.... mah. Infine al termine della stanza tra le due finestre, c'è anche la porta finestra, che guarda caso da accesso al pezzo pregiato della casa, ovvero il giardino, che è preceduto da una parte piastrellata che sta al riparo del balcone del primo piano, per poi avere accesso al prato incolto che non è in buone condizioni, ma per il momento visto il periodo autunnale e invernale che stiamo affrontando, non considererò per niente; ci tornerò questa primavera e questa estate per renderlo più carino e accogliente. Insomma ecco descritta la mia nuova dimora che come recita il titolo del post è più di giardino che non di casa, ma in fondo è quanto mi serve per fare la mia vita, considerato poi che ci sto dentro solo il 40% del mio tempo, è davvero più che sufficiente. Non mi resta altro che personalizzarla e sistemarla nel modo che mi permetta di sentirmi il più a mio agio possibile e considerato il contratto 4+4 il tempo non mi manca. Per ora mi sto cimentando con le volture delle utenze e nel fare revisionare la caldaia, sperando di non sentirmi dire: “è da sostituire”, se così fosse mi dovrei rimettere alla caviglie del padrone di casa, come ho già fatto per la serratura, e sinceramente non mi piace essere insistente, ma da queste parti o tieni il tempo alle persone o altrimenti non faranno mai quanto è necessario nei tempi più consoni. Oltretutto ora che scrivo di queste cose mi sovviene che ancora non so come si faccia a far suonare il videocitofono di casa, è uno di quelli a codice e non so quale sia il mio... ohibò! Devo ricordarmi di chiamare l'amministratore.


Insomma benvenuti nella mia casa, anche se solo virtualmente e con questa sommaria descrizione, che non poteva essere diversa, vista la ridotta dimensione della mia tana! Nelle prossime occasione vi aggiornerò sullo stato di avanzamento della personalizzazione della zugohuose.


Ahhh quasi dimenticavo, delle luci non vi ho detto nulla in quanto sto al buio... in realtà si riduce tutto a una semplice plafoniera ed alcuni spot di second'ordine.


