mercoledì, gennaio 12, 2011

Libero Dittatore

In questa occasione leggerete la parte meno moderata del sottoscritto,  ma cercherò di essere breve e mi avvarrò della libertà di parola in tutti i sensi. Tanto per cominciare il titolo è a libera interpretazione commentate liberamente, ed in secondo luogo in questo post si farà  riferimento al portale di servizi internet legato alla compagnia telefonica mobile ed ai metodi di moderazione che adottano al limite del nazistoide.


Dopo quasi 14 anni sono stato bannato! Io uno dei primi a popolare Digilander quando il portale attuale  ancora era solo un'idea partorita dall'acquisizione di una compagnia telefonica, proprio io!!?? Da quel che posso immaginare alcuni dissapori del tutto velleitari avuti con un altro utente della stessa community, ha fatto si che il mio profilo venisse etichettato e portato all'attenzione dei moderatori con il fantomatico link "segnala abuso" che dà come risultato il fatto di venire sospesi ovvero cancellati e inseriti nella lista di non ritorno. Ora con una e-mail e una registrazione si possono avere sino a 7 ID o FAKE (chiamateli come volete), sta di fatto che la sospensione non è legata all'ID segnalto bensì alla registrazione con tutti igli ID annessi. Così nell'azione dittatoriale di epurazione senza preavviso lasciano in vita solo la casella di posta, giusto per non fotterti documenti e comunicazioni magari importanti (vedi mai che ti denunciano). Comunque sia come da indicazioni dopo vari tentativi di accessi infrutuosi mi si dice di scrivere al customercare, che candidamente scrive che sono stato sospeso adducendo che gli ID sono esplicatemente a sfondo sessuale... ma dico scherziamo? Ditemi voi quanto sono espressamente allusivi i seguenti nick:

  • OldWise (anni 13 - nato nel luglio del 1997 - morto a gennaio del 2011)

  • in.offerta (morto a 6 anni)

  • lightnessofspirit (morto a 5 anni)

  • 28enneclado (confermo scritto proprio clado per ironizzare - morto a 10 anni)

  • incontristaresa_to (morto a 3 anni)


dove tolti i primi due che erano profilati e con foto per nulla oscene ed in alcuni casi comunque segnalate come per adulti per salvaguardare gli under 15 molto presneti su tale portale, il resto dei nick erano senza nulla perché oramai in disuso e opinabili come senso  allusivo, quando poi navigando e cercando si trovano troia, troietta, porco, maiale, ecc. con tutte le varianti aggiunte assai più esplicite dei miei  ID... comunque sia, nel ritentare a chiedere spiegazioni la risposta è stata: "devi cambiare i nick aggiungendo o togliendo caratteri" ma non erano esplicatemente allusivi al sesso ????  una lettera o un numero cambia la percezione? Bha gente senza spina dorsale.


Se già ero tentato di abbonarmi alla adsl di tale piattaforma ora non solo non lo farò nella maniera più assoluta  e visto che questi simpaticoni ti bannano senza avvisarti per darti modo di correggere il tiro (non sia mai una svista che ti stroncano senza neanche dirtelo) sono acne tentato di esaurire quanto prima i 300 euro di credito telefonico che ho con loro per passare ad altra compagnia telefonica mobile, cancellerò la mail ancora presente e praticherò opera di dissuasione a chiunque mi parlera di queste compagnie di servizi telematici e di telecomunicazione.

Ma tu guarda sti cafoni ignoranti di netiquette che non ti avvisano ne ti ammoniscono ma  per una sola segnalazione, e sicuramente neanche verificata ti bannano. Avviso ai lettori che  ora viene fuori ilo squatter che che in me:  "Si strafot..no alla grandissima e tutta la loro allegra e ambigua  compagnia, fanc..lo a tutti loro che dopo 14 da internauta sulla loro piattaforma neanche un segno di rispetto.  Libero Dittatore ouykcuf

mr.zugo ha parlato!

martedì, gennaio 11, 2011

Abbandonare... Chiudere... Ma Anche No!

