sabato, novembre 17, 2007

Piccole Meraviglie: Incomprese o Ignorate

Da quando ho ricominciato a vivere la vita, stanno succedendo cose che mi lasciano senza parole, con una strana sensazione di sospensione atavica. Gli occhi miei ora guardano la vita forse si come prima ma senza filtri, e mi ritrovo quindi a vedere quello che mi ero nascosto da solo, un cielo stellato senza nemmeno una nuvola aprendo una mondo cosmico talmente grande da ubriacarmi, vedo un fiume o torrente scorrere e ritrovarmi a chiedermi dove va tutta quell'acqua e da dove arriva..., sento lo starnazzare delle oche e sorrido, sento il fruscio delle foglie mosse dal vento e mi faccio cullare da questo suono, sento la pioggia sul viso e mi compiaccio, mi ritrovo un arcobaleno davanti all'improvviso e sto a bocca aperta a guardarlo... Cosa è cambiato rispetto a prima, per quello che riguarda ciò che mi circonda forse nulla, ma io sono cambiato ed anche troppe volte dimenticando, ignorando o non comprendendo molte cose. Oggi ogni evento, mi sembra una meraviglia, una novità, una scoperta: mi sento come un bambino che scopre il mondo... ma davvero sono cambiato tanto in peggio che oggi mi riscopro vivo, o sono cresciuto così tanto da tornare a riscoprire come ci si sentiva quando si era dei bambini? Quale che sia la risposta non mi importa tutto quello che mi accade me lo godo nel bene e nel male, essere così empatico verso tutto in fondo mi fa sentire pieno di vitalità. Ma in fondo tutto quello che oggi riscopro sono soltanto dei segnali che prima per me erano incompresi se non addirittura ignorati.

mr.zugo

venerdì, novembre 09, 2007

Sogno: Foglie in Danza Classica

Oggi una giornata strana... volevo postare qualcosa avevo anche un idea, che forse metterò per iscritto un'altra volta, perché questa mattina mentre venivo come al solito al lavoro, mi sono imbattuto in una strana situazione. L'autoradio suonava, sintonizzata su un canale di musica classica (come sempre al mattino), e mentre mi ascoltavo beatamente una sinfonia di Beethoven (non chiedetemi quale e di che opera, che non mi ricordo) stavo percorrendo una strada a tre corsie mi ritrovo catapultato in un sogno che forse neanche la Disney o della DreamWork potevano inventare:
"La musica riempie l'aria di note leggiadre, beate e magiche si spandono tutto intorno resistendo al vento che spazza l'aria e il terreno, le foglie autunnali cadute che danzano sul terreno ed io che le rincorro, nessuna regia, nessun coreografo, solo la musica, le foglie ed il tempo immobile nonostante lo sferzare del vento. Tutto è perfetto le foglie magicamente ballano all'unisono portate dal vento, corrono, saltellano, piroettano sul terreno, come ad inseguirsi in una gioco infantile e felice, mentre io le seguo attratto da loro dolce incedere e accompagnato dalle note sublimi e forti della sinfonia di Beethoven, che sembra essere lì a guardarci e a giostrare questo spettacolo, solo per me, con una bacchetta da direttore d'orchestra ma magica... I mie occhi rapiti seguono le foglie librarsi leggere, mentre la musica mi invade: quella danza sembra un richiamo al risveglio da un incubo grigio e sordo nel quale sono stato per troppo tempo.. un tempo immobile, freddo, lontano dall'anima e dalle emozioni più piccole ma più appaganti... mi scopro a sorridere quasi con un espressione stupida, ma che in realtà è quasi di beatitudine. Beatitudine che arrivava da quella danza magica che le foglie imperterrite proseguono nonostante siano schiaffeggiate, accarezzate dal vento continuano incuranti della mia presenza portate perfettamente dalla musica della sinfonia... alla fine si sperdono, si diradano ognuna in una direzione diversa, mai si sono incontrate ma tutte all'unisono han danzato in un mondo, in un tempo diverso da quello solito."

Mi sono ritrovato fermo al semaforo, ero stordito non capivo quanta strada avessi percorso, le note della sinfonia ancora suonano le battute finali andando a chiudere quel sogno che forse mai tornerà, ma ormai parte di me un immagine impagabile e duratura... peccato che queste parole non possano profumare ed emozionare come quel sogno.

giovedì, ottobre 25, 2007

Mare, cielo e terra

L'uomo non è fatto per volare, ciò nonostante ha cercato, sempre durante la sua storia, di oltrepassare questo limite, come se un richiamo atavico lo spronasse a raggiungere mete sempre più alte. Non era più sufficiente esplorare le terre, non è stato sufficientemente appagante attraversare i mari, doveva alzarsi verso il cielo, come a raggiungere gli abitanti (gli angeli e Dio per qualcuno, gli dei per altri...) del luogo forse più mistico...
Lesensazioni del volo hanno, probabilmente più di altre, riempito l'animo umano: forse perché permette di essere parte di tutto il creato in un modo più completo;  poter vedere dall'alto i terreni calpestati prima del volo, sorvolare le distese del mare in cui ci si è bagnati o su cui si è navigato, volare sopra un mare di nuvole rende tutto più profondo de appagante, come a raggiungere dei limiti per lo più impossibili: cambia la prospettiva delle cose, ridimensiona l'ego dell'uomo ricordandogli che è una piccola parte di un grande tutto.

Ho preso l'aereo giusto ieri e guardando dal finestrino, questi pensieri mi hanno pervaso mentre sorvolavo uno scenario apocalittico di nuvole, una distesa silenziosa, modellata come una città silente, che a tratti permetteva di guardare verso il basso lasciando vedere un tessuto mai realizzato da nessuno se non dalla natura con terreni di ogni colore interrotti a trattai dalla vegetazione, oppure lasciare che lo sguardo si confondesse nel guardare la superficie del mare, frastagliato dal sussurro del vento disegnando motivi sempre diversi o impossibilmente uguali...
Tutto questo l'uomo forse mai potrà crearlo... ma solo simularlo o rappresentarlo... e probabilmente per questo mai pago l'uomo ha cercato da tempi immemori di volare... come a prendersi una piccola rivincita sui propri limiti oltre a godere di uno degli spettacoli più favolosi.
 
mr.zugo