Incredibilecome stiamo sopravvivendo a noi stessi! Siamo ormai nel terzo millennio ed ancora l'umanità vive in funzione delle tragedie, delle situazioni orribili, della vita grottesca del prossimo.Le notizie di cronaca nera sono orami le prime che vengono riportate, a parte eventi di politica che qualcuno ritiene più importanti. Dolori, stragi, assassini, violenze, e chi più ne ha più ne metta... Questa mattina mi sono stupito di me stesso: tanto nauseato di tutta questa società che gode delle assurde atrocità della propria comunità, quando sono rimasto imbottigliato nel traffico per via di un incidente d'auto in città, mi sono adirato quando mi sono reso conto che in realtà si poteva procedere tranquillamente, ed invece tutti a fermarsi davanti ai rottami delle auto a guardare se vedevano il morto, il ferito o qualsiasi cosa potesse appagare la loro fame di morbosa curiosità : «...ma porca loca, andate avanti invece di stare lì a guardare la sofferenza di qualcuno, tanto l'ambulanza ed i vigili del fuoco sono già intervenuti, non serve altro aiuto, anzi, levati di torno e lasciali lavorare in pace invece di fare casino intorno all'incidente...».
A volte mi vergogno di quanto sono distante da certe cose, ma in fondo a parte al notizia... cosa altro devo sapere i dettagli più scabrosi? Per quale motivo proprio non riesco a capirlo, dietro a quegli eventi ci sono persone che non sono più con i propri cari che soffrono... meno male che c'è ancora chi è mosso da compassione (mi auguro sia questo e non solo inetto opportunismo) che si prodiga a cercare di ricordare tutti le sfumature meno belle di certi eventi per sensibilizzare la comunità.
L'umanità ama il proprio dolore e gode di quello del prossimo: più nero, trash e splatter di questo non credo che possa esistere altro.
mr.zugo
Ecco è successo di nuovo, ed ahimè non posso farci nulla: solo aspettare. Questa è la seconda volta che la vera malinconia mi assale, mi abbraccia e mi avvolge. Nemmeno quando ripenso alla mia ex-ragazza mi travolge tanta malinconia, così forte ed intensa. Così ad oggi ho imparato che sono due le cose che ho amato e che senza le quali mi sento male, sconfortato, deluso, abbandonato, dimenticato.Mi hanno chiesto in questi giorni: «che hai? sei diverso, che ti succede che sei così silenzioso?»; ora posso rispondere perché ho focalizzato cosa è accaduto, così come per la prima volta anche in questa seconda occasione mi sono reso conto di aver lasciato, coscientemente, con tutta la lucidità di cui dispongo, un mio amore... una mia passione. Era giù successo 10 anni fa quando per diverse convergenze di situazioni, eventi e ambientazioni decisi di lasciare la Pallacanestro: il mio vero primo amore. Dopo 14 anni di attività a diversi livelli (dalle giovanili sino ai campionati di categoria interregionale) mollai tutto senza spiegazioni vere e proprie, come si dice appesi le scarpe al chiodo. All'inizio sembrò facile, per niente faticoso o costo, ma il tempo, inesorabilmente, mi aspettava ed alla fine ne venne che per tre anni non ero me stesso: niente allenamenti, niente compagni di squadra, niente partite e confronti con gli avversari, niente adrenalina, niente di niente. Ho provato a riprendere ma come per gli amori riscaldati non era più la stessa cosa...
Oggi sto provando di nuovo la medesima malinconia per una cosa che mai avrei immaginato. Mi sento anche stupido per quello che provo e per cosa lo provo, ma in fin dei conti dopo 8 anni di studi sull'argomento, varie esperienze, stage, più o meno correlati e dopo 7 anni a lavorare nel campo ho capito che era proprio «
mio quel lavoro», lo facevo come forse non farei mai altro. Un lavoro!! Inimmaginabile mi manca il Mio Lavoro! Ancora incredulo e stupefatto mi sono reso conto che vedere degli amici realizzare un prodotto editoriale, mi ha fatto sentire male... mi sono ritrovato nelle braccia delle malinconia che mi ha accolto nel suo silenzio, nella sua triste solitudine dei miei pensieri e ricordi. L'unica cosa che mi consola è che ora so cosa capiterà dopo e in qualche modo so come comportarmi al contrario della prima volta... devo solo aspettare di liberare un nuovo amore.La malinconia è colei che ti porta all'oblio, ti fa guardare sempre la stessa foto immobile, senza concederti il tempo di guardare oltre quella foto: sempre uguale a se stessa; forse solo quando l'animo si sarà placato potremo sollevare gli occhi a guardare oltre.
mr.zugo
In questo ultime settimane sono molto crucciato e deluso.
Oggi più che mai il contrasto tra i demoni dell'umanità e la mancanza di angeli è molto evidente... sempre di più sono i fatti "neri" piuttosto che quelli "bianchi". Navigando per la rete di Internet ho letto un po' di tutto: denunce contro le violenze, contro le guerre, indignazione per l'associazione di un cattivo soggetto a tutti quelli della collettività a cui appartiene o da cui proviene, la richiesta di aiuto da parte di istituzioni e soprattutto agli di angeli.
Un domanda mi ha colpito «... che fine hanno fatto gli angeli?».
Le risposte possono essere molte, ma di certo oggi gli angeli sono troppo pochi per contrastare tutti i demoni che albergano nell'animo degli uomini. Le morti e le violenze brutali aumentano, senza una ragione che sia comprensibile se non quella dell'oggettività, che non è sufficiente per capacitarsi di certi eventi. Personalmente non so dire dove siano finiti gli angeli, ma sono convinto che le morti e le violenze che interessano persone comuni e non, sono dei segnali che servono a richiamare gli angeli che albergano in noi. Possono diventare il manifesto di una richiesta di aiuto che dovrebbe sensibilizzare la comune percezione dei valori che pare siano stati oscurati dai peggiori istinti umani.Gli angeli che siano custodi o protettori, non sono più sufficienti come si poteva credere prima, questi ultimi sono forse troppo pochi rispetto ai demoni che albergano negli animi umani, hanno bisogno dell'aiuto di tutti noi riconvertendo gli animi nostri e di chi sta a fianco per far si che i demoni perdano la loro forza. Se noi per primi non vogliamo abbandonare vizi, malvagità, inettitudine gli angeli da soli non possono miracolare tutta l'umanità. Le conversioni degli animi nascono dalla convinzione di voler cambiare: gli angeli possono solo mostrarci la via, non certo imporla; ognuno di noi deve trovare il proprio angelo magari passando attraverso la compassione e la sensibilità verso la morte o la violenza subita da chi circonda per poi trovare dentro di se l'angelo che è in noi. I nostri demoni dobbiamo combatterli noi, non pretendere che gli Angeli in cui crediamo risolvano tutto scendendo sulla terra e intervenendo al posto nostro. Di certo il contrasto Angeli & Demoni (vedte se ne trovarte una rappresentazione nella sezione Lab-Grafico) è sempre esistita e sempre ci sarà... potrebbe essere che siamo noi sia gli uni che gli altri
mr.zugo