Già alla fine dell'anno appena trascorso ed in questi primi giorni del 2011 sono stato combattuto dal chiudere il blog o meno, parlando con altri blogger ho saputo di chi ha chiuso, di chi ha abbandonato il proprio blog, chi ne ha fatti altri e così via.
In quest'ultimo fine settimana però sono successe un paio di cose che mi hanno fatto prendere una decisione o quasi. Questo blog non lo abbandono ne lo chiudo, seppure sia approdato qui attirato dalla curiosità e un po' per gioco, mi sono reso conto  tutto sommato mi piace avere un blog; a questo si aggiunge che il proliferare di profili, blog, e applicazioni web in cui lasciare il segno potrebbe non essere la via migliore per mantenere una propria identità. Non ricordo se su questo blog o sull'altro che te ho, e che tra l'altro è un po' troppo lasciato a se stesso, avevo già scritto del fatto che volevo ridurre la presenza su internet, non fosse altro per non disperdere troppo pensieri e pezzi di me stesso. Se non erro i blog nascono come diari pubblici o privati che raccolgono idee, pensieri, racconti, notizie scritte o visuali e quanto di più si possa inserire a scelta degli autori e proprietari. Dunque se io stesso attraverso periodi diversi e la mia personalità muta, cresce non vedo perché chiudere o abbandonare un blog per aprirne un altro diverso in base al mio umore. Potrei eventualmente aprire un altro blog in aggiunta a questo, come in realtà ho già fatto, ma di per se non è soddisfacente, come non lo sarebbe isolarmi con un mio blog su un mio sito, troppo egocentrico. Di per se la decisione che ho raggiunto non mi è ancora chiara, ho una vaga idea embrionale di quello che effettviamente voglio fare, anche ora che sto scrivendo sto cogitando su quali azioni potrei intraprendere per avvicinarmi a questa decisione presa o che voglio prendere e non ancora definita. Sembrerebbe che possa essere in confusione ma non è così, ne tanto meno sono sotto l'effetto di stupefacenti o ubriaco, semplicemente combatto con la ritrosia di espansione incontrallata sul web.
Da qualche giorno mi hanno sospeso una registrazione su un portale di servizi e la cosa mi ha indispettito alquanto soprattutto perché 3 anni fa avevo seguito la procedura per cancellare la mia iscrizione ma non venne mai fatto. Ora mi ritrovo con la sospensione di 7 ID, legati all'unica registrazione che avevo, per motivi volendo condivisibili ma mi fa incazzare che quando lo decisi io non mi cancellarono ed ora probabilmente per una sola segnalazione di abuso (e forse per semplice ripicca di chissà quale altro utente) vengo sospeso; a questo si aggiunge che non voglio abbandonare una cosa che in fin dei conti mi piace, seppure non la coltivo più così assiduamente come prima, la decisione di base è che Note di Viaggio resta sin chè avrò qualcosa da scrivere in qualsiasi stato d'umore mi possa trovare. Resta da definire quanti altri blog sopravviveranno di quelli che redigo seppure saltuarimanete, intanto uno l'ho cancellato perché inanime da ben 10 mesi ed a breve deciderò il futuro degli altri. Con molta probabilità uno sarà assorbito in questo ed un altro sarà tenuto semiprivato o privato, bho vedremo, tanto sono certo che  la decisione latente che ho in testa nei prossimi giorni prenderà corpo. Come spesso ho detto il blog è mio e me lo gestisco io, come visibilità, come commentabilità, ecc. per cui qui sono e qui resto.
Anche per quello che riguarda il sito subirà una trasformazione, di certo nell'abito  di alcuni contenuti che cresceranno ed altri che spariranno o quanto meno saranno rinfrescati e non poco.
Nella vita ho lasciato ben poche cose incompiute, nel bene e nel male, meno ancora le ho abbandonate, semmai ho preso decisioni ed ho intrapreso nuovi percorsi, come per il basket, che seppur mi sia entrato nel sangue più di quanto si possa pensare, ho dovuto e voluto terminare quell'esperienza scegliendo altre vie più sostanziali, allo stesso modo con questo blog è mia intenzione portarlo con me tra alti e bassi e millante chiusure come già ho fatto in un paio di occasioni, poi ritrattate a distanza di qualche mese, forse farò anche qualche ritocchino qua e là ma niente di troppo sostanziale.
Come per la casa anche per questa mia latente decisione vi terrò aggiornati il giusto, che possa interessarvi o meno, ehehe eheh.


mr.zugo

sabato, dicembre 11, 2010

Il saluto: significante o insignificante...