mr.zugo

mercoledì, giugno 23, 2010

Del Dormire

Ogni volta, cado in tentazione, è più forte di me... Per non pensare mi butto a fare qualsiasi cosa lasciando scorrere il tempo arrivando a dormire poche ore per notte, così anche l'indomani sono talmente rintronato che la fatica di pensare è tale per cui vivo in un continuo stordimento, impedendomi di pensare. Purtroppo non solo il pensare viene sedato ma anche tutto il resto, levandomi lucidità ed energie per fare! Fin quando si tratta del lavoro, beh poco mi importa tanto riesco a mantenere un livello accettabile di professionalità e di risultati, ma per tutto il resto mi scoccia! Dunque o non dormo e mi perdo in mille cavolate o dormo e torno vigile sia mentalmente che fisicamente. Generalmente non faccio mai una scelta ponderata, diciamo che va a periodi. Ma in questo caso ho fatto un eccezione, per tanto sto cercando di rieducarmi e di tornare ad orari e metodi di vita più normali. Ho voglia di rinascere in qualche modo, ed il risveglio al mattino e come rinascere ogni volta. Non sto parlando di un aspetto spirituale o emotivo, ma semplicemente biologico, fisico.
Nel dormire accadono molte cose, che già molti altri hanno analizzato e sviscerato, a partire dai sogni all'attività cerebrale, dai ritmi fisiologici alle rigenerazioni del corpo. Ebbene da che mi ricordo ho sempre dormito un numero di ore adeguato che, mi sono accorto, rispetto alla media è abbastanza alta ovvero 7 ore. Conosco molte persone che dormono poco più di 4/5 ore e poche altre che dormono oltre le 7 ore per notte. Io nella mia ignoranza sono sempre stato convinto che dormire le ore che ho sentito menzionare come alfa serva a poco, se non a sentire meno la stanchezza, ma è per me certo che andare a coricarsi troppo dopo la mezzanotte non mi giova: quindi voglio tornare ai ritmi di quando giocavo a pallacanestro dove tolte alcune eccezzioni (come il fine settimana) le ore del sonno erano comprese tra le 23.30 e le 07.00 del mattino con uno scarto di un'ora al massimo. L'intento è quello di riprendere una educazione del dormire che mi è venuta a mancare ormai da troppo tempo, un educazione per altro che mi ha consentito sempre di dare oltre il 100% durante la giornata. Sarà che il periodo non è dei più facili, sarà che sono alla soglia dell'età a rischio per un uomo(?)  soprattutto se non si è curato mai abbastanza del proprio benessere, cedendo agli eccessi ed a vizi per niente salutari, ma non posso nemmeno dire che mi piace dormire perché si sogna, perché generalmente non ricordo mai i sogni ed a volte credo di non averne ma tutti dicono che è impossibile, e allo stesso modo non posso dire che mi piaccia dormire in quanto ozioso caratterialmente, semplicemente ho bisgono di vivere una vita sana, ed mia intenzione inziare dal "dormire". Dormire è un momento della giornata in cui le informazioni acquisite si sedimentano ed entrano nelle mie esperienze, è il momento in cui la mente rielabora tutta una serie di dati e vanno a consolidare la memoria, ed al contempo il corpo si rilassa, le funzioni rallentano e tutto il metabolismo si mette a lavorare per risistemare tutto quello che durante il giorno ha procurato stanchezza e tossine: riposo e decongestionamento dei muscoli, riallineamento delle funzioni vitali smaltendo le tossine, bevute, magiate e respirate. Al termine di queste ore di sonno, la mattina successiva, ci si sveglia e si rinasce per una nuova giornata, con nuove energie, nuove conoscenze e nuove capacità di affrontare le fatiche della giornata. Mi manca il fatto di alzarmi ed attivarmi con il corpo, lentamente, mentre la mente resta ancora per un po' intorpidita, aspettando il momento opportuno per riattivare le cellule grige, assaporando il brivido "dell'illuminazione mattutina".
Già tempo addietro avevo parlato di organizzare la mia giornata, settimana, ed ora è giunto anche il momento di sistemare la parte notturna e del riposo delle mie 24 ore giornaliere. Già ieri ho iniziato con il piede giusto e questa mattina è stato piacevole svegliarsi ed alzarsi, seppur non mi aspettasse nulla di bello! E tra poco continuerò questa nuova rieducazione del dormire... chissà che non riesca a riprendere un'attività fisica continuativa.


mr.zugo

mercoledì, gennaio 06, 2010

Zugo Zingaro

Come volevasi dimostrare, basta un evento per accendere la memoria e far mettere in moto le dita per scrivere ancora una volta.



Sin dalla tenera età di 5 anni ho dato dimostrazione di estrema indipendenza e propensione al viaggio non programmatico. Si perché pur essendo in custodia di mio fratello più grande di 9 anni sono riuscito ad eludere la sua sorveglianza un pomeriggio in assenza dei miei genitori e dirigermi al negozio di alimentari della signora Franca, solo per avere il mio ghiacciolo alla menta; una passeggiatina di poco meno 1 km su strada senza marciapiedi in solitaria sino all'incrocio dove vengo bloccato dalla signora che mi intima di stare fermo dicendomi che veniva lei da me, ed alla quale ho obbedito prontamente per non esser sgridato e rischiare di non avere il sospirato ghiacciolo alla menta. Sembra una leggenda metropolinata, come altre ne ho raccontate a voce, ma è vera confermata da tutti, mio fratello (poveraccio lui che si prese uno spavento immane non trovandomi più e vedendomi arrivare con mamma), mia madre, dalla proprietaria dell'alimentari ricordando che a 5 anni mi presento da solo al negozio o quasi solo per avere il mio ghiacciolo alla menta. Questo breve aneddotto ve l'ho raccontato per farvi assaggiare quanto sono imprevedibile quando si tratta di ottenere qualcosa e introdurre così l'ultimo viaggio semi- improvvisato che ho affrontato TO-RM-TO in meno di 48 ore.

