Non volevo più scrivere nulla sino al nuovo anno ma dopo quanto ho letto ieri sera, e pensando a quanto la sofferenza sia una maledetta compagna di viaggio che non ci molla mai, mai... non potevo non scrivere quest'ultimo post.
Un mio collega è in coma all'ospedale per un incedente d'auto grave, generato da un incosciente ubriaco, e le ultime notizie non sono per niente rassicuranti, ci sono rimasto male, ho sentito freddo dentro tanto freddo; sono morti 6 operai sul lavoro per negligenze varie, persone a me più o meno vicine soffrono per malattie di ogni tipo, chi per difficoltà fisiche, chi per colpa dei tumori... Noi stiamo per festeggiare perché siamo fortunatamente in salute, e piccole screzi, disagi non sono niente in confronto alle vere sofferenze altrui. Non so voi ma certamente io non voglio far finta di niente, ed anche se solo virtualmente questo è il mio regalo di Natale per loro:
Dono un Abbraccio sincero, arricchito da un caldo Sorriso
per ricordare loro che vale sempre la pena, Combattere
e che vorrei Condividere la loro Sofferenza per poter
alleviarli un po' e far capire loro che non sono soli mai!
Non ho altro da aggiungere la mia rabbia e la mia frustazione mi impediscono di scrivere qualcosa di più sensato sulla sofferenza e sul dolore. Esistono e dobbiamo convicerci, ma non deve mai succedere che le persone siano da sole quando stanno male. Il mio pensiero e con coloro che soffrono, ben poca cosa, ma dovevo dirlo!
mr.zugo
Un pensiero che ho ricevuto in e-mail che mi sembrava bello condividere:
Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici «Come stai?» ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita ti stendi sul tuo letto con
centinaia di questioni successive che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio, «lo faremo domani?»
senza notare nella fretta, il suo dispiacere?
Mai perso il contatto, con una buona amicizia che
poi finita perché tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire «Ciao»?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno,
come un regalo mai aperto... gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica.
N.B.non è una mia opera, l'ho recuperata dalle solite catene via e-mail ed avendola trovata interessante e degna di essere riportata qui è stata postata.
mr.zugo
Questa mattina mi è venuto male allo stomaco... Dialogando su uno dei tanti messanger che la tecnologia ci mette a disposizione, parlando con una persona di riflesso ad una sua affermazione mi è venuto un brutto pensiero. Il senso di colpa mi ha assalito che ho cercato di purgare immediatamente confessandolo al mio interlocutore. Tragedia! Nonostante dall'altra parte ci fosse una persona che io apprezzo, pur scusandomi è successo l'imponderabile. Niente sangue, niente insulti, solo un pacato scambio di vedute su argomentazioni esterne alla mia sciagurata associazione di idee. Chiedo Scusa per questo, non era mia intenzione. Come risultato accomiatamento, delle due parti, con molta educazione e rispetto! Poi...Poi rileggendo la discussione, specie quella di chiarimento, un senso di rabbia soffocata mi ha assalito! Pare che, effettivamente, io e molti altri soffrano di depressione, tristezza, ansia e stress durante le feste: chi per idiosincrasia verso le festività, chi per questioni economiche, chi per senso di solitudine, chi per sensi di frustrazione e chi per ansia da regalo: personalmente non lo accetto più! Ora anche durante quelle poche occasioni che ci sono concesse di essere sereni, felici e di poterci dedicare al prossimo, ci roviniamo tutto con la "depressione da feste".
Scusate il parziale francesismo: vaffa...!!!!
Ci siamo proprio dimenticati di certi insegnamenti, e sopratutto di ascoltare il cuore: non serve aspettare natale o pasqua, o capodanno, o le vacanze estive per essere felici, sereni, allegri e spensierati o per essere «più buoni» o fare un dono. La nostra ricchezza è dentro di noi, basta lasciarla venire a galla e concederla agli altri; non occorrono grandi regali, grandi gesti o chissà che altro per essere buoni, felici, ecc. Essere se stessi e dedicarsi un po' agli altri è tantissimo. Domanda: un po'? cosa vuol dire? Quel poco che basta a far sentire agli altri e a se stessi che si esiste e ce ne accorgiamo. Non ho voglia ora di farla troppo lunga, quindi concludo dicendo solo che per cominciare quest'anno oltre ai regali materiali (chi si può permetterlo di farli - io no ahimè!) sarebbe bello che molti, spero tutti, abbiano il coraggio di donare le seguenti cose:
- un Sorriso – Sincero
- un Abbraccio – Amoroso e accogliente
- una Carezza – Delicatamente dolce
- un Pensiero Bello – Scritto a mano su un cartoncino
- un Fiore Solo – Scelto con cura
- un Disegno – Fatto con l'innocenza dei bimbi
Questi possono essere donati da tutti a tutti, senza sforzo se si fa parlare il cuore e l'anima, questo per me sarebbe un inizio per un natale (e non solo) non convenzionale: prima regaliamo noi stessi e un po' del nostro tempo agli altri, poi tutto il resto. Da quanto tempo non stiamo più con gli altri per il solo piacere di starci?
Niente depressione o tristezza, niente idiosincrasie o stress da ansia; io per primo voglio trovare il coraggio di fare quanto ho scritto: godermi la vita e la compagnia delle persone (^_^).
mr.zugo