Non ci avevo mai pensato ma una delle consuetudini di cui facciamo uso, negli ultimi tempi si è modificato, o quanto meno non lo si percepisce più come prima: il saluto. Un gesto o una parola con la quale si comunica, si dialoga, si scambia insieme alle altre persone. Sul posto di lavoro, ma anche nella vita sociale il saluto ha perso quasi la sua valenza di relazione e apertura tra le persone, sembra essere divenuta una banale consuetudine, scontata, inflazionata quasi al punto di non essere più parte di noi, risultando forse solo un gesto meccanico reiterato senza valenze. In taluni contesti più che in altri il saluto viene meno, soprattutto sul posto di lavoro dove molto spesso si incrociano i colleghi che per quanto conosciuti o meno (a seconda della dimensione dell'azienda) quasi non ci si saluta, se non con un risicato e veloce “ciao” o con un lieve cenno; al di fuori del lavoro invece, quasi con timore e vergogna le persone vagamente conosciute si salutano con un insipido, e per me inadeguato, “salve” mentre le persone conosciute si salutano velocemente o meccanicamente. Questa quanto meno è l'impressione che se ne potrebbe avere.
Personalmente non saprei dire l'origine del saluto, ma di certo è un motto sociale che rompe la distanza e introduce lo scambio, inoltre per come me li ricordo il “buongiorno, buon pomeriggio, buona sera e buona notte” hanno un certo fascino, non solo sono dei saluti ma anche degli auguri e dimostrazione di attenzione verso gli altri, che per quanto semplici, potrebbero ben disporre a instaurare un rapporto seppur di breve durata se non di “abbellire” la separazione, piuttosto che lasciare quell'insipida distanza che crea indifferenza, se non diffidenza e in alcuni casi addirittura timore.
Ricordo quando mi si diceva che per rispetto i più giovani devono salutare le persone più grandi di età, e con modi appropriati: ovvero mai con un ciao e possibilmente evitando il salve. Oggi non solo non vengo salutato da chi è più giovane, ma quando capita a volte con troppa superficialità e irriverenza sentendo la forzatura della cosa... di per se non è che ne faccia una questione di principio, ma di certo trovo sgradevole non scambiare un saluto, ritengo che abbruttisca l'esistenza delle persone a non avere un minimo di rapporto, in fondo fosse anche un solo saluto in tutta la giornata, potrebbe rendere tutto più digeribile e meno apatico per non dire meno alienante.
In altri ambiti sociali invece il saluto assume addirittura una simbologia definendo anche in alcuni casi una casta, un gruppo sociale chiuso o un modo di tenere fuori il resto dell'umanità con la quale non ci si vuole rapportare; ad esempio alcuni gruppi come gli skaters, oppure i rapper o gruppi simili hanno dei saluti convenzionati diversi dai soliti, e in taluni casi talmente elaborati che restringono il gruppo di appartenenza, lo definiscono e lo circoscrivono escludendo tutto il resto, creando una distanza e una presa di posizione quasi a mettere in difficoltà la controparte, e in alcuni casi pure a mettere in imbarazzo per prendere vantaggio sul prosieguo dell'eventuale scambio. Forse solo più in quei contesti di distinzione e definizione dei ruoli e dei gruppi prende ancora una valenza, ma tolti gli ambienti militari o di casta, dove ha una valenza gerarchica e di riconoscimento, molte volte il saluto diviene un motto ruffiano dove si saluta il capo ufficio e non i subalterni, oppure il personaggio di rilievo ma non la comune persona.
Se mi soffermo a pensare al saluto, mi viene sempre in mente una sola immagine: due viandanti che procedono su direzioni opposte ma sulla medesima via che si incrociano e seppure non si conoscano appena sono a portata di voce si salutano, a voler dimostrare rispetto e la volontà di condividere la condizione di viaggiatori cercando conforto e aprendosi a uno scambio di informazioni utili perché no anche al viaggio stesso, se non addirittura, augurando qualcosa di buono, soprattutto nel saluto di separazione. Rivedendo alcuni momenti della giornata ci si può rendere conto che il saluto invece cade nel vuoto... inascoltato o ancor peggio non raccolto per totale indifferenza e distacco, situazioni sulle quali a ripensarci danno un senso di tristezza e abbandono.
Tenacemente non mi arrendo, pur capitando spesso di non essere quasi ricambiato nel saluto o per niente salutato, io insisto a salutare con lo spirito dell'augurio e dell'apertura: mi fa sentire meno solo e soprattutto mi permette di avere una migliore relazione con gli altri. Forse questa mia visione e interpretazione del gesto di questi tempi potrebbe non essere condiviso, ma la continua alienazione nella comunicazione verbale, pur non sembrando, ho la netta impressione che stia portandoci verso una modificazione della percezione del comune senso di espressione; seppur sia un gesto o una parola di poco conto, in realtà nasconde e produce molto: il saluto non è solo una scambio sociale convenzionale, è certamente un messaggio di interazione tanto semplice quanto forte ma svalutato. Alcune esperienze sul saluto aiuterebbero a far comprendere che aprirsi agli altri conosciuti o meno che possano essere è un gesto di tolleranza, di disponibilità e di attenzione, cose oggi che parrebbero scomparse o negativamente sottovalutate.
Nel mio viandare mai ho negato un saluto, sempre rispettoso e attento per ogni potenziale interlocutore, che fosse verbale piuttosto che scritto, già perché anche nella relazione scritta oggi con gli strumenti moderni di comunicazione si sta osservando una lenta e durevole modificazione e alienazione della capacità di relazione di base, cosa che un tempo era più facile e abbordabile. Al contempo invece quando il saluto viene utilizzato intenzionalmente assume tratti che sembrano più sprezzanti e ironici se non fintamente superficiali e stucchevoli di quanto dovrebbero essere...
Comunque sia il saluto non è il solo ad aver perso il suo fascino e la sua valenza, molte altri mezzi relazionarsi stanno degenerando su distanti meccaniche e insignificanti rituali senza peso valore, quando invece sarebbe opportuno ritrovare quella interazione sociale più calda e umana.