Per agevolare la mia nuova avventura romana, occorre avere una stabile dimora che finalmente trovo e di cui divento inquilino a tutti gli effetti giusto un paio di giorni fa entrando in possesso delle chiavi obbiettivo che mi porta in viaggio da Torino a Rom in treno, sperimentando l'alta velocità TO-RM in 4 ore e 13 minuti (a cui si aggiungono 20 minuti di ritardo per l'andata) con una partenza mattutina alle ore 06.45 da casa e 07.37 dalla stazione di Porta Nuova.

Arrivato a Roma conl'aiuto di un amica e dopo un giretto di perlustrazione dei primi saldi della stagione, raggiungo il luogo dell'appuntamento dove finalmente alle ore 19.15  sono inquilino del mio nuovo appartamento, che sarà la mia dimora per i prossimi mesi. Dopo la prima nottata nella casa nuova con una coperta e un sacco a pelo, molto da accampato ma necessario avendo viaggiato leggero vista la breve permanenza ed il mezzo di trasporto, l'indomani dopo una veloce colazione al bar approfitto della mia presenza nella città di lavoro, ovvero Pomezia, e mi dirigo all'ufficio per cercare di risolvere un'emergenza sorta il 31 dicembre 2009; arrivato a destino con sorpresa mi ritrovo con i colleghi senza alcun modo di lavorare essendo stata programmata una manutenzione elettrica su tutto lo stabilimento che nessuno aveva comunicato in alcun modo; vien da se che si ritorna nella nuova dimora, dove  non contento dell'accaduto e avendo già programmato il rientro il giorno dopo il tutto viene messo in discussione non prima di aver attivato tutte le azioni necessarie ad agevolare il lavoro in emergenza di tutti quelli chiamati in causa, gestendo il problema telefonimcamente e predisponendo il tutto per il futuro intervento in telelavoro. Cosicché anticipando tutto di ben 19 ore, tutto si dipana come da nuovo programma: reperimento di un passaggio, che si trova con una certa celerità, per andare in stazione a Roma dove cambio biglietto, e conseguente approccio alla banchina per salire sul treno alta velocità, tanto veloce che la tratta RM-TO delle 17.37 con arrivo alle 21.50 accusa 30 minuti di ritardo. 

Comunque sia dalle ore 06.45 del 3 di gennaio alle ore 23.00 del 4 di gennaio tutto si è svolto come nenache  una convention preparata mesi prima... In 36 ore e 15 minuti entro in possesso della mia dimora, predispongo quanto possibile le attività del lavoro, sistemo la dimora alla meno peggio e riparto per casa... tutto per essere in casa all'arrivo della befana!!

Non male come viaggio gestito in itinere... non credete? Dimenticavo considerate che tra 5 giorni ripartirò nuovamente per la stessa destinazione. Feramte lo ZugoZingaro!

mr.zugo

martedì, dicembre 01, 2009

Di Vite Mai Vissute

Io potrei anche smetterla ma non vedo perché farlo... Una delle cose che mi piace della scrittura è che può far vivere quello che difficilmente si può mettere in pratica, specie per una persona come me, troppo concreta e troppo abituata a dare soluzioni piuttosto che fuggirle. Il post precedente  è una specie di dialisi con la quale far uscire il limo nero che a volte si accumula nei reconditi miei pensieri e che troppo mi affaticano col passare del tempo. Son troppo saccente e presuntuoso con me stesso perché sia veritierio quanto scritto, non rappresenta l'uomo che voglio essere, o che mi sento di essere, ma rappresenta quello che mai vorrei. Un percorso, una via, uno strumento chiamatelo come volete che  dal mio punto di vista è obbligato, necessario per compredere che uomo sono o non sono. Lo sconforto, il senso di sconfitta devo toccarli con mano altrimenti sarei un uomo debole e insignificante se non conoscessi gli infimi limiti che si possono raggiungere o quantomeno avvicinare. Sentirsi sopraffatti credo, sia soffocante, sentirsi incapaci fa sentire inutili, ma se provando a esternare e purgare questo limo che potrebbe diventare troppo spesso ci si avvicina alla disperazione è più facile comprendere che a tutto c'è rimedio che tutto a suo tempo può essere ricondizionato in energia nuova e mai un capolinea. Il post stranamente è stato letto e commentato ma certamente non è significativo, o meglio non corrisponde alla cruda realtà ma solo alle mie paure. Sono strambo per non dire proprio "fuori come un balcone", ma io devo andare a fondo per risollevarmi e non per ricominciare, ma semplicemente per cambiare prospettiva e pormi da lato che quasi mai si considera: quello peggiore. Chi mi ha letto in passato sa bene che mi ritengo una persona fortunata (qualcuno potrà dire che non esiste la fortuna o un destino, ma per me si) e per questo non posso abusare nella superficialità e buttare tutto per via della depressione o dello sconforto; quando la mia dignità viene attaccata non posso subire passivamente, quando le mie capacità professionali sono sottovalutate non posso far finta di niente, quando sono contestato non posso consentire la prevaricazione ingiustificata... Insomma se so che potrei essere quello che ho scritto nel post precedente, posso vivere tranquillo per il momento consapevole che per ora sono in una condizione migliore, anche rispetto a chi invece si nega l'introspezione e non affronta se stesso nel bene e nel male.La verità è che il lavoro nonostante sia confusamente invivibile, mi piace e mi diverto nel farlo, nella vita ho trovato molte persone delle quali alcune me ne sono circondato perché valide, la salute va è viene un po' come a tutti e non devo tribolare come molti altri che soffrono magari quotidianamente; non me ne si voglia dunque se mi concedo un lamento oscuro con il quale abbandonare le piccole, perché piccole sono, incrinature della mia esitenza giusto per ricordarmi che vivo meglio di quello che potrei immaginare. Sono strambo e dunque esprimo degli eccessi che lasciano il tempo che trovano, altrimenti non mi sarei inventato di andare a vivere e lavorare a 700 km da casa, altrimenti non mi preoccuperei della mia salute, altrimenti non cercherei di far vivere tutti più serenamente contribuendo nel mio piccolo.

Vorrei diventare Uomo, ma ancora non sono pronto... troppo infantile e troppo irresponsabile e cedere alle debolezze potrebbe anche aiutarmi, chissà!


mr.zugo

martedì, novembre 10, 2009

Svarionando con un test...

Prima o poi doveva riproporsi un caso come questo ed è così che sono stato invitato a fare questo test in cui bisogna svelare 7 cose che chi ci legge non sa di noi. In realtà molte cose già le ho dette anche se ho come l'impressione siano restate inascoltate. Comunque giusto per ammare il tempo e non disattendere la richiesta di Romins andiamo a cominciare: 

Regole.


  • si ringrazia la persona che l'ha conferito

  • si copia il logo e lo si sistema da qualche parte

  • si linka la persona che l'ha conferito

  • si svelano 7 cose di noi che per i nostri lettori sono ancora ignote

  • si nominano i 7 bloggers creativi e si linkano i fortunati vincitori

  • si avvisano i 7 premiati con un commento nei loro blogs


Grazie Romins per questo invito ed ora facciamo outing


  1. odio ed amo la fotografia: dopo un fidanzamento di 7 anni tra alti e bassi con una fotografa vivo questo rapporto conflittuale con la fotografia;

  2. scriverò il post che seguira questo senza che nessuno sappia quando;

  3. ho tenuto due corsi come docente in corsi per principianti di riqualifica professionale;

  4. odio il mio nome;

  5. nella mia vita non ho mai fatto una scelta importante per piacere ma solo per necessità;

  6. conoscendola abbastanza bene odio la solitudine ma non posso farne a meno;

  7. odio le catene di sant'antonio dunque...


I successivi 7 blogger si potranno autoscegliere da soli, così non dovrò calamitare le antipatie o lamentele di nessuno proprio per il punto 7 e soprattutto non dovrò avvisare nessuno.